27 settembre 2011

e se i ChemBros facessero rock?

Risposta: sarebbero i Kasabian. Li conoscete? io li avevo sentiti nominare, ma non li avevo mai ascoltati; e devo dire che questo loro nuovo disco, "Velociraptor!" mi ha conquistato facilmente.

Sì, perché mischia due generi musicali che a me piacciono: il rock, mio genere pereferito, e l'elettronica, passione sfociata negli anni '90 grazie a Massive Attack e compagnia dubbante.
I Kasabian hanno alcuni loop elettronici che sembrano usciti dai campionatori dei Chemical Brothers, ma sono fondamentalemente un gruppo rock. O forse, sarebbe più giusto dire britpop, se non altro come estrazione.

Avrete sicuramente sentito "Days are forgotten" che sta spopolando in questi giorni, ma non fatevi ingannare dalla facilità d'ascolto (infatti è il singolo di lancio), il disco - in alcuni tratti per lo meno - è più interessante.

Insomma: "Velociraptor!" è un ottimo disco. Il pot-pourri di generi differenti rende le composizioni interessanti sotto diversi punti di vista, sia per gli amanti dell'indie rock che per gli aficionados dell'elettronica.

26 settembre 2011

crazy vibes

Non c'è bisogno di dirvi chi sia Selah Sue, mi auguro. Il suo singolo "Raggamuffin" passa costantemente in radio da prima delle vacanze estive e gli amanti della black music l'avranno sentita duettare con Cee Lo Green in "Please" pezzo contenuto sia nel disco del rapper americano che in quello di Selah Sue.

Insomma, è una ragazzina belga dalla bella voce (simile un po' a quella di Duffy) con stile retrò, e con una discreta passione per il reggae/dub/raggamuffin. Tanto per capirci, siamo dalle parti di Lauryn Hill, di Erikah Badu (anche per la cofana, devo ammetterlo), ma con meno hip hop e più musica caraibica.


A me questo disco piace parecchio. Non è un capolavoro, è vero, però ha tutte le caratteristiche per essere un bell'ascolto, con quel tanto di crossover tra generi da renderlo piacevole un po' per tutti, ma senza essere ruffiano.


18 settembre 2011

ripartenze

Quando hai una famiglia, la ripartenza settembrina è sempre un trauma. O meglio: lo è anche per chi è single, ma dover avviare tutte le attività familiari, peggiora la situazione.

Iscrizione in piscina, iscrizione ad inglese, ripetere l'iter scuola-pediatra-scuola per la dieta senza uovo di Anita per la scuola, per esempio, sono solo alcuni dei compiti che tocca affrontare.
Lavorativamente invece mi tocca rituffarmi in una serie di incombenze, tra le quali spicca la mia preferita (in senso ironico, ne'): telefonare ai clienti, chiedere come stanno, se sono andate bene le ferie, ecc.

Chiariamoci: con i clienti con cui vado d'accordo è una passeggiata. Ad alcuni mi fa anche piacere chiederlo, come se fossero degli amici. Ma quando tocca a quelli con i quali lo fai solo per questioni di rappresentanza, beh, lì la pesantezza si fa insopportabile.

A dare una svolta - in negativo - a questo settembre '11 - c'è una cappa d'afa che, unita allo smog, ha reso l'aria irrespirabile. Risultato? prima s'è ammalata Anita e poi Elena. In più Dalia ha un'asma clamorosa, causata dalle polveri sottili.

Insomma, come se non bastassero i soliti pensieri post-ferie del tipo "cambio vita e apro un resort in Giamaica", c'è pure questo deterrente in più.
Decisioni drastiche si prospettano all'orizzonte.


09 settembre 2011

alberi (ancora) urlanti

Non mi entusiasmano ne' le band che si riuniscono ne' tantomeno i dischi di gruppi defunti che pubblicano materiale sepolto in alcuni cassetti della casa discografica (se è sepolto un motivo ci sarà, no?).

Però. C'è un però (e lo sapevate già dall'inizio che c'era un "però", dite la verità).
Però quando sei orfano di un gruppo che ti piace tanto, un disco di outtakes può risultare una specie di manna dal cielo.

Ed infatti è con molto entusiasmo che saluto "Last Words: the Final Recordings", disco degli (ormai defunti da tempo) Screaming Trees. Il loro sound energico e ruvido quel tanto che basta mi aveva conquistato. E sentire delle loro nuove canzoni, mi fa godere un bel po'.
Saranno pure degli scarti da dischi precedenti, ma è materiale bello genuino, sano e rocchenrollante.



07 settembre 2011

indovina la citazione - 19

1 - Il vantaggio di essere considerato un coglione è che la gente non pensa mai che hai un secondo fine.

2 - Vieni su a bere qualcosa da me?
- Sei sicura?
- Sì, perché no? Possiamo correre questo rischio. Ho la sensazione che riuscirò a resisterti. Non sei poi così carino.

3 - Ero convinta che i Red Hot Chili Peppers fossero un piatto messicano.

4 - Mi avevano promesso tanto sesso. Me lo dicevano tutti: una damigella d'onore fa tanto sesso; vedrai quante lingue penzoloni. E invece non c'è un maschietto disponibile nel raggio di un chilometro.
- Beh, se hai proprio voglia, ecco io potrei.. essere... diciamo disponibile...
- Oh, non essere ridicolo, Bernard... Non sono disperata fino a questo punto!

5 - Comunque, prima di partire, quando avresti intenzione di annunciare il fidanzamento?
- Scusa... qua-quale fidanzamento?
- Il nostro! Dal momento che siamo stati a letto insieme credo che ci sposeremo. Tu che dici?

6 - Un brindisi a Charlie e a "faccia di chiulo"

7 - Come sta la tua meravigliosa fidanzata?
- Non è più la mia fidanzata!
- Ah, peccato... Però, fossi in te non la rimpiangerei, so che mentre stavate insieme si scopava Toby Dely, nel caso tra voi fosse finita!
- È diventata mia moglie.
- Eccellente, davvero eccellente!

06 settembre 2011

Damon e il Congo


Ci sono persone che mi stanno simpatiche a pelle. Tipo Damon Albarn.
Avete presente Damon Albarn? Il cantante dei Blur, nonché cantante dei Gorillaz, nonché promotore di nonsoquantialtri progetti paralleli. Ed anche una persona dal cuore d'oro, credo. Perché ha partecipato a parecchie iniziative pro-qualcosa.

Beh, ecco, l'ultima trovata è la seguente: sembra che Damon, insieme a una pletora di fedeli collaboratori ed un nutrito gruppo di artisti locali, stia dando vita - in 5 giorni! - a un album che sta a metà tra l'iniziativa sociale e la musica elettronica dal titolo "Kinshasa One Two". E tutta l'allegra combriccola si palesa sotto il nome di DRC Music, dove DRC sta per Democratic Republic of Congo.

Qui potete visitare il blog dell'iniziativa. O altrimenti aspettate l'8 novembre per l'uscita del disco.
Nel frattempo potete ascoltarvi questo brano qui:




04 settembre 2011

la morte che ti passa davanti agli occhi

e ci passa su una BMW color grigio scuro, per l'esattezza.
Non hai neanche il tempo di dire "belin": quello che ti sta sorpassando a sinistra, va in testa coda e ti sfreccia davanti a una distanza minima, andandosi a schiantare contro il muro alla nostra destra.
La sua macchina rimbalza e torna in carreggiata dopo che tu sei passato.

Dura tutto un attimo. E non serve a un beneamato cazzo essere il miglior guidatore del mondo o essersi bevuto 8 Red Bull per rimanere perfettamente vigile alla guida.
Da oggi pomeriggio alle 17,00 ho - penso - un centinaio di capelli bianchi in più in testa.
E, da 10 minuti dopo, un sorriso ebete dipinto in volto che dice "che culo!".


02 settembre 2011

Intimissimi e Irina

Dalla metà di agosto Milano è letteralmente invasa dai manifesti di Intimissimi uomo. Penso che l'abbiate vista tutti, sulle riviste o sulle affissioni in tutta Italia: c'è la foto di questa modella - Irina Shayk, che, diciamocelo, starebbe bene anche con addosso un sacco della spazzatura - mentre indossa dell'intimo maschile.


Cerchiamo di comprendere meglio la pubblicità. Ci sono due scuole di pensiero:

1 - il pensiero "tira più un pelo di gnugna che un carro di buoi" sostiene: per forza che ci hanno messo una donna. Almeno sono sicuri che gli uomini notino la pubblicità. Ma a questi rispondo: avete fatto caso che il target di riferimento delle mutande firmate di solito sono i gay? E credo che a loro interessi più un manzo come David Beckham (qui sotto ritratto nella famosa pubblicità di Armani), che non la bellissima fidanzata (probabilmente già ex-fidanzata) di Cristiano Ronaldo.


2 - dall'altra parte, il pensiero "intimità" (che guardacaso è anche il mio) sostiene, invece: vi è mai capitato che una donna si fermasse a dormire a casa vostra inaspettatamente? E che la mattina indossasse qualcosa di vostro? Beh, io dò questa interpretazione, all'immagine. Una scena di inaspettata intimità.
Qualcuno potrebbe appuntare che allora potevano non far vedere la ragazza così discinta, con la spallina cascante e con lo sguardo sensuale. Beh, avete ragione. Ma, se è per quello, io non mi sono neanche mai trovato una come Irina Shayk nel letto la mattina.

31 agosto 2011

CPVS 01 - la costa adriatica

Allora, dicevamo del viaggio in Puglia.
Vista la lunghezza del chilometraggio verso la nostra méta di vacanza, abbiamo deciso di fare una tappa (sia all'andata che al ritorno) per spezzare il viaggio. Caso vuole che l'esatta metà del tragitto coincidesse con Alba Adriatica, quindi lì abbiamo prenotato un albergo e lì ci siamo diretti.

Ora, io vorrei dire una cosa importante: nel caso foste degli sprovveduti che non viaggiano mai ma proprio mai mai, il mare adriatico fa schifo. Come dite? lo sapevate? ah, ok.

E per il resto? Per il resto Alba Adriatica è un posto da sogno. Sì, sì, avete letto proprio bene: ho detto da sogno.C'è tutto quello che una famiglia normale potrebbe desiderare. C'è la pista ciclabile, c'è la pineta, ci sono i giochi per bambini (dentro la pineta, ergo al fresco), molti hotel hanno la piscina, la spiaggia ha gli ombrelloni a una distanza tra di loro che supera i 2 cm, c'è l'animazione per i bambini e un sacco di altre cose che adesso non ricordo.
In pratica: c'è tutto quello che in Liguria (nostro metro di paragone) non c'è.

Ma una cosa differenzia maggiormente la Costa Adriatica dalla Liguria: la gentilezza. Le persone (esercenti e commercianti) sono gentili. E per un ligure la notizia è di quelle sconvolgenti.
Lo so: Balbottin, Ceccon e Casalino a Colorado Café ne hanno fatto degli sketch divertenti, ma quando uno lo tocca con mano non se ne capacità.

E dire che noi (di passaggio solo per una notte) eravamo i clienti peggiori, da un punto di vista di business. Eppure siamo stati trattati come dei re. Nonostante il mare non sia bello mi frulla in testa di sceglierla come prossima méta di vacanza.



in foto: la pista ciclabile di Alba Adriatica. Larga il doppio del carrugio di Celle, nel quale i Carabinieri passano, of course, in macchina.

29 agosto 2011

indovina la citazione - 18

Film meraviglioso, largamente sottovalutato. Indovinarlo all'ultima è troppo facile. Vediamo se lo indovinate prima.


1 - Dio, i ristoranti a New York! È come Firenze nel rinascimento: trovi geni dappertutto.

2 - Guardarsi in faccia è la cosa più difficile. L'immaginazione è un dono di Dio per aiutarci a rendere questo autoesame sopportabile.

3 - Sono stato scippato; qui sotto, a Central Park, vicino alla statua di un cane da slitta. Cercavo di capire come mai ci fosse la statua di un cane che ha salvato della gente nello Yukon in mezzo a Central Park.

4 - Ho finito il libro: è una storia toccante. È comico, perché lui vuole fare tante cose ma non riesce a fare niente. Odia la falsità e sa solo mentire agli altri. Vuole essere benvoluto da tutti, ma è solo pieno d’odio e completamente egocentrico. In altre parole, è il ritratto piuttosto fedele di un adolescente maschio.

5 - E noi lo facciamo diventare un aneddoto, da raccontare a pranzo, come stiamo facendo adesso.
Ma è stata un'esperienza, non la farò diventare un aneddoto. Come possiamo fare tesoro di tutto quello che ci succede? Ci sono cose che possiamo vivere, senza farle diventare per forza degli aneddoti?

6 - Ho letto che ognuno di noi su questo pianeta è separato dagli altri solo da sei persone. Sei gradi di separazione tra noi e tutti gli altri su questo pianeta: il presidente degli Stati Uniti, un gondoliere veneziano, chiunque, insomma.

26 agosto 2011

less is more

Come se in questi giorni non facesse abbastanza caldo, stiamo riassestando l'ufficio. E non poteva mancare l'appuntamento con la discarica.
Abbiamo buttato via un camioncino di roba che giaceva in studio da millenni.

Anche questa volta, mentre buttavo quintalate di ciarpame ho avuto un bel senso di sollievo. Ed è un sentimento che mi prende sempre ogni volta che butto via qualcosa; anche il semplice sacchetto della spazzatura.

Per un lungo tempo della mia vita ho cercato di possedere molte cose, sia che fossero cd o vestiti, e pensavo che la felicità (o almeno parte di essa) derivasse dall'averne tante. Poi non so bene quando è successo, ma comunque non tanto tempo fa, ho iniziato a disfarmi di alcuni di questi oggetti. Mi sembravano inutili, superflui. Come se fisicamente intralciassero il mio cammino.

Dagli oggetti sono passato ai fumetti (che ho collezionato per anni), poi ai vestiti. Ora come ora mi libererei di metà delle cose che possiedo. Vedo il mio percorso come un viaggio verso l'essenziale. "Le cose che possiedi alla fine ti posseggono" sostiene Tyler Durden in Fight Club; e devo dire che lo penso anch'io.

Credo che tra non molto comincerò con i libri, quelli a cui sono meno affezionato. D'altronde i libri che ho letto più di una volta non raggiungono la decina, così a naso, quindi non so che senso abbia tenerli. Quando passerò ai cd vorrà dire che ormai sarò veramente al punto di non ritorno.


in foto: un momento dei lavori di assestamento dello studio di oggi.

22 agosto 2011

CPVS - Considerazioni post vacanze salentine

Stamattina alle 9,04 parcheggiando sotto casa ho capito che ormai le vacanze sono finite.
Nelle prossime ore (o giorni?) mi piacerebbe riuscire a scrivere alcune cose su queste vacanze. Le segnerò sotto l'acronimo "CPVS".

17 agosto 2011

piccola donna

A cena.
Io: "Elena, stai attenta. Ti stai sporcando il maglione."
Elena: "non è un maglione, è un golfino".

25 luglio 2011

una vita (e una morte) da rockstar

La morte di Amy Winehouse mi ha lasciato basito. Non solo perché è sempre un peccato perdere una cantautrice dal grande talento musicale, ma anche per come è avvenuta.
Una morte d'altri tempi, potremmo dire; una sorta di autodistruzione.

Da che mi ricordo, il genio degli artisti è sempre andato di pari passo con gli eccessi e una condotta di vita sregolata. Perché? Qual è il nesso tra i due?
Forse un'eccessiva sensibilità? Probabilmente il fatto che queste persone riescano ad esprimere i loro sentimenti in maniera così coinvolgente è in realtà frutto di un'emotività fuori dal comune e di una vita sofferta.

Mi ricorderò sempre il mio caro amico Giorgio che una volta mi disse: "sai, Filippo, tu saresti un grande poeta, solo che non hai sofferto abbastanza". Un po' a dire che io la sensibilità ce l'ho, ma forse mi mancano le esperienze che ti danno la spinta a scrivere.

Fatto sta che Amy, con la sua meravigliosa voce, non c'è più. Condannata a rispettare la legge del 27, che vuole che alcuni grandi artisti terminino la propria vita a 27 anni. Lei come Janis Joplin (paragone doveroso), Jim Morrison, Jimy Hendrix o il mio amato Kurt Cobain.

Facendo mente locale, ricordo che anch'io a 27 anni ho avuto un periodo particolarmente burrascoso. Non che voglia dire che io ho le caratteristiche per essere una rockstar, eh!, intendiamoci. Pensavo che forse l'ultimo passaggio tra la tarda adolescenza e l'età adulta avviene proprio a quell'età e un rigurgito di ribellione e anticonformismo ci porta a fare cose un po' al limite.
C'è chi lo passa e chi ci rimane impigliato.

22 luglio 2011

film a eliminazione diretta

Ieri sera sono andato al cinema all'aperto in Porta Venezia a vedere "The Tree of Life". Film (e regista) molto discusso, di quelli che spaccano spesso l'opinione a metà.
Intenditori di cinema e giurati gridano al capolavoro, mentre l'uomo comune tendenzialmente si rompe i coglioni durante la proiezione.

Per cultura genreale, decido di andarlo a vedere anch'io, che mi piace sì il cinema, ma di fronte a determinati film "pesanti" non esito a dichiarare apertamente se non c'ho capito niente o se l'ho trovato noioso.
Comunque, "La sottile linea rossa", unico film di Malick (regista in questione) che ho visto ad oggi mi era piaciuto assai, quindi mi avvio sereno verso il cinema.

Non sto a raccontarvi la trama, di cui potete trovare un'attenta e delicata recensione sul blog di Ale. Mi limito a dirvi che già fuori dal cinema c'era una coda insolita. Quasi penso di aver sbagliato film.

Al momento dell'inizio della proiezione, la sala è strapiena. Inizio a pensare che qualcun'altro abbia sbagliato film. E poi parte la pellicola. "E che c'è di male?", direte voi.

C'è che il film è veramente bello, ma parecchio pesante. Infatti dopo mezz'ora una coppia non ce la fa più, si alza e se ne va. Dopo due minuti tocca a una signora sola. Passano altri dieci minuti e un'altra coppia se ne va. Alla fine del primo tempo un altro gruppetto di gente si dirige verso l'uscita.

Vi giuro che sembrava uno strano gioco di cui io non sapevo le regole. Ma sinceramente: se vai a vedere un film di Malick - e all'Arianteo la gente non ci finisce per caso, tipo Multisala di Melzo il sabato sera - porca zozza, cosa ti aspettavi? E poi: già che sei stato dentro un'ora e 20 (tanto dura il primo tempo) non sei cuorioso di vedere come va a finire?

Non so voi, ma io non avevo mai visto qualcuno che uscisse prima da un cinema. Uno solo, forse. Magari per un attacco di maldipancia o perché aveva dimenticato il gas acceso. Ma un'uscita di massa così io non l'ho mai vista.



Per concludere: il film è una meraviglia per gli occhi. A mio modestissimo parere va sicuramente visto perché ti lascia con parecchie domande e spunti di riflessione interessanti.
Però forse, prima di entrare, è meglio se vi bevete un paio di caffè.

21 luglio 2011

la tipa Smart

A Milano le fighe di legno hanno la Smart. Non tutte, è vero.
Però è spesso vero che se una ragazza possiede una Smart è una figa di legno.
Atteggiamento scocciato, la tipa Smart parla costantemente al telefono. Fin da quando si avvicina alla macchina, con la borsa nell'incavo del gomito e la mano sporgente, imperterrita continua mentre guida, incurante del fatto che la legge lo vieti.

Classificazione: molto pericolosa.
Accessorio d'obbligo: l'iPhone Apple con cover bianca.
Stile di Guida: svagato. Non mette mai le frecce e talvolta le mette sbagliate. Se non conosce la direzione esatta, è capace di fermarsi in mezzo alla strada senza nessun preavviso.
Espressioni facciale: annoiata.
Reazioni: sempre stupita di fronte alle persone che la mandano (giustamente) a spigolare, vista la sua condotta di guida. Non capisce perché tutto il mondo non ruoti intorno a lei.
Upgrade: nessuno.

20 luglio 2011

nostalgia vampiresca

Anche senza i suoi Bauhaus, Peter Murphy è vivo. Vivo e vegeto, direi, visto che ha appena sfornato il suo nono ("Ninth", appunto) disco solista.

Come fare a descrivere un album così? Posso sicuramente dire che si tratta di un disco che trasuda esperienza vissuta ad ogni traccia. È tutto reale, vero, sentito, intimista.
Ed è straordinariamente rock. Un rock con diverse influenze, tutte attinenti alla storia personale di Mr Murphy. C'è dentro del glam-rock, della new wave, del post-punk e quant'altro ancora. Il tutto tenuto insieme dalla sua magnifica voce.

Insomma, è roba per dinosauri, ma si tratta di roba buona.

19 luglio 2011

mostri

I Battles sono dei mostri. Dei mostri di bravura, s'intende. Nonostante la dipartita di Tyondai Braxton, forse l'elemento più talentuoso della formazione iniziale, anche il loro secondo disco, "Gloss Drop", è di una bellezza sconvolgente.

Chiariamoci: è musica per chi si intende di musica. Ma con questo non è che voglio tirarmela, dicendo che io lo posso ascoltare e voi no. Lo dico perché, se qualcuno non li conoscesse, è giusto avvisare che non stiamo parlando di musica easy listening.

I Battles, sono dei mostri di bravura e nei loro dischi questa cosa si fa sentire. Per orecchie non avvezze a visrtuosismi vari potrebbero sembrare persino indigesti. Io per esempio ho avuto un po' di difficoltà con la loro opera prima, "Mirrored".

Con questo seconda uscita non ho ancora capito se sono io che mi sono abituato alle loro sonorità o se sono loro che, a detta di molti, hanno fatto un disco più "facile", quasi allegro.
Fatto sta che "Gloss Drop" è una meraviglia per le orecchie.

17 luglio 2011

dei bimbi e della loro educazione

Chi era bambino negli anni 70 si ricorda sicuramente di quei poster orribili che raffiguravano scimmie intente a fare cose tipicamente "umane". Tipo scimmia in giacca e cravatta che si atteggia da broker; scimmia vestita come Humprey Bogart, seduta dietro una scrivania da detective, ecc. A me (complice la mia passione per il calcio) ne avevano regalato uno con una scimmia vestita da arbitro che sventolava un cartellino rosso.

Ecco, non fosse stato sufficiente l'aggettivo "orribili" nella prima frase, a me quei poster mi hanno sempre fatto schifo. Ma più che schifo forse dovrei dire che mi facevano pena quelle povere scimmie così conciate. Intente a fare qualcosa che sicuramente non era nei loro desideri.



Facciamo un salto spaziotemporale e arriviamo allo stadio di San Siro, 3 anni fa. Concerto di Springsteen. Stadio gremito, io, insieme all'amico Monty, in mezzo al pubblico, a cantare e scherzare.
A un certo punto mi cade l'occhio su un tizio che porta sulle spalle un bambino (presumibilmente suo figlio) di 3/4 anni, non di più. Mi scende la mandibola a terra e rimango a bocca aperta.
E mi domando: ma chi può essere così imbecille da portarsi un bambino così piccolo a un concerto del genere?
Riformulando la domanda: oh tu, genitore incosciente, perché devi sottoporre tuo figlio a un tale bombardamento di decibel e tenerlo in mezzo a una bolgia fino a mezzanotte, peraltro, per vedere una cosa di cui si ricorderà poco o - più probabilmente - nulla?

Le risposte che mi sono venute in mente sono due:
1 - (poco probabile) tuo figlio ti ha chiesto di portarlo a un concerto e tu l'hai portato proprio a quello. Il che significa che: la natura ti ha dotato di intelligenza scarsa. Punto e a capo.
2 - (purtroppo più probabile) hai voluto "fare il pazzesco" (come si dice a Genova) e portare tuo figlio a vedere un concerto del tuo cantante preferito per poi poter dire agli amici "ma sai che ho portato mio figlio al concerto del Boss?"
Il che significa che: non pensi al bene di tuo figlio; pensi solo al tuo interesse personale e lo tratti come tratteresti una scimmia ammaestrata.

Ma tutto questo per dire che cosa?
Recentemente stavo discutendo con alcuni amici su cosa sia giusto insegnare o non insegnare ai bambini. In queste discussioni faccio sempre la figura dell'integralista islamico o, forse peggio, di quello che vuole i figli perfetti che dicono sempre "sissisgnore".

In realtà non è così. Molto più semplicemente rimango perplesso di fronte ad alcuni genitori che usano i figli come una cosa da mostrare e gli impongono quelle che secondo me sono delle forzature: dalla maglietta del Milan fatta indossare al bambino di tre mesi (giuro!, visto ieri) al fare ascoltare le canzoni/sinfonia dei Genesis (anche questa è vera, giuro bis!) per poi potersi vantare dicendo che "sai, i miei figli ascoltano Selling England by the Pound".
Ultimo esempio (giuro tris!) bambini che vengono trattati come adulti e che si pretende da loro - appunto - un atteggiamento da adulti.

Per carità, non sono cose gravi. Lo so che c'è di peggio. Ma una cosa che mi lascia perplesso è l'uso (sì, proprio "l'uso") che i genitori fanno dei propri figli.
Ma che è? Siete così frustrati da riporre nei vostri figli così tante aspettative?
Ma ci pensate al loro bene?

Non sono certo un genitore perfetto, ma cerco sempre di agire con razionalità e mosso soprattutto dal sacro fuoco del buonsenso. Quello che manca a tanta gente. Ma tanta, eh!