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17 febbraio 2026

discorsi da palestra

Ieri sera, in palestra, 3 persone hanno parlato per mezz'ora dell'espulsione del giocatore della Juve avvenuta durante la partita Inter-Juve di sabato sera. Per mezz'ora. Trenta minuti. 

Che bello sarebbe abitare nelle loro teste.



02 luglio 2015

e Fubles fu!

Alla fine ho ceduto e mi sono iscritto a Fubles.
Non sapete cosa sia? È un social network dedicato al calcio.
In pratica mette insieme persone che vogliono giocare ma che non si conoscono tra di loro.
Hai voglia di fare una partita a calcetto ma non conosci nessuno? Ti iscrivi e troverai sicuramente una partita all'orario che desideri.
Hai organizzato una partita ma ti mancano un paio di giocatori? Matti il tuo match sul sito e la rosa si completerà in poche ore.

Volendo stare un minimo in forma e visto che - con 'sta caldazza - la voglia di andare in palestra proprio non si fa vedere, ecco che il football social network fa al caso mio.
Anche l'anno scorso ero tentato di iscrivermi, ma poi fui sopraffatto da lavoretti vari.
Quest'anno, convinto dall'amico Massi, ho fatto il gande passo e, giusto ieri sera, abbiamo fatto il nostro esordio su uno dei campetti di Cimiano.
È finita con un pareggio, un buon numero di punture di zanzare e una bella sudatona.
Direi che si può ripetere quanto prima.


11 giugno 2013

di nuovo in campo

Ieri sera sono finalmente tornato a giocare a calcetto.
Ho giocato con una paura costante di sentir cedere la caviglia, ma fortunatamente, alla fine della partita, ero ancora sano. Dolorante, ma sano.
No, non dolorante alla caviglia, bensì a tutti i muscoli delle gambe.

Infatti stamattina ho avuto difficoltà a tirarmi su dal letto, da quanto mi sentivo incriccato.
Però felice. Lunedì prossimo riprovo.


13 febbraio 2013

knock out

Prima o poi doveva capitare.
E a ben vedere non è neanche andata così male: dovrò rimanere lontano dal campo da calcio "solo" un mesetto.

Ed è colpa mia, eh! Perché mi ostino a fare il giovincello quando quest'anno lo score sale a 43.
In pratica cos'è successo? Che mancava un giocatore alla squadra che gioca dopo di noi. E io non so dire di no, quando vedo un pallone rotolare.

Così, quasi al termine della seconda ora di gioco, stanchissimo, mi son coordinato male su un salto e cadendo sono atterrato pessimamente.
Ergo distorsione della caviglia e dieci giorni di fasciatura rigida.

Ripeto: poteva andare peggio.
Però se fossi stato un po' più cosciente della mia età e del mio fisico avrei dovuto dire "no, grazie".

07 settembre 2012

disamoramento

Ogni anno che passa seguo sempre di meno il calcio. Come se non bastasse la pletora di impegni a cui la mia vita di genitore mi sottopone, che è il deterrente principale di qualsiasi attività di svago, diversi fattori aumentano il distacco tra me e lo sport più popolare.

La prima, e più importante è che il calcio è diventato noioso.
Ci sono tre grandi squadre (Milan, Juve, Inter) che giocano un altro campionato rispetto a tutte le altre. Come una volta da bambino, se la tua squadra giocava in una serie minore, ti chiedevano "ma in serie A chi tifi?", così adesso puoi dire che parteggi per Genoa o Lazio o Parma e ragionevolemente uno potrebbe chiederti la stessa cosa.
Tre squadre che cannibalizzano tutti i media e il marketing (solo a Roma penso sia diverso). Basti pensare che in un negozio sportivo in Liguria ho trovato le tre maglie delle squadre sopra menzionate e non ho trovato ne' quella del Genoa ne' quella della Sampdoria. Tanto per darvi un'idea.

Inoltre sono tre squadre che dispongono di un budget nettamente superiore rispetto alle altre. Per cui, se il Genoa (mia squadra del cuore) ha un giocatore che gioca bene, siamo quasi certi che a Gennaio sarà acquistato da una delle "big" (se già non ne è proprietaria, sia chiaro). Una volta si aveva almeno la decenza di arrivare a fine stagione; adesso non più (basti pensare al "caso Samp" di due anni fa: squadra di metà classifica, con ambizione europee; a Gennaio hanno venduto Cassano al Milan e Pazzini all'Inter e sono retrocessi in B).

Tutto questo per farvi capire che finché c'è Juve-Inter si parla di un tipo di calcio. Quando c'è Catania-Pescara invece che c'è da vedere? Partite di una noia mortale. Due anni fa sono andato insieme a mio cognato a vedere Genoa-Livorno allo stadio: se mi portavo la settimana enigmistica era meglio.

Considerate inoltre che a maggio ho letto "Nel fango del dio pallone", un libro che fa crollare gli entusiasmi del più sfegatato dei tifosi.

Ma uno spiraglio c'è.
C'è ancora un motivo che la domenica sera mi porta a sbirciare i risultati.
C'è ancora un ultimo lumicino di speranza, che potrebbe dare un senso a questo sport.

Lui:


04 ottobre 2011

fenomenologia del calcetto

Donne, vi siete mai chieste perché gli ometti amano così tanto il calcetto? Perché dedicano una (o due) sere a rincorrere una palla, anziché passare del tempo con voi?

La risposta, secondo me è da dividere in due motivazioni: quella fisica e quella mentale.

Quella fisica. È molto semplice: in quell'ora o più di corsa, l'uomo sfoga molte delle proprie tensioni fisiche. Si scarica, espelle le tossine. Terminata l'ora e fatta la doccia, noi maschietti siamo contenti, perché il nostro corpo è di nuovo in pace con se stesso (salvo infortuni).
Penso sia un po' paragonabile ad una vostra seduta all'hammam.

Quella mentale. Qual è il pensiero di un calciatore durante il match? Il massimo dello sforzo mentale è a chi passare la palla o cose del tipo "adesso faccio la finta di sinistro e poi tiro di destro".
Ovvero: nulla; vuoto; deserto. Qualcosa di simile ad un encefalogramma piatto.
Per un'ora alla settimana noi possiamo avere anche appena perso il lavoro, che non pensiamo a niente. Mentre voi quando uscite con le amiche discutete dei vostri problemi e tendete a rientrare nei pensieri della giornata, noi in quella sacra serata siamo in grado di resettare qualsiasi cosa.

Vi sembra stupido, faceto? Beh, non avete idea la minima idea di come sia fatto un maschio, allora.


17 gennaio 2011

la DS

la Domenica Sportiva una volta era l'evento serale della domenica calcistica. Da bambino agognavo di poterla vedere, ma andava in onda tardi quindi mio padre me lo impediva. Da ragazzo, invece, restavo accanto a mio padre a guardarla, sentendomi adulto perché entravo nel circolo di uomini che parlavano di calcio.
Ed erano tutti in giacca e cravatta, sorridenti ma seri, che discutevano amabilmente in un salotto virtuale di cui mi fregiavo di far parte.

Arriviamo ai giorni nostri: ieri sera, terminato un altro weekend bello ma molto impegnativo, decido di rilassarmi e accendere il televisore per vedere i goal della giornata.
Trovo la Domenica Sportiva e una cosa salta subito all'occhio: ma loro si rendono conto del mondo mondo in cui vivono? Passano una buona mezz'ora a ribadire il concetto: "non vi diciamo il risultato del posticipo serale per non rovinarvi la sorpresa". E anche parlando con quello o con quell'altro, giocatore o opinionista che sia, dicono "mi raccomando, non dire l'esito del posticipo".



Ma, dico io, hanno idea di come funzioni il mondo? Un minuto dopo che il Milan aveva segnato, su Facebook c'era già che scriveva "che goal della madonna!" (testuale) o cose così. Appena finito il match c'erano lamentele/esultanze varie.
Ma, ponendo anche l'ipotesi che uno non abbia internet a casa, come la mettiamo col televideo? E con Sky?
Cioè: voi credete veramente che un appassionato di calcio, se interessato, non abbia il modo di informarsi sul risultato finale di una partita?
Un po' anacronistico, non vi pare?
Se proprio vogliamo tornare agli anni settanta, allora, tornate alle discussioni pacate, evitandomi i 5mila commenti inutili sul giocatore che si incazza perché sostituito (avete mai visto un calciatore contento di essere sostituito?), e soprattutto, non fatemi aspettare fino all'una per vedere i goal del Genoa, maledizione a voi.

13 luglio 2010

Live in Tabacchi Park

Per una stupida ripicca nei nostri confronti, il proprietario dell'impianto del calcetto dove andiamo ogni lunedì, ieri sera ci ha fatto lo scherzetto di farci trovare il campo occupato. Alcuni sono andati a casa delusi, ma un manipolo di 6 coraggiosi ha deciso di non farsi scoraggiare dal caldo e soprattutto da un quantitativo di zanzare da far impallidire una risaia e si è data al giuoco (volutamente con la U) del calcio nel parco di via Tabacchi. Tra buche a rischio storta e visibilità ridotta abbiamo dato vita a una partita divertente. Molto divertente. E non abbiamo neanche speso i soldi del campo. Fanculo.

25 giugno 2010

umiliati e (troppo poco) offesi

Usciamo dal mondiale sudafricano a testa bassissima: ultimi in un girone facilissimo.
Peggio di così non si poteva fare.
Neanche una vittoria; ma soprattutto non si è mai visto del bel gioco. Mai.
Ieri addirittura nel primo tempo non si è vista neanche un'azione da parte degli azzurri.
Giustamente ce ne andiamo a casa.
Chissà se tornerà a casa almeno una parte della fin troppo nutrita squadra di giornalisti Rai che ci ammorbano con le loro inutili chiacchiere pre e post partita.

04 maggio 2009

Bar Sport

Ieri sera ero a Celle, in procinto di partire per Milano. La partenza era prevista per le 23,00 in modo da essere sicuri sia di non trovare troppa gente sulla strada del rientro, sia che una volta salite in macchina le bambine si addormentassero e io potessi guidare tranquillo.

Ma ieri sera c'era anche il derby Genoa-Sampdoria e per chi un minimo conosce il calcio sa che il derby è la partita per eccellenza.
Per tutto il primo tempo sono riuscito a resistere, ma poi, con la scusa che dovevo caricare i bagagli in macchina, ho piazzato la vettura davanti al bar e praticamente ho impiegato tre quarti d'ora a spostare 4 valigie (che casualmente è coinciso con la durata del secondo tempo; casualmente).

Insomma: sono stato al bar a vedere la partita e mi sono divertito un mondo. A un certo punto è andato via il segnale di Sky e un tizio ha iniziato a dire "schiaccia X" "No, prova con quel pulsante lì", e via di seguito.
Insomma, si è capito chiaramente che lui aveva più padronanza della piattaforma Sky e quindi, con buona probabilità, questo tizio ha Sky a casa! E uno potrebbe dire "ma perché non se l'è guardata a casa la partita?"
Ma scherzate? Sai la soddisfazione di commentare ad alta voce, fare battute, insultare l'arbitro, etc. di fianco ad altra gente in pieno clima da Bar Sport? C'è molto più gusto!

E comunque alla fine di tutto, quest post è solo una scusa:
per dire che ieri il Genoa ha vinto 3 a 1 con 3 gol del "Principe" Milito e per pubblicare questa foto qua sotto, che è meravigliosa.
Solo per noi genoani, ovviamente.



nella foto: il Principe ricorda il suo score personale ai cugini doriani un po' distratti

20 gennaio 2009

solo in Italia

In questi giorni tutta l'attenzione della stampa (in particolare quella sportiva, of course) era incentrata sull'affaire Kakà.
Brevissima premessa per le persone a cui non interessa il calcio: sembra che il Manchester City (squadra inglese poco titolata, ma molto ricca) desse ormai per certo l'acquisto di Kakà (talentuoso giocatore del Milan) per cifre da capogiro.
Si parlava di 100 milioni di euro; che poi sono diventati 110; poi 120; addirittura qualcuno diceva 140 milioni.
Questo tam-tam di ipotesi economiche, eventuale trasferimento del giocatore e tifosi del Milan in rivolta, si è protratto per 4 o 5 giorni, fino a che non è arrivato lui: il nostro beneamato (da chi?) Presidente del Consiglio che - nota bene, durante una trasmissione sportiva alquanto populista - dice: "niente da fare. Al cuore non si comanda; non ci sono cifre che tengano: Kakà resta al Milan".
Tripudio dei tifosi: il calcio è salvo! No al denaro, viva lo sport! (no dico, proprio il Milan! che fino a qualche anno fa comprava giocatori a cifre astronomiche)

Ma.
Perché c'è un "Ma": chi s'informa quel tanto di più, scopre che i tabloid inglesi urlano allo scandalo e dicono "è tutta una bufala! Il Manchester City ha offerto 55 milioni di euro (valore effettivo - sic! - del giocatore). Per quelle cifre non abbiamo mai trattato".
Sì, perché pare che - cito il sito della Gazzetta dello Sport, mica del Manifesto o Repubblica - "l’intera storia sarebbe stata montata da Silvio Berlusconi per avere un positivo ritorno di immagine una volta che il trasferimento non si fosse concretizzato e che Kakà fosse così rimasto a San Siro, visto che il primo a parlare di un’offerta di 110 milioni di euro è stato proprio il sito della società rossonera."

Hai capito il nostro venditore di pentole? Ha ballato su 'sta storia solo per averne un ritorno di immagine.
Guarda caso lo stesso giorno in cui i giornali dicevano che l'indice di gradimento del governo negli ultimi mesi era sceso di 4 punti. Un caso, ovviamente.
Ma io mi dico: ma perché solo in Italia succedono 'ste cose?

E a peggiorare il tutto, oggi c'è pure stato l'insediamento di Obama alla Casa Bianca con tanto di giuramento e una folla oceanica ad assistere a questo momento storico: il primo Presidente nero degli Stati Uniti.
E in Italia invece la gente dove si riunisce? Sotto casa di Kakà a protestare e a dire al giocatore "rimani con noi!"
No, dico: come si fa a non deprimersi?

21 giugno 2008

comsmopoliti

Il bello di vivere in una città (almeno in parte) cosmopolita è che, uscendo di casa subito dopo la fine della partita Croazia-Turchia, ti ritrovi coinvolto in un carosello di macchine strombazzanti piene di turchi festanti per la vittoria che li porta in semifinale.
Queste cose mi mettono allegria.

09 giugno 2008

topico aggiornante

Aggiorniamoci un po'.
Ci sarebbero così tante cose da scrivere, ma non ne ho mai il tempo, quindi opto per un sunto veloce.

Iniziamo da Olba.
Abbiamo fatto un bel ponte (30 maggio/1 e 2 giugno) con gli amici del forum e siamo stati proprio bene. Sì è mangiato bene, si è riso, si è giocato a Carcassonne (gli altri; io giocavo con Anita), ecc ecc.
Quando finisce il tutto ti viene sempre da chiederti: ma perché non posso trascorrere così TUTTI i weekend?

Anita al mare.
La conclusione del ponte è stata che abbiamo portato Anita a Celle dai nonni: Dalia doveva partire per Sorrento per la convention e io - vabbè - dovevo lavorare, così abbiamo tentato l'esperimento. Risultato: Anita sta benissimo con la Nonna e la zia Marta e di noi nun je ne puo' frega' de meno.
Quando sono andato a prenderla (venerdì sera) mi ha guardato come si guarda uno che è appena tornato dal bagno. Della serie: "ah, ci sei anche tu...".

Calcio e cinema.
Appena sono "scapolo" parto con i grandi classici del maschio medio: calcio e cinema. In tre sere di "libertà", infatti, ho fatto una partita e mi sono visto due film.
Lo so, arrivo tardi, ma una cosa va detta: se non avete ancora visto "Juno", cercate di recuperare il prima possibile.



Fiume di donne.
Uscendo da una sala cinematografica ho assistito a una scena surreale: apro la porta che mi porta nei corridoi del cinema e mi trovo davanti un fiume di donne. Tutte ben vestite, truccate, con l'accessorio giusto. Ma proprio tante tante. Lì per lì non riesco a credere ai miei occhi. Poi al primo stralcio di conversazione mi è tutto chiaro: "hai visto che belle scarpe che aveva?". Avrei dovuto capirlo subito: il classico target da "Sex and the City"!

Europei.
Sabato sono cominciati gli Europei di calcio. Stasera tocca all'Italia. Non voglio scrivere niente di più; è solo scaramanzia, visto che quando ho scritto una cosa simile due anni fa...

29 gennaio 2008

Van Guievic back in town

Con Guie la stavamo organizzando da un po' e finalmente ce l'abbiamo fatta: sfruttando un suo corso di aggiornamento a Milano di due giorni (ieri e oggi) gli abbiamo fatto fare la mitica "rentrée" sul prestigioso campo di calcetto del Lampedusa.
È stato veramente piacevole rigiocare insieme a lui. Ancora più belle poi le chiacchiere post-match con il gruppo del calcetto, a rivangare vecchi fasti e - perché no? - a rimpiangere un po' i tempi passati.
Nella speranza (ce la faremo mai?) di organizzare una trasferta calcistica a Vicenza tutti insieme.



Cazzarola, Guie, uno come te manca proprio alla scena milanese. E non solo alla scena calcistica, intendo.

21 marzo 2007

il senso del calcio

Diciamolo: il "circo calcio" ha rotto i coglioni. Trasmissioni sportive inutili, calciatori miliardari che fanno le vittime, gente che s'ammazza per una partita sono tutte cose che sfuggono alla mia visione del mondo.
Il calcio inteso come sport invece no: per gente come me che fa di tutto per giocare almeno una volta alla settimana, rimane sempre un gioco divertente e appassionante.
Ed è proprio gente come me che si innamora di personaggi anacronistici come Cristiano Lucarelli.