07 settembre 2007
04 settembre 2007
Malfunk
Chi mi conosce sa che soffro della sindrome da "Alta Fedeltà": mi piace fare classifiche.
Adesso che ho un blog, poi, posso anche pubblicarle, come se una frotte di gente non aspettasse altro che il mio "verbo" per avere un'opinione più chiara sulle cose.
Comunque, a parte le scemate, oggi mi sono reso conto che, se il 2007 finisse adesso, il disco dell'anno per me sarebbe "Randagi" dei Malfunk.
Sì, sicuramente sono usciti dischi più belli, più completi o meglio suonati. Ma non mi interessa.
Era veramente tanto tempo che un disco italiano non mi prendeva così tanto. Sarà che il genere è il mio preferito, sarà che il fatto che siano sconosciuti ai più mi stimola maggiormente; non saprei.
So solo che il disco è veramente "rock" come piace a me ed è in "heavy rotation" nel mio iPod già da qualche mese, senza stancarmi mai.
Per chi non conoscesse "il gruppo più sottovalutato d'Italia" (come ripetiamo ormai da anni con Ale), vi invito a scaricarvi "niente da nascondere", forse la canzone più bella dell'album.
Però poi il disco ve lo andate a comprare, eh!

niente da nascondere
Ora che non parlo resto qui
Ora che non ho parole e viaggio distante
Scrivo nella mente di volere tutto e niente e poi
Mi dimentico di me
Tu non lo vuoi
Ora sento verità
Sono l'unico che dà un po' di amore e calore
E nel sangue capirai mentre scivoli... e
Son l'emozioni che non dai
L'universo che cos'è
Quando niente al mondo ti risponde
Amore mio non basterà
Sputarsi addosso e poi offendersi
Tra un attimo è finito tutto
Finisce adesso...
Quel che vedo non so
Ed io volo attraverso
Ha bisogno di me
E vivo un po' di più... perchè...
Non è niente quello che dai
L'universo che cos'è
Quando non hai niente da nascondere
Amore mio non basterà
Sentirsi spingere e rispondere
In un attimo che muore adesso...
Al cuore mio non basterà... ahah
Muore adesso... muore adesso... muore adesso
Ora che non urli sono qui
Adesso che ho un blog, poi, posso anche pubblicarle, come se una frotte di gente non aspettasse altro che il mio "verbo" per avere un'opinione più chiara sulle cose.
Comunque, a parte le scemate, oggi mi sono reso conto che, se il 2007 finisse adesso, il disco dell'anno per me sarebbe "Randagi" dei Malfunk.
Sì, sicuramente sono usciti dischi più belli, più completi o meglio suonati. Ma non mi interessa.
Era veramente tanto tempo che un disco italiano non mi prendeva così tanto. Sarà che il genere è il mio preferito, sarà che il fatto che siano sconosciuti ai più mi stimola maggiormente; non saprei.
So solo che il disco è veramente "rock" come piace a me ed è in "heavy rotation" nel mio iPod già da qualche mese, senza stancarmi mai.
Per chi non conoscesse "il gruppo più sottovalutato d'Italia" (come ripetiamo ormai da anni con Ale), vi invito a scaricarvi "niente da nascondere", forse la canzone più bella dell'album.
Però poi il disco ve lo andate a comprare, eh!
niente da nascondere
Ora che non parlo resto qui
Ora che non ho parole e viaggio distante
Scrivo nella mente di volere tutto e niente e poi
Mi dimentico di me
Tu non lo vuoi
Ora sento verità
Sono l'unico che dà un po' di amore e calore
E nel sangue capirai mentre scivoli... e
Son l'emozioni che non dai
L'universo che cos'è
Quando niente al mondo ti risponde
Amore mio non basterà
Sputarsi addosso e poi offendersi
Tra un attimo è finito tutto
Finisce adesso...
Quel che vedo non so
Ed io volo attraverso
Ha bisogno di me
E vivo un po' di più... perchè...
Non è niente quello che dai
L'universo che cos'è
Quando non hai niente da nascondere
Amore mio non basterà
Sentirsi spingere e rispondere
In un attimo che muore adesso...
Al cuore mio non basterà... ahah
Muore adesso... muore adesso... muore adesso
Ora che non urli sono qui
03 settembre 2007
31 agosto 2007
differenze
Ieri sera Dalia è uscita per la prima volta da sola, da un anno circa a questa parte.
Sì, perché la sua vita fino ad adesso si è svolta praticamente in simbiosi con quella di Anita.
E ieri, per l'addio al celibato di Claudia, è uscita a cena; mentre io e Anita siamo rimasti a casa.
Mentre si preparava per uscire, notavo una delle tante differenze tra uomini e donne:
le donne, quando fanno un'uscita tra sole donne, si truccano e tornano ancora tutte carine;
gli uomini, quando fanno un'uscita tra soli uomni, si conciano da far schifo e si riducono ancora peggio.
Sì, perché la sua vita fino ad adesso si è svolta praticamente in simbiosi con quella di Anita.
E ieri, per l'addio al celibato di Claudia, è uscita a cena; mentre io e Anita siamo rimasti a casa.
Mentre si preparava per uscire, notavo una delle tante differenze tra uomini e donne:
le donne, quando fanno un'uscita tra sole donne, si truccano e tornano ancora tutte carine;
gli uomini, quando fanno un'uscita tra soli uomni, si conciano da far schifo e si riducono ancora peggio.
27 agosto 2007
Vacanze
Anche quest'anno sono finite le vacanze estive.
Anche quest'anno siamo stati a Celle Ligure.
Anche quest'anno non c'è molto da raccontare, anche se:
famiglia
Poter stare insieme tutto il giorno con Dalia e Anita mi fa proprio stare bene; sento che è proprio quello che cercavo. Ogni giorno una manna dal cielo.
C'è solo da ringraziare, ad essere così fortunati.
famiglia allargata
Giornate ad Olba; tavolate a Celle; ecc.
Anche passare del tempo con tutta la famiglia allargata è piacevole.
Ogni tanto penso che mi piacerebbe fare una settimana tutti insieme da qualche parte.
Anche se probabilmente dopo un paio di giorni ci scanneremmo.
amici
Anche loro fanno parte del concetto di famiglia, in un certo qual senso. O almeno nel senso che piace a me.
Quest'anno, con mio grande piacere, sono venute a trovarci un bel po' di persone: Ale, Nick e Valeria, Matteo e Giangio, Natascia e Mirko, Benedetta e Rodolfo.
Senza contare chi ho già trovato giù: il solito Cuciuffo, Giorgio, Gabriele.
Come sa bene chi mi conosce, l'amicizia per me è un valore molto importante. Casa mia è sempre aperta per tutti.
Per un numero limitato di giorni, ovviamente, perché come dice il proverbio "l'ospite è come il pesce: dopo 3 giorni nuota".
footing
Con una costanza che non mi si addice, quest'anno sono andato a correre a giorni alterni, per alleviare il senso di colpa di tutta la focaccia e le schifezze che mi magnavo. Non sono tornato più magro di prima, tranquilli. Ma vuoi mettere correre sull'Aurelia con la mareggiata di fianco e i Malfunk in cuffia?
Chettelodicoaffare?
Lost
Quei disgraziati di Guido, Elena e Dauno, prima della ns partenza ci hanno regalato il cofanetto della prima serie di "Lost" (per chi non lo sapesse: telefilm che narra di un disastro aereo e della lotta per la sopravvivenza dei superstiti su un'isola sperduta nel Pacifico).
Il risultato? Ho ormai una moglie drogata.
Sia chiaro: anche a me piace.
Ma se era solo per me non mi ritrovavo una settimana fa in giro per il centro di Genova a cercare il cofanetto della seconda serie.
Ci siamo capiti?
Anita
Concludo con alcune riflessioni su Anita, ovviamente.
Anita è cresciuta tantissimo. E, probabilmente, il fatto di starle dietro in due l'ha stimolata maggiormente.
Insomma, ha fatto tantissimi progressi. Ha fatto il bagno con il salvagente con la mutanda, giocava con la sabbia, ha iniziato a dire un po' di parole comprensibili ("focaccia" è la mia preferita), e comunque si fa capire: indica le cose quando le vuole, fa di sì con la testa, di no con l'indice alzato, ecc.
Ogni giorno una pioggia di cose nuove: ha cercato di pulirmi le orecchie con il cottonfioc, tenta (inutilmente) di mettersi le scarpe, mi imbocca con il cibo (ma anche con pezzi di legno, giochi e quant'altro). Avrei un elenco infinito di cose o aneddoti da raccontare.
È stato una gioia vivere accanto a lei queste giornate.
Anche quest'anno siamo stati a Celle Ligure.
Anche quest'anno non c'è molto da raccontare, anche se:
famiglia
Poter stare insieme tutto il giorno con Dalia e Anita mi fa proprio stare bene; sento che è proprio quello che cercavo. Ogni giorno una manna dal cielo.
C'è solo da ringraziare, ad essere così fortunati.
famiglia allargata
Giornate ad Olba; tavolate a Celle; ecc.
Anche passare del tempo con tutta la famiglia allargata è piacevole.
Ogni tanto penso che mi piacerebbe fare una settimana tutti insieme da qualche parte.
Anche se probabilmente dopo un paio di giorni ci scanneremmo.
amici
Anche loro fanno parte del concetto di famiglia, in un certo qual senso. O almeno nel senso che piace a me.
Quest'anno, con mio grande piacere, sono venute a trovarci un bel po' di persone: Ale, Nick e Valeria, Matteo e Giangio, Natascia e Mirko, Benedetta e Rodolfo.
Senza contare chi ho già trovato giù: il solito Cuciuffo, Giorgio, Gabriele.
Come sa bene chi mi conosce, l'amicizia per me è un valore molto importante. Casa mia è sempre aperta per tutti.
Per un numero limitato di giorni, ovviamente, perché come dice il proverbio "l'ospite è come il pesce: dopo 3 giorni nuota".
footing
Con una costanza che non mi si addice, quest'anno sono andato a correre a giorni alterni, per alleviare il senso di colpa di tutta la focaccia e le schifezze che mi magnavo. Non sono tornato più magro di prima, tranquilli. Ma vuoi mettere correre sull'Aurelia con la mareggiata di fianco e i Malfunk in cuffia?
Chettelodicoaffare?
Lost
Quei disgraziati di Guido, Elena e Dauno, prima della ns partenza ci hanno regalato il cofanetto della prima serie di "Lost" (per chi non lo sapesse: telefilm che narra di un disastro aereo e della lotta per la sopravvivenza dei superstiti su un'isola sperduta nel Pacifico).
Il risultato? Ho ormai una moglie drogata.
Sia chiaro: anche a me piace.
Ma se era solo per me non mi ritrovavo una settimana fa in giro per il centro di Genova a cercare il cofanetto della seconda serie.
Ci siamo capiti?
Anita
Concludo con alcune riflessioni su Anita, ovviamente.
Anita è cresciuta tantissimo. E, probabilmente, il fatto di starle dietro in due l'ha stimolata maggiormente.
Insomma, ha fatto tantissimi progressi. Ha fatto il bagno con il salvagente con la mutanda, giocava con la sabbia, ha iniziato a dire un po' di parole comprensibili ("focaccia" è la mia preferita), e comunque si fa capire: indica le cose quando le vuole, fa di sì con la testa, di no con l'indice alzato, ecc.
Ogni giorno una pioggia di cose nuove: ha cercato di pulirmi le orecchie con il cottonfioc, tenta (inutilmente) di mettersi le scarpe, mi imbocca con il cibo (ma anche con pezzi di legno, giochi e quant'altro). Avrei un elenco infinito di cose o aneddoti da raccontare.
È stato una gioia vivere accanto a lei queste giornate.
Etichette:
Anita,
famiglia,
tempo libero,
vacanze,
varie
03 agosto 2007
chiuso per ferie 2007
Ci risiamo.
Finale di stagione lavorativa al delirio. Mi riduco alle 9 di sera di venerdì per finire tutto.
Però posso andare in ferie tranquillo.
Praticamente tra due o tre ore parto.
Buone ferie a tutti.
Ci si ribecca tra tre settimane.
Finale di stagione lavorativa al delirio. Mi riduco alle 9 di sera di venerdì per finire tutto.
Però posso andare in ferie tranquillo.
Praticamente tra due o tre ore parto.
Buone ferie a tutti.
Ci si ribecca tra tre settimane.
27 luglio 2007
una serata al Greenwich Village
Anche questa settimana (ormai finita) sono solo a casa, che Dalia e Anita sono a Celle.
Ieri sera, dopo un veloce aperitivo con Aster e Claudia, mi chiama Giangio e mi dice "vieni subito qua, che ci facciamo una spaghettata veloce da un mio amico".
Prendo il motorino e vado da questo suo amico che ha una casa in Buenos Aires con un terrazzo bellissimo. Non enorme, ma comunque abbastanza ampio da ospitare una spaghettata per 8 persone e una zona relax con sedie a sdraio, ecc.
E in men che non si dica (e totalmente fuori programma) mi sono ritrovato catapultato in un film di Woody Allen per una sera.
Intorno al tavolo c'erano questi genitori over 40, quasi tutti separati o divorziati, con i figli al mare. Tutti assolutamente tranquilli, medioborghesi, di buona cultura e che vivono la loro vita con una discreta sicurezza e un buona dose di ironia.
Mi ha fatto veramente impressione. Innanzitutto perché - ci pensavo ieri sera - io sono abituato a frequentare, in media, gente più giovane di me. E poi perchè ho assaporato uno spaccato di vita "moderna" dove le famiglie ormai sono divise, i figli indipendenti e abituati a vivere situazioni di "questa settimana è con lei; poi io li vado a prendere al lago e vengono con me in Liguria per due settimane".
Guardando fuori dal terrazzo, quasi quasi si riusciva a vedere Broadway.
Ieri sera, dopo un veloce aperitivo con Aster e Claudia, mi chiama Giangio e mi dice "vieni subito qua, che ci facciamo una spaghettata veloce da un mio amico".
Prendo il motorino e vado da questo suo amico che ha una casa in Buenos Aires con un terrazzo bellissimo. Non enorme, ma comunque abbastanza ampio da ospitare una spaghettata per 8 persone e una zona relax con sedie a sdraio, ecc.
E in men che non si dica (e totalmente fuori programma) mi sono ritrovato catapultato in un film di Woody Allen per una sera.
Intorno al tavolo c'erano questi genitori over 40, quasi tutti separati o divorziati, con i figli al mare. Tutti assolutamente tranquilli, medioborghesi, di buona cultura e che vivono la loro vita con una discreta sicurezza e un buona dose di ironia.
Mi ha fatto veramente impressione. Innanzitutto perché - ci pensavo ieri sera - io sono abituato a frequentare, in media, gente più giovane di me. E poi perchè ho assaporato uno spaccato di vita "moderna" dove le famiglie ormai sono divise, i figli indipendenti e abituati a vivere situazioni di "questa settimana è con lei; poi io li vado a prendere al lago e vengono con me in Liguria per due settimane".
Guardando fuori dal terrazzo, quasi quasi si riusciva a vedere Broadway.
25 luglio 2007
hey, mister dìggei
Problema: devo fare il dj a un matrimonio.
Gli sposi mi affiancano due loro amici "che non è che facciano i dj, però..."
Uno mi manda la lista dei brani che metterebbe (e già lì sorge il primo problema, perché non esistono liste, cazzo: si improvvisa. Ma va bene uguale).
Tra questi brani c'è "Paranoid Android" dei Radiohead.
No, dico: voi ballereste mai "Paranoid Android"?
È una delle canzoni più belle al mondo, ma santo cielo!, ballarla è veramente arduo.

e c'è pure "Message in a Bottle" dei Police.
Ma dimmi te...
Gli sposi mi affiancano due loro amici "che non è che facciano i dj, però..."
Uno mi manda la lista dei brani che metterebbe (e già lì sorge il primo problema, perché non esistono liste, cazzo: si improvvisa. Ma va bene uguale).
Tra questi brani c'è "Paranoid Android" dei Radiohead.
No, dico: voi ballereste mai "Paranoid Android"?
È una delle canzoni più belle al mondo, ma santo cielo!, ballarla è veramente arduo.
e c'è pure "Message in a Bottle" dei Police.
Ma dimmi te...
19 luglio 2007
Perversioni
Sono giorni di caldo atroce.
Nonostante ciò, ci tengo ad andare in palestra almeno un paio di volte alla settimana per limitare il grasso che avanza.
Sudo come un maiale per i miei 40 minuti di esercizi con il rinfrescante pensiero che, alla fine, mi farò una bella doccia.
E qui ho la mia perversione.
Prima mi faccio una bella doccia tiepidina e mi lavo per bene.
Poi, visto il caldo asfissiante, prima di uscire, affronto con tempi di 20 secondi circa, i 4 stadi di temperatura della mia goduria:
- freddina
- fredda
- gelata
- bagni Augustus
Quindi esco soddisfatto.
Nonostante ciò, ci tengo ad andare in palestra almeno un paio di volte alla settimana per limitare il grasso che avanza.
Sudo come un maiale per i miei 40 minuti di esercizi con il rinfrescante pensiero che, alla fine, mi farò una bella doccia.
E qui ho la mia perversione.
Prima mi faccio una bella doccia tiepidina e mi lavo per bene.
Poi, visto il caldo asfissiante, prima di uscire, affronto con tempi di 20 secondi circa, i 4 stadi di temperatura della mia goduria:
- freddina
- fredda
- gelata
- bagni Augustus
Quindi esco soddisfatto.
18 luglio 2007
"ma sei stato al mare?"
La gente non crede che io sia stato una settimana in Sardegna.
Mi guarda allibita, come se li stessi prendendo in giro.
E tutto questo perché sfodero un colorito "normale", ben al di sotto della media lampadifera delle donne milanesi in inverno.
Non mi piace la tintarella, che ci devo fare?
Trovo alquanto inutile sdraiarsi al sole immobili per ore, corredato da creme abbronzanti (nota bene: non protettive!) e lettino composto da quei materiali riflettenti (giuro, l'ho visto: ce l'aveva una signora nostra vicina di ombrellone. Ho dovuto cambiare ombrellone perché mi stava accecando).

A mia difesa voglio aggiungere che:
1 - l'esposizione al sole, se non adeguatamente protetta, provoca il cancro alla pelle.
2 - ho la presunzione e una buona dose di snobbismo nel pensare che ho decisamente di meglio da fare che non starmene immobile in posizione supina: stare con la famiglia, leggere un libro, fare le parole crociate, costruire piste di biglie per Artur e gli altri bambini di 9/10 anni, e un fottio di altre cose.
Amen.
Mi guarda allibita, come se li stessi prendendo in giro.
E tutto questo perché sfodero un colorito "normale", ben al di sotto della media lampadifera delle donne milanesi in inverno.
Non mi piace la tintarella, che ci devo fare?
Trovo alquanto inutile sdraiarsi al sole immobili per ore, corredato da creme abbronzanti (nota bene: non protettive!) e lettino composto da quei materiali riflettenti (giuro, l'ho visto: ce l'aveva una signora nostra vicina di ombrellone. Ho dovuto cambiare ombrellone perché mi stava accecando).
A mia difesa voglio aggiungere che:
1 - l'esposizione al sole, se non adeguatamente protetta, provoca il cancro alla pelle.
2 - ho la presunzione e una buona dose di snobbismo nel pensare che ho decisamente di meglio da fare che non starmene immobile in posizione supina: stare con la famiglia, leggere un libro, fare le parole crociate, costruire piste di biglie per Artur e gli altri bambini di 9/10 anni, e un fottio di altre cose.
Amen.
16 luglio 2007
Back home
Siamo tornati.
Ieri sera siamo scesi dall'aereo e ci siamo trovati in una cappa di caldo assurda.
Anita ha fatto qualche bizza in aereo, ma l'avevamo messo in preventivo.

Tornando alla vacanza, che dire?
Nonostante qualche malattia (di Anita prima; di Ginevra poi), un po' di maestrale e qualche intoppo è stata una settimana molto piacevole: poter stare con la famiglia 24 ore al giorno è veramente bellissimo. Soprattutto adesso che Anita è così ricettiva e interagisce sempre di più. Già quando sono arrivato l'ho trovata molto cambiata: cresciuta, con gli incisivi che iniziano a spuntare e con i capelli più lunghi.
Eppoi adesso canta. Sì, sì: canta!
Le cantavamo "Bye bye, Baby" e lei iniziava a melodiare dei "bebiiiiiiii". Una roba da schiantarsi dal ridere.
Siamo riusciti a riprenderla con il cellulare, ma non so se sarò mai in grado di riversare il video dal cellulare al computer; da lì su youtube; e da Youtube sul blog.
Nei prossimi giorni ci proverò.
Ce l'ho fatta!
Eccolo:
Ieri sera siamo scesi dall'aereo e ci siamo trovati in una cappa di caldo assurda.
Anita ha fatto qualche bizza in aereo, ma l'avevamo messo in preventivo.

Tornando alla vacanza, che dire?
Nonostante qualche malattia (di Anita prima; di Ginevra poi), un po' di maestrale e qualche intoppo è stata una settimana molto piacevole: poter stare con la famiglia 24 ore al giorno è veramente bellissimo. Soprattutto adesso che Anita è così ricettiva e interagisce sempre di più. Già quando sono arrivato l'ho trovata molto cambiata: cresciuta, con gli incisivi che iniziano a spuntare e con i capelli più lunghi.
Eppoi adesso canta. Sì, sì: canta!
Le cantavamo "Bye bye, Baby" e lei iniziava a melodiare dei "bebiiiiiiii". Una roba da schiantarsi dal ridere.
Siamo riusciti a riprenderla con il cellulare, ma non so se sarò mai in grado di riversare il video dal cellulare al computer; da lì su youtube; e da Youtube sul blog.
Nei prossimi giorni ci proverò.
Ce l'ho fatta!
Eccolo:
06 luglio 2007
si parte
Stasera parto e vado giù a Celle.
Domani mattina c'è il matrimonio di Eugenio a Pietra Ligure, quindi vado a dormire giù per essere più tranquillo.
Poi domani torno su e domenica prendo un aereo per raggiungere Dalia e Anita in Sardegna.
Tra tasse, lavori in casa, analisi e altre commissioni varie queste ultime giornate sono state abbastanza dure.
Non vedo l'ora di essere in Sardegna, perché sono distrutto.
Adesso spengo tutto e me ne vado.
Ci si vede tra dieci giorni.
Domani mattina c'è il matrimonio di Eugenio a Pietra Ligure, quindi vado a dormire giù per essere più tranquillo.
Poi domani torno su e domenica prendo un aereo per raggiungere Dalia e Anita in Sardegna.
Tra tasse, lavori in casa, analisi e altre commissioni varie queste ultime giornate sono state abbastanza dure.
Non vedo l'ora di essere in Sardegna, perché sono distrutto.
Adesso spengo tutto e me ne vado.
Ci si vede tra dieci giorni.
04 luglio 2007
Matteo is back in town
Matteo è tornato da New York.
E gli effetti si vedono.
Ieri sera, per festeggiarlo, abbiamo organizzato un aperitivo che si è trasformato in cena, dopocena, bicchiere della staffa, "vieni 5 minuti a casa mia", ecc.
Insomma sono tornato a casa sbronzo alle due di notte.
E stamattina alle 8,30 avevo appuntamento dal cliente.
Sono cose belle.
E gli effetti si vedono.
Ieri sera, per festeggiarlo, abbiamo organizzato un aperitivo che si è trasformato in cena, dopocena, bicchiere della staffa, "vieni 5 minuti a casa mia", ecc.
Insomma sono tornato a casa sbronzo alle due di notte.
E stamattina alle 8,30 avevo appuntamento dal cliente.
Sono cose belle.
02 luglio 2007
Weekend di relax
Orfano delle mie donne, sono andato a Olba già venerdì sera per godermi il più possibile il fine settimana. Nonostante l'eterogeneità della compagnia, ci siamo divertiti molto, con punte di comicità (sabato sera) elevatissime.
Mitico anche il bagno nella piscinetta, domenica prima di pranzo.
Unico neo: non sono riuscito a dormire quanto volevo, così ho ricominciato la settimana più stanco di prima.
La massima del giorno: "Sono un figo costretto in un corpo di merda" (Alessandro).

Stamattina invece ho fatto gli esami allo IED.
Abbiamo finito alle 16. Sono esausto.
Sono stato un po' basso di voti, ma alcuni ragazzi sono veramente indietro.
Con oggi l'anno scolastico è finito.
Anche se ne ho rimandati due, quindi a settembre se ne riparlerà.
photo courtesy by Dria
Mitico anche il bagno nella piscinetta, domenica prima di pranzo.
Unico neo: non sono riuscito a dormire quanto volevo, così ho ricominciato la settimana più stanco di prima.
La massima del giorno: "Sono un figo costretto in un corpo di merda" (Alessandro).

Stamattina invece ho fatto gli esami allo IED.
Abbiamo finito alle 16. Sono esausto.
Sono stato un po' basso di voti, ma alcuni ragazzi sono veramente indietro.
Con oggi l'anno scolastico è finito.
Anche se ne ho rimandati due, quindi a settembre se ne riparlerà.
photo courtesy by Dria
28 giugno 2007
Quando la moglie è in vacanza - 03
Ci risiamo: Dalia e Anita sono partite stamattina per la Sardegna e io sono tutto solo a Milan.
Oddio, tutto solo mica tanto: già stasera ho Cuciuffo e Diego a casa nostra che ci montano i mobili che dovrebbero "finire" la casa tra oggi e domani.
Comunque ieri sera siamo usciti per festeggiare il mio compleanno.
Siamo andati all'Osteria dei Binari, dove c'è un bel dehor (ma si scriverà così?) e, con la bellissima giornata ventilata di ieri, si stava veramente benissimo. Abbiamo mangiato bene e siamo stati tranquilli; almeno fino a metà pasto, quando poi Anita ha iniziato a mostrare un po' di insofferenza.
È stata una serata molto bella e sembravamo il prototipo della famiglia felice.
Questo non fa che aumentare la mia tristezza per la partenza delle mie due donne.
Mi mancano già un bel po'.
Oddio, tutto solo mica tanto: già stasera ho Cuciuffo e Diego a casa nostra che ci montano i mobili che dovrebbero "finire" la casa tra oggi e domani.
Comunque ieri sera siamo usciti per festeggiare il mio compleanno.
Siamo andati all'Osteria dei Binari, dove c'è un bel dehor (ma si scriverà così?) e, con la bellissima giornata ventilata di ieri, si stava veramente benissimo. Abbiamo mangiato bene e siamo stati tranquilli; almeno fino a metà pasto, quando poi Anita ha iniziato a mostrare un po' di insofferenza.
È stata una serata molto bella e sembravamo il prototipo della famiglia felice.
Questo non fa che aumentare la mia tristezza per la partenza delle mie due donne.
Mi mancano già un bel po'.
27 giugno 2007
20 giugno 2007
contraddizioni
Anita ormai gattona e inizia ad andare abbastanza veloce.
E, in un tempo che non ti accorgi, ha già tirato giù dalla libreria cd, libri e quant'altro.
E ti verrebbe da smadonnare.
Poi la guardi e ti rendi conto che hai aspettato di vivere dei momenti del genere da un bel po' di anni.
E, in un tempo che non ti accorgi, ha già tirato giù dalla libreria cd, libri e quant'altro.
E ti verrebbe da smadonnare.
Poi la guardi e ti rendi conto che hai aspettato di vivere dei momenti del genere da un bel po' di anni.
18 giugno 2007
16 giugno 2007
Heineken Dementin’ Festival
I Pearl Jam all'Heineken Jammin' Festival. Quale migliore occasione per tornare al Festival dopo anni, se non questa?
Peccato che non tutto sia andato secondo i piani. Peccato o per fortuna.
Sì, perché la nostra trasferta si è trasformata in una meravigliosa gita fuoriporta.
Dico "nostra" perché eravamo in dieci persone: io, una serie di ex-colleghi Ogilvy, più un paio di "imboscati".
Insomma, per chi non lo sapesse, sul Parco San Giuliano a Mestre (dove era in corso il Festival) si è abbattuta una tromba d'aria che ha tirato giù i palchi, la regia e l'hospitality rendendo, ovviamente, il Jammin' impraticabile. E non solo: una decina di feriti (lievi, per fortuna) hanno fatto sì che l'intera zona fosse chiusa al pubblico e messa sotto sequestro dai Vigili del Fuoco.
Le prime notizie e le successive conferme ci sono arrivate via cellulare mentre eravamo tra Brescia e Verona; ed erano già le 17,30.
Allora che si fa? Si torna a casa? Certo che no.
Visto che Sergio ha una casa in provincia di Vicenza (dove alcuni della carovana era già previsto che si fermassero per la nottata post-concerto), siamo usciti dall'autostrada e siamo andati là.
Abbiamo prenotato per la cena in un ristorante molto alla mano e da lì è partita la serata.
Con un paio di bottiglie di Cabernet e un po' di avanzi cibari abbiamo fatto una sorta di aperitivo.
Eppoi.... beh, poi ci siamo divertiti un sacco. Non saprei descrivere l'escalation di demenza che ha investito tutti i partecipanti a questo fuori programma.
So solo che l'atmosfera era surreale e il divertimento è stato incredibile.
Peccato che non tutto sia andato secondo i piani. Peccato o per fortuna.
Sì, perché la nostra trasferta si è trasformata in una meravigliosa gita fuoriporta.
Dico "nostra" perché eravamo in dieci persone: io, una serie di ex-colleghi Ogilvy, più un paio di "imboscati".
Insomma, per chi non lo sapesse, sul Parco San Giuliano a Mestre (dove era in corso il Festival) si è abbattuta una tromba d'aria che ha tirato giù i palchi, la regia e l'hospitality rendendo, ovviamente, il Jammin' impraticabile. E non solo: una decina di feriti (lievi, per fortuna) hanno fatto sì che l'intera zona fosse chiusa al pubblico e messa sotto sequestro dai Vigili del Fuoco.
Le prime notizie e le successive conferme ci sono arrivate via cellulare mentre eravamo tra Brescia e Verona; ed erano già le 17,30.
Allora che si fa? Si torna a casa? Certo che no.
Visto che Sergio ha una casa in provincia di Vicenza (dove alcuni della carovana era già previsto che si fermassero per la nottata post-concerto), siamo usciti dall'autostrada e siamo andati là.
Abbiamo prenotato per la cena in un ristorante molto alla mano e da lì è partita la serata.
Con un paio di bottiglie di Cabernet e un po' di avanzi cibari abbiamo fatto una sorta di aperitivo.
Eppoi.... beh, poi ci siamo divertiti un sacco. Non saprei descrivere l'escalation di demenza che ha investito tutti i partecipanti a questo fuori programma.
So solo che l'atmosfera era surreale e il divertimento è stato incredibile.
13 giugno 2007
si riparte!
Detto, fatto.
Oggi ho ricominciato ad andare in palestra.
Un'oretta tra cyclette, tapis-roulant, qualche esercizio e un po' di addominali.
Ovviamente stasera c'ho già una fame che non ci vedo.
E dire che mi sono pure ripromesso di mangiare un po' meglio...
Oggi ho ricominciato ad andare in palestra.
Un'oretta tra cyclette, tapis-roulant, qualche esercizio e un po' di addominali.
Ovviamente stasera c'ho già una fame che non ci vedo.
E dire che mi sono pure ripromesso di mangiare un po' meglio...
12 giugno 2007
novantapuntodue
Altro appuntamento con la bilancia, giusto per curiosità: 90,2 kg.
Non è poco, però è meno di prima.
Non capisco: mi sento gonfio, però mi entrano bene pantaloni che prima mi stavano un po' stretti.
E comunque ho la pancia.
Mi sa che devo ricominciare ad andare in palestra.
Anche se con 'sto caldo...
Non è poco, però è meno di prima.
Non capisco: mi sento gonfio, però mi entrano bene pantaloni che prima mi stavano un po' stretti.
E comunque ho la pancia.
Mi sa che devo ricominciare ad andare in palestra.
Anche se con 'sto caldo...
06 giugno 2007
Quando la moglie è in vacanza - 02
Sono di nuovo single. Questa volta, però per un'intera settimana.
Dalia e Anita sono a Celle con la Hross e Marco.
E gli effetti di un uomo in libertà si vedono subito: tanto per cominciare ho giocato a calcio sia lunedì che ieri (e stamattina mi sono svegliato con i muscoli di legno; camminavo come Pinocchio).
Eppoi ho l'occasione di rivedere amici che solitamente non riesco a vedere. Quindi stasera con i pavesi e domani con gli ex-colleghi.
In pratica quando tornerò a Celle, venerdì sera, sarò più stanco di prima, pieno d'alcool e con i muscoli che non mi reggono.
Ovverosia un ravatto.
Bell'esempio di padre.
Dalia e Anita sono a Celle con la Hross e Marco.
E gli effetti di un uomo in libertà si vedono subito: tanto per cominciare ho giocato a calcio sia lunedì che ieri (e stamattina mi sono svegliato con i muscoli di legno; camminavo come Pinocchio).
Eppoi ho l'occasione di rivedere amici che solitamente non riesco a vedere. Quindi stasera con i pavesi e domani con gli ex-colleghi.
In pratica quando tornerò a Celle, venerdì sera, sarò più stanco di prima, pieno d'alcool e con i muscoli che non mi reggono.
Ovverosia un ravatto.
Bell'esempio di padre.
05 giugno 2007
22 maggio 2007
Aggiornamento
Mattia
Sabato mattina (19 maggio) è arrivato Mattia, secondogenito di Dario e Nadia. 3,850 chili: una bella bestiolina, direi. La notte tra venerdì e sabato Carolina (la sorella del neonato) ha dormito da noi, per consentire a Dario di stare in ospedale a "vegliare" Nadia.
Nota: era la prima volta che Carolina dormiva lontano dai genitori, a quattro anni e mezzo.
da via Vitruvio a via Tertulliano
Sempre sabato, però nel pomeriggio, siamo andati alla comunione di Artur (nostro nipote), che, essendo uno studente del celebre istituto Gonzaga di Milano, l'ha celebrata lì insieme ai suoi compagni di scuola.
Che devo dire? All'esterno dell'istituto uno non persepisce nulla, ma quando è dentro... oddio, quando sei dentro hai la sensazine di essere nella Bocconi dei piccoli, con tutti i bambini (sì, ho detto "bambini") in giacca e cravatta. Uno addirittura aveva il doppio petto blu e quella faccia da bambino antipaaaaaaatico, ma così antipatico...
Beh, comunque comunione in grande stile, con fior di genitori trendy e lampadati e bambini con tonaca bianca superstirata; e ovviamente funzione religiosa molto traditional, tipo college inglese (come me li immagino io, perché non ci sono mai stato). Tipo la scena iniziale de "L'attimo fuggente". Assolutamente vietati fotocamere e flash vari, nel rispetto del silenzio da setta religiosa
E fin qui tutto regolare, senonché il giorno dopo vado a messa nella nostra parrocchia e anche lì si celebravano le comunioni: bambini di tutte le razze (dico sul serio, eh!) vestiti in tutti i modi possibili, portatori sani di genitori urlanti con videocamere incorporate nella spalla; e il nostro povero Don Luciano che cercava di arginare la folla vociante.
Un confronto tra due realtà diametralmente opposte, benché a un paio di chilometri di distanza in linea d'aria.
Anita
Anita gattona già da poco meno di una settimana. E ovviamente inizia a tirar giù la roba da tavolini et similia. Però è un piacere vederla partire a quattro zampe, anche se per adesso ha poca autonomia.
Purtroppo in questi ultimi due giorni è a casa febbricitante e vomitante, e vederla conciata così mi fa star male. Preferirei piantarmi un coltello da macellaio nella coscia pur di non vederla così sofferente.

primi spostamenti indipendenti
Sabato mattina (19 maggio) è arrivato Mattia, secondogenito di Dario e Nadia. 3,850 chili: una bella bestiolina, direi. La notte tra venerdì e sabato Carolina (la sorella del neonato) ha dormito da noi, per consentire a Dario di stare in ospedale a "vegliare" Nadia.
Nota: era la prima volta che Carolina dormiva lontano dai genitori, a quattro anni e mezzo.
da via Vitruvio a via Tertulliano
Sempre sabato, però nel pomeriggio, siamo andati alla comunione di Artur (nostro nipote), che, essendo uno studente del celebre istituto Gonzaga di Milano, l'ha celebrata lì insieme ai suoi compagni di scuola.
Che devo dire? All'esterno dell'istituto uno non persepisce nulla, ma quando è dentro... oddio, quando sei dentro hai la sensazine di essere nella Bocconi dei piccoli, con tutti i bambini (sì, ho detto "bambini") in giacca e cravatta. Uno addirittura aveva il doppio petto blu e quella faccia da bambino antipaaaaaaatico, ma così antipatico...
Beh, comunque comunione in grande stile, con fior di genitori trendy e lampadati e bambini con tonaca bianca superstirata; e ovviamente funzione religiosa molto traditional, tipo college inglese (come me li immagino io, perché non ci sono mai stato). Tipo la scena iniziale de "L'attimo fuggente". Assolutamente vietati fotocamere e flash vari, nel rispetto del silenzio da setta religiosa
E fin qui tutto regolare, senonché il giorno dopo vado a messa nella nostra parrocchia e anche lì si celebravano le comunioni: bambini di tutte le razze (dico sul serio, eh!) vestiti in tutti i modi possibili, portatori sani di genitori urlanti con videocamere incorporate nella spalla; e il nostro povero Don Luciano che cercava di arginare la folla vociante.
Un confronto tra due realtà diametralmente opposte, benché a un paio di chilometri di distanza in linea d'aria.
Anita
Anita gattona già da poco meno di una settimana. E ovviamente inizia a tirar giù la roba da tavolini et similia. Però è un piacere vederla partire a quattro zampe, anche se per adesso ha poca autonomia.
Purtroppo in questi ultimi due giorni è a casa febbricitante e vomitante, e vederla conciata così mi fa star male. Preferirei piantarmi un coltello da macellaio nella coscia pur di non vederla così sofferente.
primi spostamenti indipendenti
14 maggio 2007
10 maggio 2007
Pinocchio e Chris Cornell
Sono notti insonni, queste. E non certo per volontà mia.
Ieri Anita sì è svegliata un'altra volta alle 3 e mezza di notte e non c'era verso di farla addormentare.
E così, nel mio ruolo di padre assolutamente impreparato, ho cominciato a raccontarle la favola di Pinocchio.
E così, con una notevole capacità di improvvisazone (non è che uno riesce a collegare tutti gli avvenimenti in maniera perfetta a quell'ora; soprattutto se l'ultima volta che ha sentito la favola di Pinocchio erano eoni fa) ho dato vita a una favola postmoderna fatta di personaggi più o meno reali (Berlusconi e Prodi hanno preso il posto del gatto e la volpe, tanto per intenderci) e composta da avvenimenti assolutamente unici.
Per esempio: voi vi ricordate com'è che Geppetto finisce nella pancia della balena? Io ho detto che era ad un rave sulla spiaggia ed è caduto in acqua per il troppo alcool (beveva per dispiacere, ovviamente)
E così quando si ritrova con Pinocchio riescono a uscire da lì e tornano sulla spiaggia dove - Anita non si decideva a dormire, quindi ho dovuto allungare - c'era Chris Cornell sul palco che cantava.
E così mi sono messo a cantare Blackhole Sun, che, sempre per il motivo di cui prima, è durata qualcosa tipo otto strofe + una decina di ritornelli.
Alla fine si è addormentata.
O forse ha fatto finta, per pietà nei confronti di suo padre.
Ieri Anita sì è svegliata un'altra volta alle 3 e mezza di notte e non c'era verso di farla addormentare.
E così, nel mio ruolo di padre assolutamente impreparato, ho cominciato a raccontarle la favola di Pinocchio.
E così, con una notevole capacità di improvvisazone (non è che uno riesce a collegare tutti gli avvenimenti in maniera perfetta a quell'ora; soprattutto se l'ultima volta che ha sentito la favola di Pinocchio erano eoni fa) ho dato vita a una favola postmoderna fatta di personaggi più o meno reali (Berlusconi e Prodi hanno preso il posto del gatto e la volpe, tanto per intenderci) e composta da avvenimenti assolutamente unici.
Per esempio: voi vi ricordate com'è che Geppetto finisce nella pancia della balena? Io ho detto che era ad un rave sulla spiaggia ed è caduto in acqua per il troppo alcool (beveva per dispiacere, ovviamente)
E così quando si ritrova con Pinocchio riescono a uscire da lì e tornano sulla spiaggia dove - Anita non si decideva a dormire, quindi ho dovuto allungare - c'era Chris Cornell sul palco che cantava.
E così mi sono messo a cantare Blackhole Sun, che, sempre per il motivo di cui prima, è durata qualcosa tipo otto strofe + una decina di ritornelli.
Alla fine si è addormentata.
O forse ha fatto finta, per pietà nei confronti di suo padre.
07 maggio 2007
Un saluto alla Sicilia!
Nei commenti al post precedente spicca quello di Irene e Lucy, due mie amiche siciliane. E pure sorelle; tra di loro, intendo, non mie sorelle.
Questo post è dunque dedicato a loro e a Oriana, ovviamente, che me le ha fatte conoscere.
Però scrivetemi un vostro indirizzo email, che altrimenti non so come recuperarvi!
Nel frattempo un'altra immagine di Anita.
Lo so: sono monotematico.
E allora?
Questo post è dunque dedicato a loro e a Oriana, ovviamente, che me le ha fatte conoscere.
Però scrivetemi un vostro indirizzo email, che altrimenti non so come recuperarvi!
Nel frattempo un'altra immagine di Anita.
Lo so: sono monotematico.
E allora?
04 maggio 2007
the Fratellis
A mia figlia piacciono i "the Fratellis".
Visto che in casa abbiamo il multilettore (si chiamerà così?) di cd, dopo tutte le menate shanti e le musiche rilassanti (come consigliano i libri di puericultura) c'è il cd dei "the Fratellis".
E come parte la prima canzone lei inizia a dimenarsi e sembra che balli.
Forse anziché Anita dovevamo chiamarla "Henrietta".
Visto che in casa abbiamo il multilettore (si chiamerà così?) di cd, dopo tutte le menate shanti e le musiche rilassanti (come consigliano i libri di puericultura) c'è il cd dei "the Fratellis".
E come parte la prima canzone lei inizia a dimenarsi e sembra che balli.
Forse anziché Anita dovevamo chiamarla "Henrietta".
02 maggio 2007
la prima Olbata della stagione
Rieccoci a Milano, tutti insieme.
Ieri ho riportato a casa Dalia e Anita dopo 10 giorni di mare.
Anita sembrava contentissima di tornare a casa: già dal portone ha iniziato a urlare e fare strani versi di gioia. Noi siamo un po' meno contenti di tornare al nostro tran-tran, ma va bene così.
Ma torniamo ad Anita: è veramente un fiore che sboccia. Impara un sacco di cose e ogni giorno ci sono nuove scoperte. Ieri per esempio l'abbiamo portata per la prima volta ad Olba ed era uno spettacolo; sembrava incantata da tutto quel verde. L'abbiamo messa sul prato ed era bellissimo stare lì a guardarla mentre esplorava, strappava l'erba (e - ovviamente - cercava di mangiarsela). Ma una roba proprio da impazzire dalla felicità.

Un'altra cosa: ieri eravamo a Olba perché abbiamo festeggiato il 42° anniversario di matrimonio dei miei genitori. C'eravamo tutti e la giornata è stata veramente piacevole.
Ogni tanto mi piacerebbe fare - chessò - una settimana tutti insieme; ma poi penso che dopo una settimana magari ci scanneremmo. Vabbè, finché non proviamo non sappiamo.
photo courtesy by Andrea MB
Ieri ho riportato a casa Dalia e Anita dopo 10 giorni di mare.
Anita sembrava contentissima di tornare a casa: già dal portone ha iniziato a urlare e fare strani versi di gioia. Noi siamo un po' meno contenti di tornare al nostro tran-tran, ma va bene così.
Ma torniamo ad Anita: è veramente un fiore che sboccia. Impara un sacco di cose e ogni giorno ci sono nuove scoperte. Ieri per esempio l'abbiamo portata per la prima volta ad Olba ed era uno spettacolo; sembrava incantata da tutto quel verde. L'abbiamo messa sul prato ed era bellissimo stare lì a guardarla mentre esplorava, strappava l'erba (e - ovviamente - cercava di mangiarsela). Ma una roba proprio da impazzire dalla felicità.

Un'altra cosa: ieri eravamo a Olba perché abbiamo festeggiato il 42° anniversario di matrimonio dei miei genitori. C'eravamo tutti e la giornata è stata veramente piacevole.
Ogni tanto mi piacerebbe fare - chessò - una settimana tutti insieme; ma poi penso che dopo una settimana magari ci scanneremmo. Vabbè, finché non proviamo non sappiamo.
photo courtesy by Andrea MB
23 aprile 2007
Quando la moglie è in vacanza
Eccomi qua: a fare il marito-lavoratore con la moglie al mare.
Sì, perché sabato siamo andati in Liguria (passando dall'outlet di Serravalle Scrivia, dove abbiamo speso un po' di soldini) e Dalia si è fermata a Celle con Anita. Io, invece, faccio lo pseudo pendolare, sfruttando il fatto che mercoledì è il 25 aprile. In pratica mi faccio 2 notti a Milano da solo; tutte le altre le passo a Celle, magari svegliandomi alle 6 per venire qua.
A questo proposito vorrei raccontare quello che è successo stamattina.
Sono partito da Celle alle 6,30; il sole non era ancora sorto; in giro non c'era nessuno. Mi sono sistemato in macchina, sono uscito dal cancello, ho pulito un po' i vetri, ho deciso se avevo caldo o freddo, e tutte queste cose; dopodiché mi sono trovato in autostrada e lì ho realizzato: cazzo, un'ora e mezzo da solo in macchina: cosa ascolto? Perché non ci ho pensato prima?
Sì, perché una persona normale accenderebbe la radio o metterebbe su un cd di "musica da tappezzeria" (come la chiamava John Lennon). Io no. Io devo trovare il cd giusto per il momento giusto. Ho frugato in tutta la macchina e non ce n'era neanche uno "da mattina presto": the Killers? Naaahhhh. Soundgarden? Troppo presto. Pearl Jam? Troppo presto. Nirvana unplugged? Troppo pessimista. Arctic Monkeys? Alice in Chains? Queens of the Stone Age? No, no, no.
Magari nel cassetto.. Dire Straits? Ni. Se ci fosse... Magari... Neffa no... Forse... ma quello è... ECCOLO! Ecco cosa ci vuole per un'alba in solitaria in autostrada.

E provate a dire di no.
Sì, perché sabato siamo andati in Liguria (passando dall'outlet di Serravalle Scrivia, dove abbiamo speso un po' di soldini) e Dalia si è fermata a Celle con Anita. Io, invece, faccio lo pseudo pendolare, sfruttando il fatto che mercoledì è il 25 aprile. In pratica mi faccio 2 notti a Milano da solo; tutte le altre le passo a Celle, magari svegliandomi alle 6 per venire qua.
A questo proposito vorrei raccontare quello che è successo stamattina.
Sono partito da Celle alle 6,30; il sole non era ancora sorto; in giro non c'era nessuno. Mi sono sistemato in macchina, sono uscito dal cancello, ho pulito un po' i vetri, ho deciso se avevo caldo o freddo, e tutte queste cose; dopodiché mi sono trovato in autostrada e lì ho realizzato: cazzo, un'ora e mezzo da solo in macchina: cosa ascolto? Perché non ci ho pensato prima?
Sì, perché una persona normale accenderebbe la radio o metterebbe su un cd di "musica da tappezzeria" (come la chiamava John Lennon). Io no. Io devo trovare il cd giusto per il momento giusto. Ho frugato in tutta la macchina e non ce n'era neanche uno "da mattina presto": the Killers? Naaahhhh. Soundgarden? Troppo presto. Pearl Jam? Troppo presto. Nirvana unplugged? Troppo pessimista. Arctic Monkeys? Alice in Chains? Queens of the Stone Age? No, no, no.
Magari nel cassetto.. Dire Straits? Ni. Se ci fosse... Magari... Neffa no... Forse... ma quello è... ECCOLO! Ecco cosa ci vuole per un'alba in solitaria in autostrada.
E provate a dire di no.
20 aprile 2007
Pera e albicocca
Ieri sono passato dall'Esselunga a prendere un paio di cose e, visto che avevamo finito il succo di frutta, ho preso quello all'albicocca, il gusto preferito da Dalia. Quando sono tornato a casa noto che anche lei o aveva comprato, però alla pera, che è il mio gusto preferito.
Ora, che ci crediate o no, io penso che il nostro rapporto funzioni anche per questo: il gusto del succo di frutta non è una cosa importante. Ma il fatto che uno pensi a fare un piccolo piacere all'altro al momento dell'acquisto... beh, per me vuol dire tanto.
Ora, che ci crediate o no, io penso che il nostro rapporto funzioni anche per questo: il gusto del succo di frutta non è una cosa importante. Ma il fatto che uno pensi a fare un piccolo piacere all'altro al momento dell'acquisto... beh, per me vuol dire tanto.
16 aprile 2007
Hey, teacher, leave the kids alone!
Oggi è cominciata la mia nuova carriera di insegnante: insegno art direction all’Istituto Europeo di Design.
I primi dieci minuti sono stati da panico e lingua secca; poi, a poco a poco, mi sono sciolto un po’. Non so ancora bene cosa insegnare a questi ragazzi. O meglio: so cosa insegnarli, ma non so in che ordine; non so se fare il duro o fare l’amicone; se schiavizzarli o essere tollerante. Insomma, un’esperienza totalmente nuova che mi galvanizza e mi terrorizza contemporaneamente.
E comunque fa ridere un sacco sentirsi chiamare “prof”.
I primi dieci minuti sono stati da panico e lingua secca; poi, a poco a poco, mi sono sciolto un po’. Non so ancora bene cosa insegnare a questi ragazzi. O meglio: so cosa insegnarli, ma non so in che ordine; non so se fare il duro o fare l’amicone; se schiavizzarli o essere tollerante. Insomma, un’esperienza totalmente nuova che mi galvanizza e mi terrorizza contemporaneamente.
E comunque fa ridere un sacco sentirsi chiamare “prof”.
10 aprile 2007
dopo Pasqua
Sono passate le vacanze di Pasqua ("vacanze"... oddio: tre giorni!) e si ritorna al lavoro, ma con un altro spirito: le giornate sono belle, la temperatura si fa più piacevole e, soprattutto, sono venuto a lavorare con il mio nuovo motorino!
A parte gli scherzi, era da gennaio che non andavamo a Celle e questo cambio d'aria ci ha fatto proprio bene.
Talmente tanto bene che sto progettando dieci giorni di mare, sfruttando i ponti del 25 aprile e del 1° maggio.
Che poi saranno dieci giorni per Dalia e Anita; per me un po' meno, ma partendo la mattina presto da Celle e rimanendo a Milano solo l'indispensabile per lavorare, una settimana di riffa o di raffa ci esce anche per me.
Comunque, grande respiro e grandi passeggiate: Celle Ligure è veramente una bella e pratica soluzione.
Siamo stati molto bene. Anita, poi, sembrava più sveglia e vivace del solito: ha imparato dalla nonna a fare "cucù-sette" e ha così passato un quarto del viaggio di ritorno a tirarsi su la copertina sul viso, aspettando che Dalia le dicesse "cucù", per poi ovviamente (con tempi assolutamente variabili) tirarla giù e ridere non appena Dalia diceva "sette".
Per fortuna dopo un po' si è addormentata, sennò rischiavamo l'ìisteria collettiva.
A parte gli scherzi, era da gennaio che non andavamo a Celle e questo cambio d'aria ci ha fatto proprio bene.
Talmente tanto bene che sto progettando dieci giorni di mare, sfruttando i ponti del 25 aprile e del 1° maggio.
Che poi saranno dieci giorni per Dalia e Anita; per me un po' meno, ma partendo la mattina presto da Celle e rimanendo a Milano solo l'indispensabile per lavorare, una settimana di riffa o di raffa ci esce anche per me.
Comunque, grande respiro e grandi passeggiate: Celle Ligure è veramente una bella e pratica soluzione.
Siamo stati molto bene. Anita, poi, sembrava più sveglia e vivace del solito: ha imparato dalla nonna a fare "cucù-sette" e ha così passato un quarto del viaggio di ritorno a tirarsi su la copertina sul viso, aspettando che Dalia le dicesse "cucù", per poi ovviamente (con tempi assolutamente variabili) tirarla giù e ridere non appena Dalia diceva "sette".
Per fortuna dopo un po' si è addormentata, sennò rischiavamo l'ìisteria collettiva.
05 aprile 2007
Sempre sul calcio
Il calcio mi piace, come già detto un paio di post fa.
E ne ho avuto la conferma sabato scorso, a Rogoredo, dove ero andato a visionare il motorino.
Mentre tornavo verso casa, ho sentito urla, miniboati e tutti gli altri segnali che indicavano la presenza di una partita in svolgimento nelle vicinanze.
Tanto ho fatto finché non ho trovato il campo e... meraviglia delle meraviglie: un centro sportivo con tre partite in svolgimento contemporaneamente. Bambini dai 6/7 fino ai 13/14 anni, fantastico.
Mi appassiona un sacco vederli giocare. Affondano (soprattutto i più piccini) dentro maglie più grandi di loro di almeno 3 o 4 taglie, corrono dietro alla palla e - soprattutto - si divertono! Si divertono come dei matti. Li vedi che ridono e, quando segnano, esultano come Montella o come altri campioni che vogliono emulare. Penso che siano bellissimi.
E penso che il calcio, almeno, in questo sia uno sport veramente affascinante.
E ne ho avuto la conferma sabato scorso, a Rogoredo, dove ero andato a visionare il motorino.
Mentre tornavo verso casa, ho sentito urla, miniboati e tutti gli altri segnali che indicavano la presenza di una partita in svolgimento nelle vicinanze.
Tanto ho fatto finché non ho trovato il campo e... meraviglia delle meraviglie: un centro sportivo con tre partite in svolgimento contemporaneamente. Bambini dai 6/7 fino ai 13/14 anni, fantastico.
Mi appassiona un sacco vederli giocare. Affondano (soprattutto i più piccini) dentro maglie più grandi di loro di almeno 3 o 4 taglie, corrono dietro alla palla e - soprattutto - si divertono! Si divertono come dei matti. Li vedi che ridono e, quando segnano, esultano come Montella o come altri campioni che vogliono emulare. Penso che siano bellissimi.
E penso che il calcio, almeno, in questo sia uno sport veramente affascinante.
03 aprile 2007
Liberty 125
21 marzo 2007
il senso del calcio
Diciamolo: il "circo calcio" ha rotto i coglioni. Trasmissioni sportive inutili, calciatori miliardari che fanno le vittime, gente che s'ammazza per una partita sono tutte cose che sfuggono alla mia visione del mondo.
Il calcio inteso come sport invece no: per gente come me che fa di tutto per giocare almeno una volta alla settimana, rimane sempre un gioco divertente e appassionante.
Ed è proprio gente come me che si innamora di personaggi anacronistici come Cristiano Lucarelli.
Il calcio inteso come sport invece no: per gente come me che fa di tutto per giocare almeno una volta alla settimana, rimane sempre un gioco divertente e appassionante.
Ed è proprio gente come me che si innamora di personaggi anacronistici come Cristiano Lucarelli.
16 marzo 2007
prima settimana
Sono stanco.
E vabbè, non è una novità.
È passata la prima settimana di lavoro insieme a Steven e cominciano a venire già fuori le differenze tra noi due.
Lui è molto più “ansioso” di me e, di conseguenza, io ai suoi occhi sembro uno che se ne sbatte.
Lui, ovviamente, ai miei occhi invece sembra uno che si fa ottenebrare la mente dall’ansia.
Cerchiamo di accettare le reciproche differenze e se ci riusciamo, potremo compensarci a vicenda.
Ci riusciremo? Non lo so.
Una nota positiva di questa settimana, è che Anita ha ormai imparato a fare "ciao ciao" con la manina (sinistra).
Quindi adesso, quando la mattina esco di casa, Dalia se la porta in braccio e stanno lì a salutarmi, con Anita che fa "ciao ciao" e mi manda i bacini.
Ah, non mi commuovo? Ah no?
E vabbè, non è una novità.
È passata la prima settimana di lavoro insieme a Steven e cominciano a venire già fuori le differenze tra noi due.
Lui è molto più “ansioso” di me e, di conseguenza, io ai suoi occhi sembro uno che se ne sbatte.
Lui, ovviamente, ai miei occhi invece sembra uno che si fa ottenebrare la mente dall’ansia.
Cerchiamo di accettare le reciproche differenze e se ci riusciamo, potremo compensarci a vicenda.
Ci riusciremo? Non lo so.
Una nota positiva di questa settimana, è che Anita ha ormai imparato a fare "ciao ciao" con la manina (sinistra).
Quindi adesso, quando la mattina esco di casa, Dalia se la porta in braccio e stanno lì a salutarmi, con Anita che fa "ciao ciao" e mi manda i bacini.
Ah, non mi commuovo? Ah no?
09 marzo 2007
un saluto
Ultimo post dalla Ogilvy.
Saluto questo posto, che mi ha visto ogni giorno per quasi dieci anni.
Se penso a quando sono arrivato, mi sembrano passate 7 o 8 vite, più o meno.
Vabbè, ma sto straparlando, perché sono ubriaco.
Ciao.
Saluto questo posto, che mi ha visto ogni giorno per quasi dieci anni.
Se penso a quando sono arrivato, mi sembrano passate 7 o 8 vite, più o meno.
Vabbè, ma sto straparlando, perché sono ubriaco.
Ciao.
07 marzo 2007
Aggiornamento
Almeno un aggiornamento, e che diamine!
In effetti è un po' che non scrivo e me ne dispiace.
Mi piace lasciare ricordi in giro, per poi poterli rileggere a distanza di tempo.
D'altronde è un po' con questo spirito che è nato il blog. Questo blog, intendo. Ma anche l'idea del blog in generale. D'altronde (per chi non lo sapesse) deriva da "web log", cioè "diario telematico", quindi...
Ma passiamo a noi:
Anita
Anita cresce un sacco. Ed è simpaticissima. Ci facciamo delle risate galattiche, sia per le facce che fa, sia perché è sempre di buon umore e ride sempre. Siamo proprio fortunati. Unico scotto da pagare: le notti mezze insonni; visto che mangia ancora nel mezzo della notte.
Dalia
Che dire che già non ho detto? Dalia è un amore di donna. Con la bimba è bravissima ed è sempre positiva. Non potevo scegliere una "compagna d'avventura" migliore.
Lavoro
Sono ormai arrivato alla fine della mia avventura in Ogilvy. Tra cinque giorni sarò seduto da un'altra parte. Ovviamente non me ne rendo ancora conto; ma devo dire che l'umore è alto e la voglia di fare è tanta.
Una cosa sconvolgente è il quantitativo di persone che mi dicono "ah, ti sei messo in proprio? allora vediamoci che avrei bisogno di qualcuno che..." ecc. Mi ha telefonato anche gente che non vedevo o sentivo da un'eternità. Ma come diavolo hanno fatto a saperlo? Non è che io sia 'sto mostro di popolarità.
Non andrà tutto in porto, è chiaro: molte cose si fermeranno alla chiacchierata + preventivo. Però li considero degli attestati di stima. D'altronde se mi vengono addirittura a cercare...
Insomma, è un periodo intensissimo. Sono stanco morto, ma le soddisfazioni nel campo affettivo (soprattutto) e lavorativo non mancano. Spero solo di reggere fisicamente.
colonna sonora del giorno "3 libras" - a Perfect Circle
In effetti è un po' che non scrivo e me ne dispiace.
Mi piace lasciare ricordi in giro, per poi poterli rileggere a distanza di tempo.
D'altronde è un po' con questo spirito che è nato il blog. Questo blog, intendo. Ma anche l'idea del blog in generale. D'altronde (per chi non lo sapesse) deriva da "web log", cioè "diario telematico", quindi...
Ma passiamo a noi:
Anita
Anita cresce un sacco. Ed è simpaticissima. Ci facciamo delle risate galattiche, sia per le facce che fa, sia perché è sempre di buon umore e ride sempre. Siamo proprio fortunati. Unico scotto da pagare: le notti mezze insonni; visto che mangia ancora nel mezzo della notte.
Dalia
Che dire che già non ho detto? Dalia è un amore di donna. Con la bimba è bravissima ed è sempre positiva. Non potevo scegliere una "compagna d'avventura" migliore.
Lavoro
Sono ormai arrivato alla fine della mia avventura in Ogilvy. Tra cinque giorni sarò seduto da un'altra parte. Ovviamente non me ne rendo ancora conto; ma devo dire che l'umore è alto e la voglia di fare è tanta.
Una cosa sconvolgente è il quantitativo di persone che mi dicono "ah, ti sei messo in proprio? allora vediamoci che avrei bisogno di qualcuno che..." ecc. Mi ha telefonato anche gente che non vedevo o sentivo da un'eternità. Ma come diavolo hanno fatto a saperlo? Non è che io sia 'sto mostro di popolarità.
Non andrà tutto in porto, è chiaro: molte cose si fermeranno alla chiacchierata + preventivo. Però li considero degli attestati di stima. D'altronde se mi vengono addirittura a cercare...
Insomma, è un periodo intensissimo. Sono stanco morto, ma le soddisfazioni nel campo affettivo (soprattutto) e lavorativo non mancano. Spero solo di reggere fisicamente.
colonna sonora del giorno "3 libras" - a Perfect Circle
Etichette:
Anita,
Dalia,
lavoro,
società,
tempo libero
19 febbraio 2007
una domenica tutta per noy
Che titolo orribile. Vabbè.
Ieri ci siamo concessi un po' una giornata di relax. La casa fa un po' schifo, c'è un sacco di roba da lavare e stirare, ma chissenefrega.
E così siamo usciti a pranzo. Sì, perché a cena non riusciamo, quindi abbiamo optato per un brunch domenicale.
Sotto consiglio di una delle amiche di Dalia siamo andati al "noy", locale molto carino (e molto trendy) con un buffet a dir poco ricco (dalle patatine fritte alle ostriche) dove non c'è la solita ressa di tavolini, ma degli ampi spazi con divani, tavoli bassi, ecc.
Inutile dire che siamo stati molto bene.

Poi abbiamo fatto un salto a trovare Michele in ufficio e poi a casa, dove sono stato assalito dai sensi di colpa, soprattutto vedendo la casa in quello stato, allora mi sono messo a fare il filippino e ho lavato tutto finché non ha fatto proprio buio che non si vedeva più nulla.
Comunque è stata una bella giornata. Qualsiasi giornata riesco a passare in compagnia di mia figlia è una bella giornata, anche se ho un sacco di roba da fare.
Ieri ci siamo concessi un po' una giornata di relax. La casa fa un po' schifo, c'è un sacco di roba da lavare e stirare, ma chissenefrega.
E così siamo usciti a pranzo. Sì, perché a cena non riusciamo, quindi abbiamo optato per un brunch domenicale.
Sotto consiglio di una delle amiche di Dalia siamo andati al "noy", locale molto carino (e molto trendy) con un buffet a dir poco ricco (dalle patatine fritte alle ostriche) dove non c'è la solita ressa di tavolini, ma degli ampi spazi con divani, tavoli bassi, ecc.
Inutile dire che siamo stati molto bene.
Poi abbiamo fatto un salto a trovare Michele in ufficio e poi a casa, dove sono stato assalito dai sensi di colpa, soprattutto vedendo la casa in quello stato, allora mi sono messo a fare il filippino e ho lavato tutto finché non ha fatto proprio buio che non si vedeva più nulla.
Comunque è stata una bella giornata. Qualsiasi giornata riesco a passare in compagnia di mia figlia è una bella giornata, anche se ho un sacco di roba da fare.
14 febbraio 2007
Buon viaggio, Luca!
Ieri sera è venuto Luca a cena a casa nostra. Sta facendo il giro di saluti di tutti gli amici, perché lunedì prossimo lui e Alessio partono e vanno a vivere a Barcellona.
Ovviamente, dopo che se n'è andato, sono partite un po' di riflessioni personali, del tipo:
1 - cazzarola, io pensavo di trasferirmi a Barcellona (e avevo fatto pure dei colloqui in varie agenzie di pubblicità) nel febbraio del 1999. No, dico: 1999. Ero avantissimo; e lo dico con pochissima modestia.
A parte gli scherzi: si capiva già da allora che questa città incarnava il progresso a misura d'uomo. E ne ho avuto conferma da Luca: mi ha detto di alcune novità (io non ci vado dal 2002, mi sembra) che favoriscono decisamente le persone a scapito di macchine, traffico, ecc.
Per non parlare della situazione a livello di istituzioni statali, che... vabbè... non c'è neanche bisogno di dirlo.

2 - come diceva John Lennon "life is what happens while you are making other plans". Quanto tempo passiamo a sperare, sognare, desiderare e quanto poco ad agire? Certo: non è che bisogna essere degli irresponsabili. Bisogna fare le cose con un certo criterio. Ma se questa vita ci sta stretta, perché dobbiamo farcela andare bene lo stesso?
Sono anche questi pensieri che mi hanno portato a licenziarmi. Il mio è un progetto a lungo termine: questo è solo il primo passo. Magari rimarrà l'unico. Ma "ci sto provando, Ringo, ci sto provando".
A chiusura di tutto, non dimentichiamoci il motivo principale di questo post: perderò un amico (che peraltro non vedevo neanche così spesso) ma sono molto felice per lui.
Buon viaggio, Luca!
In bocca al lupo.
Ovviamente, dopo che se n'è andato, sono partite un po' di riflessioni personali, del tipo:
1 - cazzarola, io pensavo di trasferirmi a Barcellona (e avevo fatto pure dei colloqui in varie agenzie di pubblicità) nel febbraio del 1999. No, dico: 1999. Ero avantissimo; e lo dico con pochissima modestia.
A parte gli scherzi: si capiva già da allora che questa città incarnava il progresso a misura d'uomo. E ne ho avuto conferma da Luca: mi ha detto di alcune novità (io non ci vado dal 2002, mi sembra) che favoriscono decisamente le persone a scapito di macchine, traffico, ecc.
Per non parlare della situazione a livello di istituzioni statali, che... vabbè... non c'è neanche bisogno di dirlo.
2 - come diceva John Lennon "life is what happens while you are making other plans". Quanto tempo passiamo a sperare, sognare, desiderare e quanto poco ad agire? Certo: non è che bisogna essere degli irresponsabili. Bisogna fare le cose con un certo criterio. Ma se questa vita ci sta stretta, perché dobbiamo farcela andare bene lo stesso?
Sono anche questi pensieri che mi hanno portato a licenziarmi. Il mio è un progetto a lungo termine: questo è solo il primo passo. Magari rimarrà l'unico. Ma "ci sto provando, Ringo, ci sto provando".
A chiusura di tutto, non dimentichiamoci il motivo principale di questo post: perderò un amico (che peraltro non vedevo neanche così spesso) ma sono molto felice per lui.
Buon viaggio, Luca!
In bocca al lupo.
12 febbraio 2007
Pappa
Ieri Anita ha fatto la sua prima pappa.
Sembrava dovesse partire per militare, da quanto abbiamo armeggiato per fargliela fare: lava i piatti di plastica, prepara il brodo, monta il seggiolone, compra i cucchiani di plastica, ecc.
Lei, per fortuna, non si è accorta di nulla: ha mangiato la sua pappa (poca per la verità) senza troppi indugi e senza fare scenate o altro. Sembrava una cosa naturale.
Peccato che un'ora dopo avesse fatto una dose inquietante di cacca all'aroma di crema di riso ed avesse ancora fame. Vabbè.
Sembrava dovesse partire per militare, da quanto abbiamo armeggiato per fargliela fare: lava i piatti di plastica, prepara il brodo, monta il seggiolone, compra i cucchiani di plastica, ecc.
Lei, per fortuna, non si è accorta di nulla: ha mangiato la sua pappa (poca per la verità) senza troppi indugi e senza fare scenate o altro. Sembrava una cosa naturale.
Peccato che un'ora dopo avesse fatto una dose inquietante di cacca all'aroma di crema di riso ed avesse ancora fame. Vabbè.
09 febbraio 2007
Lettera
Milano, 9 febbraio 2007
I 9 anni trascorsi presso la Vostra azienda sono stati anni, per me, di proficua collaborazione, durante i quali sono cresciuto sia del punto di vista professionale che dal punto di vista personale.
Ho partecipato a progetti di importanza internazionale e le mie competenze sono arrivate ad un livello manageriale. È giunto per me il momento di provare a mettermi in proprio e rassegno, quindi, le mie dimissioni a partire da oggi, 9 febbraio 2007.
Certo che il mio contributo sia stato da Voi apprezzato e di valore aggiunto per l’azienda, resto a disposizione per permettere un adeguato passaggio di consegne, al mio successore, rispettando i termini previsti dal contratto di lavoro sottoscritto.
Saluto e ringrazio tutti.
Filippo Marrè Brunenghi.
I 9 anni trascorsi presso la Vostra azienda sono stati anni, per me, di proficua collaborazione, durante i quali sono cresciuto sia del punto di vista professionale che dal punto di vista personale.
Ho partecipato a progetti di importanza internazionale e le mie competenze sono arrivate ad un livello manageriale. È giunto per me il momento di provare a mettermi in proprio e rassegno, quindi, le mie dimissioni a partire da oggi, 9 febbraio 2007.
Certo che il mio contributo sia stato da Voi apprezzato e di valore aggiunto per l’azienda, resto a disposizione per permettere un adeguato passaggio di consegne, al mio successore, rispettando i termini previsti dal contratto di lavoro sottoscritto.
Saluto e ringrazio tutti.
Filippo Marrè Brunenghi.
08 febbraio 2007
ci siamo
Oggi o, più probabilmente, domani mi licenzierò.
Mi lancio nel pericoloso mondo del mettersi in proprio.
Mi ha chiamato Steven da Vicenza, ché il cliente ha firmato il contratto.
Ci sarà una marea di lavoro da fare, ma non mi spaventa lavorare tanto.
Adesso devo vedere tempi e modalità.
Mi lancio nel pericoloso mondo del mettersi in proprio.
Mi ha chiamato Steven da Vicenza, ché il cliente ha firmato il contratto.
Ci sarà una marea di lavoro da fare, ma non mi spaventa lavorare tanto.
Adesso devo vedere tempi e modalità.
06 febbraio 2007
Bologna
L'altro eri siamo stati a Bologna, al matrimonio di Monica (cugina di Dalia) e Marc (un ragazzo francese che è il sosia pelato di Bob Geldof). Nel complesso è stata una giornata divertente. Giusto alcune osservazioni, a margine:
1 - i francesi si vestono malissimo.
2 - Anita è stata veramente brava: niente scene, pianti, isterismi,
nonostante la folla vociante e una serie di zie/cugine che le si
appiccicavano e non la mollavano più.
3 - il mio nuovo ruolo di padre, mi costringe alle passeggiate nelle sale attigue, mentre la gente mangia, giusto perché la bimba si rompe a stare sempre seduta. Passeggiate che, ammettiamolo, mi procurano anche una bella dose di piacere e mi fanno sentire molto papà.
Incoveniente: gli altri papà. La maggior parte sono noiosissimi e hanno un atteggiamento (Anita era la più piccola di tutti) da padri ormai navigati, lasciandosi andare a frasi tipo "eh, caro mio, poi vedrai.." e cose di questo tipo.
A parte il fatto che non sono caro tuo, vedrò cosa?
Perché non ti godi tua/o figlia/o anziché voler dimostrare a me che sei un superpapà?
Ma soprattutto: e se divento anch'io così?
02 febbraio 2007
Pensieri sparsi
Il lavoro, in questo periodo, mi sta uccidendo.
In questo momento (venerdì sera, ore 19:04) ho ancora un sacco di robe da fare, ma sono stanchissimo. Sto cercando di capire se mollare tutto e andare a casa (e ritrovarmi un inizio settimana da brivido) o se rimanere a finire e arrivare a casa tardi (sarebbe la terza volta negli ultimi 3 giorni). Ma è vita, questa?, ci si può domandare.
Purtroppo sì, anche perché, di mia indole, non riesco a fare i lavori "alla cazzo" e mollare tutto alle 18,00. Non ce la faccio.
Quindi vado avanti così: finché una cosa non mi soddisfa, continuo a lavorarci.
Dalia ha ricominciato a lavorare. Fà qualche freelance da casa, anche se sarebbe troppo presto, secondo sia lei che me. Però, dice, se non tiene i contatti, dopo sarà più difficile riprendere.
Anita sta che è una meraviglia. Ride sempre e, quando mi vede, mi fa un sacco di feste: inizia a fare gridolini di gioia e agita le braccia e le gambe. Chi non ci è passato non può sapere che gioia sia. Al limite del sopportabile, giuro. Anche adesso che ne scrivo, mi viene da piangere da quanto mi fa felice.
Per la cronaca: domenica compie 6 mesi.

L'alternativa lavorativa prosegue. All'appello manca ancora una firma. Una cazzo di singola firma. Se riusciamo ad avere quella (settimana prossima?), posso licenziarmi. E - novità del giorno - ho solo 30 giorni di preavviso. Insomma: è tutto dietro l'angolo. Bisogna solo girarlo. Ma purtroppo non dipende solo da me o da Steven.
In questo momento (venerdì sera, ore 19:04) ho ancora un sacco di robe da fare, ma sono stanchissimo. Sto cercando di capire se mollare tutto e andare a casa (e ritrovarmi un inizio settimana da brivido) o se rimanere a finire e arrivare a casa tardi (sarebbe la terza volta negli ultimi 3 giorni). Ma è vita, questa?, ci si può domandare.
Purtroppo sì, anche perché, di mia indole, non riesco a fare i lavori "alla cazzo" e mollare tutto alle 18,00. Non ce la faccio.
Quindi vado avanti così: finché una cosa non mi soddisfa, continuo a lavorarci.
Dalia ha ricominciato a lavorare. Fà qualche freelance da casa, anche se sarebbe troppo presto, secondo sia lei che me. Però, dice, se non tiene i contatti, dopo sarà più difficile riprendere.
Anita sta che è una meraviglia. Ride sempre e, quando mi vede, mi fa un sacco di feste: inizia a fare gridolini di gioia e agita le braccia e le gambe. Chi non ci è passato non può sapere che gioia sia. Al limite del sopportabile, giuro. Anche adesso che ne scrivo, mi viene da piangere da quanto mi fa felice.
Per la cronaca: domenica compie 6 mesi.

L'alternativa lavorativa prosegue. All'appello manca ancora una firma. Una cazzo di singola firma. Se riusciamo ad avere quella (settimana prossima?), posso licenziarmi. E - novità del giorno - ho solo 30 giorni di preavviso. Insomma: è tutto dietro l'angolo. Bisogna solo girarlo. Ma purtroppo non dipende solo da me o da Steven.
30 gennaio 2007
botte da orbi
Ieri sera. La scena è la seguente: sono fermo ad un semaforo; di fianco a me un motorino guidato da un tamarro (che chiameremo Scooter1).
Scatta il verde. Io parto, il motorino sta partendo, ma tra me e Scooter1 sfreccia a razzo uno scooter (che chiamaremo Scooter2) che arrivava in corsa e quindi ci "brucia" la partenza, facendo però un pelo mostruoso a Scooter1.
Da lì al semaforo successivo, il tamarro raggiunge in tutta fretta Scooter2 e inizia ad insultarlo a gesti. Vedo che l'altro gli risponde. Vanno avant a gesticolare fino al semoforo, che è rosso.
Al che scendono tutti e due, cavallettando i rispettivi bolidi. Il tamarro si leva in tutta fratta il casco, lo sbatte per terra e inizia a spintonare Scooter2, che, anziché cercare di placare la situazione (era in torto marcio), inizia a spintonare anche lui.
E da lì in un nanosecondo sono passati alle mani, suonandosele di santa ragione.
Tutto questo per dire che cosa?
1 - che la gente a Milano guida veramente male. In special modo gli scooteristi.
2 - rimango sempre allibito di fronte a queste scene. Che significato ha picchiarsi per la strada per un incidente che non c'è neanche stato? C'è bisogno di venire alle mani? La nostra società sta regredendo a tal punto che l'uso delle parole non basta più?
Scatta il verde. Io parto, il motorino sta partendo, ma tra me e Scooter1 sfreccia a razzo uno scooter (che chiamaremo Scooter2) che arrivava in corsa e quindi ci "brucia" la partenza, facendo però un pelo mostruoso a Scooter1.
Da lì al semaforo successivo, il tamarro raggiunge in tutta fretta Scooter2 e inizia ad insultarlo a gesti. Vedo che l'altro gli risponde. Vanno avant a gesticolare fino al semoforo, che è rosso.
Al che scendono tutti e due, cavallettando i rispettivi bolidi. Il tamarro si leva in tutta fratta il casco, lo sbatte per terra e inizia a spintonare Scooter2, che, anziché cercare di placare la situazione (era in torto marcio), inizia a spintonare anche lui.
E da lì in un nanosecondo sono passati alle mani, suonandosele di santa ragione.
Tutto questo per dire che cosa?
1 - che la gente a Milano guida veramente male. In special modo gli scooteristi.
2 - rimango sempre allibito di fronte a queste scene. Che significato ha picchiarsi per la strada per un incidente che non c'è neanche stato? C'è bisogno di venire alle mani? La nostra società sta regredendo a tal punto che l'uso delle parole non basta più?
24 gennaio 2007
un po' di scaramanzia
Un po' di scaramanzia non guasta.
Ma mi sa che stavolta forZe - forZe! - ci siamo.
Ma mi sa che stavolta forZe - forZe! - ci siamo.
23 gennaio 2007
domenica mattina
(sottotitolo: mi hanno detto di metterla sul blog, quindi lo faccio)
domenica mattina, arriva Dalia in cucina e vede che ho preparato:
- il pane
- il primo per il pranzo
- l'insalata per il pranzo
- il contorno per la sera
- una torta salata per lunedì (in modo che Dalia non debba cucinare)
Dalia mi ha guarda e mi dice: "posso risposarti?"
e io: "mi spiace, sono già impegnato".
domenica mattina, arriva Dalia in cucina e vede che ho preparato:
- il pane
- il primo per il pranzo
- l'insalata per il pranzo
- il contorno per la sera
- una torta salata per lunedì (in modo che Dalia non debba cucinare)
Dalia mi ha guarda e mi dice: "posso risposarti?"
e io: "mi spiace, sono già impegnato".
22 gennaio 2007
clerks II
Avete mai visto un "sequel" che non rovina il ricordo del film originale?
io sì: è Clerks 2; pellicola dell'ormai famoso Kevin Smith che però (oltre al primo "clerks", ovviamente) non ha mai mantenuto le aspettative.
Questo fim, invece, è davvero esilarante, dissacrante, volgare, razzista... insomma: da spanciarsi dalle risate.
Solite (dis)avventure degli "ormai amici" (come li ha giustamente definiti Ale) Dante e Randall, alle prese con un fast food, un collega imbranatissimo (l'attore che lo interpreta merita l'Oscar, da quanto è imbranato), i soliti due spacciatori (Jay & Silent Bob), ex-compagni di scuola e avventori vari.

Avviso ai maschietti: questo film ha una controindicazione.
Terminata la visione sarete perdutamente innamorati di Rosario Dawson che, nonostante il nome, è una donna.
E che donna!
io sì: è Clerks 2; pellicola dell'ormai famoso Kevin Smith che però (oltre al primo "clerks", ovviamente) non ha mai mantenuto le aspettative.
Questo fim, invece, è davvero esilarante, dissacrante, volgare, razzista... insomma: da spanciarsi dalle risate.
Solite (dis)avventure degli "ormai amici" (come li ha giustamente definiti Ale) Dante e Randall, alle prese con un fast food, un collega imbranatissimo (l'attore che lo interpreta merita l'Oscar, da quanto è imbranato), i soliti due spacciatori (Jay & Silent Bob), ex-compagni di scuola e avventori vari.
Avviso ai maschietti: questo film ha una controindicazione.
Terminata la visione sarete perdutamente innamorati di Rosario Dawson che, nonostante il nome, è una donna.
E che donna!
19 gennaio 2007
presunzione
ve l'ho detto che sono intelligente?
Nel caso qualcuno ancora non lo sapesse io sono molto intelligente.
Intendiamoci: non sono Einstein. Ma sicuramente sono più intelligente della media.
Presunzione? Può darsi.
Ma a confermare la mia tesi ci sono ogni giorno tantisssssssime persone che fanno di tutto per confermarmelo.
Io lavoro in un'agenzia di pubblicità, nella città cosidetta "più europea d'Italia", che è Milano.
Insomma: ci sono tutte le prerogative per pensare che lavoro in un ambiente vivace, insieme a gente culturalmente e mentalmente ricettiva.
E allora come mai la stragrande maggioranza dei discorsi che sento fare sono di una banalità sconcertante?
Perché la gente arriva e mi dice "a te che piace la musica, questo ti piace di sicuro" e mi mostra l'ultimo cd di Ben Harpoer come se fosse una assoluta novità, mentre io Ben Harper lo ascoltavo dieci anni fa?
Perché i miei colleghi si divertono ancora come matti a recitare a memoria tutti i pezzi di "Frankenstein junior", cosa che io facevo 15 anni fa (se non di più)?
Perché so già quello che la gente sta per dirmi, quando vuole convincermi a fare qualcosa (o a non farla)?
Perché i miei colleghi (persone che dovrebbero essere curiose, brillanti, geniali) fanno discorsi da 3° media, utilizzando frasi fatte come la peggio casalinga ignorante?
Ripeto: non penso di essere Einstein, ma ogni tanto mi assale lo sconforto.
Is there anybody out there?
Nel caso qualcuno ancora non lo sapesse io sono molto intelligente.
Intendiamoci: non sono Einstein. Ma sicuramente sono più intelligente della media.
Presunzione? Può darsi.
Ma a confermare la mia tesi ci sono ogni giorno tantisssssssime persone che fanno di tutto per confermarmelo.
Io lavoro in un'agenzia di pubblicità, nella città cosidetta "più europea d'Italia", che è Milano.
Insomma: ci sono tutte le prerogative per pensare che lavoro in un ambiente vivace, insieme a gente culturalmente e mentalmente ricettiva.
E allora come mai la stragrande maggioranza dei discorsi che sento fare sono di una banalità sconcertante?
Perché la gente arriva e mi dice "a te che piace la musica, questo ti piace di sicuro" e mi mostra l'ultimo cd di Ben Harpoer come se fosse una assoluta novità, mentre io Ben Harper lo ascoltavo dieci anni fa?
Perché i miei colleghi si divertono ancora come matti a recitare a memoria tutti i pezzi di "Frankenstein junior", cosa che io facevo 15 anni fa (se non di più)?
Perché so già quello che la gente sta per dirmi, quando vuole convincermi a fare qualcosa (o a non farla)?
Perché i miei colleghi (persone che dovrebbero essere curiose, brillanti, geniali) fanno discorsi da 3° media, utilizzando frasi fatte come la peggio casalinga ignorante?
Ripeto: non penso di essere Einstein, ma ogni tanto mi assale lo sconforto.
Is there anybody out there?
18 gennaio 2007
Notti in piedi
Per anni ho sofferto di insonnia, chi mi conosce da un po' di anni lo sa.
Non so quali fossero le cause; probabilmente ansie ed affini.
Le stesse cose (presumo) che mi hanno fatto perdere un discreto quantitativo di capelli.
No, per la ciccia, mi sono applicato molto io, non ci sono concause, non vi preoccupate.

Vabbè, tutto questo per dire cosa? che è da un po' di anni che non soffro di insonnia.
Però le notti hanno preso comunque una piega decisamente... originale.
Come la notte scorsa: perché uno dovrebbe dormire otto ore filate? che bisogno c'è? chi l'ha detto che fa bene?
Le 5,30 vi sembra un'ora in cui dormire? Ma siete matti?
È così bello passeggiare per casa, mentre tutta la città dorme.
Tranne tua figlia. Che continua a giocare con il tuo braccialetto e, nonostante tu abbia esaurito tutte le strofe di tutte le ninnananne che conosci, non accenna nemmeno a chiudere mezzo occhio.
Non so quali fossero le cause; probabilmente ansie ed affini.
Le stesse cose (presumo) che mi hanno fatto perdere un discreto quantitativo di capelli.
No, per la ciccia, mi sono applicato molto io, non ci sono concause, non vi preoccupate.
Vabbè, tutto questo per dire cosa? che è da un po' di anni che non soffro di insonnia.
Però le notti hanno preso comunque una piega decisamente... originale.
Come la notte scorsa: perché uno dovrebbe dormire otto ore filate? che bisogno c'è? chi l'ha detto che fa bene?
Le 5,30 vi sembra un'ora in cui dormire? Ma siete matti?
È così bello passeggiare per casa, mentre tutta la città dorme.
Tranne tua figlia. Che continua a giocare con il tuo braccialetto e, nonostante tu abbia esaurito tutte le strofe di tutte le ninnananne che conosci, non accenna nemmeno a chiudere mezzo occhio.
15 gennaio 2007
novantadue
Del peso non me n'è mai importato nulla. L'importante è essere in forma, essere in salute.
Gli addominali scolpiti? Non ce li ho, ma per me non è un problema.
L'aspetto fisico? Lo cura chi non ha una personalità, chi fa dell'apparire una questione più importante dell'essere.
Abbasso il look, viva la personalità, l'intelligenza, lo star bene fisicamente.

Ma allora perché stamattina sono rimasto folgorato dalla scritta novantaduepuntozerozero?
Gli addominali scolpiti? Non ce li ho, ma per me non è un problema.
L'aspetto fisico? Lo cura chi non ha una personalità, chi fa dell'apparire una questione più importante dell'essere.
Abbasso il look, viva la personalità, l'intelligenza, lo star bene fisicamente.
Ma allora perché stamattina sono rimasto folgorato dalla scritta novantaduepuntozerozero?
13 gennaio 2007
sabato pomeriggio in centro
Oggi abbiamo dedicato la giornata ad alcuni acquisti obbligati, lanciando ogni tanto un'occhiata ai saldi, nella speranza di trovare qualcosa di carino ad un prezzo abbordabile. Così io, Dalia e Anita, imbaccuccati fino all’osso, siamo andati in centro per le nostre compere, con il nostro itinerario già ben delineato.
Ed ho scoperto che il bagno di folla in generale non fa più per me. Innanzitutto perché ho una bambina (con il passeggino non passi, la gente ti scontra, ecc.), secondo perché forse non ho più l’età (TUTTE le commesse mi hanno dato del lei) e terzo perché intanto io nei negozi non ci trovo più niente.
Sì, perché gli abiti per me non esistono più. Se vado da Stefanel, Sisley ed altri negozi che ero solito girare, ormai ci trovo solo o roba da finocchi o roba da truzzi. Senza contare il fatto che, anche se rientrassi in una delle due categorie, comunque, non c’ho più il fisico per entrare in ‘sti maglioncini attillati che vanno tanto di moda. Mi si vede il buzzo prominente.

E comunque la cosa che mi ha più sconvolto, nell'arco della giornata, è un’altra: andando in giro con una bimba di 5 mesi non si riesce a fare 10 metri senza che ci sia qualcuno che “com’è carina” “come si chiama?” “ma che bella” “ma com’è brava”. Pieno pieno pieno di gente: giovani, meno giovani, anziani (la maggioranza), svitati (uno è già la seconda volta che lo incontriamo; Dalia ha iniziato ad accelerare il passo e impugnava i manici del passeggino con una forza che pensavo volesse polverizzarli). Anche le persone con cui ero in coda alla cassa e che mi hanno guardato male fino a un secondo prima, come è arrivata Dalia con il passeggino, improvvisamente si sono sciolte: “oh ma com’è carina” “ma quanti mesi ha?” “ma sembra proprio una bambola”. Pazzesco.
Ed ho scoperto che il bagno di folla in generale non fa più per me. Innanzitutto perché ho una bambina (con il passeggino non passi, la gente ti scontra, ecc.), secondo perché forse non ho più l’età (TUTTE le commesse mi hanno dato del lei) e terzo perché intanto io nei negozi non ci trovo più niente.
Sì, perché gli abiti per me non esistono più. Se vado da Stefanel, Sisley ed altri negozi che ero solito girare, ormai ci trovo solo o roba da finocchi o roba da truzzi. Senza contare il fatto che, anche se rientrassi in una delle due categorie, comunque, non c’ho più il fisico per entrare in ‘sti maglioncini attillati che vanno tanto di moda. Mi si vede il buzzo prominente.
E comunque la cosa che mi ha più sconvolto, nell'arco della giornata, è un’altra: andando in giro con una bimba di 5 mesi non si riesce a fare 10 metri senza che ci sia qualcuno che “com’è carina” “come si chiama?” “ma che bella” “ma com’è brava”. Pieno pieno pieno di gente: giovani, meno giovani, anziani (la maggioranza), svitati (uno è già la seconda volta che lo incontriamo; Dalia ha iniziato ad accelerare il passo e impugnava i manici del passeggino con una forza che pensavo volesse polverizzarli). Anche le persone con cui ero in coda alla cassa e che mi hanno guardato male fino a un secondo prima, come è arrivata Dalia con il passeggino, improvvisamente si sono sciolte: “oh ma com’è carina” “ma quanti mesi ha?” “ma sembra proprio una bambola”. Pazzesco.
11 gennaio 2007
sacro e profano
È strano che io legga due libri contemporaneamente; non lo faccio quasi mai.
Lo faccio solo se entrambi sono libri che non vanno o non possono essere letti tutti d'un fiato. E questo succede perché i contenuti sono molto "spessi", o perché il libro è una raccolta di racconti/pensieri/recensioni quindi "slegato".
In questo momento sto leggendo due libri alquanto differenti tra di loro, ma che rientrano nelle categorie sopracitate:
"Diari" di Kurt Cobain e "la Differenza cristiana" di Enzo Bianchi.
Per chi non lo sapesse, Enzo Bianchi è il fondatore della comunità di Bose.
No, non ha niente a che fare con gli altoparlanti.
Lo faccio solo se entrambi sono libri che non vanno o non possono essere letti tutti d'un fiato. E questo succede perché i contenuti sono molto "spessi", o perché il libro è una raccolta di racconti/pensieri/recensioni quindi "slegato".
In questo momento sto leggendo due libri alquanto differenti tra di loro, ma che rientrano nelle categorie sopracitate:
"Diari" di Kurt Cobain e "la Differenza cristiana" di Enzo Bianchi.
Per chi non lo sapesse, Enzo Bianchi è il fondatore della comunità di Bose.
No, non ha niente a che fare con gli altoparlanti.
03 gennaio 2007
top ten dischi 2006
Dominano, ovviamente, Maynard e soci che hanno confezionato un disco che, per come intendo io la musica, una volta inserito, esce difficilmente dal lettore cd. E non certo perché si incastra.
O meglio: se se ne dovesse incastrare uno, spererei fosse questo.
1 - TOOL "10.000 days"
Decisamente il disco più bello del 2006. Di una spanna o due sopra tutti gli altri.
Un disco che ascolterò per anni, sicuramente.
L'unico vero disco capolavoro di quest'anno.
2 - PEARL JAM "Pearl Jam"
Più una dichiarazione d'amore per il gruppo, che un vero e proprio secondo posto.
Il disco in realtà, dopo una decina d'ascolti, è passato in secondo piano.
Rimangono alcune belle canzoni (che rendono benissimo dal vivo) e un paio di piccoli capolavori. "inside Job" su tutte.
3 - NEFFA "alla Fine della Notte"
Un bel disco, non c'è che dire.
Parte piano per poi coinvolgerti sempre di più.
Mi è piaciuto. Forse perché non mi aspettavo nulla.
4 - JOAN AS A POLICE WOMAN "Real Life"
Un disco che mi ha accompagnato per tutta l'estate.
Molto piacevole e senza grosse pretese. Una bella rivelazione.
Un grazie ad Ale, che me l'ha fatta conoscere.
5 - ARCTIC MONKEYS "Whatever People Say I Am..."
Giovani, scanzonati e divertenti.
Una band simpatica per un disco che mette di buon umore.
6 - MUSE "Black Hole and Revelations"
Non mi avevano mai convinto, i Muse.
Questo disco però è più bello dei precedenti, secondo me.
Un po' più ricercato e - forse - più pretenzioso. Piacevole scoperta.
7 - KOOKS "Inside in, Inside out"
Peccato averli scoperti solo a fine anno.
Un ascolto più approfondito, forse gli avrebbe fatto guadagnare qualche posizione in più.
Comunque un bel disco.
8 - TRAIL OF DEAD "So divided"
gli "...And You will Know Us by the Trail of Dead" si confermano un gruppo di piacevole ascolto.
Un disco senza grosse novità, ma visto che il precedente già mi era piaciuto...
9 - THE FRATELLIS "Costello Music"
Conoscenza degli ultimi mesi. Divertenti e danzerecci.
Formula già sentita, ma sempre valida.
10 - THOM YORKE "the Eraser"
Meglio Yorke da solo o i Radiohead? Sinceramente non lo so.
Però questo disco l'ho apprezzato abbastanza e forse mi piace più dell'ultimo dei RH.
02 gennaio 2007
buon 2007 a tutti
Eccoci qua: primo post del nuovo anno.
Diversi motivi per essere felici:
1 - guardando al nuovo anno, ci sono un sacco di propositi e di speranze.
2 - guardando al vecchio anno, non posso che essere contentissimo.
3 - ho passato 8 giorni a Celle e mi sono stragoduto la mia famiglia e tutti i miei parenti. Nonché l'imbarazzante temperatura attorno ai 20° che c'era in Liguria.
4 - sono riposatissimo.
5 - non ho molto lavoro da fare.
6 - oggi a Milano c'è una splendida giornata.

foto: l'alba da casa mia.
Diversi motivi per essere felici:
1 - guardando al nuovo anno, ci sono un sacco di propositi e di speranze.
2 - guardando al vecchio anno, non posso che essere contentissimo.
3 - ho passato 8 giorni a Celle e mi sono stragoduto la mia famiglia e tutti i miei parenti. Nonché l'imbarazzante temperatura attorno ai 20° che c'era in Liguria.
4 - sono riposatissimo.
5 - non ho molto lavoro da fare.
6 - oggi a Milano c'è una splendida giornata.

foto: l'alba da casa mia.
23 dicembre 2006
Piccole grandi evoluzioni
Anita interagisce sempre di più. È veramente stupefacente la capacità di apprendimento: starei tutto il giorno a guardare le piccole evoluzioni dei suoi comportamenti. Sono cose che solitamente si danno per scontate, ma quando hai un bambino piccolo ti piace rivivere con lui ogni singolo passaggio. Per esempio adesso non si lamenta solo quando ha fame o sta male: inizia anche a volere le cose, quindi si lamenta se le porti via un oggetto mentre lei ci sta giocando.
E poi afferra le cose: ha ormai padronanza delle sue mani e, se ancora non riesce a capire bene le distanze tra se’ e l’oggetto che vuole prendere, è comunque affascinante vedere come si protenda verso l’oggetto con le braccia stese e i palmi delle mani bene aperti. E appena tocca la materia, stringe la mano. Certe volte anche stritolando l’oggetto. Ne sanno qualcosa le povere gerbere sul tavolo di sala.
E poi afferra le cose: ha ormai padronanza delle sue mani e, se ancora non riesce a capire bene le distanze tra se’ e l’oggetto che vuole prendere, è comunque affascinante vedere come si protenda verso l’oggetto con le braccia stese e i palmi delle mani bene aperti. E appena tocca la materia, stringe la mano. Certe volte anche stritolando l’oggetto. Ne sanno qualcosa le povere gerbere sul tavolo di sala.
21 dicembre 2006
feste?
Finalmente ci aviciniamo alle vacanze natalizie in modo concreto.
Oggi è il penultimo giorno di lavoro. Anzi: era!, visto che sono le 20 e sto per uscire.
Come sempre più spesso accade, arrivo a Natale che neanche me ne rendo conto e non riesco a vivermi questa festività con un po' di pensiero a riguardo.
Vorrei scrivere di un sacco di cose, qua sul blog, ma il tempo è tiranno.
Spero di riuscire domani.
Oggi è il penultimo giorno di lavoro. Anzi: era!, visto che sono le 20 e sto per uscire.
Come sempre più spesso accade, arrivo a Natale che neanche me ne rendo conto e non riesco a vivermi questa festività con un po' di pensiero a riguardo.
Vorrei scrivere di un sacco di cose, qua sul blog, ma il tempo è tiranno.
Spero di riuscire domani.
17 dicembre 2006
fine anno, tempo di casini
Ogni fine anno succede sempre la stessa cosa: si moltiplicano gli impegni lavorativi e “sociali”. E non sto parlando di regali di Natale. Quelli, se Dio vuole, me li smazzo abbastanza velocemente. È che cominciano i periodi delle cene, delle feste, delle feste degli altri (ce ne ho una mercoledì, in cui devo fare da dj). Eppoi lavorativamente è un delirio: come succede anche a luglio, tutti i clienti sono colpiti dalla sindrome del “riusciamo prima delle ferie?” e così le serate in agenzia si sprecano.
In tutto ciò c’è pure Anita con la bronchite, quindi, in teoria, dovrei stare a casa un po’ di più ad aiutare Dalia.
Evviva lo sipirito natalizio!
In tutto ciò c’è pure Anita con la bronchite, quindi, in teoria, dovrei stare a casa un po’ di più ad aiutare Dalia.
Evviva lo sipirito natalizio!
13 dicembre 2006
Festa aziendale
Tra un quarto d'ora dovrei essere alla festa aziendale di Natale. E sono in ufficio a lavorare.
Si vede tanto che non ho voglia di andare?
Si vede tanto che non ho voglia di andare?
12 dicembre 2006
01 dicembre 2006
questioni di principio
Ieri mattina momento di sconforto: sul mio conto non ho soldi a sufficienza per pagare l'anticipo delle tasse.
Ipotesi 1: me li faccio anticipare dalla banca, per un interesse (loro) di 30 euro.
Ipotesi 2: posticipo il pagamento, pagando una mora di 50 euro allo stato.
Soluzione? Eccheccazzo: piuttosto ce ne rimetto 20, ma io di dare 30 euro in più al sistema bancario proprio non ce la faccio. È una questione di principio.
Ipotesi 1: me li faccio anticipare dalla banca, per un interesse (loro) di 30 euro.
Ipotesi 2: posticipo il pagamento, pagando una mora di 50 euro allo stato.
Soluzione? Eccheccazzo: piuttosto ce ne rimetto 20, ma io di dare 30 euro in più al sistema bancario proprio non ce la faccio. È una questione di principio.
29 novembre 2006
it's evolution, baby!
Anita cresce. E tanto.
Interagisce con le cose e le persone. Mi ha già preso gli occhiali un paio di volte. Oppure, mentre Dalia la allatta, lei le afferra la maglietta e se la tira addosso. Fa delle cose fenomenali.
Eppoi sorride sempre. Anche sull'autobus, se uno sconosciuto le sorride, lei sorride subito di rimando e poi nasconde la faccia con quella vergogna un po' vezzosa tipica dei bambini piccoli.
Ieri sera a un certo momento, mentre io le preparavo il bagnetto e Dalia la teneva in braccio, è scoppiata in una sua prima, nitida, sonora risata.
Non abbiamo capito perché si sia messa a ridere così, però ci ha fatto talmente ridere...
Interagisce con le cose e le persone. Mi ha già preso gli occhiali un paio di volte. Oppure, mentre Dalia la allatta, lei le afferra la maglietta e se la tira addosso. Fa delle cose fenomenali.
Eppoi sorride sempre. Anche sull'autobus, se uno sconosciuto le sorride, lei sorride subito di rimando e poi nasconde la faccia con quella vergogna un po' vezzosa tipica dei bambini piccoli.
Ieri sera a un certo momento, mentre io le preparavo il bagnetto e Dalia la teneva in braccio, è scoppiata in una sua prima, nitida, sonora risata.
Non abbiamo capito perché si sia messa a ridere così, però ci ha fatto talmente ridere...
24 novembre 2006
c'è stato un periodo
C'è stato un periodo in cui mi facevo un sacco di domande, in cui mi struggevo sul significato della vita, in cui pensavo - come è sicuramente è successo a molti - che lo scemo del villaggio fosse l'unica persona veramente felice.
Poi ho scoperto la ganja.
Poi ho scoperto la ganja.
20 novembre 2006
domenica senz'auto
Ieri è iniziata l'annuale ipocrisia delle domeniche senz'auto.
Ormai lo sanno tutti che non servono a nulla e sono solamente un palliativo per i nostri polmoni.
La cosa positiva, però, è che la gente esce di casa con qualsiasi mezzo: bici, pattini, mezzi pubblici.
Sono tutti in giro con la convinzione che per un giornoalmeno ci si possa riapproriare della città.
E anche noi siamo usciti: in giro per il centro con la carrozzina, ci siamo concessi un pomeriggio di relax.
Non faceva neanche tanto freddo e c'era un sacco di gente. Ma proprio tanta.
E siamo pure tornati a casa a piedi, dal centro.
Ormai lo sanno tutti che non servono a nulla e sono solamente un palliativo per i nostri polmoni.
La cosa positiva, però, è che la gente esce di casa con qualsiasi mezzo: bici, pattini, mezzi pubblici.
Sono tutti in giro con la convinzione che per un giornoalmeno ci si possa riapproriare della città.
E anche noi siamo usciti: in giro per il centro con la carrozzina, ci siamo concessi un pomeriggio di relax.
Non faceva neanche tanto freddo e c'era un sacco di gente. Ma proprio tanta.
E siamo pure tornati a casa a piedi, dal centro.
13 novembre 2006
Battesimo

Ieri pomeriggio abbiamo battezzato Anita.
È stata bravissima, anche se:
- c'erano duecento macchine fotografiche e telecamere tipo canale 5 (tutte rivolte allo stesso bambino, che ovviamente non era il nostro);
- un sacco di gente l'ha toccata, presa in braccio, "ciccicicci quant'èbbella tuttasuopadre tuttasuamadre" e quant'altro;
- l'hanno immersa in acqua ben tre volte;
- alla festa c'erano palloncini che scoppiavano ogni due per tre;
- c'erano un sacco di bambini urlanti.
Direi che è quasi pronta per l'ascetismo.
08 novembre 2006
Antipatico
Sono antipatico. In questi giorni particolarmente.
O meglio: non faccio niente per nascondere la mia indisponenza nei confronti di persone o situazioni o cose.
Affanculo il buonismo.
Qualche giorno fa ho fatto una scenata alla "dr. Cox" di Scrubs a una mia collega che mi rompeva i coglioni in un giorno in cui ero particolarmente indaffarato.

Mi sono alquanto stancato di fare buon viso a cattivo gioco. Il che non vuol dire che io d'ora in poi tratterò tutti male, sia chiaro. Tratterò male chi, in mia insindacabile opinione, se lo merita.
Ma neanche "male". È solo una questione di non far finta che le persone mi siano simpatiche, quando in realtà non lo sono per niente.
In queste occasioni mi viene sempre in mente Max Gazzé, quando dice "un piccolo problema personale di filosofia: su come trarre giovamento dal non piacere agli altri, come in fondo ci si aspetta che sia"
O meglio: non faccio niente per nascondere la mia indisponenza nei confronti di persone o situazioni o cose.
Affanculo il buonismo.
Qualche giorno fa ho fatto una scenata alla "dr. Cox" di Scrubs a una mia collega che mi rompeva i coglioni in un giorno in cui ero particolarmente indaffarato.
Mi sono alquanto stancato di fare buon viso a cattivo gioco. Il che non vuol dire che io d'ora in poi tratterò tutti male, sia chiaro. Tratterò male chi, in mia insindacabile opinione, se lo merita.
Ma neanche "male". È solo una questione di non far finta che le persone mi siano simpatiche, quando in realtà non lo sono per niente.
In queste occasioni mi viene sempre in mente Max Gazzé, quando dice "un piccolo problema personale di filosofia: su come trarre giovamento dal non piacere agli altri, come in fondo ci si aspetta che sia"
06 novembre 2006
Tuffi dagli scogli
Oggi è una giornata un po' così. Così come? Non lo so.
Sono pervaso da una serie di emozioni che ruotano intorno a una specie di malinconia.
Penso che all'origine di tutto ci sia la nostra ennesima "trasferta" a Berzano.
Abbiamo cominciamo un gruppo di condivisione* insieme ad altri ragazzi e ho lasciato decantare le cose che ci siamo raccontati per un giorno. Da ieri sera sono particolarmente riflessivo. Ho ascoltato le storie di persone che si fanno largo a gomitate pur di trovare la propria strada e realizzare i propri sogni. Hanno abbandonato lavori "sicuri", luoghi familiari e quant'altro. Adesso sono felici.
E io? Cosa aspetto a trovare una strada che sia un po' più mia? E quella che sto cercando di intraprendere sarà quella giusta? Avrò coraggio e resistenza per portare avanti le mie scelte? Saprò affrontare tutte le difficoltà?
Io dico di sì. Ma ci devo provare. Devo partire.
È un po' come quando da bambino mi tuffavo dagli scogli tra Celle e Varazze. Il momento topico era quando staccavo (dopo lunghe esitazioni) i piedi dallo scoglio. Poi il volo e l'entrata in acqua erano come una liberazione. Ed ero felice.

Colonna sonora del giorno: Emiliana Torrini, "Fisherman's Woman"
* cos'è un gruppo di condivisione: un tot di coppie che si frequentano condividendo umori, problemi, paure, gioie, esperienze. Lo schema è quello del racconto e della non-discussione; ovvero ognuno racconta le proprie esperienze riguardo a un argomento e gli altri sono tenuti ad ascoltare ma a non intervenire. Non c'è discussione, solo condivisione. Appunto.
Sono pervaso da una serie di emozioni che ruotano intorno a una specie di malinconia.
Penso che all'origine di tutto ci sia la nostra ennesima "trasferta" a Berzano.
Abbiamo cominciamo un gruppo di condivisione* insieme ad altri ragazzi e ho lasciato decantare le cose che ci siamo raccontati per un giorno. Da ieri sera sono particolarmente riflessivo. Ho ascoltato le storie di persone che si fanno largo a gomitate pur di trovare la propria strada e realizzare i propri sogni. Hanno abbandonato lavori "sicuri", luoghi familiari e quant'altro. Adesso sono felici.
E io? Cosa aspetto a trovare una strada che sia un po' più mia? E quella che sto cercando di intraprendere sarà quella giusta? Avrò coraggio e resistenza per portare avanti le mie scelte? Saprò affrontare tutte le difficoltà?
Io dico di sì. Ma ci devo provare. Devo partire.
È un po' come quando da bambino mi tuffavo dagli scogli tra Celle e Varazze. Il momento topico era quando staccavo (dopo lunghe esitazioni) i piedi dallo scoglio. Poi il volo e l'entrata in acqua erano come una liberazione. Ed ero felice.
Colonna sonora del giorno: Emiliana Torrini, "Fisherman's Woman"
* cos'è un gruppo di condivisione: un tot di coppie che si frequentano condividendo umori, problemi, paure, gioie, esperienze. Lo schema è quello del racconto e della non-discussione; ovvero ognuno racconta le proprie esperienze riguardo a un argomento e gli altri sono tenuti ad ascoltare ma a non intervenire. Non c'è discussione, solo condivisione. Appunto.
01 novembre 2006
Aggiornamenti vari
Anita
Anita cresce. Tanto e bene. Ieri le hanno fatto le prime vaccinazioni e, poverina, le ha fatto male. Per il resto sta benissimo. Chiacchiera un sacco e sorride sempre. Mi porto una gioia nel cuore. Costantemente. Ogni giorno.

Dalia
Lo immaginavo, ma non così tanto: Dalia è una mamma eccezionale. Con la bambina è sempre paziente e sorridente; non si avvilisce mai. Tutt’al più si addormenta. Ma chi la conosce sa che è una sua peculiarità.
Lavoro 1
In ufficio la situazione non è delle più rosee. Mi sento sempre molto fortunato perché faccio un lavoro che mi piace e perché lavoro gomito a gomito con degli amici. La situazione societaria invece lascia un po’ a desiderare. E il problema è che non c’è il minimo segno di cambiamento.
Lavoro 2
L’alternativa lavorativa prosegue: ieri sera sono andato a presentare un lavoro a Recco, nello studio di Worre (con cui sto collaborando). La presentazione non è andata ne’ troppo bene, ne’ troppo male. Diciamo che è stato un incontro interlocutorio. Adesso ariva il momento dei preventivi. Io non farò sconti, ne’ sparerò alto: se dovessimo avere l’appalto di questo lavoro, però, sarebbe il primo mattone per costruire qualcosa di nuovo. Speriamo.
Anita cresce. Tanto e bene. Ieri le hanno fatto le prime vaccinazioni e, poverina, le ha fatto male. Per il resto sta benissimo. Chiacchiera un sacco e sorride sempre. Mi porto una gioia nel cuore. Costantemente. Ogni giorno.

Dalia
Lo immaginavo, ma non così tanto: Dalia è una mamma eccezionale. Con la bambina è sempre paziente e sorridente; non si avvilisce mai. Tutt’al più si addormenta. Ma chi la conosce sa che è una sua peculiarità.
Lavoro 1
In ufficio la situazione non è delle più rosee. Mi sento sempre molto fortunato perché faccio un lavoro che mi piace e perché lavoro gomito a gomito con degli amici. La situazione societaria invece lascia un po’ a desiderare. E il problema è che non c’è il minimo segno di cambiamento.
Lavoro 2
L’alternativa lavorativa prosegue: ieri sera sono andato a presentare un lavoro a Recco, nello studio di Worre (con cui sto collaborando). La presentazione non è andata ne’ troppo bene, ne’ troppo male. Diciamo che è stato un incontro interlocutorio. Adesso ariva il momento dei preventivi. Io non farò sconti, ne’ sparerò alto: se dovessimo avere l’appalto di questo lavoro, però, sarebbe il primo mattone per costruire qualcosa di nuovo. Speriamo.
Iscriviti a:
Post (Atom)




