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16 maggio 2011

Praga, in definitiva

Per fare un piccolo riassunto, posso dire che Praga mi è piaciuta veramente tanto.
La città, oltre ad essere bella architettonicamente è anche ben tenuta e offre un buon numero di spazi "vivibili".
Ovviamente questa considerazione è dettata dal fatto di non aver avuto problemi nel girarla con due bambine; e non è poco perché in fondo in fondo i bambini sono un po' l'unità di misura della vivibilità di una città.
Se la città è a misura di bambino e di anziano, dovrebbe andare bene per tutti, no?

E poi a Praga la birra è buona e costa meno dell'acqua.
Cosa volete di più?


Elena e Anita all'aeroporto, sulla via del ritorno.

13 maggio 2011

Praga, 6° giorno

Oggi giornata "defatigante", dedicata a qualche ultimo giretto e ad alcuni acquisti. In centro fervevano i preparativi di una festa nazional-nonsocosa con conseguente presidio di alcuni baracchini birro-gastronomici.
Abbiamo compiuto anche alcune tappe per vedere posti che non eravamo ancora riusciti a vedere, come la famosa casa danzante o la prestigiosa fabbrica di birra (con annesso pub) "U Fleku".
Abbiamo concluso con un graditissimo (per le bimbe) ritorno all'Isola dei Bambini.

Adesso stiamo preparando le valigie e sistemando la casa che ci ha ospitati..
Ho un po' di malinconia addosso un po' perché questa città mi ha veramente colpito e, in seconda battuta, molto banalmente, perché le vacanze sono finite.
Amen.


in foto: la casa danzante.

12 maggio 2011

Praga, 5° giorno

Stamattina ci siamo alzati di buon'ora e siamo usciti abbastanza presto. Presto rispetto ai nostri canoni, diciamo.
Siamo tornati a visitare il Castello, visto che 3 giorni fa avevamo più che altro visitato il Parco attiguo.
Sfortuna vuole che verso le 11,00 (dopo che abbiamo fatto la scarpinata per arrivare sulle alture su cui sorge il Castello) il cielo abbia iniziato a rannuvolarsi e verso le 11,40 ha iniziato pure a piovigginare.

Siamo comunque riusciti a vedere il cambio della guardia, evento molto folkloristico che si svolge tutti i giorni alle 12,00 e, mentre visitavamo il resto del castello, la pioggia si è fatta sempre più insistente fino afarci tornare a casa, dove abbiamo pranzato.

Nel pomerigigo il tempo sembrava darci tregua e siamo quindi usciti per fare il giro del quartiere ebraico, ma anche qui abbiamo resistito un po' finché Giove Pluvio non ci ha di nuovo costretto tra le mura domestiche.


un momento del cambio della guardia

11 maggio 2011

Praga, 4° giorno

Lo schema è sempre il solito: finché le bambine resistono vediamo quello che ci interessa. Quando iniziano a sclerare (o possibilmente prima) ci dedichiamo a qualcosa che possa interessare a loro.
Così stamattina giro per Mala Strana, con visita prima alla barocchissima chiesa di Sant Nicolas e poi a palazzo e giardini Wallenstein.

Nel pomeriggio, invece, siamo andati allo zoo di Praga, una struttura molto varia e interessante, anche per noi adulti. Le bimbe ovviamente erano matte di felicità.

a latere bis: quando mi chiedono "ma tu non avresti voluto un maschietto?" lì per lì mi viene da rispondere di sì. Poi penso a quella furia di Elena e mi dico che forse anche così è sufficiente.
È una pazza scatenata e non si ferma davanti a niente. Ogni tanto parte per i fatti suoi e, se non ci stai attento, la ritrovi in Groenlandia.


Pausa merenda allo zoo, davanti agli orsi bianchi

10 maggio 2011

Praga, 3° giorno

La giornata si è aperta con una chicca: Elena sta giocando con Barbie Cenerentola in una mano ed Hello Kitty nell'altra. Le fa dialogare e Cenerentola dice ad Hello Kitty: "Ciao. Tu non ce l'hai la bocca?" Ho riso per 10 minuti buoni.

Oggi visita classica di Praga, di quelle da guida turistica: Ponte Carlo, Torre dell'Orologio, Piazza della Città Vecchia e varie zone pedonali del centro città. Caldo quasi fastidioso e bambine un po' bollite ma brave.
Verso le 16,00 per premiarle di cotanta pazienza siamo andati all'Isola dei Bambini, un'isoletta sul fiume Moldava che è tutto un parco giochi. Le bimbe si sono divertite da morire.

Momento catartico: Anita ha giocato con due bambine. Prima con una che, se non ho capito male, si chiama Ana. Poi con un'altra con cui ha fatto diversi giochi.
A un certo punto la madre mi chiede "She speaks English?", indicando Anita.
Ho colto la palla al balzo per far capire ad Anita che le lezioni di inglese servono nella vita reale e le ho prontamente detto: "Guarda che lei parla inglese. Dille come ti chiami".
E Anita subito: "My name is Anita" e la bambina di riflesso: "and my name is Ivonka".
Dopodiché, essendo bambine, non c'è stato più bisogno di dire niente, che si capivano già benissimo.


Anita e Ivonka in action


A latere: visto che, come già detto, nell'ordine quotidiano della famiglia solitamente io mi dedico più ad Elena, questa vacanza mi serve anche per dedicarmi un po' di più ad Anita e a recuperare il rapporto con lei. Oggi, per esempio, è andato tutto a meraviglia.

09 maggio 2011

Praga, 2° giorno

La giornata non è cominciata proprio con i crismi di una giornata di vacanze di quelle che uno si augura. Prima Dora (la nostra babysitter tuttofare, che va comunque a casa nostra ogni giorno anche in nostra assenza) ci ha inviato un messaggio dicendo che si è rotto un vetro della finestra di camera nostra.
Poi ho dovuto risolvere a distanza un paio di questioni lavorative. E mentre ero al telefono per queste cose Anita ha pensato bene di strattonare Elena per un braccio, lussandoglielo.
Quindi siamo dovuti correre al Pronto Soccorso per farla visitare.

Ah, quasi dimenticavo: se qualcuno vi dice che a Praga ormai parlano tutti inglese non credetegli. Sì, forse le nuove generazioni. Forse.
All'ospedale è stata dura trovare qualcuno con cui interloquire; e pensate che c'è un ufficio apposta per stranieri.
Per farle breve, siamo usciti dall'ospedale che erano quasi le due del pomeriggio ed Elena fortunatamente sta bene, che in fondo è quel che conta.
Abbiamo trascorso ciò che rimaneva del pomeriggio al Castello di Praga, per la maggior parte nel Giardino Reale.


vietato calpestare le aiuole


Praga non è la città decadente che ci aspettavamo: è molto più colorata e vivace. Buona parte dei palazzi conserva comunque un certo fascino fuori dal tempo, anche se la maggior parte di loro è passata attraverso restauri relativamente recenti.
Una cità che merita sicuramente una visita.

08 maggio 2011

Praga, 1° giorno

Siamo arrivati a Praga alle 13,30. Verso le 14,15 abbiamo raggiunto il nostro alloggio in Maltezske Namesti, nel quartiere di Mala Strana.
La casa è piccolina, ma neanche troppo. Come posizione è eccellente perché siamo a due passi dal Ponte Carlo.

Come prima meta ci siamo dati il Tesco (supermercato) al di là del fiume, a una ventina di minuti a piedi. Per arrivarci ci abbiamo messo un paio d'ore perché ci siamo fermati in vari parchi e giardini, in modo che le bimbe potessero giocare un po', dopo un'intera mattinata passata sui vari mezzi di trasporto.

La città sembra molto vivibile, anche perché il tempo è bello e, essendo domenica, c'è molta gente in giro.
Abbiamo incontrato non poche difficoltà nel fare la spesa perché gli ingredienti sulle confezioni sono scritti in ceco, quindi abbiamo dovuto un po' arrangiarci con un dizionarietto tascabile.
Per tornare abbiamo percorso un tragitto diverso dal precedente, passando dal famoso Ponte Carlo.


Maltezske Namesti. La casa bianca è la nostra dimora praghese.