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02 giugno 2009

Bridge over troubled weather

Stasera finisce un piccolo ponte di 4 giorni che abbiamo trascorso a Milano.
Avendo a disposizione casa a Celle e a Olba, fa strano passare così tanti giorni a Milano senza nessun impegno particolare. Però si è rivelata la scelta vincente.
Oddio, se sabato non ci fosse stato il matrimonio di Garaz, detto anche Garage (al secolo Alessandro), probabilmente saremmo anche noi andati fuori porta.
Ma la scelta di rimanere a casa si è dimostrata azzeccata (ogni tanto una la centriamo anche noi, eh!).

Insomma: sabato matrimonio, insieme a Livio, Ale e Fabbio; ed è sempre un gran piacere passare del tempo con voi, ragazzi.
I seguenti tre giorni, mentre nel resto d'Italia infuriava il maltempo (ho sentito racconti orribili, lo giuro) a Milano c'era un tempo ma-gni-fi-co: sole con arietta fresca.
Con l'ulteriore vantaggio che la città era deserta, perché, come dicevo, sono tutti partiti per il ponte.
Quindi ce la siamo stragoduta: ad esempio, lunedì ho passato la mattinata in giro in bici con Anita, studiando un percorso che passava da un parco all'altro, percorrendo strade deserte in questo clima fenomenale.
Praticamente in questi giorni Milano era la mia città ideale.



nella foto: la famiLLia al completo, durante il rinfresco del matrimonio

07 gennaio 2009

neve

Da due giorni nevica che dio la manda.
Milano è tutta bianca, silenziosa, soffice.
Anche se devo farmi un bel po' di strada a piedi, mi piace.

31 luglio 2008

una sorta di legge del contrappasso

Come già detto mi piace andare nei cinema all'aperto.
Ieri sera, per esempio, ho visto "ai Confini del Paradiso" all'Arianteo - Porta Venezia.
Che significa: una sala a cielo aperto in mezzo al parco di Porta Venezia. Con eterna gratitudine delle zanzare del luogo.



Insomma: mi gusto tutto il film (bello!) nonostante il caldo infernale, fino a che non si vedono dei lampi all'orizzonte, dietro il grande schermo. Nei dieci minuti finali inizia a piovere, ma non è un problema: c'è un grosso albero sotto cui mi sono prontamente riparato (non sia mai che io interrompa una proiezione; non di un film così iteressante, se non altro) e ho continuato a godere dello spettacolo.
E mentre scorrono i titoli di coda si scatena l'inferno: un nubifragio assurdo costringe me e un'altra dozzina di persone a cercare riparo sotto ad uno dei ponticelli che ci sono nel parco.

Rimaniamo lì un'oretta nella vana attesa che spiova, mentre tonnellate d'acqua e una fitta grandinata si riversano attorno a noi. Per carità, la cosa è anche divertente: facciamo amicizia e ci scambiamo quattro battute tra perfetti sconosciuti, mentre intorno a noi la scena si fa sempre più apocalittica.
E mentre sono lì, forse contagiato dalla full immersion di cinema che ho compiuto nell'ultimo mese, penso tutto questo che potrebbe essere l'inizio di un orribile film americano tipo "disaster movie" che tanto piacciono al pubblico d'oltreoceano.
E - rido dentro di me - sarebbe il massimo se fossimo protagonisti di una storia del genere. Proprio noi che siamo andati al cinema a vedere un film di un certo "spessore".

Ah, per la cronaca: non ha mai spiovuto.
Ed io, ovviamente, ero in motorino.
Sono arrivato a casa fradicio dalla testa ai piedi.

02 luglio 2008

Greetings from Milano, Ireland

Ieri mattina sono uscito di casa alle 6,20 e pioveva. In maniera abbastanza sostenuta, fra l'altro.
Per il resto del giorno ha fatto molto caldo (siamo a luglio!).
Poi sono uscito dall'ufficio verso le 19,00 ed ha iniziato a piovere e successivamente a grandinare. Poi di nuovo bel tempo. Verso l'una di stanotte (ero sul terrazzo a casa di Carlo, insieme a Gabriele) ha ricominciato a piovere. E poi stanotte c'è stato un forte temporale.

Ora: io non so cosa cazzo stia succedendo al clima; e sembra che la gente dia per scontato che da quando c'è Berlusconi al governo piova.
Ma io mi sono rotto le balle: se volevo i "four seasons in one day" me ne andavo ad abitare in Irlanda, mica rimanevo qua. Eccheccazz...