Nel caso qualcuno ancora non lo sapesse io sono molto intelligente.
Intendiamoci: non sono Einstein. Ma sicuramente sono più intelligente della media.
Presunzione? Può darsi.
Ma a confermare la mia tesi ci sono ogni giorno tantisssssssime persone che fanno di tutto per confermarmelo.
Io lavoro in un'agenzia di pubblicità, nella città cosidetta "più europea d'Italia", che è Milano.
Insomma: ci sono tutte le prerogative per pensare che lavoro in un ambiente vivace, insieme a gente culturalmente e mentalmente ricettiva.
E allora come mai la stragrande maggioranza dei discorsi che sento fare sono di una banalità sconcertante?
Perché la gente arriva e mi dice "a te che piace la musica, questo ti piace di sicuro" e mi mostra l'ultimo cd di Ben Harpoer come se fosse una assoluta novità, mentre io Ben Harper lo ascoltavo dieci anni fa?
Perché i miei colleghi si divertono ancora come matti a recitare a memoria tutti i pezzi di "Frankenstein junior", cosa che io facevo 15 anni fa (se non di più)?
Perché so già quello che la gente sta per dirmi, quando vuole convincermi a fare qualcosa (o a non farla)?
Perché i miei colleghi (persone che dovrebbero essere curiose, brillanti, geniali) fanno discorsi da 3° media, utilizzando frasi fatte come la peggio casalinga ignorante?
Ripeto: non penso di essere Einstein, ma ogni tanto mi assale lo sconforto.
Is there anybody out there?
































