Visualizzazione post con etichetta vacanza. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta vacanza. Mostra tutti i post

06 settembre 2022

ciclabile del Danubio

Finalmente, dopo anni che la puntavo, sono riuscito a percorrere la Ciclabile del Danubio: 330 km, da Passau a Vienna, tendenzialmente in piano, affiancato dal grande fiume e (quasi sempre) lontano dalle macchine. 


Fortunatamente ci sono state diverse giornate di sole e solo un paio di pioggia. Partito da Passau la domenica a pranzo, sono riuscito a tenere un chilometraggio giornaliero costante e arrivare a Vienna il venerdì, come previsto. 

Le disavventure non sono mancate, tipo la catena rotta o - più preoccupante - un incidente con una macchina, in uno dei pochi incroci con le strade trafficate. Incidente avvenuto a velocità molto ridotta, quindi senza conseguenze ne per me ne per la bici. Giusto un paio di insulti al ragazzo che guidava la vettura, che comunque si è scusato mille volte, quindi, passato lo spavento, è tornato tutto alla normalità.

Insomma, una bella avventura che ha messo a dura prova i miei muscoli ma soprattutto le mie chiappe (nonostante i pantaloncini imbottiti). Come temevo, non è stata colpa del chilometraggio giornaliero, per cui mi ero allenato, quanto la sequenza di giorni in sella, che mi ha fiaccato.



Nel totale una gran bella avventura, ricca di birra - of course -, di gente conosciuta, di panorami bellissimi e di confronto con me stesso. 

23 agosto 2021

le mie ferie da single - parte 1: Tenerife

Dopo nonsoquantimila anni, avevo una settimana di ferie solo per me. Ufficio chiuso, figlie con (ex)moglie e io da solo per una settimana. Tra le mille opzioni che mi sono balenate per la testa, la scelta più giusta da tutti i punti di vista è stata andare a Tenerife a trovare Danilo, un amico che si è trasferito là più di un anno fa.

io e Danilo sulla Montaña Roja

Non so che idea abbiate voi delle Canarie, ma io sinceramente mi aspettavo una roba abbastanza diversa da quella che mi si è presentata davanti agli occhi per 7 giorni. Vero è che Danilo mi ha evitato le "Rimini" dell'isola, facendomi vedere posti molto particolari.

Insomma: poca spiaggia (e quella poca messa alla prova dal vento forte), tanto trekking, buone bevute e ottime mangiate. Sono riuscito a staccarmi da tutto e da tutti, anche se ci ho impiegato qualche giorno a entrare nel mood giusto.

Danilo - ma non ne dubitavo - padrone di casa eccezionale, che mi ha sopportato con le mie menate e mi ha trasferito un po' dell'entusiasmo di cui lui abbonda. Ci siamo pure portati 2 tende dall'altra parte dell'isola e abbiamo bivaccato una notte in una landa desolata e sperduta, di fronte al mare. Esperienza bellissima.

preparazione del bivacco


02 settembre 2013

ritorno alla normalità

Da ieri sera siamo di nuovo tutti a casa.
Terminata l'ultima settimana di quelle che chiamo le mie "vacanze milanesi" (ovvero da solo in città, senza famiglia), ieri sera abbiamo completato la transumanza e ho riportato a casa la famiglia dal dorato esilio cellese; ricomincia la vita normale.
Ogni anno mi dico che andrà meglio, perché tutto sommato le bimbe crescono e - prima della temibile adolescenza - diventano più responsabili, più ragionevoli, eccetera.
Quel che ne sarà dopo, per adesso non mi riguarda. O non voglio pensarci.

Tre settimane a Celle Ligure, quindi, a fare il mammo a tempo pieno, visto che Dalia doveva lavorare.
Non posso proprio dire di essermi riposato: fare la spesa, far da mangiare, portarle in spiaggia, eccetera è sì piacevole, ma abbastanza stancante.
(e con questa sento già l'eco di tutte le mamme che urlano "visto? e voi che pensate che stiamo a casa a non fare un cazzo!")

Come al solito sono stato colpito dall'accoglienza dei miei conterranei e dal rapporto qualità del servizio vs prezzo da pagare e mi convinco sempre di più che i liguri dovrebbero prendersi tante di quelle mazzate nei denti, che forse (e dico forse) si renderebbero conto di quanto riescano a essere inospitali.

E ve lo dice uno che a Celle è conosciuto e viene trattato da cellese.
Immaginatevi cosa possano pensare i "foresti".


02 agosto 2013

holidays

Stasera si parte in direzione Celle Ligure (che originalità).
Per quest'anno chiudo. Anzi: socchiudo.
Ci sono troppi casini in ballo e io sono fin troppo raggiungibile.
Temo ripercussioni.

Comunque io son lì.
Se volete passare...


16 maggio 2011

Praga, in definitiva

Per fare un piccolo riassunto, posso dire che Praga mi è piaciuta veramente tanto.
La città, oltre ad essere bella architettonicamente è anche ben tenuta e offre un buon numero di spazi "vivibili".
Ovviamente questa considerazione è dettata dal fatto di non aver avuto problemi nel girarla con due bambine; e non è poco perché in fondo in fondo i bambini sono un po' l'unità di misura della vivibilità di una città.
Se la città è a misura di bambino e di anziano, dovrebbe andare bene per tutti, no?

E poi a Praga la birra è buona e costa meno dell'acqua.
Cosa volete di più?


Elena e Anita all'aeroporto, sulla via del ritorno.

13 maggio 2011

Praga, 6° giorno

Oggi giornata "defatigante", dedicata a qualche ultimo giretto e ad alcuni acquisti. In centro fervevano i preparativi di una festa nazional-nonsocosa con conseguente presidio di alcuni baracchini birro-gastronomici.
Abbiamo compiuto anche alcune tappe per vedere posti che non eravamo ancora riusciti a vedere, come la famosa casa danzante o la prestigiosa fabbrica di birra (con annesso pub) "U Fleku".
Abbiamo concluso con un graditissimo (per le bimbe) ritorno all'Isola dei Bambini.

Adesso stiamo preparando le valigie e sistemando la casa che ci ha ospitati..
Ho un po' di malinconia addosso un po' perché questa città mi ha veramente colpito e, in seconda battuta, molto banalmente, perché le vacanze sono finite.
Amen.


in foto: la casa danzante.

12 maggio 2011

Praga, 5° giorno

Stamattina ci siamo alzati di buon'ora e siamo usciti abbastanza presto. Presto rispetto ai nostri canoni, diciamo.
Siamo tornati a visitare il Castello, visto che 3 giorni fa avevamo più che altro visitato il Parco attiguo.
Sfortuna vuole che verso le 11,00 (dopo che abbiamo fatto la scarpinata per arrivare sulle alture su cui sorge il Castello) il cielo abbia iniziato a rannuvolarsi e verso le 11,40 ha iniziato pure a piovigginare.

Siamo comunque riusciti a vedere il cambio della guardia, evento molto folkloristico che si svolge tutti i giorni alle 12,00 e, mentre visitavamo il resto del castello, la pioggia si è fatta sempre più insistente fino afarci tornare a casa, dove abbiamo pranzato.

Nel pomerigigo il tempo sembrava darci tregua e siamo quindi usciti per fare il giro del quartiere ebraico, ma anche qui abbiamo resistito un po' finché Giove Pluvio non ci ha di nuovo costretto tra le mura domestiche.


un momento del cambio della guardia

11 maggio 2011

Praga, 4° giorno

Lo schema è sempre il solito: finché le bambine resistono vediamo quello che ci interessa. Quando iniziano a sclerare (o possibilmente prima) ci dedichiamo a qualcosa che possa interessare a loro.
Così stamattina giro per Mala Strana, con visita prima alla barocchissima chiesa di Sant Nicolas e poi a palazzo e giardini Wallenstein.

Nel pomeriggio, invece, siamo andati allo zoo di Praga, una struttura molto varia e interessante, anche per noi adulti. Le bimbe ovviamente erano matte di felicità.

a latere bis: quando mi chiedono "ma tu non avresti voluto un maschietto?" lì per lì mi viene da rispondere di sì. Poi penso a quella furia di Elena e mi dico che forse anche così è sufficiente.
È una pazza scatenata e non si ferma davanti a niente. Ogni tanto parte per i fatti suoi e, se non ci stai attento, la ritrovi in Groenlandia.


Pausa merenda allo zoo, davanti agli orsi bianchi

10 maggio 2011

Praga, 3° giorno

La giornata si è aperta con una chicca: Elena sta giocando con Barbie Cenerentola in una mano ed Hello Kitty nell'altra. Le fa dialogare e Cenerentola dice ad Hello Kitty: "Ciao. Tu non ce l'hai la bocca?" Ho riso per 10 minuti buoni.

Oggi visita classica di Praga, di quelle da guida turistica: Ponte Carlo, Torre dell'Orologio, Piazza della Città Vecchia e varie zone pedonali del centro città. Caldo quasi fastidioso e bambine un po' bollite ma brave.
Verso le 16,00 per premiarle di cotanta pazienza siamo andati all'Isola dei Bambini, un'isoletta sul fiume Moldava che è tutto un parco giochi. Le bimbe si sono divertite da morire.

Momento catartico: Anita ha giocato con due bambine. Prima con una che, se non ho capito male, si chiama Ana. Poi con un'altra con cui ha fatto diversi giochi.
A un certo punto la madre mi chiede "She speaks English?", indicando Anita.
Ho colto la palla al balzo per far capire ad Anita che le lezioni di inglese servono nella vita reale e le ho prontamente detto: "Guarda che lei parla inglese. Dille come ti chiami".
E Anita subito: "My name is Anita" e la bambina di riflesso: "and my name is Ivonka".
Dopodiché, essendo bambine, non c'è stato più bisogno di dire niente, che si capivano già benissimo.


Anita e Ivonka in action


A latere: visto che, come già detto, nell'ordine quotidiano della famiglia solitamente io mi dedico più ad Elena, questa vacanza mi serve anche per dedicarmi un po' di più ad Anita e a recuperare il rapporto con lei. Oggi, per esempio, è andato tutto a meraviglia.

09 maggio 2011

Praga, 2° giorno

La giornata non è cominciata proprio con i crismi di una giornata di vacanze di quelle che uno si augura. Prima Dora (la nostra babysitter tuttofare, che va comunque a casa nostra ogni giorno anche in nostra assenza) ci ha inviato un messaggio dicendo che si è rotto un vetro della finestra di camera nostra.
Poi ho dovuto risolvere a distanza un paio di questioni lavorative. E mentre ero al telefono per queste cose Anita ha pensato bene di strattonare Elena per un braccio, lussandoglielo.
Quindi siamo dovuti correre al Pronto Soccorso per farla visitare.

Ah, quasi dimenticavo: se qualcuno vi dice che a Praga ormai parlano tutti inglese non credetegli. Sì, forse le nuove generazioni. Forse.
All'ospedale è stata dura trovare qualcuno con cui interloquire; e pensate che c'è un ufficio apposta per stranieri.
Per farle breve, siamo usciti dall'ospedale che erano quasi le due del pomeriggio ed Elena fortunatamente sta bene, che in fondo è quel che conta.
Abbiamo trascorso ciò che rimaneva del pomeriggio al Castello di Praga, per la maggior parte nel Giardino Reale.


vietato calpestare le aiuole


Praga non è la città decadente che ci aspettavamo: è molto più colorata e vivace. Buona parte dei palazzi conserva comunque un certo fascino fuori dal tempo, anche se la maggior parte di loro è passata attraverso restauri relativamente recenti.
Una cità che merita sicuramente una visita.

08 maggio 2011

Praga, 1° giorno

Siamo arrivati a Praga alle 13,30. Verso le 14,15 abbiamo raggiunto il nostro alloggio in Maltezske Namesti, nel quartiere di Mala Strana.
La casa è piccolina, ma neanche troppo. Come posizione è eccellente perché siamo a due passi dal Ponte Carlo.

Come prima meta ci siamo dati il Tesco (supermercato) al di là del fiume, a una ventina di minuti a piedi. Per arrivarci ci abbiamo messo un paio d'ore perché ci siamo fermati in vari parchi e giardini, in modo che le bimbe potessero giocare un po', dopo un'intera mattinata passata sui vari mezzi di trasporto.

La città sembra molto vivibile, anche perché il tempo è bello e, essendo domenica, c'è molta gente in giro.
Abbiamo incontrato non poche difficoltà nel fare la spesa perché gli ingredienti sulle confezioni sono scritti in ceco, quindi abbiamo dovuto un po' arrangiarci con un dizionarietto tascabile.
Per tornare abbiamo percorso un tragitto diverso dal precedente, passando dal famoso Ponte Carlo.


Maltezske Namesti. La casa bianca è la nostra dimora praghese.

verso Praga

Come al solito chiudiamo tutti i bagagli a poche ore dalla partenza. Abbiamo preso tutto? Sicuramente no, ma pazienza.
Arrivederci a presto.

25 agosto 2008

riecchime

e non "riecchice".
Sì perché stamattina sono tornato solo soletto in una assolata e semideserta Milano, lasciando le mie donne al mare ancora per una settimana.
Come ogni volta che si torna dalle ferie, la voglia di lavorare è pari a zero. Purtroppo però, anche se a rilento, qualcosa devo fare, ergo son qua in ufficio.

Piccolo riassunto dell'appena trascorsa vacanza estiva 2008.

cibo
complici le frequenti visite di "foresti" (come venono appellati i non-liguri dai liguri) è stata una discreta vacanza gastronomica: non abbiamo mancato nessun aperitivo, sagra o uscita a sfondo mangereccio.
Il fritto misto è stato quasi una consuetudine. La focaccia... chettelodicoaffare...

amicizie
è stata - come si diceva - una vacanza abbastanza movimentata. Ottima occasione per rinsaldare amicizie, scoprirne di nuove, ecc.
In più quest'anno che abbiamo dovuto affittare una casa grande (causa lavori alla casa di mia zia Paola) siamo stati più liberi di invitare ed ospitare gente. Insomma: un discreto via-vai.

famiglia
trascorrere un'intera serata al pub con Andrea e Marta a chiacchierare? o fare una cena solo fratelli (più figli annessi)? Nella stessa vacanza?
Sembra impossibile.

Anita
Vorrei riuscire a ricordare con esattezza tutti i progressi compiuti da Anita in questi giorni, ma sicuramente me ne dimenticherò.
Da segnalare assolutamente:
- riuscire a bere da sola dal bicchiere (non senza cento prove e cento disastri, ovviamente).
- le prime esperienze sul vasino (svegliarsi con lei a un cm dalla tua faccia che dice "vado fare la cacca nel vasino" e che, mentre cammina, cerca di tirarsi giù il pannolino è una cosa imperdibile. Per chi lo vede dall'esterno, sicuramente è una cosa da poco. Per un padre assolutamente no).
- sempre più impressionante i progressi nel linguaggio: quando - mentre coloravo con i suoi colori - mi ha chiesto "me ne dai uno?" ho avuto un attimo di sbandamento e mi sono improvvisamente reso conto che mia figlia (a parte la pronuncia ancora un po' da bimba) sta imparando a parlare benissimo. Molto comico il momento in cui le ho chiesto (spazientito perché contnuava a cambiare idea) "Basta, Anita: vuoi andare alla spiaggia o vuoi rimanere a casa?" lei mi ha guardato un po' e mi ha risposto: "problema..." scuotendo la testa pensierosa.