Mi sono fatto attirare dalla parola "miniserie" e mi sono ritrovato a divorarmi in pochi giorni La sua Verità, ovvero una storia (divisa in sei episodi) che parla di omicidi, vendette, ecc.
La protagonista è Anna (Tessa Thompson), una giornalista televisiva in disgrazia dopo la morte della figlia appena nata, che decide di rilanciare la propria carriera proponendosi come inviata nella sua cittadina di origine, per documentare un omicidio. La vittima è una sua ex amica, il detective che indaga è il suo ex marito Jack Harper (Jon Bernthal). Ovviamente tutti i sospettati, nessuno escluso, hanno i loro segreti e le loro colpe.
Brutta? Bella? Non saprei dire. Se si spegne il cervello e si guardano le serie solo come intrattenimento, funziona e stupisce alla grande. Personalmente ci ho trovato molto manierismo, molti stereotipi e un grande dubbio: tutti si ingroppano tutti, tutti pronti a tradire tutti pur di salvarsi la pelle... perché ad Albino non succede mai niente? O sono io che non le vedo?
Un'ultima riflessione: o Jon Bernthal è monoespressivo o gli danno sempre lo stesso ruolo. Mentre per la povera Sunita Mani (assistente detective di Harper/Bernthal) sappiamo che è esattamente la seconda delle due opzioni. Liberatela!





