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06 gennaio 2022

un capodanno inaspettato

Il mio primo Capodanno da single mi ha preso un po' alla sprovvista. Non ho organizzato niente di particolare, soprattutto perché fino all'ultimo non sapevo quante e quali ferie avessi. Quando, oramai a ridosso del Natale, ho capito i giorni a disposizione, la scelta più naturale mi è sembrata quella di andare a devastarsi a Parma, da Matteo. Prevista una cena tranquilla, contingentata (4 persone me e lui comprese) e serata a discreto ma costante grado alcolico. 

Sarebbe stato tutto perfetto, se non fosse che Matteo mi ha chiamato il 29 dicendomi che aveva contratto il Covid. Mi ero già visto a Bergamo, a casa da solo, quando dal nulla l'amico Sergio, mi chiede se voglio unirmi a lui e percorrere un pezzo di via Francigena, all'altezza della Toscana. Visto che ormai mi butto nelle cose senza timori, ho accettato il suo invito e il 31 mattina siamo partiti.

Sono stato catapultato in un mondo parallelo, quello dei "camminatori" e mi sono trovato benissimo: gente di tutte le età (anche se la maggior parte sui 50 anni) e proveniente da tutta Italia, che si frequenta per quei pochi giorni all'anno, in cui si danno appuntamento in qualche parte e fanno dei tragitti a piedi. Ognuno col suo passo, quindi è anche probabile che le varie tappe vengano percorse in solitaria o in piccolo gruppetti da 2/3 persone, e poi alla fine ci si ritrova tutti in un ostello o a cenare insieme in un paesino o cose così.

Alla fine è stato un inizio anno molto divertente, ho conosciuto un sacco di persone nuove e, perché no, non escludo di proseguire in questo tipo di attività. Mi hanno già invitato a un prossimo evento...


l'ostello che ci ha ospitato la notte del 31, a Gambassi Terme.

12 aprile 2020

ogni mattina a Jenin

Tra le tante lacune che ho nel mio patrimonio culturale compare anche quella sull'eterna guerra Israele-Palestina, lacuna anche abbastanza grave, visto che è avvenuta a non molti chilometri dall'Italia.
Potrei a questo aggiungere una nota ironica, ovvero che ho scioperato talmente tante volte per la situazione palestinese, quando ero al liceo, che qualcosa dovrebbe essermi rimasta in testa. In realtà, penso come per molti altri, per me era solo una scusa per saltare scuola.

Certo, crescendo qualche cosa si impara e le occasioni di approfondire un qualsiasi tema, dall'approdo di internet in avanti, sono sempre presenti, quindi non sono totalmente all'oscuro di quanto successo in quelle terre.
Ma sentirselo sbattere in faccia con un racconto diretto, beh, quella è un'altra cosa. Tanto che anch'io come Amal, la protagonista di Ogni Mattina a Jenin mi sono trovato a chiedermi: "come può il mondo permettere che questo succeda?"

Insomma, questo è un libro tanto bello quanto struggente. All'inizio ho fatto un po' di fatica a entrarci con la testa, ma poi sono stato assorbito completamente. Ovviamente non è un libro facile: ti ritrovi davanti a tanti di quegli orrori e a situazioni assurde, che bisogna avere lo stomaco forte, per poterle affrontare. Però lo consiglio vivamente, soprattutto a coloro che hanno bisogno di un ripasso di storia contemporanea.
Piccola precisazione doverosa: essendo in buona parte un racconto in prima persona, la visione della storia non è imparziale.


06 settembre 2019

Goodbye Orange

Ieri sera ho terminato la visione dell'ultima stagione di Orange is the New Black.
Al di là del vuoto che può lasciare una serie che mi ha accompagnato per così tanti anni, sono anche contento che sia finita, perché ho una vera e propria allergia per le fiction che vengono tirate troppo in lungo (toc toc, Casa di Carta, questa era per te, anche se sei solo alla terza stagione).

Al di là dei fatti miei, vorrei dire che - tra annate ben riuscite e altre meno - ho trovato questa serie molto interessante per diversi motivi. Pur trattandosi di una realtà romanzata, ha il merito di averci fatto vedere da vicino le assurdità e le contraddizioni del mondo penitenziario e del sistema finanziario americano che in pratica, porta a delinquere anche coloro che riescono a uscire di prigione e, armati di tutta la buona volontà del mondo, cercano di reinserirsi nella vita normale.
Quest'ultima stagione, poi, mi è piaciuta particolarmente, perché (probabilmente condizionata dalla politica interna di Trump) punta l'occhio sulla questione "immigrazione" e tutti i problemi che ne derivano.

Tornando invece a una critica più allargata, devo dire che alcuni personaggi mi sono piaciuti particolarmente nella loro storia e conseguente evoluzione: la sfortunata Taystee, Suzanne e Nicky Nichols sono tra i miei preferiti. Ma il gradino più alto del podio lo concedo all'irrisistibile coppia Joe Caputo e Natalie Figueroa, innarrivabili per comicità; meriterebbero una sit-com a parte.

Un po' paraculo, ma molto bello il finale con le comparsate dei vari personaggi che si sono susseguiti negli anni. Devo ammettere che la lacrimuccia è scesa.


10 luglio 2019

il costo delle bugie

"Qual è il costo delle bugie?" si chiede lo scienziato Valerji Legasov, nella prima scena di Chernobyl, la serie tv andata in onda su HBO in questi giorni, che ripercorre i giorni del terribile incidente nucleare avvenuto nella centrale russa nell'aprile del 1986.
Una domanda che pesa come un macigno per tutte e 5 le puntate che compongono questo film a episodi.

Le bugie in questione, intese come verità non dette o celate, caratteristica assai presente nell'URSS ai tempi delle guerra fredda, portano con se due conseguenze.
La prima, più immediata, è quella di far vivere le persone all'oscuro della verità, per esempio minimizzando un disastro (che poteva essere di portata mondiale) e causando decine di morti, per non aver immediatamente evacuato città e paesi.
La seconda, che si sviluppa nel tempo, è quella di mascherare il tutto con altre menzogne, creando una spirale sempre più pericolosa che fa sprofondare tutto il castello di carte.

Emblematica in tal senso, è la bellissima scena del processo dell'ultima puntata, dove Legasov spiega le azioni e reazioni che regolano la fusione nucleare e da dove è partito l'errore che ha fatto esplodere il reattore n° 4 dell'impianto di Chernobyl.
Parallelamente, attraverso l'uso dei flashback, si capisce come è cominciato il disastro a livello umano e le relative conseguenze che hanno portato a quella tragica notte.

Qual è il costo delle bugie, quindi? A Chernobyl il costo è stato altissimo. E avrebbe potuto essere molto ma molto peggio, se non fossero intervenuti scienziati come Legasov, che hanno messo in gioco la propria vita in nome di un bene comune.


22 marzo 2019

il lato (quasi) serio di Ricky

E così, grazie alla serie After Life, scopriamo che Ricky Gervais sa anche recitare.
E pure fare il regista.
Per quegli sprovveduti (purtroppo sono tanti) che non lo conoscono, dovete sapere che Gervais è uno dei più grandi stand up comedians dei nostri giorni. I suoi spettacoli sono dissacranti, offensivi, politicamente scorretti ma anche terribilmente divertenti.
Così, in questa serie da lui prodotta, scritta, girata e interpretata, il comico inglese ci mostra anche il suo lato più triste e serioso. La trama infatti parla di un articolista per un giornale locale, che ha appena perso la moglie per un cancro, tema assai delicato.

Ma proprio qui sta la grandezza di After Life: saper alternare momenti di grande tristezza e commozione, con battute fulminanti e situazioni assurde. Un po' a ricordarci che la vita va avanti nonostante le disgrazie. Anzi: probabilmente sono proprio queste disgrazie a farci capire che bisogna vivere appieno ogni momento e saperselo gustare.

In totale sono sei episodi da mezz'ora. Ce la potete fare, dai.

i dialoghi tra vedovi sulla panchina del cimitero: le parti che mi sono piaciute di più della serie.

26 febbraio 2019

Sex Education

Otis è un ragazzo molto timido e parecchio imbranato, che vive in una bellissima casa insieme alla madre separata. Al contrario, Maeve è una ragazza spigliata e molto diretta, con una famiglia difficile alle spalle. Insieme saranno la “strana coppia” che si occupa dell’educazione sessuale dei ragazzi che frequentano il loro stesso liceo.


Detta così sembrerebbe un campionario di stranezze e confidenze di un gruppo di adolescenti (cosa che in parte c’è, per il divertimento del pubblico). Ma "Sex Education" va al di là di questo e ci mostra la vita, gli amori, le debolezze e le avventure della nuova generazione di adolescenti.

E perché dovreste vederlo? Potrei sbrigarmela facile con un "a me è piaciuto", ma la realtà è che abbiamo bisogno di emozioni e non c'è un'età fragile e sensibile come l'adolescenza per rivivere quello che è stato il nostro periodo di maggiore crescita sia caratteriale che fisica.
Ma perché dovreste vedere proprio questo teen drama e non un altro? perché ha grandi momenti di ilarità ma anche diverse scene in cui ci si commuove. O forse perché c'è in mezzo di tutto: verginità, omosessualità, gravidanze indesiderate, bullismo, e tanto altro. Ma anche perché per una volta non ho avuto la sensazione di "brodo allungato" che diverse serie mi comunicano.

Passando al lato tecnico: regia impeccabile, fotografia perfetta e interpreti tutti bravi. Una menzione speciale va a Gillian Anderson (ve la ricorderete tutti in X-Files), psicanalista e sessuologa, nonché madre di Otis, in una parte fenomenale. 




02 maggio 2017

big little lies

Inizia tutto con un delitto, ma non ci è dato sapere chi sia morto. Però conosciamo il contesto: un evento di raccolta fondi per la scuola elementare.
Ed è proprio dal primo giorno di scuola che parte il flash back che ci accompagna per 7 puntate: una storia che ruota intorno ai bambini, ma soprattutto intorno alle madri e alle loro avventure, frustrazioni, competizioni in una società che ha fatto delle apparenze lo scopo principale.

Ma come ben sappiamo, dietro a tali apparenze c'è un mondo che cade a pezzi: Madeline (Reese Whiterspoon) è convinta di essere sempre nel giusto, anche laddove sbaglia palesemente; Celeste (Nicole Kidman) ha abbandonato la carriera suo malgrado per dedicarsi a figli e marito; e Jane (Shailene Woodley), madre single dal passato oscuro, vive con una pistola sotto il cuscino.

Beh, che ci crediate o no, con i loro pregi ma soprattutto con i loro difetti, queste tre donne diventeranno le vostre migliori amiche. E quando le sette puntate di Big Little Lies finiranno, queste tre donne vi mancheranno parecchio. O almeno così è successo a me.


29 agosto 2016

letture estive 2016

Ecco i tre titoli che hanno accompagnato la mia estate, letti in ordine da sinistra a destra.




Il primo che mi è letteralmente capitato tra le mani è Il centenario che saltò dalla finestra e scomparve, romanzo d'esordio di Jonas Jonasson. Era lì, nella pigna dei "da leggere", e visto che mi sono ritrovato ammalato senza preavviso (c'è qualcuno che si ammala con preavviso?) l'ho pescato dalla pigna e l'ho iniziato.
Così come mi è successo con il secondo libro dello stesso autore, ho riso veramente tanto. Una storia surreale e divertente, che comunque non si esime dal farci riflettere un po' sul tipo di vita che conduciamo. O forse sono io che - visto il periodo che sto passando - gli ho dato questa connotazione.
Cmq libro straconsigliato per chi ha voglia di svagarsi.

In ordine di lettura, il secondo è una raccolta dei primi tre romanzi di Joe Lansdale con protagonisti i due amici Hap and Leonard. Avevo letto qualcosa di Lansdale, ma niente che riguardasse questa coppia di texani quasi nullafacenti, dalle battute fulminanti e con una certa propensione a dare (e ricevere) botte.
Suggeritomi dal buon Monty, ho attaccato questo libro in Sicilia e me lo sono divorato. I dialoghi tra i due protagonisti sono a tratti esilaranti e l'abilità di Lansdale di descrivere la provincia americana in poche parole è stupefacente. Libro che consiglierò vivamente.
Ho scoperto che ci hanno pure fatto una serie tv che si chiama proprio come i protagonisti, ma non sono riuscito a trovarla.

Terzo e ultimo libro, è stato Un giorno questo dolore ti sarà utile di Peter Cameron.
Avevo letto in giro pareri positivi su questo libro e quindi l'ho letto per curiosità. Beh mi è sembrato un libro abbastanza sopravvalutato. L'idea è carina, ma tirata troppo in lungo con personaggi o comparsate inutili (uno per tutti: il fidanzato della sorella). Insomma, 200 pagine dove l'unica cosa interessante avviene ovviamente verso la fine e pronunciata dal personaggio più prevedibile di tutti (la nonna del protagonista). Una mezza delusione.

10 dicembre 2015

brixen reloaded

Una bella vacanza di 4 giorni a Bressanone, insieme ai nostri amici Marco e Cinzia con i loro 3 figli. Potrei dire "mi ci voleva proprio", ma in realtà non è un periodo particolarmente stressante, se si escludono le inutili tensioni che vivo in ufficio.

E quindi di nuovo Brixen, posto di cui mi sono innamorato, come si può facilmente capire dalla frequenza (terza volta in pochi anni) con cui ci torno, io che di solito amo vedere e frequentare posti nuovi.


21 ottobre 2015

expo 2015

Come sempre, ci riduciamo all'ultimo.
E così è stato anche per Expo: nonostante fosse vicino a casa, abbiamo aspettato fino a che proprio non si poteva più rimandare.

Comunque, nonostante fosse strapieno di gente, a me 'ste cose piacciono.


13 luglio 2015

trippa advisor

ovvero: di tre quarantacinquenni sovrappeso in giro per il Trentino con le bici.

Divertente e stancante. Questo il risultato di due giorni a zonzo per le ciclabili del Trentino-Alto Adige insieme a Gabriele e Giorgio.
Partenza da Brescia sabato mattina alle 7,00 e ritorno sempre a Brescia la domenica alle 20 passate.
Bressanone-Bolzano sabato; Bolzano-Trento domenica.
Chilometri percorsi in bici: 120.

Questi i dati. Il resto non si può raccontare: troppe scemate dette, troppe persone incontrate e troppi i luoghi degni di nota. Mi sono divertito (e stancato) un bel po'.
Sicuramente da ripetere.

altro che Coppi e Bartali...

06 luglio 2015

del vagabondare, di azealia e di altre cose

Estate: come sempre tempo di distaccamento dalla famiglia. Quest'anno Dalia e le bimbe stanno via ben un mese, quindi ho un sacchissimo di tempo libero.
Fino a qualche anno fa avrei organizzato meticolosamente ogni w/end, ma adesso è periodo di superlavoro e di scazzo pesante (conseguenza del superlavoro).

Infatti il primo fine settimana a disposizione - quello del mio compleanno - è stato dedicato un po' a festeggiare e un po' al lavoro.
Il secondo (ieri e l'altroieri) l'ho trascorso in svacco totale. Proprio mentalmente, intendo.
Se non ci fosse stato l'amico Sergio, probabilmente mi sarei tappato in casa, con le persiane abbassate, paralizzato dal caldo africano che sta flagellando Milano (e mi fa cambiare circa tre t-shirt al giorno).

E invece Sergio mi ha trascinato fuori di casa per due giorni di "zingarate": un giro di qua, un caffè di là, un salto in Darsena, un pezzo di partita...
Ma soprattutto: sabato sera concerto di Azealia Banks al Parco Sempione; e domenica mattina gita sul Trebbia. Tutte cose che avevo in programma di fare ma mi mancava la spinta iniziale.
Non so se è solo una conseguenza del caldo o se è anche un sintomo dell'età che avanza, ma mi impigrisco con facilità.


in foto: Azealia Banks durante la sua performance di sabato sera. Cioè, non solo canta bene...

21 aprile 2015

Scuola-Chiaravalle-Scuola

Il titolo vorrebbe fare il verso a Liegi-Baston-Liegi, ma non so se si capisce.
Vabbè, tutto ciò per dire che domenica sì è svolta la Biciclettata 2015 organizzata dal gruppo genitori della Scuola Elementare che frequenta Anita.

Siamo partiti dalla scuola verso le 11,30 e siamo arrivati fino al Parco antistante l'Abbazia di Chiaravalle: una mezz'oretta scarsa di pedalata.
La notizia straordinaria è che eravamo più di 80. Un bel biscione di genitori e bambini (scortato dalla Polizia Municipale) che si snodava per le strade di Milano.

Non ho molto altro da aggiungere se non il fatto che è stata una giornata bellissima (anche meteorologicamente parlando) in cui abbiamo fatto giochi vari, corso e pedalato.
Con la morale, banale ma sempre vera, che il tempo dedicato ai propri figli è sempre tempo ben impiegato.


10 ottobre 2014

serial is the new movie

Mi scoccia abbandonare questo blog, ma il tempo in questi giorni è veramente tiranno.
L'unico relax che mi concedo sono le serie tv, a tarda ora.

Ho cominciato "Orange is the new black", carino ma finora niente di che. Defatigante, visto che le ultime serie che mi sono visto erano tutte belle pesanti.
Ho ricominciato "Californication" dalla prima stagione, giusto per dargli un'altra chanche e per farmi quattro risate.
Ho pure in canna anche "Rectify", che mi ha consigliato il buon Alessandro.

Mai e poi mai avrò il tempo di seguirle tutte.
Il tempo (quello che manca, soprattutto) opererà una cernita doverosa.
Nel frattempo, svago.


09 ottobre 2011

a perfect day

Blocco totale del traffico, oggi a Milano. Inutile, da un punto di vista meteorologico, perché, da quando è stato deciso, un forte vento spazza via lo smog e rende l'aria pulita come neanche Mastro Lindo sarebbe in grado di fare.
Inutile anche secondo l'uomo della strada che "fare il blocco del traffico la domenica non serve a niente".

Utile invece. Anzi: utilissimo. E sapete per chi? Per i milanesi.
Che per un giorno si godono la città al meglio. Si va in giro in bici, in pattini o qualsiasi altro mezzo ecologico, senza la paura di venire asfaltati da un SUV. E quindi: intere famiglie in bicicletta, gente per strada che ride e scherza come neanche a una festa di paese.

Per noi: tram, giro in centro, Castello Sforzesco (sotto richiesta reiterata da Anita) e parco Sempione, con tanto di festa degli agricoltori lombardi. E poi a casa, of course.

Il tutto con un - come dicevo - cielo terso e dei colori vividi che hanno reso Milano... (oddio lo dico? vabbè, lo dico) una città perfetta.


ah, e c'erano anche i truccabimbi. si capiva, ne'?

29 ottobre 2010

tipi da palestra

La palestra che frequento io è frequentata da personaggi singolari.
Lo so: in ogni palestra ci sono dei personaggi, ma nella mia, sarà che non siamo in centro, sarà che è una della catena "best price", che ha fatto del prezzo stracciato il proprio punto di forza, la singolarità di essi si intreccia ad una credibilità pari allo zero.
Oggi vi parlo di Riff Raff, Leonida e Big Jim (sono pseudonimi, ovviamente)



Riff Raff
Avete presente l'inquietante maggiordomo di "The Rocky Horror Picture Show"? Ecco, tagliategli un po' di capelli, ma mettegli la stessa espressione e soprattutto la stessa joie de vivre. Si aggira nella sala pesi sempre dotato di un sacchettino di plastica con dentro dell'acqua e una banana. Che, vojo di', non è proprio l'alimento ideale da mangiare mentre si fanno gli esercizi. Una volta ci ho scambiato due parole, così tanto per il gusto di. La risposta è stata qualche vago monosillabo dall'oltretomba

Leonida
La somiglianza con il supermacho del film di Zack Snyder è veramente notevole. E secondo me lui ne è consapevole e ci gioca parecchio su 'sta cosa. Se possibile, è ancora più pettoruto e più fisicato (ma pure più basso, eh eh eh). Incute timore reverenziale e gli piace farlo. Non gli ho mai rivolto la parola, anche perché se mai avesse la vocina da castrato non riuscirei più a guardarlo senza scoppiargli a ridere in faccia.

Big Jim
Lui è uno degli istruttori. Bello (o almeno così si crede e lo credono), capello giusto, tatuato, piercingato e fisicatissimo. Pure troppo, come avrebbe detto Bebo Storti, nei panni di Thomas Prostrata. Sì perché ha un torace da culturista, ma ha le gambette di una quindicenne. Infatti se lo vedi in pantaloncini ti chiedi come facciano le gambe a reggere il resto del corpo. Come se avessero svitato il busto di Big Jim e l'avessero messo sulle gambe di Barbie. A lui ogni tanto rivolgo la parola, ma non vi dico quali "perle" escono dalla sua bocca per non infierire.

16 luglio 2010

cinema estivo

Come ogni estate, il cinema all'aperto mi favorisce la visione di film che mi sono perso durante l'inverno. Ieri e l'altro ieri sera ho fatto la doppietta e mi sono goduto un paio di proiezioni en plein air.

Mercoledì ho visto "Motel Woodstock": la storia di un ragazzo, preoccupato per la sorte dello sgangherato Motel dei suoi genitori, che decide di concedere gli spazi per dare vita ad un concerto. Non rendendosi minimamente conto che sta contribuendo alla realizzazione del più grande concerto rock di tutti i tempi.
Un film godibilissimo e divertente, dove la musica stranamente non fa da protagonista, ma solo da contorno. In primo piano ci sono le avventure di questo ragazzo, dei suoi genitori e di una cittadina che verrà ribaltata da capo a piedi.
Due ore a cuor leggero.



Ieri sera invece ho visto "Il Segreto dei suoi Occhi", pellicola meritatamente premiata con l'Oscar come miglior film straniero (inciso: devo dire che nutro parecchi dubbi sull'assegnazione degli Oscar; ma per quanta riguarda la categoria "film stranieri" mi trovano spesso d'accordo). Un film che fa riflettere sulle scelte mancate, sui ricordi e sulla difficoltà di un paese (e delle persone) di elaborare il proprio passato per superarlo.
Uno di quei film che ti porti appresso per un paio di giorni, pensando a cosa avresti fatto tu al posto dei protagonisti.
Bello bello. E consigliato, ovviamente.

03 giugno 2010

il mio giornale

Se c'è una cosa che mi manda in bestia è arrivare al bar la mattina e trovare qualcuno che sta leggendo il "mio" giornale.
Mi scatta subito il cattivo umore.
Sì, perché io sono una persona dal bioritmo lento: alla mattina ci metto un po' a svegliarmi del tutto. Quindi, dopo le corse per accompagnare Anita all'asilo, non c'è niente di meglio di una ripartenza di giornata soft: arrivo in ufficio, controllo la posta, faccio due chiacchiere per sapere se è tutto ok e poi vado a prendermi un caffè al bar.
E quando arrivo al bar, la Gazzetta deve essere lì che mi aspetta. Pronta per me, e non per un altro, come è successo stamattina, per esempio.

Sia chiaro: io sono un detrattore della Gazzetta. Non la comprerei mai e poi mai. La considero una cosa inutile e piena di fuffa. Infatti la mia lettura de "la rosa" dura tra i 30 e i 40 secondi (prima pagina più una o al massimo due pagine interne).
Ma quando arrivo al bar dev'essere lì, cazzo.
Perché è l'ideale per andare incontro al mondo con ancora un po' di cervello anestetizzato: sentir parlare di Mourinho, dei convocati per la Nazionale o - massimo degli argomenti inutili - del mercato estivo.
Voglio questo vuoto pneumatico. Lo esigo.
Quindi giù le mani dal mio giornale.

22 marzo 2010

weekend soddisfacenti

Un fine settimana estenuante, ma bello. Ma proprio bello bello. E dire che l'incipit non era dei migliori: si sapeva che avrebbe piovuto e Dalia doveva lavorare.
E mentre cercavo delle attività da far fare alle mie bimbe (Milano è piena di ludoteche, parchi giochi - anche al chiuso - e iniziative varie) mi è venuto in mente ciò che mi disse Gianni Ghidini.

Piccola parentesi: chi è Gianni Ghidini?
È una persona molto in gamba, che ha tenuto un piccolo laboratorio di tre pomeriggi sulla psicomotricità dei bimbi, a cui io ho partecipato con Anita. Incontri in cui in sostanza ci si chiedeva di praticare determinati giochi con i nostri figli. Al termine di questi incontri, poi, abbiamo fatto una serata in cui ci ha spiegato che razza di genitori siamo.
Ovvero: in base a cosa e come facevamo giocare i nostri bambini ci veniva detto come ci comportiamo nei loro confronti.
Insomma, una cosa molto interessante, organizzata da una persona veramente tosta e simpatica.

Riprendo il discorso.
Nella serata conclusiva del nostro laboratorio, Gianni ci disse di giocare di più con i nostri bimbi. Di dedicargli proprio un'ora/due come fosse un impegno preciso e di dedicare quel tempo solo ed esclusivamente a loro.
Inoltre incoraggiava la fisicità del gioco, la complicità e la fantasia.

E così ho fatto: con Anita abbiamo fatto un sacco di cose, tra cui leggere delle storie, fare una torta, giocare a rincorrerci, fare il solletico e poi la nostra grande opera: abbiamo fatto una locomotiva con il cartone seguendo le istruzioni di un libretto della Pimpa.
Solo che ci siamo accorti di non avere la colla.
E allora l'abbiamo fatta in casa, secondo la ricetta di Nonna Imelde (la mamma di Dalia, nel caso ve lo steste chiedendo). Ci avete mai provato? È semplice, bastano acqua e farina.
Ok, poi siamo finiti tutti impiastricciati dalla testa ai piedi, però vi assicuro che mia figlia ieri sera aveva una faccia che mi ha dato una soddisfazione...



in foto: il nostro capolavoro. più o meno.

14 gennaio 2010

documentario - la pesca a strascico

(da leggere con tono di voce alla National Geographic)

In questo periodo dell'anno la femmina di umano esce allo scoperto.
Visto che si avvicina la stagione dell'amore, i primi esemplari di femmina di umano si presentano in alcuni specifici luoghi di sofferenza, detti "palestre", per prepararsi adeguatamente al periodo in cui dovrà attirare il maschio.
Timidamente si affacciano in questi luoghi, armate di telefonino e dell'inseparabile bottigliona d'acqua (che probabilmente costituirà il loro pasto) o da sole o a coppie.
Le gozzoviglie dell'inverno fanno sì che le femmine indossino tute lunghe per le gambe e magliette per il busto.
Le suddette magliette sono della provata e riprovata lunghezza tattica, ovvero che consentano di soprire il fondoschiena; quell'insopportabile concentramento di grasso contro cui si accaniscono perché costituisce il loro principale ostacolo nella caccia al maschio.

Per una settimana intera le femmine si presentano con una regolarità disarmante in questi luoghi, in cui cercano di liberarsi di un abnorme quantitativo di sudore.
Si aggirano paonazze, cercando ristoro nella bottigliona d'acqua, ma ogni giorno più fiere.



Ed ecco che i primi maschi, che sono sempre in amore, cominciano a palesarsi. Tra questi c'è l'esemplare più astuto e allo stesso tempo più sensibile al richiamo d'amore: il maschio istruttore di palestra.
Gira e rigira intorno alla sua preda per giorni e inizia a mettersi in posizione di sfida: con l'ausilio di magliette aderentissime, gonfia il torace e irrigidisce ogni singolo muscolo per far vedere chi comanda all'interno della palestra.
Con la scusa di poterla aiutare nell'allenamento, circuisce la preda con una serie di sorrisi e ammicamenti, dei quali ella si nutre a piene mani (insieme all'acqua).
Questo rituale del maschio si svolge ogni giorno, con diverse prede, e viene dagli studiosi definito "pesca a strascico".