03 novembre 2008

paura e amore

"Tutte le iniziative intraprese dagli esseri umani si fondano sull'amore o sulla paura, e non soltanto quelle che riguardano i rapporti affettivi.
Le decisioni riguardanti gli affari, l'industria, la politica, la religione, l'educazione dei giovani, l'ordine sociale della nazione, le mete economiche della società, le scelte in cui sono coinvolte le guerre, la pace, l'attacco, la difesa, le aggressioni, la sottomissione; le decisioni in merito ad agognare o a rinunciare, a serbare o a condividere, a unire o a separare..
Ognuna delle libere scelte che decidiate di fare si sviluppa da uno dei due unici possibili pensieri che esistano: un pensiero di amore o un pensiero di paura:
La paura è l'energia che costringe, rinchiude, trattiene, trasforma, nasconde, accaparra, danneggia.
L'amore è l'energia che espande, apre, esprime, sopporta, rivela, condivide, risana.

La paura avvolge i vostri corpi con abiti, l'amore ci consente di starcene nudi. La paura si avvinghia e si aggrappa a tutto quello che abbiamo, l'amore distribuisce tutto quanto possediamo. La paura tiene costretti, l'amore tiene stretti. La paura afferra, l'amore lascia liberi. La paura affligge, l'amore consola. La paura guasta, l'amore migliora.
Ogni pensiero umano, ogni parola e ogni azione si fondano sull'uno o sull'altro di questi sentimenti. Non avete scelta a tale proposito, poiché non esiste nient'altro tra cui scegliere. Ma avete la possibilità di decidere a quale dei due rivolgervi."


da "Conversazioni con Dio" di Neale Donald Walsch

29 ottobre 2008

Caparezza vs Gelmini

È stato approvato il decreto legge Gelmini per la riforma della scuola.
Tristissimo giorno per la cultura in Italia.
il governo sta smantellando tutte le istituzioni.
È quasi d'obbligo la citazione da Caparezza.


Pimpami la Storia
Bella prof!
Che schifo Garibaldi, vestito dai saldi, peloso come Garfield.
Via la camicia rossa e dagli una t-shirt Trussardi su jeans Cavalli.
Sulla faccia lenti a goccia Ray Ban
e poi taglia la barba a 'sta capoccia da Imam.
Un nunchaku da Jackie Chan gli dà più charme,
ora si che Gary ch’ha i più fieri dei fans. Bella!

Mondiale la seconda guerra ma su 'sto libro è dato che abbiamo ingoiato merda!
E’ regolare che non studia nessuno, scrivi "Italia batte resto del mondo 18 a 1".
I campioni siamo noi, siamo noi perciò aggiungi “Po po po po po”.
Il capitano fa goal, bordello come i Gogol,
storia XL non una small, pimpala!

Questa è la storia prof, la vera storia prof,
lo dice uno che se esce dal culo fa plof.
Bella prof, pimpami la storia… che storia!

Si stava meglio quando si stava peggiorando,
gli oppositori traditori peggio di Ronaldo
non li mandavano al fresco di una cella
ma al caldo dei Caraibi su navi di Jack Sparrow.
Prof, il ventennio pimpamelo,
scrivi che i partigiani quel tempo lo vissero
di relax in pedalò, piedi nudi nei sabò,
25 aprile giorno dei caduti di Salò.
Umberto di Savoia non andò via, ma che Repubblica! la gente vota Monarchia.
Non c’è partita tra re e democrazia, come mettere la PSP col Game Gear.
E la costituzione è un cd con una traccia, l’ultima hit da spiaggia.
Il nonno di Eminem minaccia: “Tutta l’Europa deve suonare il piano Marshall!”

Questa è la storia prof, mi prende un sacco prof,
tipo che quella di un cosacco di nome Popoff.
Bella prof, pimpami la storia… che storia!

Dalla mia storia cancella fricchettoni con la spada nel braccio,
non nel cuore come Little Tony.
Questi fattoni sempre sotto i riflettori.
Scrivi che gli hippy se ne stavano zitti e buoni.
Gli anni di piombo, le stragi, i sequestri, ma no!
non mi interessano argomenti come questi.
Io di quei tempi voglio ricordare solo “La liceale nella classe e i ripetenti”.
Così funziona e per fortuna fa trend,
il vecchio libro lo rottamo tipo Duna Weekend.
Adesso serve un finale potente
che terrorizzi l’occidente più dell’urlo di Chen.
Da qui in avanti qualunque cosa succeda,
scrivi che la colpa è di Al Qaeda.
Me l’hai pimpata di brutto prof,
vedrai patiti della storia fin dalla scuola media. Questa è la storia prof, la vera storia prof e non c’è niente da ridere non è Zelif Off.
Bella prof, pimpami la storia… che storia!




nella foto: manifestazione studentesca a Torino

17 ottobre 2008

mode vintage

C'è una cosa che mi irrita particolarmente e sono le mode vintage.
E non sto parlando delLA MODA, sia chiaro: ognuno può andare in giro vestito come gli pare, per quanto mi riguarda. Se vedo uno in giro vestito come "Starsky&Hutch" per me è un coglione, ma se piace a lui...
Intendo questo costante sentimento nostalgico che è diffuso tra molta gente.

Su Facebook c'è pieno di gente che mette le foto vecchie; e fin qua, nulla di male. Ma i commenti alle foto? Quasi sempre: "ah, bei tempi!".
Capisco che - per puro istinto di sopravvivenza - uno tenda a ricordarsi le cose belle della vita (altrimenti saremmo tutti suicidi già a 25/30 anni).
Ma lo pensate veramente? Io se penso al liceo, per esempio, ricordo che mi sono divertito un sacco, ma sono stato anche parecchio male. E non solo, facendo un rapido calcolo, sono convinto di stare meglio adesso.

Ma non è questo il punto: in edicola impazzano i dvd di Remì ("Remì", dio mio! il cartone animato più triste dell'universo), di Spazio 1999 e cose così. E ciò che è terribile è che la gente se li compra. (e secondo me non li vedrà mai, ma vabbè).
E via mail? "Sei nato negli anni 70, se..." oppure "Sei cresciuto negli anni 80, se..." e giù a ricordare i telefilm, le mode, ecc.
In televisione ci sono sempre più programmi che fanno vedere spezzoni di vecchie trasmissioni.
Per non parlare delle compilation delle sigle dei cartoni animati.

Mi sembrano tutti con lo sguardo sempre rivolto al passato, che per me è simbolo di arretratezza culturale. Nonchè di mancanza di progetti o fiducia nel futuro.

Ma veniamo alla musica (argomento a me particolarmente caro): discutevo qualche giorno fa con un ragazzo che sostiene che il rock è morto e quelle balle lì. Io gli dico: ti sbagli di grosso; sono cambiate molte cose e il rock non è più "di moda", ma gruppi o cantanti molto validi ce ne sono a iosa.
Tutto è nato perché lui torna a vedere un concerto dopo un po' di tempo e cosa va a vedere? gli AC/DC. Che per carità, io li adoro, ma magari c'è anche gente un po' più fresca.
"Ma ormai complessi come i Soundgarden non ce ne sono più..." dice lui.
"Hai provato a sentire gli Alter Bridge?" rispondo.
"Non li conosco".

Ogni tanto penso che il mondo si stia congelando. Ognuno si ferma ad un determinato anno, a seconda della propria indole, e da quel punto lì si fermi.
Perché?



nella foto: Remì.
Che cazzo c'aveva da ridere con tutte le sfighe che gli capitavano?

14 ottobre 2008

O-Six

Domenica (l'altroieri) abbiamo partecipato all'inaugurazione della saletta "Osix" più relativo cortile: uno spazio, all'interno della parrocchia, dedicato ai bambini dagli zero ai sei anni e relative mamme.
Questo progetto, che ha visto Dalia coinvolta inizialmente in quanto grafica e poi anche in altre funzioni, è stato realizzato con la collaborazione di un ente che si occupa dei bambini down. E la struttura è stata pensata in modo da ospitare le varie tipologie di bambini, down e non.
Con momenti dedicati a un gruppo e all'altro gruppo, ma anche - cosa fondamentale - con momenti insieme, per fare sì che:
1 - i bambini "normali" (odio dire questa cosa, ma non so come altro dirla) possano rendersi conto dell'esistenza di questa sindrome e vedere che possono tranquillamente giocare e crescere insieme agli altri;
2 - i bambini down non soffrano di nessun isolamento e si sentano del tutto integrati, come d'altronde dovrebbe essere.

All'inaugurazione c'era un sacco di gente, compresa una tv regionale e un discreto servizio di buffett, nonché un paio di animatori per bimbi.

Notavo, aggirandomi tra le persone, come i genitori dei bambini down fossero assolutamente felici e tranquillissimi. Direte voi: e perché non lo dovrebbero essere?
Non lo so. Però questa loro serenità mi ha colpito.
E mi ha fatto capire ancora di più che l'amore che ciascuno ha per il proprio figlio è totalmente incodizionato.

06 ottobre 2008

il Trentino e via Tertuliano

Premessa n° 1 - quando eravamo bambini, a luglio andavamo sempre in vacanza a Pera di Fassa. Mio compito era, la mattina presto, andare a comprare il pane: nell'aria tersa del mattino di montagna, andavo fino al panificio dove, appena aperta la porta, venivo inondato da un intenso profumo di pane.

Premessa n° 2 - l'Esselunga avrà tanti difetti ma sicuramente ha un pregio: monitora regolarmente i clienti per sapere in cosa può migliorare il servizio. Da qualche tempo, su sollecito della clientela appunto, si è messa a fare il pane; non più a scaldare quello surgelato che gli arrivava da fuori (e che, dopo mezza giornata, poteva essere usato come ariete per sfondare la porta, se avevi dimenticato le chiavi), ma proprio a farlo con regolare forno, e quant'altro.

Torniamo a noi: che c'azzecca il Trentino con via Tertulliano?
Niente. E da diversi punti di vista.
Ma visto il nuovo corso appena intrapreso (quello di alzarsi presto la mattina), mi succede una cosa strana: nell'aria tersa (sì, "tersa" avete capito bene) di queste mattinate ventose, inforco il motorino e, mentre mi avvicino al semaforo di viale Umbria, vengo investito da un inebriante odore di pane che mi catapulta indietro nel tempo e mi rimanda alle mattinate di vacanza in Trentino.
E la giornata comincia bene.

02 ottobre 2008

un'ora prima

Visto che la mia famiglia è abbastanza sbarellata, ho deciso di dare un giro di vite, come si suol dire.
Non possiamo continuare a fare cena alle 21,00 (se non 21,30) di sera, per poi mandare a letto la bimba alle 23,30. Ma questo è anche colpa del mio lavoro e dei miei orari d'ufficio.
Allora ho stabilito che da oggi in poi uscirò di casa un'ora prima per cercare di tornare a casa un'ora prima.
Ovvero: essere in ufficio alle 8,0/8,30 per uscire dall'ufficio al massimo alle 19,00.

Ci riuscirò? Credo di no.
O meglio: forse ad arrivare prima sì.
Ma tornare a casa prima... mmmhh...

29 settembre 2008

festa di famiglia 2008

Ieri c'è stata la festa della famiglia Marrè Brunenghi: ogni anno, l'ultima domenica di settembre, la grande famiglia (siamo più di 100) si riunisce a Celle Ligure, per festeggiare l'anniversario di matrimonio dei miei nonni, nel lontano 1929, e di conseguenza la nascita del nostro ceppo familiare.

In cosa consiste? Ci si ritrova alla Messa delle 11,00 (ebbene sì, siamo una famiglia di forte impronta cattolica), poi ci si trasferisce sulla spiaggia dove i più valorosi fanno il bagno, se il tempo lo consente.
E già lì si hanno i primi segnali di che tipo di famiglia siamo: avete presenti i caciaroni rumorosi che rompono le balle? Aggiungetegli il sorriso stampato in faccia e una perenne tendenza a prendere e a prendersi per il culo e ci siamo.

Ma il meglio di se', la famiglia Marrè lo dà nella fase 3: il pranzo.
Si va tutti a casa dello zio Carlo (il più grande dei fratelli MB) dove si rispetta la formula "ognuno-porta-qualcosa", ma soprattutto dove vige la regola "chi prima arraffa, mangia di più".
Quando la zia Marta (moglie dello zio Carlo) porta la pasta in tavola c'è un assalto di piatti-forchette-spingi-anch'io-lui l'hai già presa-non è vero che fa sembrare gli Unni dei timidi Lord inglesi.
Ripeto: tutto questo ridendo e scherzando, sia ben chiaro. Ma la scena è da galeotti tenuti a dieta per un mese.
E se pensate che un atteggiamento del genere vi disgusterebbe, dovreste vedere cosa succede quando vengono portati i dolci (tipo il Salame al Cioccolato) dove il numero di fette è limitato. Apriti cielo.
E quando Laura (moglie di Lorenzo ed ottima cuoca) fa la panna cotta? Ancora peggio.

Dopo il tormentato pranzo, si torna sulla spiaggia per una partita a calcio o, come ieri, per una partita a biglie.
Per tracciare una pista sufficientemente adatta a contenere il numero di biglie, di solito si usa Matteo, che è uno dei cugini più piccoli. Solo di età, è chiaro: perché di stazza sarà alto almeno un 1,85 e pesa non meno di 100 chili.
Per tirarlo ci vogliono una persona per gamba e a metà percorso bisogna darsi il cambio con altri due.
La costruzione della pista occupa una buona mezz'ora.
La gara invece è un continuo di spinte, accuse di baro e scherzi atti a far sbagliare l'avversario e dura fino a quando qualche mamma non dice "dai, che dobbiamo andare". Allora automaticamente quello in atto diventa l'ultimo giro.



Beh, questo è un assaggio di quella che è la nostra festa.
Visti da fuori, dobbiamo essere alquanto originali, per usare un eufemismo.
Ma a me piace così. E mi piace pure tanto.

28 settembre 2008

addio Paul

Ieri è morto Paul Newman. Grandissimo attore e grande persona.
Mi piace ricordarlo in una delle scene più belle del cinema.
Quella qua sotto. Mitica.

24 settembre 2008

mi fa incazzare

Ha ragione Livio: la nuova canzone di cesare Cremonini è proprio carina.
E la cosa mi fa incazzare perché luilì io proprio lo odio.
E il ritornello? Avete sentito?
"Che avrei soltanto l'amore per lei...
Per lei che ha il nome di un fiore, per lei..."

Ma perché non l'ha scritta qualcun altro?
... mmmh... che nervi!

18 settembre 2008

antifurto, senza "anti"

Quando nel non lontano 2003 comprammo la casa in via Tertulliano, la mia signora decise che avevamo bisogno di un antifurto e di una cassaforte, come se le nostre mura custodissero chissà quale tesoro nascosto.
Ancora ad oggi la cosa di maggior valore che abbiamo in casa penso sia un mobile che ci ha fatto Cuciuffo su misura, in wengé, che credo costi sui 1500 euro; ma soprattutto che pesa circa un quintale, quindi non è un oggetto per cui vale la pena rubare in casa nostra.

Ma se per la cassaforte un impiego c'è ed è quello di custodire oggetti di valore affettivo (come l'anello del nostro fidanzamento, alcuni oggetti della madre di Dalia, ecc.), per l'antifurto invece non c'è alcuna spiegazione logica.
Come dicevo, in casa non abbiamo nulla di valore; inoltre l'edificio in se', vista la zona e l'aspetto esteriore, non è particolarmente appetibile per eventuali ladri.

Non contento di non essere mai stato utilizzato, l'antifurto in questione, in questi 5 anni si è distinto per:
- un allarme partito senza nessun motivo una notte d'estate (senza temporali in corso o similia) con conseguente chiamata a un "pronto soccorso elettricista". Costo 200 euro.
- attivazione di allarme ogni volta che si apre un armadio in entrata e nuova chiamata ad un elettricista. Costo 100 euro.
- infine ieri si è messo a fare un suono più light ma costante, quel tanto sufficiente da rompere i coglioni con nuovo intervento di un elettricista. Altri 100 euro.

Insomma: abbiamo fatto un gran bell'affare.
Per tutto il resto c'è Mastercard...

09 settembre 2008

il tipo "Phantom Malaguti"

Avete presente il Phantom Malaguti? È quel motorino con la marmitta che fa un sacco di casino e che - nonostante sia un cinquantino - lo si vede transitare a velocità spasmodiche.
(per gli amanti della letteratura e di Stefano Benni in particolare: è il motorino che mi sono sempre immaginato in "Pronto Soccorso e Beauty Case")
Il tipo Phantom Malaguti è solitamente un ragazzino di età compresa tra i 16 e i 25 anni. Usa magliette nere e scarpe da ginnastica. La caratteristica principale del tipo Phantom è la postura: testa incassata nelle spalle e braccia molto allargate. Senza dimenicare la posizione sul sellino: un po' di tre quarti, sbilanciato da una parte (solitamente la sinistra) e atteggiamento scazzato.
Classificazione: pericoloso.
Accessorio d'obbligo: il casco rigorosamente con la visiera staccata e indossato molto alto sulla fronte; quel tanto che il laccetto finisca non sotto bensì esattamente sopra il mento.
Stile di Guida: se siete fermi al semaforo e sentite qualcuno che sgasa di continuo, non avete neanche bisogno di girarvi: è lui. Guida molto aggressiva e spesso imprudente.
Espressioni facciale: da encefalogramma piatto.
Reazioni: ha una guida talmente "sportiva" che non si scalfisce davanti a nulla. Ogni tanto tira qualche frenata se vede qualche gnocca a bordo strada.
Upgrade: meno pericoloso quando è dotato di "tipa" sul sellino dietro di lui.

03 settembre 2008

nuova palestra

La palestra dove sono andato fino a luglio, naviga in brutte acque.
Così, finché i buoni propositi dell'estate sono ancora caldi, mi sono deciso e mi sono iscritto subito a una nuova palestra. Più vicina all'ufficio, tra l'altro.
Sfruttando una di quelle offerte dell'estate, sono riuscito a strappare un prezzo più che buono, ma soprattutto ad alzare notevolmente il livello della struttura: questa nuova palestra è fighissima.
Frequentata un po' da stronzi, è vero, però è bellissima.
Oggi - prima volta che andavo - per esempio, mi guardavo la tv mentre facevo ciclette. Ma non una tv in fondo alla sala: ogni ciclette ha la sua tv!
Eppoi c'è la piscina da 25 metri, che già solo di per se' è una figata.

Però, pensavo, se l'omologazione è un elemento fondamentale nella psicologia umana, guardandomi intorn pensavo che nel giro di un anno avrò un fisico della madonna e mi sarò fatto 3 o 4 tatuaggi.
See.

02 settembre 2008

genio

La prima volta che l'ho sentito, per me Caparezza era solo un tormentone musicale: "Sono fuori dal tunnel-lel-lel-lel del divertimento-ooooh".
Però, dopo averlo ascoltato le prime due o tre volte, ti accorgevi che la canzone aveva un testo profondo e non era per niente stupida (requisito solitamente fondamentale per i tormentoni).

E quest'estate di nuovo: "Vieni a ballare in Puglia, Puglia, Pugliaaaa".
Sì, ma fammi vedere bene il testo.

Vieni a ballare in Puglia Puglia Puglia,
tremulo come una foglia foglia foglia.
Tieni la testa alta quando passi vicino alla gru
perchè può capitare che si stacchi e venga giù.

Ehy turista so che tu resti in questo posto italico.
Attento! Tu passi il valico ma questa terra ti manda al manicomio.
Mare adriatico e Jonio, vuoi respirare lo iodio
ma qui nel golfo c'è puzza di zolfo, che sta arrivando il demonio.
Abbronzatura da paura con la diossina dell'ILVA.
Qua ti vengono pois più rossi di Milva e dopo assomigli alla Pimpa.
Nella zona spacciano la morìa più buona.
C'è chi ha fumato veleni all'ENI, chi ha lavorato ed è andato in coma.
Fuma persino il Gargano, con tutte quelle foreste accese.
Turista tu balli e canti, io conto i defunti di questo paese.
Dove quei furbi che fanno le imprese, non badano a spese,
pensano che il protocollo di Kyoto sia un film erotico giapponese.

RIT: Vieni a ballare in Puglia Puglia Puglia
dove la notte è buia buia buia.
Tanto che chiudi le palpebre e non le riapri più.
Vieni a ballare e grattati le palle pure tu
che devi ballare in Puglia Puglia Puglia,
tremulo come una foglia foglia foglia.
Tieni la testa alta quando passi vicino alla gru
perché può capitare che si stacchi e venga giù.

E' vero, qui si fa festa, ma la gente è depressa e scarica.
Ho un amico che per ammazzarsi ha dovuto farsi assumere in fabbrica.
Tra un palo che cade ed un tubo che scoppia
in quella bolgia si accoppa chi sgobba
e chi non sgobba si compra la roba
e si sfonda finché non ingombra la tomba.
Vieni a ballare compare nei campi di pomodori
dove la mafia schiavizza i lavoratori, e se ti ribelli vai fuori.
Rumeni ammassati nei bugigattoli come pelati nei barattoli.
Costretti a subire i ricatti di uomini grandi ma come coriandoli.
Turista tu resta coi sandali, non fare scandali
se siamo ingrati e ci siamo dimenticati d'essere figli di emigrati.
Mortificati, non ti rovineremo la gita.
Su, passa dalla Puglia, passa a miglior vita.

RIT: Vieni a ballare in Puglia Puglia Puglia
dove la notte è buia buia buia.
Tanto che chiudi le palpebre e non le riapri più.
Vieni a ballare e grattati le palle pure
tu che devi ballare in Puglia Puglia Puglia
dove ti aspetta il boia boia boia.
Agli angoli delle strade spade più di re Artù,
si apre la voragine e vai dritto a Belzebù.

O Puglia Puglia mia tu Puglia mia,
ti porto sempre nel cuore quando vado via
e subito penso che potrei morire senza te.
E subito penso che potrei morire anche con te.


Grande Caparezza!
E - per chi ancora non lo avesse sentito tutto - sappiate che tutto il disco è bello.
Non è il mio genere musicale preferito, però è proprio bello.
Mi ripeto: grande Caparezza!

01 settembre 2008

settembre

A Celle Ligure, settembre è il mese più bello: il paese e le spiaggie si svuotano; i negozianti sono più "rilassati" e nell'aria c'è più tranquillità.
Ma soprattutto il tempo è splendido: belle giornate di sole, un po' di venticello e il mare ha onde basse e lunghe.

Ho avuto un assaggio dei miei (passati) settembre cellesi ieri sera, quando mi sono concesso quello che probabilmente sarà l'ultimo bagno della stagione.
Già molte persone erano partite tra sabato e domenica mattina/primo pomeriggio. Noi abbiamo passato il pomeriggio a fare bagagli e a pulire casa, in vista di una partenza serale, dopo cena.
Alle 19,30 quindi - finito tutto - me ne sono andato da solo sulla spiaggia deserta.
C'eravamo solo io, i gabbiani e i bagnini che chiudevano gli stabilimenti. L'acqua era limpidissima e calda.
E mi sono fatto un bagno talmente bello ma talmente bello che mi sono chiesto: ma perché non mi prendo mai una settimana di ferie a settembre?

28 agosto 2008

silenzio

In questa settimana di fine agosto milanese, c'è una cosa che mi colpisce: il silenzio per la strada.
La città è ancora semideserta e quei pochi che ci sono - un po' perché rilassati dalle ferie, un po' perché non c'è tanto traffico - sono pacifici al volante della propria auto.
E soprattutto non suonano quei maledetti clacson che io tanto odio.
Quindi, girando per la città in motorino, con un bella arietta frescolina si sta da dio.
In silenzio.



"Io nella macchina non ho nemmeno il clacson per non essere del minimo disturbo."
Daniele Silvestri - "Manifesto"

27 agosto 2008

lo sapevo

Lo schema, per questa mia ultima settimana da single, era semplice:
sveglia presto, 40 minuti di footing, lavoro, uscire presto, saltare cena (per arginare gli stravizi vacanzieri), cinema e poi a nanna presto.

Lunedì ok. Martedì (ieri) stava andando tutto bene.
Ma poi mi chiama Matteo un po' in down: "andiamo a bere qualcosa?"
E così la serata tranquilla si è trasformata in una serata alcoolica. E sono andato a letto tardi. E mi sono svegliato tardi.
E sono spuntati un po' di casini al lavoro.

In pratica, sono a metà settimana e sono già in debito di sonno e in credito d'alcool.
E stasera esco di nuovo con Matteo e gli altri.
Tutti i buoni propositi se ne sono andati a quel paese.
Lo sapevo.

25 agosto 2008

riecchime

e non "riecchice".
Sì perché stamattina sono tornato solo soletto in una assolata e semideserta Milano, lasciando le mie donne al mare ancora per una settimana.
Come ogni volta che si torna dalle ferie, la voglia di lavorare è pari a zero. Purtroppo però, anche se a rilento, qualcosa devo fare, ergo son qua in ufficio.

Piccolo riassunto dell'appena trascorsa vacanza estiva 2008.

cibo
complici le frequenti visite di "foresti" (come venono appellati i non-liguri dai liguri) è stata una discreta vacanza gastronomica: non abbiamo mancato nessun aperitivo, sagra o uscita a sfondo mangereccio.
Il fritto misto è stato quasi una consuetudine. La focaccia... chettelodicoaffare...

amicizie
è stata - come si diceva - una vacanza abbastanza movimentata. Ottima occasione per rinsaldare amicizie, scoprirne di nuove, ecc.
In più quest'anno che abbiamo dovuto affittare una casa grande (causa lavori alla casa di mia zia Paola) siamo stati più liberi di invitare ed ospitare gente. Insomma: un discreto via-vai.

famiglia
trascorrere un'intera serata al pub con Andrea e Marta a chiacchierare? o fare una cena solo fratelli (più figli annessi)? Nella stessa vacanza?
Sembra impossibile.

Anita
Vorrei riuscire a ricordare con esattezza tutti i progressi compiuti da Anita in questi giorni, ma sicuramente me ne dimenticherò.
Da segnalare assolutamente:
- riuscire a bere da sola dal bicchiere (non senza cento prove e cento disastri, ovviamente).
- le prime esperienze sul vasino (svegliarsi con lei a un cm dalla tua faccia che dice "vado fare la cacca nel vasino" e che, mentre cammina, cerca di tirarsi giù il pannolino è una cosa imperdibile. Per chi lo vede dall'esterno, sicuramente è una cosa da poco. Per un padre assolutamente no).
- sempre più impressionante i progressi nel linguaggio: quando - mentre coloravo con i suoi colori - mi ha chiesto "me ne dai uno?" ho avuto un attimo di sbandamento e mi sono improvvisamente reso conto che mia figlia (a parte la pronuncia ancora un po' da bimba) sta imparando a parlare benissimo. Molto comico il momento in cui le ho chiesto (spazientito perché contnuava a cambiare idea) "Basta, Anita: vuoi andare alla spiaggia o vuoi rimanere a casa?" lei mi ha guardato un po' e mi ha risposto: "problema..." scuotendo la testa pensierosa.

01 agosto 2008

bye bye

Anche quest'anno lavorativo è terminato.
Vado in vacanza. Non so ancora se alle Bahamas o a Celle Ligure.
Deciderò tra poco.
Sull'autostrada per Ventimiglia.
Questo blog probabilmente verrà aggiornato tra tre settimane.

ciao.