06 aprile 2022

Mrs Maisel

Ambientata nella New York degli anni 50, The Marvelous Mrs Maisel segue le vicende di Miram "Midge" Maisel (interpretata da una strepitosa Rachel Brosnahan), una ricca casalinga ebrea dell'Upper West Side, che si trova - quasi suo malgrado - a diventare una stand up comedian che calca i palchi dei fumosi locali del Greenwich Village.


Sì, vi ho spoilerato il primo episodio, lo ammetto. Ma il bello di questa serie tv (che al momento consta di 4 stagioni) non è tanto la trama, che è comunque avvincente. Quello che mi ha tenuto inchiodato allo schermo sono le situazioni comiche e le disavventure di una donna (quasi) normale, ma soprattutto i dialoghi e le conseguenti performances comiche che ne vengono fuori.

I dialoghi, a mio modo di vedere sono il vero motore trainante, tanto da far impallidire tutte le sit-com esistenti. Infatti The Marvelous Mrs Maisel è una delle poche serie che, con l'inizio della quarta stagione, ho voluto rivedermi dal primissimo episodio e me lo sono rigustato appieno.

Ovviamente qualsiasi sceneggiatore sa che non puoi reggere 4 stagioni su un'unica protagonista e quindi grande plauso va all'interpretazione dei vari personaggi secondari, tra cui spiccano i bravissimi  Tony Shaloub e Kevin Pollack, che avrete già visto in diversi film o serie, rispettivamente padre e suocero di Midge. Menzione, ovviamente, anche per la coprotagonista Susie (l'attrice Alex Borstein), con un personaggio completamente fuori dagli schemi.

E a proposito di personaggi secondari, io vorrei uno spin-off su questi due tizi qua sotto.



01 aprile 2022

Ghost - Impera

Ho visto un meme che recitava più o meno così: "i Ghost sono il figlio illegittimo degli Abba e i Black Sabbath". E devo dire che ci va abbastanza vicino: le chitarre distorte e i toni cupi si mixano piacevolmente con coretti e melodie pop. 

Annoverati come band metal, infatti, i Ghost vengono spesso accusati di non essere metal. E anche questo ha senso. Ma noi della nutrita redazione di Suevele ce ne sbattiamo allegramente di etichette e cliché vari, per cui passiamo a recensire (più o meno, dai) l'ultima fatica del gruppo svedese, dal titolo Impera.

Vi spoilero già il finale: dopo un ascolto abbastanza accurato, a me il disco piace. E pure parecchio. Non sarà certo un album che passerà alla storia, sia chiaro, ma chi ama i Ghost, ci ritroverà tutti gli elementi che li contraddistinguono, ovvero le atmosfere barocche, il massiccio uso di synth, le chitarre pesanti, un po' di rock sinfonico e nel brano "Respite on the Spitalfields" pure una strizzatina d'occhio al prog rock.

E basta, penso non ci sia altro da dire, perché da un certo punto in avanti si passa veramente nei gusti personali e, come detto, a me loro piacciono parecchio. Dategli una possibilità, lontani da preconcetti, e se non vi piacerà non vi biasimerò di certo.