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02 aprile 2013

la cozza e la bestia

Brillante definizione delle nostre figlie, firmata Dalia.

La cozza, Anita, che non si stacca mai da lei.
E la bestia, Elena, che si comporta come una selvaggia.

14 ottobre 2011

la famiglia sgarrupponi

Sempre di corsa. La sensazione è un po' questa, di essere sempre in ritardo. E quindi di corsa, a rincorrere. C'è poco da fare, noi saremo sempre una famiglia sgarruppata.

Vedo in giro quelle coppie che riescono a fare tutto e sono - almeno in apparenza - sempre sereni. Beh, noi non apparteniamo a quelle.
Che poi sono convinto che per molti è più un atteggiamento che un vero e proprio stato mentale.

Però devo dire che, per esempio, quando entro nelle case degli altri e vedo tutto in ordine nonostante ci siano uno o due figli piccoli, io penso di appartenere ad un altro pianeta.
Se qualcuno fa una visita non prevista a casa nostra trova in giro di tutto: matite, giochi, lego e via dicendo. Per non contare il fatto che anche io e mia moglie siamo così: Dalia appoggia tutto sullo stesso armadio di camera nostra, fino a che la pila non diventa insormontabile.

Ed io - per dirne una - appena torno a casa la sera mi levo le scarpe nel punto esatto in cui una delle due figlie mi bracca, che è nel tragitto (non infinito, eh!) tra la porta di casa e camera nostra. E sempre le scarpe lì rimangono fino al giorno dopo.

Ma non è solo quello. È l'atteggiamento mentale. Bollette non pagate, roba dimenticata in giro, il box doccia da cambiare da più di un anno, gli armadi sempre pieni di cianfrusaglie.

Ho la sensazione che non ce la faremo mai. Saremo sempre così: sgarruppati.

e vogliamo per caso parlare di quanta roba ci portiamo appresso ogni volta che ci spostiamo? ogni viaggio, un trasloco.

24 giugno 2011

aifòun

E così finalmente sono passato al lato oscuro della forza: anch'io adesso posseggo un iPhone.
Me l'ha regalato Dalia per il mio compleanno. Che in realtà il mio compleanno è lunedì prossimo, però essendo lei partita per il mare martedì, mi ha fatto il regalo in anticipo.

L'oggetto in se' è fighissimo e a poco a poco comincerò a scoprire le varie funzionalità, oltre a quelle basiche che già uso. Già ieri sera, nell'attesa del cinema, mi ci sono divertito un po'.
Temo che sia uno di quei "punti di non ritorno" che prima o poi tutti dobbiamo affrontare, come è successo con il computer prima e il telefonino dopo.

E non fate quella faccia da "io non ci penso neanche per sogno" perché mi sa che prima o poi dovrete farci i conti anche voi. Blackberry, Android o iPhone che sia, passate al lato oscuro.

18 settembre 2010

labirinto svedese

Come nel famoso sketch di Paolo Migone, mia moglie mi ha intimato di portarla all'Ikea, questo uichend.
E così stamattina, dopo la prima lezione di nuoto di Anita (lezione un bel belino: caga sul petto a chiunque in quel corso), siamo andati all'Ikea di San Giuliano. Di sabato. Mentre fuori piove.
In pratica, un tentativo di suicidio.

Ma noi siamo partiti con le idee chiare: abbiamo già visto tutto sul catalogo carteceo e approfondito sul sito.
Dobbiamo solo comprare una libreria per la camera delle bambine, di cui sappiamo già misure e modello. Dovrebbe essere semplice.
Il fatto, poi, che Anita sia entusiasta di fermarsi al reparto giochi, mi convince ancora di più: siamo sulla strada giusta; un'ora e siamo fuori di qua.

Non ho fatto i conti con un paio di attitudini prettamente femminili, o almeno di mia moglie: quella di mettere in discussione tutto; e il fattore "già che siamo qua", quell'indole che ti fa comprare una marea di minchiate a basso costo e di pura funzione adornativa.
Morale? Abbiamo speso 180 euro di roba.
Dopo 4 ore (pasto compreso).
Senza comprare la libreria, of course.

Piccola consolazione: ho notato che tutte le famiglie escono distrutte dall'esperienza Ikea. Coppie che discutono animatamente, bambini che piangono. Un padre addirittura che, nel parcheggio, lancia via il carrello imprecando ad alta voce.
Se non altro per un po' di tempo non dovremo tornarci.

15 settembre 2010

adesso che

Riguardo alla ninna-nanna, Anita è sempre più esigente. Vuole canzoni nuove, oppure apostrofa le performance di Dalia con "ma questa canzone me l'hai già cantata".
E Dalia è costretta a inventare oppure a pescare dalle canzoni che conosce, un po' a caso.
E dove va a parare? Sulle (poche) canzoni di cui sa le parole.
Non è un caso quindi sentire Anita che si aggira per casa canticchiando "mi manca da morireeeee, quel suo piccolo grande amoreeee, adesso che..."
Orrore!

16 aprile 2010

spaccati di Italia

Per poter far espatriare Elena, abbiamo bisogno di un documento di identità, rilasciato dal comune. E poi farlo vidimare in Questura.
Il tutto con la bambina ed entrambi i genitori presenti.
Così mi dice la tizia dell'anagrafe, qualche giorno fa, mentre rinnovo la carta d'identità.

Stamattina, quindi, dopo aver accompagnato Anita all'asilo, prendo la macchina e parto con Dalia ed Elena alla volta dell'anagrafe.
Non troppo traffico, trovo parcheggio quasi subito davanti al Comune. Entrando in un'anagrafe semideserta, veniamo serviti subito e con gentilezza.
Penso: vuoi vedere che è il mio giorno fortunato?



Niente di più sbagliato, mes amis. Se volete essere sicuri che la vostra giornata sia una giornata di merda, andate a farvi un giro in Questura.
Sulla soglia ci dà il benvenuto un poliziotto alquanto burbero che ci accoglie con un "Cosa vuole?", manco fossimo lì a chiedere un favore personale. Prendiamo il nostro numerino (n°31) ed entrando nella bolgia della sala di aspetto vediamo che stanno servendo il numero 14.
Pazienza: andiamo al bar a prenderci un caffè e cazzeggiare un po' e dopo un quarto d'ora torniamo, vedi mai che qui siano particolarmente celeri. Sono al numero 15.
Mi sento morire.

La sala d'aspetto della Questura è un'esperienza che somiglia a un girone infernale: tra poliziotti scontrosi e supponenti (come se tutti ci andassero ogni giorno in Questura), extracomunitari che non parlano bene italiano e vengono trattati da bestie, gente che è lì per denunce per cui ci vogliono sempre altri documenti, eccetera.
Per fortuna che Elena fa un po' di show e quindi rende più lieve quell'attesa inutile.
Attesa che dura 2 ore. No, dico: due ore.

E pensate che alla fine siamo approdati allo sportello perché è arrivato il nostro numero? Nossignori.
Siamo passati perché un poliziotto ha visto per l'ennesima volta che o io o Dalia uscivamo a far prendere un po' d'aria alla bambina e quindi ha deciso lui all'istante "i prossimi siete voi" e ci ha fatto accomodare nella stanzetta con gli sportelli.

Che dire?
Viva l'Italia.

15 marzo 2010

la notizia sconvolgente dell'anno

Nonostante sia ancora marzo abbiamo già la notiza più sconvolgente dell'anno. Ed è la seguente: tra poco avremo una seconda macchina; per Dalia.
Per chi conosce un minimo Dalia la notizia è finita qua.

Per chi non la conosce, invece, c'è bisogno di una spiegazione, altrimenti non si capisce la portata dell'evento.
Dovete sapere che Dalia ha il terrore di guidare.
Ha preso la patente, è vero, ma in vita sua ha guidato tre o forse quattro volte.
Ne è veramente terrorizzata; in particolar modo teme gli altri guidatori, che non rispettano la sua calma proverbiale.

Ma c'è un elemento scatenante che fa la differenza, da quando lei ha preso la patente: adesso abbiamo le bambine.
E dall'anno prossimo non è escluso che Anita comincerà a fare qualche attività extrasolastica tipo nuoto o - ci piacerebbe - ginnastica a corpo libero, visto che è molto snodata.
E non si può portarla a destra e a manca con i mezzi pubblici.
O meglio: si potrebbe anche, ma c'è pure la bimba piccola che costituisce un ostacolo in più.
Insomma, Dalia si è decisa: approfittiamo del fatto che suo fratello si disfa di una vecchia Polo (ferma da anni) e prendiamo un'altra macchina.
Ce la faremo a rimettere Dalia al volante? Chissà.

10 febbraio 2010

droghe leggere

3 turni di aerosol al giorno sono duri da far digerire a una bambina di dieci mesi.
Bisogna tenerla ferma e farla respirare dentro all'apposito aggeggio.
E visto che di cse da fare in casa nostra ce ne sono già abbastanza, Dalia è ricorsa a una droga. Una di quelle devastanti e da cui - temo - Elena non tornerà mai più indietro: l'aiuto dei Teletubbies.

Elena ne va pazza. E guai a metterle qualche altro cartone o programma.
Così Dalia accende l'aerosol, mette su Youtube e via con Thinky Winky, Dipsy, LaLa e Poo.
Anche se la cosa che le piace di più in assoluto è il sole con la faccia di bimbo: cerca addirittura di prenderlo con le mani.



Ironia della sorte: anche Anita si sta affezionando ai Teletubbies. Quindi Dalia riesce a tenerne ferme due in un colpo solo.
Mica male, eh!

22 gennaio 2010

riserve alimentari

Stasera a tavola.

Dalia: "Su, Anita, mangia la carne"
Anita: "Ma non è carne, è pollo!"
D: "È carne di pollo."
A: "?"
D: "C'è la carne di pollo, la carne di mucca, la carne di..."
A: "Ma no! La mucca ci dà il latte"
D: "Sì, ma può dare anche la carne"
A: "Evviva la mucca, che ci dà il latte e anche questa carne di pollo buonissima".

25 novembre 2009

tecnologia

Giornate di grande lavoro. Il delirio pre-natalizio quest'anno è cominciato prima.
Non ho il tempo per fare niente. Mi manca soprattutto quello da dedicare alla famiglia.

Per fortuna la tecnologia mi aiuta: ho installato Skype anche a casa, così ci possiamo videochiamare.
Serve a me per vedere le mie figlie ancora sveglie.
E soprattutto serve a loro per ricordarsi che faccia ha il papà.

31 ottobre 2009

it's Halloween!

Ho sempre blaterato contro la festa di Halloween tutta la mia rabbia contro la sudditanza che abbiamo nei confronti degli USA.
Come già detto, odio la colonizzazione che hanno perpetrato gli Stati Uniti ai nostri effetti e non sopporto, appunto, che una festa come Halloween, che in Italia non ha senso di esistere, sia diventata un'usanza anche da noi (che poi, se vai a vedere, anche una frase come "trick or treat" paragonata al nostro scialbo "dolcetto o scherzetto" ha tutta un'altra valenza).

Ma. Come dicevo 5 giorni fa, quando hai dei figli, il tuo punto di vista cambia.
E alla fine questa festa è come una specie di carnevale; un'occasione per mascherarsi e - mica male! - avere un sacco di caramelle gratis!
Così, stamattina all'Esselunga abbiamo fatto incetta di caramelle.
Poi, grazie alla grande inventiva e capacità di improvvisazione di Dalia, abbiamo fatto un vestito per Anita.
Cosicché quando alle 20,30 sono arrivati i bambini del palazzo a suonare al citofono, ci siamo fatti trovare con Anita vestita da strega e con delle tazze piene di caramelle, che abbiamo rovesciato nelle borse che i bambini tenevano ben sporgenti verso di noi.
E sono molto contento di aver fatto tutto ciò.
Il mio astio verso gli States per un giorno può soprassedere.



in foto: Anita vestita da strega. Grazie a Dalia e, come dicevo, alla sua capacità di arrangiarsi.

30 luglio 2009

telefonate da ridere

Alle 19,00 di stasera mi chiama Dalia.
Sa che sono incasinato marcio e quasi seccato sto per risponderle male, ma sento del rumore di fondo.
La voce di Dalia un po' lontana mi dice "senti!".
In partica c'era Anita che saltava e ballava e Elena che rideva come una matta nel guardarla.
Son cose che ti cambiano la giornata.
Anche se si tratta di una giornata di merda come quella di oggi.

26 febbraio 2009

shambala

Questa settimana siamo senza Anita, che è rimasta a Celle con i nonni.
Io, come sempre, passerei le mie serate al cinema, ma, visti gli orari canonici degli spettacoli, o non riesco ad andarci per problemi di lavoro, o rischiamo di andare a dormire troppo tardi.
E così ieri sera io e Dalia ci siamo rilassati e ci siamo concessi una cena allo Shambala, ristorante con cucina fusion (vietnamita e thailandese).

Andare allo Shambala è sempre piacevole: l'ambiente è molto curato e intimo e il cibo non è sicuramente quello che trovi in un qualsiasi ristorante.
Tutto contribuisce a farti sentire "in vacanza" anche solo per un paio d'ore.
E così, anche se non avevo coglia di andare a cena fuori (volevo andare al cinema!) ho passato due ore meravigliose in compagnia di mia moglie a chiacchierare e divertirci.
Bello. E, visto che lo facciamo sempre più di rado, ieri sembrava ancora più bello.



in foto: una delle sale interne dello Shambala, con vista sul giardino.

07 luglio 2008

girls in their summer clothes

Ieri finalmente sono tornate Dalia e Anita dalla Sardegna.
Non ce la facevo più senza di loro: la casa era troppo vuota e le giornate scorrevano quasi senza un significato.
Sono scese dall'aereo, leggermente abbronzate (tra l'una e l'altra non so chi ha la pelle più chiara) tutte vestite da vacanza e con addosso l'odore di crema solare.
Mi han fatto venire una voglia di andare al mare...

27 giugno 2008

She's the One

Antefatto: mercoledì Dalia e Anita sono partite per le spiaggie e sono solo quaggiù in città. Ma oggi è anche il mio compleanno.
Così Dalia ha voluto farmi una sorpresa.
Mi ha chiamato stamattina presto e mi ha detto "apri l'armadio" e dentro c'era un regalo: la scatola del gioco "Cluedo"; il perché di questo regalo sarebbe troppo lungo da spiegare quindi lascio perdere.
Poi mi ha detto "apri il secondo cassetto del mobile in camera" e dentro c'era un altro regalo: due biglietti per lo spettacolo de La Fura dels Baus, compagnia teatrale che io adoro.
Con una lettera che più o meno recita così: "qui ci sono due biglietti. Visto che io non tornerò in tempo (lo spettacolo dura fino al 4 luglio, ndS) puoi andarci con chi vuoi tu. Però se è una donna dev'essere brutta o antipatica o una grezzona".

No, dico: io lo so di essere fortunato.
Però cazzarola...



"With her long hair falling
And her eyes that shine like a midnight sun
Ooooh she's the one, she's the one"

18 giugno 2008

04 aprile 2008

prima notte senza mamma

Dalia è partita per Barcellona per lavoro. Per gestire Anita, vista la mia impossibilità di assentarmi dal lavoro, sono venute a Milano mia mamma e mia sorella Marta: con loro vado sul tranquillo perché so che Anita sta bene e si diverte.
La parte clou arriva la sera, quando la bimba è un po’ frignante per la stanchezza e quindi chiede della mamma. Fortunatamente è cominciata per Anita l’età in cui inizia ad elaborare concetti, quindi le spiego con calma che la mamma è al lavoro e che torna domani. E lei capisce tutto. Ma questo ovviamente non basta a interromperle la malinconia.
Però alla fine non è andata tanto male: qualche frignatina (molto light) e niente di più.
E ovviamente una notte passata con lei nel lettone che mi si abbarbica come non mai.

18 dicembre 2007

Presepe in quota

Il problema di fare il presepe, a casa nostra, è uno; anzi, sono due: il gatto e Anita.
Come fare a tutelare quelle povere statuine - che erano della famiglia di mio padre, quindi con un valore "storico" notevole - dalle zampe (o dalle mani) delle nostre turbolente coinquiline?
Ci ha pensato Dalia: ha dato un'occhio alla libreria e, vedendola spoglia delle antine che Cuciuffo ci sta sistemando, ha detto: "facciamolo lì"!
Lì è, appunto, dentro la libreria di sala, sopra la televisione.



È un posto un po' insolito, è vero, ma a me piace un sacco.

04 dicembre 2007

i'm wide awake, it's morning

Mi è sempre piaciuto svegliarmi presto, anche se non lo faccio quasi mai.
Anzi: forse mi piace proprio perché lo faccio di rado.
Stamattina, dopo che abbiamo dato l'antibiotico ad Anita (alle 6,00 come da richiesta medica) non riuscivo più a dormire, allora ho deciso di alzarmi.
Nel silenzio e nel buio, ho iniziato a fare alcune cose prendendomi tutto il tempo che volevo.
Per prima cosa ho acceso le luci dell'albero di Natale come unica fonte di luce.
Ho fatto la borsa della palestra; ho messo via i vestiti del giorno prima; preso quelli nuovi; ho messo a posto la sala; ho messo a posto la cucina; ho preparato un'insalata per me e una per Dalia, per il pranzo.
Finito tutto, ho messo il caffè sul gas, con il fuoco bassissimo e sono andato a farmi la doccia.

Esco dal bagno. Il sole inizia a lasciare qualche traccia sui muri. Si sente qualcuno parlare per la strada.
C'è odore di sonno, stanza chiusa e di caffè.
Mi fermo sulla soglia di camera a vedere mia moglie e mia figlia che dormono in un abbraccio che potrebbe tranquillamente essere confuso per una mossa di wrestling.
Mi scende qualche lacrima, mentre penso che quello che mi rende felice è poco. Ma per me è tantissimo.

31 agosto 2007

differenze

Ieri sera Dalia è uscita per la prima volta da sola, da un anno circa a questa parte.
Sì, perché la sua vita fino ad adesso si è svolta praticamente in simbiosi con quella di Anita.
E ieri, per l'addio al celibato di Claudia, è uscita a cena; mentre io e Anita siamo rimasti a casa.

Mentre si preparava per uscire, notavo una delle tante differenze tra uomini e donne:
le donne, quando fanno un'uscita tra sole donne, si truccano e tornano ancora tutte carine;
gli uomini, quando fanno un'uscita tra soli uomni, si conciano da far schifo e si riducono ancora peggio.