01 ottobre 2026

Soltanto il Giorno - Santina Cosetta

Siamo in Sicilia, alla fine del 1800. Marianna nasce ad Avola, in una famiglia povera, da gravidanza indesiderata. Viene affidata a una zia, considerata la strega del paese, perché conosce piante, erbe e spezie che usa per curare le persone, ma anche per cucinare. Quando Marianna, ancora bambina, viene mandata a sevizio presso la Masseria di una famiglia nobile, mette a frutto gli insegnamenti della zia e inizia un percorso come cuoca, tanto da guadagnarsi la fiducia e la simpatia della piccola baronessa Laura, sua coetanea, con cui crea un rapporto speciale.

Impossibile riuscire a condensare in poche righe questo romanzo d'esordio della siciliana Santina Cosetta, che è stato un po' la novità dell'estate 2026. Tanti argomenti e tante situazioni per raccontare la storia (se non ho capito male) di un'antenata dell'autrice. I temi trattati sono diversi: dall'autodeterminazione al ruolo femminile in una società patriarcale, dalle differenze di classe alla cucina come collante sociale. Il libro è scritto bene e la storia sicuramente valida

Un paio di considerazioni non mi hanno fatto godere il libro a pieno: la prima è che talvolta la scrittura è leggermente manieristica; la seconda invece è che verso metà libro parte una telenovelas di amori sofferti e contrastati dalle differenze sociali che ho trovato noiosetti. Ma questo non inficia sul giudizio finale che è comunque positivo.



05 settembre 2026

Tre Nomi - Florence Knapp

Cora sta passeggiando con sua figlia, verso l'anagrafe. Spinge un passeggino con il suo figlio neonato. Non ha ancora deciso come lo chiamerà. La scelta più semplice sarebbe Gordon, il nome del marito e di tutti i maschi della famiglia, tanto che Gordon (il marito, appunto) dà per scontato che il figlio si chiamerà come lui. Cora però vorrebbe chiamarlo Julian. Oppure accontentare la sua primogenita e dargli il nome Bear. A seconda del nome che darà, il bambino avrà 3 vite molto diverse.

Interessantissimo romanzo d'esordio per l'inglese Florence Knapp, specie se si pensa che questo libro è uscito intorno al suo quarantottesimo compleanno (c'è sempre tempo!). L'idea è molto interessante e originale. La scrittura fluida, anche se alcune volte leggermente stereotipata (avete presente scene tipo la persona sola, che fuma guardando fuori dalla finestra, mentre fuori piove? Ecco, quella roba lì). Nella totalità un libro coinvolgente e che si fa leggere in maniera veloce. A me è piaciuto molto.


04 agosto 2026

le Città di Pianura - Francesco Sossai

Le Città di Pianura è una sorta di road trip alcolico e malinconico, in cui due amici girano per il Veneto, in cerca della fatidica "ultima", che poi sarebbe l'ultima bevuta o il bicchiere della staffa. Peccato che la "ultima" non sia mai veramente l'ultima. In questo loro peregrinare attraverso scenari post industriali, ricordi e disillusioni, Doriano (Pierpaolo Capovilla) e Carlo Bianchi (Sergio Romano) coinvolgono un giovane studente di architettura (Filippo Scotti), timido e un po' imbranato.

Finalmente un film italiano carino, che esce dagli schemi dei plot narrativi classici. Sossai parla di massimi sistemi, passando per piccoli comuni dimenticati, il tutto condito da dialoghi brillanti e situazioni comiche. Un film che parla di sogni a occhi aperti, di iniziazioni, di regali improbabili e di girovagare senza un senso. Ma soprattutto parla di cogliere l'attimo, della giovinezza che passa. "Non c'è mai un'altra volta" sentenzia Sergio Romano all'inizio del film. 

Straordinaria prova di Pierpaolo Capovilla, che avevo lasciato come cantante del Teatro degli Orrori e ritrovo attore più che convincente.

19 luglio 2026

Odissea - Christopher Nolan

Film grandioso, quello dell'idolatrato Nolan. Addirittura maestoso.
Ovviamente non c'è bisogno di raccontare la trama, quindi vi dirò perché mi è piaciuto.

Come fatto per Oppenheimer, la narrazione si concentra sui lati oscuri di un uomo che si ritrova a fare i conti con le conseguenze delle proprie azioni. Idolatrato per il suo coraggio e il suo ingegno, Ulisse cammina tra le macerie di una Troia ormai incendiata e sconfitta, con lo sguardo perso di chi ha sempre scelto l'obbedienza, a scapito di qualsiasi integrità morale. Quando finalmente lo scopo è stato raggiunto, a cosa è servito veramente? e a che prezzo l'abbiamo raggiunto? E se fossimo noi il vero "male" di noi stessi? Insomma, un Ulisse tormentato e lontano dall'epicità che abbiamo studiato a scuola.

E così il viaggio di ritorno verso Itaca, lunghissimo e ricco di insidie, è anche un modo per espiare i sensi di colpa. O perdendosi nell'oblio (grazie ai fiori di loto di Calipso) oppure sottoponendo se stesso e i propri uomini a continue prove al limite della sopravvivenza. "Voglio veramente tornare a casa?" si chiede di continuo.


Per quanto mi riguarda, Nolan ha realizzato un film grandioso. Che ci conferma per l'ennesima volta che la guerra fa schifo, anche quelle che consideriamo giuste. E che la legge di Zeus ("accogli e tratta lo straniero come vorresti essere trattato tu" viene ripetuto più volte nell'arco del film) e degli dei in generale viene utilizzata solo quando e nel modo che fa comodo a noi. Difficile non vedere Gaza, nelle macerie di Troia, mentre i soldati uccidono, razziano e stuprano.

Esteticamente parlando, poi, abbiamo una regia al limite della perfezione, non solo nelle inquadrature, ma anche nella suggestione delle paure, delle claustrofobie, ecc. Mi è piaciuto pure Matt Damon, di cui non sono certamente un estimatore. Bravissimo John Leguizamo nella parte di Eumeo.

28 maggio 2026

gli aquiloni - Romain Gary

Ludo, un piccolo orfano francese, vive in Normandia, con lo zio Ambroise Fleury, un simpatico ma singolare signore che ama costruire aquiloni delle più svariate forme e colori. Un giorno Ludo incontra Lila, una ragazza polacca aristocratica che si reca tutti le estati in vacanza in Normandia. L'impatto con Lila sarà fondamentale per la crescita del protagonista e, innamorato, le promette (e si promette) un amore eterno. Anche se da lì a poco, scoppia la Seconda Guerra Mondiale.

Il romanzo è proprio la storia di questo amore: conservato, coccolato, tenuto stretto tra le dita come un aquilone anche se il vento e gli eventi te lo portano via. E quando ti sembra di averlo perso, lo vai a cercare e lo rimetti in sesto, esattamente come fa lo zio con i suoi aquiloni, per farlo volare di nuovo (questo parallelismo è una mia idea; magari è una belinata, quindi non ditela in giro).

Se avete letto La Vita davanti a sé, vi innamorerete anche di questo libro di Romain Gary, per il suo modo di raccontare le storie, i sentimenti e i personaggi. La trama è realistica e coinvolgente, soprattutto perché è facile identificarsi nel protagonista, i suoi ideali e i suoi valori morali. E poi i personaggi di contorno sono eccezionali: a parte lo zio, indimenticabili sono il ristoratore Marcellin Duprat e la maitresse Julie Espinoza (che ci ricorda molto la Madame Rosa del romanzo citato prima).



11 maggio 2026

Dirty Honey - Can't Find the Brakes

Eh, lo so, è uscito più di 2 anni fa, ma non è che i Dirty Honey siano molto popolari da queste parti, quindi mi perdonerete. Per chi non li conoscesse (ovvero tantissime persone) parliamo di una band californiana con radici nel blues/rock che suona come tante altre band americane (tipo i Rival Sons, tanto per fare un nome).

Stiamo parlando di riffoni di chitarra, qualche "ballad", ma soprattutto tanti pezzi strong. Vi consiglio vivamente di ascoltare "Won't take me Alive" per farvi un'idea. Non sentirete niente di nuovo, ma se vi piacerà, giurerete fedeltà a questi ragazzi e vi troverete a canticchiare i loro pezzi, che sono una bomba. Io li adoro.



19 aprile 2026

l'Arminuta - Donatella Di Pietrantonio

L'arminuta, ovvero "la ritornata": così viene soprannominata una ragazzina di tredici anni che viene riportata a casa, alla sua famiglia di origine. Il romanzo inizia proprio nel momento in cui la protagonista (non viene menzionato il nome) entra in quella che dovrebbe essere casa sua, ma che lei non conosce. Sì, perché sin dalla tenerissima età è stata affidata a una famiglia di parenti che lei ha sempre pensato fossero i suoi veri genitori.

Così, dopo un'infanzia vissuta in città, in un ambiente agiato ed educato, l'arminuta si ritrova in una famiglia povera, di scarsa cultura e tendenzialmente anaffettiva. L'unica persona con cui riesce a legare è Adriana, la sorella più piccola, che, nonostante la giovane età, ha esperienza della varie mansioni che si richiedono a una ragazza che vive in campagna: dall'accudire il fratellino neonato, allo sbrigare le faccende domestiche.

Per le tematiche affrontate, questo libro mi ha ricordato Accabadora di Michela Murgia, che ho letto abbastanza recentemente. Entrambi parlano di usi e costumi di un'Italia che non c'è più. Purtroppo o per fortuna, non sta a me dirlo. 

L'Arminuta è un'opera delicata, vista attraverso le difficoltà di una ragazza troppo giovane per capire e accettare le dinamiche del mondo degli adulti. Le fatiche, le disillusioni e le scoperte della protagonista mi hanno coinvolto fin dal principio. Libro che mi è piaciuto parecchio.