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28 maggio 2026

gli aquiloni - Romain Gary

Ludo, un piccolo orfano francese, vive in Normandia, con lo zio Ambroise Fleury, un simpatico ma singolare signore che ama costruire aquiloni delle più svariate forme e colori. Un giorno Ludo incontra Lila, una ragazza polacca aristocratica che si reca tutti le estati in vacanza in Normandia. L'impatto con Lila sarà fondamentale per la crescita del protagonista e, innamorato, le promette (e si promette) un amore eterno. Anche se da lì a poco, scoppia la Seconda Guerra Mondiale.

Il romanzo è proprio la storia di questo amore: conservato, coccolato, tenuto stretto tra le dita come un aquilone anche se il vento e gli eventi te lo portano via. E quando ti sembra di averlo perso, lo vai a cercare e lo rimetti in sesto, esattamente come fa lo zio con i suoi aquiloni, per farlo volare di nuovo (questo parallelismo è una mia idea; magari è una belinata, quindi non ditela in giro).

Se avete letto La Vita davanti a sé, vi innamorerete anche di questo libro di Romain Gary, per il suo modo di raccontare le storie, i sentimenti e i personaggi. La trama è realistica e coinvolgente, soprattutto perché è facile identificarsi nel protagonista, i suoi ideali e i suoi valori morali. E poi i personaggi di contorno sono eccezionali: a parte lo zio, indimenticabili sono il ristoratore Marcellin Duprat e la maitresse Julie Espinoza (che ci ricorda molto la Madame Rosa del romanzo citato prima).



19 aprile 2026

l'Arminuta - Donatella Di Pietrantonio

L'arminuta, ovvero "la ritornata": così viene soprannominata una ragazzina di tredici anni che viene riportata a casa, alla sua famiglia di origine. Il romanzo inizia proprio nel momento in cui la protagonista (non viene menzionato il nome) entra in quella che dovrebbe essere casa sua, ma che lei non conosce. Sì, perché sin dalla tenerissima età è stata affidata a una famiglia di parenti che lei ha sempre pensato fossero i suoi veri genitori.

Così, dopo un'infanzia vissuta in città, in un ambiente agiato ed educato, l'arminuta si ritrova in una famiglia povera, di scarsa cultura e tendenzialmente anaffettiva. L'unica persona con cui riesce a legare è Adriana, la sorella più piccola, che, nonostante la giovane età, ha esperienza della varie mansioni che si richiedono a una ragazza che vive in campagna: dall'accudire il fratellino neonato, allo sbrigare le faccende domestiche.

Per le tematiche affrontate, questo libro mi ha ricordato Accabadora di Michela Murgia, che ho letto abbastanza recentemente. Entrambi parlano di usi e costumi di un'Italia che non c'è più. Purtroppo o per fortuna, non sta a me dirlo. 

L'Arminuta è un'opera delicata, vista attraverso le difficoltà di una ragazza troppo giovane per capire e accettare le dinamiche del mondo degli adulti. Le fatiche, le disillusioni e le scoperte della protagonista mi hanno coinvolto fin dal principio. Libro che mi è piaciuto parecchio.

27 marzo 2026

Alan Bennett

Ogni tanto, quando finisco un libro particolarmente coinvolgente, sento la necessità di fare una pausa  nella lettura. E come defaticante non trovo (al momento) niente di meglio di un libricino di Alan Bennett. Per chi non lo conoscesse stiamo parlando di un drammaturgo inglese molto prolifico, autore di diverse commedie caratterizzate dal famoso humour inglese.

Pochi giorni fa ho terminato La Cerimonia del Massaggio, ambientato durante il funerale di un personaggio assai ambiguo: un massaggiatore, Clive Dunlop, che - scopriamo a poco a poco - non si limitava al solo massaggio, ma molto spesso elargiva prestazioni ben più intime, senza curarsi se il paziente fosse maschio o femmina, altolocato o umile, personaggio famoso o addirittura un prete. Inevitabilmente la cerimonia funebre diventa un crescendo di situazioni esilaranti. 

Se vi piace l'umorismo britannico, Alan Bennet è uno scrittore che vi consiglio caldamente. I suoi libri sono delle piccole pièce teatrali, che leggerete in fretta e (spero) vi divertiranno. Nel caso non aveste mai letto nulla, "La Cerimonia del Massaggio" è un buon modo per cominciare. Se poi vi piace, vi consiglio anche "La Sovrana lettrice" e "Nudi e Crudi".


07 marzo 2026

il Sale della Terra - Jeanine Cummins

Siamo ad Acapulco, ai giorni nostri. Come un lampo nel buio, durante la festa di compleanno di una ragazzina quindicenne, un commando di killer entra e fa strage della famiglia allargata: nonni, zii, ecc. Si salvano solo la madre, Lydia, e il figlio di otto anni, Luca.

Cosa è successo? Chi ha ordinato la mattanza? La risposta è facile: il giorno prima, sul giornale, è uscito un articolo di Sebastian (marito di Lydia) che parla dei "Los Jardineros", ovvero il cartello della droga che sta facendo il bello e il cattivo tempo in quel di Acapulco, e di Javier Crespo, l'uomo a capo del cartello.

Lydia e Luca, scampati per miracolo alla strage, decidono di lasciare immediatamente la città e scappare verso il norte, di nascosto, perché Lydia sa benissimo che i Jardineros hanno occhi e orecchie ovunque, soprattutto tra le forze dell'ordine e gli uffici statali. Non resta quindi che la via dei migrantes e cercare di salire sulla Bestia, ovvero il treno merci su cui i fuggiaschi si arrampicano al volo, a rischio della loro stessa vita.

Il Sale della Terra ci presenta un'eroina dei nostri tempi, Lydia, una madre con le sue debolezze e le sue paure, ma disposta a tutto pur di salvare il proprio figlio. Coprotagonista, il grande problema dei migranti, non solo quelli che incontriamo tra le pagine del romanzo: disperazione, violenza, corruzione sono la quotidianità di coloro che desiderano solo la speranza di una vita migliore.

Libro avvincente, che fa riflettere.

25 gennaio 2026

Chuck Palahniuk - L'invenzione del Suono

Ritrovare periodicamente Chuck Palahniuk è bellissimo, perché ti tuffi tra i suoi personaggi assurdi e le sue storie al di là da ogni logica. Per uno come me che fa il creativo di professione è un incrocio tra una grande invidia per la sua capacità di ragionamento fuori dagli schemi e il godimento puro della lettura.

In poche righe, la trama: il libro ruota intorno a due personaggi, uno è Gates Foster, padre disperato dalla scomparsa della figlia undicenne Lucinda, che passa il tempo sul dark web a caccia di pedofili, nella speranza di ritrovare tracce della figlia. Il secondo personaggio è la rumorista Mitzi, alcolizzata e tossicodipendente, ma professionista meticolosa, perennemente alla ricerca di nuovi suoni, specialmente urla. Le loro storie parallele si incroceranno molto avanti nelle pagine.

Come dicevo inizialmente, se ami Palahniuk e sei abituato alla sua narrazione (per i neofiti, è lo scrittore di Fight Club), buttarsi nelle atmosfere gotiche al limite della follia narrativa, è quasi un ritorno a casa. Infatti il libro l'ho divorato in pochi giorni. Bellissimo.


30 dicembre 2025

il Talento degli Scomparsi - Claudio Bisio

Claudio Bisio mi ha sempre fatto molta simpatia. Eclettico e divertente, trovo che sia stato all'altezza di tutto ciò che ha intrapreso, dall'attore drammatico al presentatore televisivo. Il classico personaggio che, dietro a una facciata frivola, nasconde grande cultura e capacità di reinventarsi.

Il talento degli scomparsi è il suo primo romanzo e attinge a piene mani da quella che è stata la sua vita, sia privata ma soprattutto lavorativa. Ve lo dico subito: il libro non è imperdibile, però è godibile e lo si legge volentieri. Parla delle vite parallele, che non si incontrano mai, di Marco e Mirko. Uno è un attore sul viale del tramonto, che da "quel maledetto Oscar" non è più riuscito ad ottenere ruoli importanti. L'altro è un ragazzotto pugliese di provincia, tendenzialmente ignorante, che cerca di sfondare, anche se non sa bene in quale campo. Mirko prenderà il posto di Marco su un set cinematografico (da cui Marco è scappato) e da lì una serie di traversie porteranno i due protagonisti a svolte importanti delle loro vite.

Cosa accomuna, allora, i due personaggi? Probabilmente il sogno di essere famosi e amati e, dietro a questo, una ricerca di se stessi in un mondo dove se sei sulla cresta dell'onda sei idolatrato, ma appena cadi finisci nel dimenticatoio.

Come dicevo, la lettura del romanzo è divertente. Peccato che il ritmo sia altalenante e alcuni personaggi non sempre riusciti. Libro leggero, forse più da lettura estiva.


08 dicembre 2025

Crime - Irvine Welsh

Ray Lennox è un poliziotto di Edimburgo non certo privo di difetti: ha trascorsi di alcool e droga da cui lui dichiara di voler uscire, ma in cui ricade periodicamente. Lo troviamo in volo verso Miami insieme a Trudi, la sua fidanzata, per una vacanza rilassante dopo un caso di pedofilia a cui il protagonista ha lavorato, rimanendo molto turbato. 

Il viaggio dovrebbe servire a distoglierlo dai pensieri e a programmare il matrimonio con Trudi. Ma dopo un diverbio con la fidanzata, si ritroverà invischiato in una serata a base di alcool e cocaina con degli sconosciuti, a casa di una di loro. Lì farà la conoscenza di Tianna, una ragazzina undicenne, finita in un giro di pedofili statunitensi. Con ancora in corpo i residui tossici del caso scozzese, Ray Lennox si ritrova a farsi giustizia da solo e a cercar di salvare la piccola Tianna.

Avevamo conosciuto Ray Lennox, di sfuggita, nel libro Il Lercio sempre di Irvine Welsh (per me il suo libro più bello), che faceva parte del gruppo di Robbo Robertson ("il Lercio", appunto). Lo ritroviamo anni dopo, poliziotto molto dedito al lavoro, ma anche fragile, e facile preda di ogni tipo di dipendenza. Se per Robbo non c'era speranza di redenzione, per Ray Lennox la speranza c'è. Così come ci sono i tentativi per cercare di vivere una vita regolare.

Il romanzo è un bilanciatissimo mix di azione, black humour, oscenità, voglia di rivalsa e - verso il finale - pure un flashback che ci svela un episodio oscuro del protagonista.

Libro, ovviamente, consigliato. Ma io sono di parte.

16 novembre 2025

memorie dal sottosuolo - Fedor Dostoevskji

A metà tra un romanzo e un trattato di filosofia, Memorie dal Sottosuolo, racconta i pensieri e i turbamenti di un giovane timido intellettuale (o che si crede tale) spinto nel sottosuolo della vita (vive anche in un appartamento sotto la strada) dalle frustrazioni e dalla sua vita asociale. A farne le spese, soprattutto sarà Liza, una giovane prostituta, su cui il protagonista sfoga la sua retorica e la malvagità repressa.

Ho sempre avuto un problema con la letteratura russa e questo libro conferma la mia difficoltà (esce dal coro solo "Il Maestro e Margherita" di Bulgakov). Troppi pensieri contorti, troppe ipotetiche, troppi concetti astratti. Che, detto così, sembra che io sia in grado di leggere solo Topolino, lo so.

Non so neanche dirvi se è bello o brutto. Rientra in quei libri che leggo per cultura generale. Sicuramente non lo consiglierei. Insomma: evitate di regalarmi libri di scrittori russi. Se lo farete, so che volete farmi un torto.

16 settembre 2025

L'albero velenoso della fede - Barbara Kingsolver

Anni '60: un predicatore battista, con la moglie e 4 figlie in età scolare, trasloca dagli Stati Uniti in Africa per portare la parola di Dio (e la civiltà?) in un piccolo villaggio della foresta tropicale congolese.
Sullo sfondo, un paese - il Congo, appunto - in piena trasformazione, che cerca di ribellarsi al colonialismo e approdare all'indipendenza.

L'albero velenoso della fede racconta le aspettative, l'adattamento ai costumi locali e le personali evoluzioni delle 5 donne presenti nel romanzo dando voce, a turno, alla madre e alle 4 sorelle (scritto in modalità "point of view"). L'unico personaggio che non cambia mai è il padre/despota, ostinato nel cercare di portare la sua fede e i suoi ragionamenti all'interno di un mondo totalmente differente.

Il libro è scritto benissimo ed è un vero piacere lasciarsi trasportare dalle impressioni delle protagoniste. La trama è coinvolgente e gli spunti di riflessione sono molteplici. Non avevo mai letto niente di Barbara Kingsolver, ma certamente nei prossimi mesi andrò a recuperare altre sue opere.



04 agosto 2025

Le Rane - Mo Yan

Ambientato in un arco temporale che va dal dopoguerra agli anni '90, il romanzo Le Rane parla della politica demografica applicata dal Partito Comunista Cinese. La voce narrante, lo scrittore "Girino" (nomignolo affibiatogli alla nascita), racconta in prima persona le vicende di sua zia Wan Xin, una levatrice progressista che ha fatto partorire la maggior parte dei bambini nati nella provincia dello Shadong.

Quando però a metà degli anni sessanta il Partito decide di adottare un controllo delle nascite, la zia Wan si trasforma da ostetrica a braccio armato del volere dello stato contro quello del popolo: vasectomie, contraccezioni e aborti forzati (anche al settimo mese di gravidanza) sono la sua agenda quotidiana. Tutto ovviamente nel nome della volontà governativa, quindi con la certezza di agire nel nome di un bene più alto.

Romanzo storico, questo di MoYan, che ci porta negli usi e costumi della società cinese del dopoguerra. Il punto di vista narrativa non prende posizione, rimanendo neutrale di fronte alle vicende narrate. Personalmente l'ho trovato interessante, ma non avvincente.

04 luglio 2025

In fondo alla Palude - Joe Lansdale

Siamo nel Texas degli anni '30, durante la Grande Depressione. Nel piccolo paesino di Marvel Creek, vive Harry, un undicenne sveglio e curioso, con la sua famiglia, composta dalla sorella minore Tom, la madre May Linn e il padre Jacob, uomo di una certa integrità morale, tanto che, oltre a svolgere la mansione di  di barbiere, è anche l'unico rappresentante della legge del paese stesso, quasi un poliziotto ad interim. Una sera Harry e sua sorella, camminando vicino al fiume, trovano il cadavere martoriato di una donna nera. Cominciano così le indagini da parte di suo padre e la progressiva perdita di innocenza di Harry.

Rispetto agli altri libri che ho letto di Lansdale, in In fondo alla Palude mancano l'ironia e i dialoghi scoppiettanti (fatta eccezione per la nonna, personaggio fenomenale). In compenso l'autore distribuisce a piene mani l'atmosfera della Depressione, con il razzismo e il senso di povertà che l'ha contraddistinta.

Il romanzo potrebbe essere avvicinato a Il buio oltre la Siepe un po' per i temi trattati, un po' per la visione innocente di un bambino che si confronta con il (brutale) mondo degli adulti, seguendo le vicende che coinvolgono il padre. Bello, ma non imperdibile.



21 aprile 2025

una vita come tante - Hanya Yanagihara

Se mi avessero detto che mi sarei divorato un mattone di 1100 pagine in un mese non ci avrei mai creduto. Eppure...

Una vita come tante parte come libro corale, raccontando la storia di 4 amici dai tempi dell'università: Willem è bello in maniera inconsapevole e vuole fare l'attore, JB è un artista eccentrico e esuberante, Malcom è di buona famiglia e vuole diventare architetto. A comporre il quartetto c'è Jude, il più silenzioso, avvocato che concentra nei suoi casi tutta la determinazione e la cattiveria che gli mancano nella vita extra lavorativa.

Con l'andare delle pagine è proprio lui, Jude, a diventare protagonista attraverso flashback della sua vita precedente l'università, in cui scopriamo un'esistenza fatta di abusi, violenze, orfanotrofi e case famiglia. Tutte esperienze truci di cui lui si vergogna e che lo portano a un autolesionismo violento, con cui lui soffre fisicamente per non soffrire mentalmente. Insomma la sua "vita come tante", quella di avvocato e di persona realizzata, in realtà è una vita fatta di dolore e di diffidenza nei confronti del mondo.

Devo essere sincero: la lettura di questo romanzo mi è costata fatica, a causa dell'argomento, tuttavia non riuscivo a distaccarmene. Parla di dolore e di tentativi di redenzione. Di un passato troppo ingombrante e di un presente tormentato. Parla di solitudine e di amicizia. Di disperazione e di amore. 

Un libro bellissimo e struggente.



27 febbraio 2024

Felice chi è diverso - Francesco Savio

Mi piace vagabondare in libreria. E mi piace farmi attirare dai titoli curiosi o dai riassunti in quarta di copertina. Talvolta ci si azzecca, altre volte no. Felice chi è diverso, di Francesco Savio, rientra nella seconda fascia.

Un libro totalmente inutile, di cui è anche difficile fare un riassunto. Praticamente un fiume in piena di parole e opinioni assolutamente non richieste da parte di una persona che crede di essere più arguto degli altri e di avere chissà quali idee brillanti su come andrebbero fatte le cose: dal calcio alla potatura degli alberi. Totalmente autoreferenziale. E molto, molto noioso.




09 gennaio 2024

Il Conte di Montecristo - Alexandre Dumas

In notevole ritardo (si tratta di un libro che ho letto in estate), una minirecensione del capolavoro di Alexandre Dumas. Come ogni tanto accade, cerco di mettermi a pari con quelli che sono considerati i libri imprescindibili, da un punto di vista di cultura generale. Visto il nutrito numero di pagine, mi sono riservato la lettura de Il Conte di Montecristo per la stagione estiva, contando su più ore a disposizione, rispetto ai normali periodi lavorativi. Come sempre, ci tengo a specificare che non sono un esperto di letteratura, ma un semplice lettore.

Nel recensire l'opera, mi trovo diviso in due sentimenti contrastanti, che potrei riassumere così: 

Prima parte del libro da 8 in pagella (se non 8,5). La successione degli eventi è appassionante, i personaggi sono interessanti (l'Abate Faria ha dominato le mie fantasie fin dallo sceneggiato tv anni 70), gli scenari (Marsiglia, Roma, l'isola stessa) evocano fantasie esotiche e lo sviluppo della trama fa volare via le pagine con facilità.

Seconda parte del libro a malapena sufficiente. Da quando il protagonista, Edmond Dantès, comincia la sua vendetta assistiamo a una serie di coincidenze che lasciano abbastanza con la bocca storta. Ok che è un romanzo di fantasia, ma - tanto per dirne una - il fatto che tutti i partecipanti alla congiura contro Dantès siano tutti a Parigi, frequentino gli stessi ambienti e le loro storie siano così intrecciate fa un po' sorridere. Così come vedere che ogni azione del Conte abbia le esatte conseguenze che lui prevede. A questo si aggiunga che questa seconda parte, nel mio modo di vedere, è a dir poco prolissa.

Insomma, nella totalità un libro che ho goduto, anche se con qualche riserva. 



12 gennaio 2023

Accabadora - Michela Murgia

Capita che ti regalino un libro e capita pure che tu non abbia il coraggio di dire "ce l'ho già", perché sai che donare un libro è consegnare un pezzo di te stesso a qualcun altro (io almeno la penso così). Parlavo proprio di ciò, una sera, a casa di un'amica e lei mi ha mostrato i suoi doppi, tra cui "Accabadora" di Michela Murgia e ha deciso di regalarmene una copia. 

Non avevo mai letto nulla di Michela Murgia. So a malapena chi sia, perché ogni tanto mi capita di leggere il suo nome tra le sterili polemiche (da cui mi tengo volentieri alla larga) che affollano la rete e i social media in particolare. È quindi con interesse che ho approcciato quello che, a detta di alcuni, è il suo libro migliore: "Accabadora", appunto.

Ambientato in una Sardegna di altri tempi, il libro racconta di due donne e della anomala situazione che le unisce: Tzia Bonaria e la giovanissima Maria. La Tzia vive da sola e decide di prendere Maria (quarta di 4 sorelle) come filla de anima, una sorta di tacita e non regolarizzata adozione. In pratica un accordo stipulato tra una donna sola e una famiglia che ha fin troppi figli e non riesce a mantenerli tutti.

La vita di Maria scorre tranquilla fino a che non si accorge che Bonaria di notte si allontana da casa, in un alone di mistero. La donna, infatti è un'accabadora: una che aiuta le persone in fin di vita a morire, per far terminare il loro dolore (in maniera consenziente, ovviamente). Da lì la sua vita cambierà.

Il libro è carino, si legge in fretta, ed è scritto bene. Ma le tematiche sono quello che mi hanno appassionato di più: l'eutanasia e le adozioni, oggi, sono una realtà civile e sociale, ma di fatto sono sempre esistite. Non c'erano carte da compilare, non c'erano burocrazie e tempi da rispettare, ma si compiva tutto secondo leggi non scritte, che una comunità (come quella del piccolo paese di Soreni, dov'è ambientato il libro) accettava e comprendeva.

Oggi sentiamo l'esigenza di regolarizzare e legiferare su tutto, fondamentalmente perché il buon senso e il vivere civile sono sprofondati, lasciando spazio a egoismi e interessi economici. Tendenzialmente non sono un nostalgico, ma non si stava meglio quando si era guidati semplicemente dalla ragione?

03 ottobre 2022

La Strada - Cormac McCarthy

Come già detto in passato, ogni tanto abbandono i libri "che mi piacciono" per colmare le mie innumerevoli lacune letterarie. E così, quest'estate, quando ho trovato La Strada di Cormac McCarthy nel cestone delle offerte in una libreria, ho deciso di prenderlo, forte del fatto che, se ci hanno realizzato pure un film (che non ho ancora visto), varrà la pena leggerlo.

La trama: in un futuro distopico, il mondo è ridotto a cenere e macerie a causa di un non ben precisato cataclisma. Un padre e un figlio (di cui neanche conosciamo il nome per tutta la durata della storia) compiono un lungo viaggio a piedi, lottando per la sopravvivenza, cercando cibo ed evitando le poche persone ormai rimaste in vita, perché non capiscono se siano bene o male intenzionate.

Ora, io capisco perché il libro sia diventato un cult: la difficoltà di preservare chi ami, la lotta per  rimanere umani nonostante tutto, la paura dell'ignoto, ecc. Però bisogna fare i conti con una pesantezza di fondo che, se già per caso non passate un periodo felice della vostra vita, ecco, questo non è proprio il libro per voi. A me è risultato particolarmente indigesto e l'ho trovato anche un po' noioso. Fortunatamente il tipo di scrittura lo rende lo rende scorrevole e quasi leggero.

già dalla copertina, l'ottimismo regna sovrano

20 ottobre 2021

Norwegian Wood

Potrei descrivere "Norwegian Wood" di Haruki Murakami come un romanzo di formazione giapponese, ma sarebbe alquanto riduttivo. Innanzitutto per la qualità della scrittura di Murakami: semplice, nitida,  lineare. Non so se sia consono descrivere così uno stile, ma sono le prime parole che mi vengono in mente. Una prosa coinvolgente e molto fruibile.

Ma a parte questo dettaglio, quello che mi ha conquistato di questo libro è il gioco dei contrasti: amore e morte, felicità e depressione, amicizia e solitudine. Watanabe, protagonista del libro, vive questi contrasti in maniera genuina, senza chiedersi troppo il perché ma vivendoli, quasi attraversandoli. 

Sarà il periodo della vita che sto passando, ma tra le pagine ho trovato diversi spunti interessanti, che ben si conciliano con quello che mi frulla per la testa.

Insomma, un masterpiece (questo l'ho scoperto solo in una seconda fase, quando la maggior parte delle persone a cui ne parlavano mi dicevano che lo avevano già letto) che non delude affatto.


“La morte non era più qualcosa di opposto alla vita. La morte era già compresa intrinsecamente nel mio essere, e questa era una verità che, per quanto mi sforzassi, non potevo dimenticare”

19 maggio 2021

La vita davanti a sé

Il vantaggio di avere un amico (nonché ex collega) come Gabriele e di incontrarsi in libreria è una serie di consigli letterari di un certo livello. L'ultima volta che ci siano visti, alla Feltrinelli di Piazza Piemonte, vagavamo tra gli scaffali, quando lui ha preso in mano "La Vita davanti a sé" di Romain Gary e mi ha detto: "questo è un grande classico. Se non lo hai letto, devi farlo assolutamente". 

Ora, voi non conoscete Gabriele e non sapete che le sue parole non sono mai tinte di arroganza o saccenza, quindi di lui mi posso fidare ciecamente. E di conseguenza ho comprato il libro al volo, senza chiedergli altro. 

Per gli interessati, il libro è una sorta di romanzo di formazione di un giovanissimo Momò (diminutivo di Mohammed) ambientato a Belleville, in una Parigi suburbana e multiculturale. È narrato in prima persona, infatti vediamo il mondo coi suoi occhi e anche con i suoi errori grammaticali. 

Il protagonista, figlio di una prostituta, vive in una sorta di casa accoglienza, tenuta da una ex prostituta ormai anziana che si occupa di tutti quei ragazzi che non hanno la possibilità di una vita normale e che le madri non vogliono affidare a un orfanotrofio. Questa, in poche righe, la trama.

Il libro è veramente imperdibile, come suggeritomi. Se vi è piaciuta la saga Malausséne, sappiate che questo libro è stato scritto 20 anni prima e non ha veramente nulla da invidiare a Pennac. Si ride, ci si commuove e si vede la vita con gli occhi disincantati di un ragazzino che vive una situazione particolare, ma che per lui è assolutamente normale.



15 dicembre 2020

proprio come Te

Alla fine il buon vecchio Nick Hornby si sta trasformando in Anne Tyler, sua scrittrice preferita (stando a una sua intervista di parecchi anni fa). Infatti, appena ho finito di leggere il suo ultimo libro, Proprio come Te, ho avuto la stessa sensazione: narrazione di storie "piccole", fatte di gente comune e di vita quotidiana. Uno sguardo onesto che, pur davanti a scelte ordinarie, ci pone davanti a domande profonde e decisioni importanti.

È la storia di due persone che non c'entrano niente l'una coll'altra: differente estrazione sociale, differente età, differenti abitudini e differente situazione familiare. Ma allora cosa accomuna i protagonisti di questo libro? 

Probabilmente il fatto che nessuno dei due appartiene al contesto in cui vive. Né Lucy - insegnante 40enne e madre di due bambini - né Joseph - ragazzo 22enne nero che si arrangia con piccoli lavori - sentono veramente di appartenere al mondo che frequentano. 

In un Inghilterra spaccata in due dal referendum sulla Brexit, i due si conoscono e si frequentano grazie e nonostante le loro differenze, estranei in un contesto sociale in cui non si ritrovano e con tutta la fragilità delle loro vite.

Come dicevo, Nick Hornby ci parla di argomenti comuni, ma riesce a smuovere i sentimenti più profondi.




27 agosto 2020

cambiare l'acqua ai fiori

Cambiare l'acqua ai fiori, di Valérie Perrin, è stato un po' il caso letterario di questa primavera estate 2020. Infatti l'ho comprato per curiosità, attirato dagli elogi che ne decantavano la bellezza.

Devo ammetterlo: il libro non è niente male, lo si legge in fretta (nonostante le quasi 500 pagine) e la storia è interessante. Ma io non vedevo l'ora che finisse.

Sì, perché queste operazioni commerciali dopo un po' stufano. Capisci che è una storia scritta a tavolino per farti rimanere incollato alle pagine. Non c'è un vero trasporto di emozioni.

E per me quello dovrebbe fare l'artista: trasmetterti le sue emozioni. Non cercare di vendere il più possibile con un libro paraculo. Mi sono spiegato?