15 aprile 2026

Eric

Siamo a New York negli anni '80. La storia inizia con Edgar, un bambino di 9 anni, che accompagna il padre Vincent (Benedict Cumberbatch) negli Studios dove lui lavora. Vincent è autore e ideatore di una fortunata serie tv per bambini, dove i protagonisti sono dei pupazzi animati, in stile Muppet Show. A fine giornata, Edgar vorrebbe far vedere al padre un pupazzo che lui ha disegnato (l'Eric del titolo) ma Vincent è troppo impegnato nell'ennesimo litigio con la moglie. La mattina seguente il bambino esce per andare a scuola da solo, ma a scuola non ci arriverà mai. Cosa gli è successo? Sulle sue tracce si mette il detective Michael Ledroit (McKinley Belcher III).

Eric è una sorta di thriller che parte da un episodio di cronaca, la sparizione del ragazzino, per esplorare una serie di problematiche come corruzione, prostituzione minorile, povertà, dipendenze, omofobia, etc. I due fulcri sono due personaggi agli antipodi: Vincent, di famiglia benestante, frustrato e pieno di problemi; e Michael, poliziotto discriminato perché nero e (segretamente) gay. 

Piacevole sorpresa, questa serie tv, che avevo snobbato non so bene perché. La trama è avvincente e i personaggi sono ben esplorati, nelle loro sfumature. L'interpretazione di Cumberbatch è delle sue migliori, nonostante sia quasi impossibile empatizzare con il personaggio. Notevole anche la prova attoriale Gaby Hoffmann, la madre di Edgar. I temi affrontati, come detto, sono diversi e finalmente non ho sentito la sensazione di brodo allungato che mi danno le produzioni Netflix.

27 marzo 2026

Alan Bennett

Ogni tanto, quando finisco un libro particolarmente coinvolgente, sento la necessità di fare una pausa  nella lettura. E come defaticante non trovo (al momento) niente di meglio di un libricino di Alan Bennett. Per chi non lo conoscesse stiamo parlando di un drammaturgo inglese molto prolifico, autore di diverse commedie caratterizzate dal famoso humour inglese.

Pochi giorni fa ho terminato La Cerimonia del Massaggio, ambientato durante il funerale di un personaggio assai ambiguo: un massaggiatore, Clive Dunlop, che - scopriamo a poco a poco - non si limitava al solo massaggio, ma molto spesso elargiva prestazioni ben più intime, senza curarsi se il paziente fosse maschio o femmina, altolocato o umile, personaggio famoso o addirittura un prete. Inevitabilmente la cerimonia funebre diventa un crescendo di situazioni esilaranti. 

Se vi piace l'umorismo britannico, Alan Bennet è uno scrittore che vi consiglio caldamente. I suoi libri sono delle piccole pièce teatrali, che leggerete in fretta e (spero) vi divertiranno. Nel caso non aveste mai letto nulla, "La Cerimonia del Massaggio" è un buon modo per cominciare. Se poi vi piace, vi consiglio anche "La Sovrana lettrice" e "Nudi e Crudi".


20 marzo 2026

How to get to Heaven from Belfast

Può una serie tv essere thriller e anche molto divertente? La risposta è un "sì" convinto, dopo la visione di Da Belfast al Paradiso, una delle ultime produzioni Netflix. Che poi la traduzione del titolo sarebbe "Come raggiungere il Paradiso partendo da Belfast", che fa più ridere. Però pazienza. 

Saoirse, Robyn, Dara e Greta erano inseparabili amiche ai tempi del liceo. Dopo venti anni, la morte di Greta fa riunire le altre 3, ma le cose non sembrano lineari e diversi dubbi aleggiano intorno alla morte della loro vecchia amica. Il fattaccio è probabilmente legato a un segreto inconfessabile che le quattro ragazze custodiscono dai tempi della scuola. Le tre donne si mettono a indagare.


Tra le mie serie preferite degli ultimi anni, la consiglio a tutti. Si ride, ma si viene anche catturati dalla sequenza degli eventi. Le protagoniste sono fantastiche (cast azzeccatissimo) con la loro goffaggine, i loro rancori reciproci e la loro tenacia. Regia che usa i colori accesi e il grandangolo per rendere comico anche un momento di tensione. E poi sono tutti così... così irlandesi! Classismo di contea, accento marcatissimo, battute ciniche. Io mi sono divertito un mondo.
Ah, dimenticavo: bella colonna sonora. No, non per la musica celtica, che si sente a malapena.

08 marzo 2026

small town

Pro e contro di vivere (o aver vissuto, nel mio caso) in un piccolo paese: a dieci giorni dalla scomparsa di mio padre, mi ferma e mi saluta gente che non sapevo neanche che sapesse il mio nome.
Sono tutte dimostrazioni d'affetto. Cosa che in Liguria, come tutti sanno, tendiamo a non mostrare. 



07 marzo 2026

il Sale della Terra - Jeanine Cummins

Siamo ad Acapulco, ai giorni nostri. Come un lampo nel buio, durante la festa di compleanno di una ragazzina quindicenne, un commando di killer entra e fa strage della famiglia allargata: nonni, zii, ecc. Si salvano solo la madre, Lydia, e il figlio di otto anni, Luca.

Cosa è successo? Chi ha ordinato la mattanza? La risposta è facile: il giorno prima, sul giornale, è uscito un articolo di Sebastian (marito di Lydia) che parla dei "Los Jardineros", ovvero il cartello della droga che sta facendo il bello e il cattivo tempo in quel di Acapulco, e di Javier Crespo, l'uomo a capo del cartello.

Lydia e Luca, scampati per miracolo alla strage, decidono di lasciare immediatamente la città e scappare verso il norte, di nascosto, perché Lydia sa benissimo che i Jardineros hanno occhi e orecchie ovunque, soprattutto tra le forze dell'ordine e gli uffici statali. Non resta quindi che la via dei migrantes e cercare di salire sulla Bestia, ovvero il treno merci su cui i fuggiaschi si arrampicano al volo, a rischio della loro stessa vita.

Il Sale della Terra ci presenta un'eroina dei nostri tempi, Lydia, una madre con le sue debolezze e le sue paure, ma disposta a tutto pur di salvare il proprio figlio. Coprotagonista, il grande problema dei migranti, non solo quelli che incontriamo tra le pagine del romanzo: disperazione, violenza, corruzione sono la quotidianità di coloro che desiderano solo la speranza di una vita migliore.

Libro avvincente, che fa riflettere.

24 febbraio 2026

Black Rabbit

Jake e Vince Friedkin (interpretati da Jude Law e Jason Bateman) sono due fratelli profondamente diversi tra loro: tanto il primo è intraprendente e indaffarato, quanto il secondo è casinista e perdigiorno. Jake conduce un locale di discreto successo a New York ed è in trattativa per aprirne un altro, ma quando il fratello si rifarà vivo perché a corto di soldi le loro vite si intrecceranno e complicheranno (soprattutto quella di Jake) in maniera drammatica.

Black Rabbit è una miniserie tv che si apre con una rapina nel ristorante di Jake a opera di due malviventi incappucciati. Da lì partono una serie di flashback sulla vita dei due fratelli che, in un crescendo di avventure e disavventure, convergono fino alla sera della rapina. Specifico questo passaggio perché fino alla sesta puntata (quella della rapina, appunto) la serie è stata molto avvincente. Poi secondo me si perde alla ricerca di un finale "giusto" e moralmente valido, come purtroppo sappiamo essere uso delle produzioni americane.

Gli sceneggiatori avevano messo un sacco di carne al fuoco, avevano tirato in ballo una serie di personaggi molto particolari (la chef, l'aiuto chef, il rapper famoso) con delle storyline che potevano svilupparsi in mille maniere, ma alla fine hanno scelto di focalizzarsi solo sul dramma dei familiare e un epilogo troppo telefonato. Mi è sembrata un'occasione sprecata.

Note di merito. Jude Law meraviglioso. Colonna sonora da leccarsi i baffi.