Il titolo vorrebbe fare il verso a Liegi-Baston-Liegi, ma non so se si capisce.
Vabbè, tutto ciò per dire che domenica sì è svolta la Biciclettata 2015 organizzata dal gruppo genitori della Scuola Elementare che frequenta Anita.
Siamo partiti dalla scuola verso le 11,30 e siamo arrivati fino al Parco antistante l'Abbazia di Chiaravalle: una mezz'oretta scarsa di pedalata.
La notizia straordinaria è che eravamo più di 80. Un bel biscione di genitori e bambini (scortato dalla Polizia Municipale) che si snodava per le strade di Milano.
Non ho molto altro da aggiungere se non il fatto che è stata una giornata bellissima (anche meteorologicamente parlando) in cui abbiamo fatto giochi vari, corso e pedalato.
Con la morale, banale ma sempre vera, che il tempo dedicato ai propri figli è sempre tempo ben impiegato.
Visualizzazione post con etichetta scuola. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta scuola. Mostra tutti i post
21 aprile 2015
17 giugno 2014
24 aprile 2013
abbiamo vinto le energiadi!
E che cosa sono le energiadi, direte voi?
È una gara tra scuole a chi produce più energia.
In pratica: a turno, ogni scuola elementare di Milano veniva dotata di alcune biciclette speciali, collegate a un accumulatore di energia. Pedalando si producevano un tot di chilowatt, che venivano accumulati non so bene come ne dove.
Fatto sta, che - grazie all'organizzazione meticolosa delle mamme che hanno costretto se stesse ma soprattutto i mariti ad alternarsi al manubrio - il nostro istituto ha stravinto la gara.
Abbiamo anche partecipato anche noi, in ben due sessioni, una di mercoledì e una di domenica.
Trascinati dall'entusiasmo, hanno voluto cimentarsi anche alcuni bimbi, come potete vedere dalla foto qua sotto, dove ci sono Anita e Mattia (figlio dei nostri amici Marco e Cinzia).
È una gara tra scuole a chi produce più energia.
In pratica: a turno, ogni scuola elementare di Milano veniva dotata di alcune biciclette speciali, collegate a un accumulatore di energia. Pedalando si producevano un tot di chilowatt, che venivano accumulati non so bene come ne dove.
Fatto sta, che - grazie all'organizzazione meticolosa delle mamme che hanno costretto se stesse ma soprattutto i mariti ad alternarsi al manubrio - il nostro istituto ha stravinto la gara.
Abbiamo anche partecipato anche noi, in ben due sessioni, una di mercoledì e una di domenica.
Trascinati dall'entusiasmo, hanno voluto cimentarsi anche alcuni bimbi, come potete vedere dalla foto qua sotto, dove ci sono Anita e Mattia (figlio dei nostri amici Marco e Cinzia).
18 febbraio 2013
alfabetismo precoce
Qualsiasi genitore che ha due (o più) figli ve lo potrà confermare: i bimbi maggiori stimolano molto i fratelli minori. Nel parlare, nel giocare e nell'apprendimento in generale.
E li stimolano più di quanto lo farebbe un genitore o un insegnante, perché i bambini - nella loro stronzaggine congenita - non hanno tutte le accortezze che un adulto potrebbe avere.
In casa nostra Anita ha sempre fatto da traino a Elena, probabilmente perché vuole avere una compagna di giochi a pari livello.
Ed Elena, dal canto suo, fin da piccola ha sempre praticato il "se lo fa Anita posso farlo anch'io".
Tutto ciò mi è sempre sembrato naturale, quindi non ci ho mai visto niente di male.
Adesso però Anita va alle elementari e la cosa sta diventando un po' divertente e un po' preoccupante.
Sì, perché Elena ha imparato a leggere e - anche se male - a scrivere. E non ha neanche 4 anni.
E non vi faccio questa pappardella per dirvi che mia figlia è un genio (insomma, lo è; ma la mia modestia mi impone di non scriverlo).
Lo dico perché sono stupito di quanto sia "pronta" ed elastica la mente dei bimbi. Probabilmente più di quanto ci immaginiamo.
in foto: Elena "a scuola" da Anita.
E li stimolano più di quanto lo farebbe un genitore o un insegnante, perché i bambini - nella loro stronzaggine congenita - non hanno tutte le accortezze che un adulto potrebbe avere.
In casa nostra Anita ha sempre fatto da traino a Elena, probabilmente perché vuole avere una compagna di giochi a pari livello.
Ed Elena, dal canto suo, fin da piccola ha sempre praticato il "se lo fa Anita posso farlo anch'io".
Tutto ciò mi è sempre sembrato naturale, quindi non ci ho mai visto niente di male.
Adesso però Anita va alle elementari e la cosa sta diventando un po' divertente e un po' preoccupante.
Sì, perché Elena ha imparato a leggere e - anche se male - a scrivere. E non ha neanche 4 anni.
E non vi faccio questa pappardella per dirvi che mia figlia è un genio (insomma, lo è; ma la mia modestia mi impone di non scriverlo).
Lo dico perché sono stupito di quanto sia "pronta" ed elastica la mente dei bimbi. Probabilmente più di quanto ci immaginiamo.
in foto: Elena "a scuola" da Anita.
17 ottobre 2012
che stai a di'?
Anita ha una compagna di scuola cui è affezionatissima.
Si chiama Matilde, e si è trasferita da Roma a Milano durante l'estate.
La mamma era terrorizzata all'idea che entrasse in una classe dove si conoscevano tutti tranne lei.
Ma anche Anita non conosceva nessuno e si sono trovate vicine di banco. Così hanno iniziato a fare amicizia.
Matilde è molto vivace. Direi quasi iperagitata. Anita le sta dietro e si divertono come matte.
L'unico problema, e l'avrete capito dal titolo del post, è sentirsi apostrofare da una bambina di 6 anni con frasi tipo "papà, che stai a fa'?"
Sembra di far parte di una puntata dei Cesaroni.
Si chiama Matilde, e si è trasferita da Roma a Milano durante l'estate.
La mamma era terrorizzata all'idea che entrasse in una classe dove si conoscevano tutti tranne lei.
Ma anche Anita non conosceva nessuno e si sono trovate vicine di banco. Così hanno iniziato a fare amicizia.
Matilde è molto vivace. Direi quasi iperagitata. Anita le sta dietro e si divertono come matte.
L'unico problema, e l'avrete capito dal titolo del post, è sentirsi apostrofare da una bambina di 6 anni con frasi tipo "papà, che stai a fa'?"
Sembra di far parte di una puntata dei Cesaroni.
10 settembre 2012
si comincia
Primo giorno di scuola elementare per Anita.
Lei tranquillissima, un po' emozionata e molto contenta.
Io mi sento terribilmente vecchio.
Lei tranquillissima, un po' emozionata e molto contenta.
Io mi sento terribilmente vecchio.
13 aprile 2012
la gita scolastica ai tempi di Facebook
Anita è in gita con la scuola. Sì, a 5 anni e mezzo è in gita con la scuola, proprio così.
Se me lo avessero detto un paio di anni fa non ci avrei creduto.
4 giorni e tre notti senza la famiglia, sotto la tutela di alcune maestre coraggiose e disposte a sobbarcarsi il peso di una ventina di bambini ancora in età da "voglio la mia mamma".
Capita però che le maestre siano anche particolarmente avvezze all'uso della tecnologia. E quindi di avere l'opportunità di seguire tua figlia mentre visita un castello o fa un gita in motoscafo o altre attività.
E così la separazione è meno difficoltosa, nonostante la tenera età.
Viva Facebook, quindi, se ci permette di seguire a distanza questi avvenimenti. E viva le maestre che si sono premurate di tutto.
in foto: Anita, Amelie e Camilla, mentre mangiano un gelato (beh, questo lo vedevate da soli)
Se me lo avessero detto un paio di anni fa non ci avrei creduto.
4 giorni e tre notti senza la famiglia, sotto la tutela di alcune maestre coraggiose e disposte a sobbarcarsi il peso di una ventina di bambini ancora in età da "voglio la mia mamma".
Capita però che le maestre siano anche particolarmente avvezze all'uso della tecnologia. E quindi di avere l'opportunità di seguire tua figlia mentre visita un castello o fa un gita in motoscafo o altre attività.
E così la separazione è meno difficoltosa, nonostante la tenera età.
Viva Facebook, quindi, se ci permette di seguire a distanza questi avvenimenti. E viva le maestre che si sono premurate di tutto.
in foto: Anita, Amelie e Camilla, mentre mangiano un gelato (beh, questo lo vedevate da soli)
25 marzo 2011
si comincia
Anche se l'età è decisamente prematura, Anita è fidanzata.
Qualche giorno fa mi ha detto che ha baciato Giulio sulla bocca così le altre compagne capivano che lui ero suo e basta. E fin lì, vabbè.
Oggi l'ho accompagnata a scuola e quando siamo entrati in classe, lei è andata subito da Giulio, che sembrava aspettarla; e si scambiavano sguardi languidi e parole sottovoce.
Di fronte al mio stupore la maestra ha detto "guarda che qua si sono formate le coppie ormai".
E mentre la prendevo sul ridere e stavo andandomene, ho visto Lorenzo (loro compagno di scuola) abbracciato alle gambe della mamma, tutto malinconico.
E mentre stavo per uscire ho sentito la sua mamma che diceva alla maestra "Silvia è vero che Fatima lunedì torna?" E lei di risposta "Ma sì, Lorenzo, stai tranquillo".
Mi sono girato verso la maestra con gli occhi che dicevano "Non può essere".
E lei: "cosa ti avevo detto?"
Qualche giorno fa mi ha detto che ha baciato Giulio sulla bocca così le altre compagne capivano che lui ero suo e basta. E fin lì, vabbè.
Oggi l'ho accompagnata a scuola e quando siamo entrati in classe, lei è andata subito da Giulio, che sembrava aspettarla; e si scambiavano sguardi languidi e parole sottovoce.
Di fronte al mio stupore la maestra ha detto "guarda che qua si sono formate le coppie ormai".
E mentre la prendevo sul ridere e stavo andandomene, ho visto Lorenzo (loro compagno di scuola) abbracciato alle gambe della mamma, tutto malinconico.
E mentre stavo per uscire ho sentito la sua mamma che diceva alla maestra "Silvia è vero che Fatima lunedì torna?" E lei di risposta "Ma sì, Lorenzo, stai tranquillo".
Mi sono girato verso la maestra con gli occhi che dicevano "Non può essere".
E lei: "cosa ti avevo detto?"
21 dicembre 2010
live in Carabelli
E così stamattina c'è stato il tanto atteso live act della banda carabelli: 5 pezzi + 2 bis per un totale di 20/25 minuti di concerto.
Il nostro caloroso pubblico, ovvero i bambini dell'asilo Carabelli, erano contentissimi e ci hanno applaudito a più non posso; così come pure le maestre (una addirittura s'è commossa, ve lo giuro, l'ho vista coi miei occhi).
Dal canto mio ho fatto un contenuto numero di errori, quindi, a parte i polpastrelli devastati, posso ritenermi soddisfatto.
Ah, ma dimenticavo di dirvi una cosa. Sapete perché ho fatto tutto questo? Per entrare maggiormente in contatto con la vita di mia figlia Anita e fare in modo che lei fosse orgogliosa di me.
E dov'era Anita stamattina? A casa, a letto con la febbre.
Ovviamente.
Il nostro caloroso pubblico, ovvero i bambini dell'asilo Carabelli, erano contentissimi e ci hanno applaudito a più non posso; così come pure le maestre (una addirittura s'è commossa, ve lo giuro, l'ho vista coi miei occhi).
Dal canto mio ho fatto un contenuto numero di errori, quindi, a parte i polpastrelli devastati, posso ritenermi soddisfatto.
Ah, ma dimenticavo di dirvi una cosa. Sapete perché ho fatto tutto questo? Per entrare maggiormente in contatto con la vita di mia figlia Anita e fare in modo che lei fosse orgogliosa di me.
E dov'era Anita stamattina? A casa, a letto con la febbre.
Ovviamente.
03 dicembre 2010
la banda Carabelli
Una ventina di giorni orsono sono stato reclutato dalla maestra dell'asilo di Anita per far parte di una band che prende il nome dall'asilo stesso. Scopo della band: suonare alla festa di Natale.
Voi cosa pensereste? Che bisogna strimpellare quattro accordi e dare il tempo ai bambini che cantano, giusto? Vi state sbagliando. E altrettanto mi sbagliavo anch'io, quando ho dato il mio consenso per far parte della band.
In realtà ho scoperto stamattina che i bambini non cantano proprio un bel niente. Lo spettacolo di Natale sono i papà (e una mamma) che suonano. Ma con tanto di batteria, basso, tastiere e quant'altro.
E allora la domanda sorge spontanea: in mezzo a un gruppo di gente che sa suonare veramente, io cosa ci faccio?
Voi cosa pensereste? Che bisogna strimpellare quattro accordi e dare il tempo ai bambini che cantano, giusto? Vi state sbagliando. E altrettanto mi sbagliavo anch'io, quando ho dato il mio consenso per far parte della band.
In realtà ho scoperto stamattina che i bambini non cantano proprio un bel niente. Lo spettacolo di Natale sono i papà (e una mamma) che suonano. Ma con tanto di batteria, basso, tastiere e quant'altro.
E allora la domanda sorge spontanea: in mezzo a un gruppo di gente che sa suonare veramente, io cosa ci faccio?
28 gennaio 2010
una bella figura di merda
Stavo raccontando agli amici del forum una delle mie storiche figure di merda e mi è venuta voglia di scriverla anche qui.
È un episodio successo più di vent'anni fa, ma secondo me, merita sempre.
Liceo Scientifico Orazio Grassi di Savona.
Avevo un professore di storia e filosofia cieco: Fabio Paderni. Un idolo; una persona con una cultura devastante.
Negli spostamenti dalla nostra aula a un'altra lo accompagnavo sempre io. E anche al bar, tra la terza e quarta ora (quando c'era l'intervallo), in cui lui mi offriva il caffè e stavamo a chiacchierare.
Tanto che lui aveva imparato a "riconoscermi" (lo so: questa cosa si presta a battute sulla puzza, ma vi va male perchè sono sempre stato - e sono tutt'ora - un ragazzo molto attento all'igiene).
Un giorno, uno di quei giorni di merda dove ti va tutto storto e non vorresti ne' incontrare ne' parlare con nessuno, stavo scendendo le scale del Liceo quando mi accorgo che lui stava salendo la stessa rampa, accompagnato da un ragazzo di seconda.
Mi faccio piccolo piccolo in un angolino, per evitare di fermarmi e salutarlo, che non ne avevo voglia.
Quando lui, a metà rampa, si ferma e dice: "Marrè, che fai? Non mi saluti?"
E io, come nella peggiore delle sceneggiature di un film di Natale, rispondo: "Scusi prof, non l'avevo vista" (da notare che lui era un omone di 100 chili).
E mentre lui scoppia a ridere mi accorgo di aver detto una stronzata galattica e sprofondo.
È un episodio successo più di vent'anni fa, ma secondo me, merita sempre.
Liceo Scientifico Orazio Grassi di Savona.
Avevo un professore di storia e filosofia cieco: Fabio Paderni. Un idolo; una persona con una cultura devastante.
Negli spostamenti dalla nostra aula a un'altra lo accompagnavo sempre io. E anche al bar, tra la terza e quarta ora (quando c'era l'intervallo), in cui lui mi offriva il caffè e stavamo a chiacchierare.
Tanto che lui aveva imparato a "riconoscermi" (lo so: questa cosa si presta a battute sulla puzza, ma vi va male perchè sono sempre stato - e sono tutt'ora - un ragazzo molto attento all'igiene).
Un giorno, uno di quei giorni di merda dove ti va tutto storto e non vorresti ne' incontrare ne' parlare con nessuno, stavo scendendo le scale del Liceo quando mi accorgo che lui stava salendo la stessa rampa, accompagnato da un ragazzo di seconda.
Mi faccio piccolo piccolo in un angolino, per evitare di fermarmi e salutarlo, che non ne avevo voglia.
Quando lui, a metà rampa, si ferma e dice: "Marrè, che fai? Non mi saluti?"
E io, come nella peggiore delle sceneggiature di un film di Natale, rispondo: "Scusi prof, non l'avevo vista" (da notare che lui era un omone di 100 chili).
E mentre lui scoppia a ridere mi accorgo di aver detto una stronzata galattica e sprofondo.
23 settembre 2009
scuola materna
Mentre vi scrivo, Anita sta trascorrendo le sue prime ore alla Scuola Materna Carabelli, praticamente sotto casa.
Le ho detto di chiamarmi e raccontarmi tutto, quando torna a casa.
Sto già aspettando che il telefono squilli.
Le ho detto di chiamarmi e raccontarmi tutto, quando torna a casa.
Sto già aspettando che il telefono squilli.
04 settembre 2009
scuola materna
Stamattina siamo andati a vedere la Scuola Materna di Anita.
Ci siamo recati lì per un colloquio pre-inserimento.
Anita sembrava molto contenta, quasi emozionata; forse sta capendo che sta diventando grande.
Addirittura voleva fermarsi lì stamattina, anche se le abbiamo fatto presente che la sua classe comincia il 23 settembre.
Adesso le sto insegnando a contare i giorni che mancano sul calendario.

photo courtesy by Marta
Ci siamo recati lì per un colloquio pre-inserimento.
Anita sembrava molto contenta, quasi emozionata; forse sta capendo che sta diventando grande.
Addirittura voleva fermarsi lì stamattina, anche se le abbiamo fatto presente che la sua classe comincia il 23 settembre.
Adesso le sto insegnando a contare i giorni che mancano sul calendario.

photo courtesy by Marta
29 ottobre 2008
Caparezza vs Gelmini
È stato approvato il decreto legge Gelmini per la riforma della scuola.
Tristissimo giorno per la cultura in Italia.
il governo sta smantellando tutte le istituzioni.
È quasi d'obbligo la citazione da Caparezza.
Pimpami la Storia
Bella prof!
Che schifo Garibaldi, vestito dai saldi, peloso come Garfield.
Via la camicia rossa e dagli una t-shirt Trussardi su jeans Cavalli.
Sulla faccia lenti a goccia Ray Ban
e poi taglia la barba a 'sta capoccia da Imam.
Un nunchaku da Jackie Chan gli dà più charme,
ora si che Gary ch’ha i più fieri dei fans. Bella!
Mondiale la seconda guerra ma su 'sto libro è dato che abbiamo ingoiato merda!
E’ regolare che non studia nessuno, scrivi "Italia batte resto del mondo 18 a 1".
I campioni siamo noi, siamo noi perciò aggiungi “Po po po po po”.
Il capitano fa goal, bordello come i Gogol,
storia XL non una small, pimpala!
Questa è la storia prof, la vera storia prof,
lo dice uno che se esce dal culo fa plof.
Bella prof, pimpami la storia… che storia!
Si stava meglio quando si stava peggiorando,
gli oppositori traditori peggio di Ronaldo
non li mandavano al fresco di una cella
ma al caldo dei Caraibi su navi di Jack Sparrow.
Prof, il ventennio pimpamelo,
scrivi che i partigiani quel tempo lo vissero
di relax in pedalò, piedi nudi nei sabò,
25 aprile giorno dei caduti di Salò.
Umberto di Savoia non andò via, ma che Repubblica! la gente vota Monarchia.
Non c’è partita tra re e democrazia, come mettere la PSP col Game Gear.
E la costituzione è un cd con una traccia, l’ultima hit da spiaggia.
Il nonno di Eminem minaccia: “Tutta l’Europa deve suonare il piano Marshall!”
Questa è la storia prof, mi prende un sacco prof,
tipo che quella di un cosacco di nome Popoff.
Bella prof, pimpami la storia… che storia!
Dalla mia storia cancella fricchettoni con la spada nel braccio,
non nel cuore come Little Tony.
Questi fattoni sempre sotto i riflettori.
Scrivi che gli hippy se ne stavano zitti e buoni.
Gli anni di piombo, le stragi, i sequestri, ma no!
non mi interessano argomenti come questi.
Io di quei tempi voglio ricordare solo “La liceale nella classe e i ripetenti”.
Così funziona e per fortuna fa trend,
il vecchio libro lo rottamo tipo Duna Weekend.
Adesso serve un finale potente
che terrorizzi l’occidente più dell’urlo di Chen.
Da qui in avanti qualunque cosa succeda,
scrivi che la colpa è di Al Qaeda.
Me l’hai pimpata di brutto prof,
vedrai patiti della storia fin dalla scuola media. Questa è la storia prof, la vera storia prof e non c’è niente da ridere non è Zelif Off.
Bella prof, pimpami la storia… che storia!

nella foto: manifestazione studentesca a Torino
Tristissimo giorno per la cultura in Italia.
il governo sta smantellando tutte le istituzioni.
È quasi d'obbligo la citazione da Caparezza.
Pimpami la Storia
Bella prof!
Che schifo Garibaldi, vestito dai saldi, peloso come Garfield.
Via la camicia rossa e dagli una t-shirt Trussardi su jeans Cavalli.
Sulla faccia lenti a goccia Ray Ban
e poi taglia la barba a 'sta capoccia da Imam.
Un nunchaku da Jackie Chan gli dà più charme,
ora si che Gary ch’ha i più fieri dei fans. Bella!
Mondiale la seconda guerra ma su 'sto libro è dato che abbiamo ingoiato merda!
E’ regolare che non studia nessuno, scrivi "Italia batte resto del mondo 18 a 1".
I campioni siamo noi, siamo noi perciò aggiungi “Po po po po po”.
Il capitano fa goal, bordello come i Gogol,
storia XL non una small, pimpala!
Questa è la storia prof, la vera storia prof,
lo dice uno che se esce dal culo fa plof.
Bella prof, pimpami la storia… che storia!
Si stava meglio quando si stava peggiorando,
gli oppositori traditori peggio di Ronaldo
non li mandavano al fresco di una cella
ma al caldo dei Caraibi su navi di Jack Sparrow.
Prof, il ventennio pimpamelo,
scrivi che i partigiani quel tempo lo vissero
di relax in pedalò, piedi nudi nei sabò,
25 aprile giorno dei caduti di Salò.
Umberto di Savoia non andò via, ma che Repubblica! la gente vota Monarchia.
Non c’è partita tra re e democrazia, come mettere la PSP col Game Gear.
E la costituzione è un cd con una traccia, l’ultima hit da spiaggia.
Il nonno di Eminem minaccia: “Tutta l’Europa deve suonare il piano Marshall!”
Questa è la storia prof, mi prende un sacco prof,
tipo che quella di un cosacco di nome Popoff.
Bella prof, pimpami la storia… che storia!
Dalla mia storia cancella fricchettoni con la spada nel braccio,
non nel cuore come Little Tony.
Questi fattoni sempre sotto i riflettori.
Scrivi che gli hippy se ne stavano zitti e buoni.
Gli anni di piombo, le stragi, i sequestri, ma no!
non mi interessano argomenti come questi.
Io di quei tempi voglio ricordare solo “La liceale nella classe e i ripetenti”.
Così funziona e per fortuna fa trend,
il vecchio libro lo rottamo tipo Duna Weekend.
Adesso serve un finale potente
che terrorizzi l’occidente più dell’urlo di Chen.
Da qui in avanti qualunque cosa succeda,
scrivi che la colpa è di Al Qaeda.
Me l’hai pimpata di brutto prof,
vedrai patiti della storia fin dalla scuola media. Questa è la storia prof, la vera storia prof e non c’è niente da ridere non è Zelif Off.
Bella prof, pimpami la storia… che storia!
nella foto: manifestazione studentesca a Torino
02 aprile 2008
sconcerto scolastico
Lunedì ho fatto gli esami di art direction dello IED.
Martedì (ieri) mattina ho comunicato i risulati.
Ci credete che è da ieri pomeriggio che ricevo mail di alunni che si lamentano dei voti (bassi)?
Per carità, tutte mail con toni pacati, eh!
Però, io sono allibito.
Non so voi, ma io non mi sarei mai permesso...
Martedì (ieri) mattina ho comunicato i risulati.
Ci credete che è da ieri pomeriggio che ricevo mail di alunni che si lamentano dei voti (bassi)?
Per carità, tutte mail con toni pacati, eh!
Però, io sono allibito.
Non so voi, ma io non mi sarei mai permesso...
Iscriviti a:
Post (Atom)




