Siamo in Sicilia, alla fine del 1800. Marianna nasce ad Avola, in una famiglia povera, da gravidanza indesiderata. Viene affidata a una zia, considerata la strega del paese, perché conosce piante, erbe e spezie che usa per curare le persone, ma anche per cucinare. Quando Marianna, ancora bambina, viene mandata a sevizio presso la Masseria di una famiglia nobile, mette a frutto gli insegnamenti della zia e inizia un percorso come cuoca, tanto da guadagnarsi la fiducia e la simpatia della piccola baronessa Laura, sua coetanea, con cui crea un rapporto speciale.
Impossibile riuscire a condensare in poche righe questo romanzo d'esordio della siciliana Santina Cosetta, che è stato un po' la novità dell'estate 2026. Tanti argomenti e tante situazioni per raccontare la storia (se non ho capito male) di un'antenata dell'autrice. I temi trattati sono diversi: dall'autodeterminazione al ruolo femminile in una società patriarcale, dalle differenze di classe alla cucina come collante sociale. Il libro è scritto bene e la storia sicuramente valida
Un paio di considerazioni non mi hanno fatto godere il libro a pieno: la prima è che talvolta la scrittura è leggermente manieristica; la seconda invece è che verso metà libro parte una telenovelas di amori sofferti e contrastati dalle differenze sociali che ho trovato noiosetti. Ma questo non inficia sul giudizio finale che è comunque positivo.






