13 settembre 2008
09 settembre 2008
il tipo "Phantom Malaguti"
Avete presente il Phantom Malaguti? È quel motorino con la marmitta che fa un sacco di casino e che - nonostante sia un cinquantino - lo si vede transitare a velocità spasmodiche.
(per gli amanti della letteratura e di Stefano Benni in particolare: è il motorino che mi sono sempre immaginato in "Pronto Soccorso e Beauty Case")
Il tipo Phantom Malaguti è solitamente un ragazzino di età compresa tra i 16 e i 25 anni. Usa magliette nere e scarpe da ginnastica. La caratteristica principale del tipo Phantom è la postura: testa incassata nelle spalle e braccia molto allargate. Senza dimenicare la posizione sul sellino: un po' di tre quarti, sbilanciato da una parte (solitamente la sinistra) e atteggiamento scazzato.
Classificazione: pericoloso.
Accessorio d'obbligo: il casco rigorosamente con la visiera staccata e indossato molto alto sulla fronte; quel tanto che il laccetto finisca non sotto bensì esattamente sopra il mento.
Stile di Guida: se siete fermi al semaforo e sentite qualcuno che sgasa di continuo, non avete neanche bisogno di girarvi: è lui. Guida molto aggressiva e spesso imprudente.
Espressioni facciale: da encefalogramma piatto.
Reazioni: ha una guida talmente "sportiva" che non si scalfisce davanti a nulla. Ogni tanto tira qualche frenata se vede qualche gnocca a bordo strada.
Upgrade: meno pericoloso quando è dotato di "tipa" sul sellino dietro di lui.
(per gli amanti della letteratura e di Stefano Benni in particolare: è il motorino che mi sono sempre immaginato in "Pronto Soccorso e Beauty Case")
Il tipo Phantom Malaguti è solitamente un ragazzino di età compresa tra i 16 e i 25 anni. Usa magliette nere e scarpe da ginnastica. La caratteristica principale del tipo Phantom è la postura: testa incassata nelle spalle e braccia molto allargate. Senza dimenicare la posizione sul sellino: un po' di tre quarti, sbilanciato da una parte (solitamente la sinistra) e atteggiamento scazzato.
Classificazione: pericoloso.
Accessorio d'obbligo: il casco rigorosamente con la visiera staccata e indossato molto alto sulla fronte; quel tanto che il laccetto finisca non sotto bensì esattamente sopra il mento.
Stile di Guida: se siete fermi al semaforo e sentite qualcuno che sgasa di continuo, non avete neanche bisogno di girarvi: è lui. Guida molto aggressiva e spesso imprudente.
Espressioni facciale: da encefalogramma piatto.
Reazioni: ha una guida talmente "sportiva" che non si scalfisce davanti a nulla. Ogni tanto tira qualche frenata se vede qualche gnocca a bordo strada.
Upgrade: meno pericoloso quando è dotato di "tipa" sul sellino dietro di lui.
06 settembre 2008
03 settembre 2008
nuova palestra
La palestra dove sono andato fino a luglio, naviga in brutte acque.
Così, finché i buoni propositi dell'estate sono ancora caldi, mi sono deciso e mi sono iscritto subito a una nuova palestra. Più vicina all'ufficio, tra l'altro.
Sfruttando una di quelle offerte dell'estate, sono riuscito a strappare un prezzo più che buono, ma soprattutto ad alzare notevolmente il livello della struttura: questa nuova palestra è fighissima.
Frequentata un po' da stronzi, è vero, però è bellissima.
Oggi - prima volta che andavo - per esempio, mi guardavo la tv mentre facevo ciclette. Ma non una tv in fondo alla sala: ogni ciclette ha la sua tv!
Eppoi c'è la piscina da 25 metri, che già solo di per se' è una figata.
Però, pensavo, se l'omologazione è un elemento fondamentale nella psicologia umana, guardandomi intorn pensavo che nel giro di un anno avrò un fisico della madonna e mi sarò fatto 3 o 4 tatuaggi.
See.
Così, finché i buoni propositi dell'estate sono ancora caldi, mi sono deciso e mi sono iscritto subito a una nuova palestra. Più vicina all'ufficio, tra l'altro.
Sfruttando una di quelle offerte dell'estate, sono riuscito a strappare un prezzo più che buono, ma soprattutto ad alzare notevolmente il livello della struttura: questa nuova palestra è fighissima.
Frequentata un po' da stronzi, è vero, però è bellissima.
Oggi - prima volta che andavo - per esempio, mi guardavo la tv mentre facevo ciclette. Ma non una tv in fondo alla sala: ogni ciclette ha la sua tv!
Eppoi c'è la piscina da 25 metri, che già solo di per se' è una figata.
Però, pensavo, se l'omologazione è un elemento fondamentale nella psicologia umana, guardandomi intorn pensavo che nel giro di un anno avrò un fisico della madonna e mi sarò fatto 3 o 4 tatuaggi.
See.
02 settembre 2008
genio
La prima volta che l'ho sentito, per me Caparezza era solo un tormentone musicale: "Sono fuori dal tunnel-lel-lel-lel del divertimento-ooooh".
Però, dopo averlo ascoltato le prime due o tre volte, ti accorgevi che la canzone aveva un testo profondo e non era per niente stupida (requisito solitamente fondamentale per i tormentoni).
E quest'estate di nuovo: "Vieni a ballare in Puglia, Puglia, Pugliaaaa".
Sì, ma fammi vedere bene il testo.
Vieni a ballare in Puglia Puglia Puglia,
tremulo come una foglia foglia foglia.
Tieni la testa alta quando passi vicino alla gru
perchè può capitare che si stacchi e venga giù.
Ehy turista so che tu resti in questo posto italico.
Attento! Tu passi il valico ma questa terra ti manda al manicomio.
Mare adriatico e Jonio, vuoi respirare lo iodio
ma qui nel golfo c'è puzza di zolfo, che sta arrivando il demonio.
Abbronzatura da paura con la diossina dell'ILVA.
Qua ti vengono pois più rossi di Milva e dopo assomigli alla Pimpa.
Nella zona spacciano la morìa più buona.
C'è chi ha fumato veleni all'ENI, chi ha lavorato ed è andato in coma.
Fuma persino il Gargano, con tutte quelle foreste accese.
Turista tu balli e canti, io conto i defunti di questo paese.
Dove quei furbi che fanno le imprese, non badano a spese,
pensano che il protocollo di Kyoto sia un film erotico giapponese.
RIT: Vieni a ballare in Puglia Puglia Puglia
dove la notte è buia buia buia.
Tanto che chiudi le palpebre e non le riapri più.
Vieni a ballare e grattati le palle pure tu
che devi ballare in Puglia Puglia Puglia,
tremulo come una foglia foglia foglia.
Tieni la testa alta quando passi vicino alla gru
perché può capitare che si stacchi e venga giù.
E' vero, qui si fa festa, ma la gente è depressa e scarica.
Ho un amico che per ammazzarsi ha dovuto farsi assumere in fabbrica.
Tra un palo che cade ed un tubo che scoppia
in quella bolgia si accoppa chi sgobba
e chi non sgobba si compra la roba
e si sfonda finché non ingombra la tomba.
Vieni a ballare compare nei campi di pomodori
dove la mafia schiavizza i lavoratori, e se ti ribelli vai fuori.
Rumeni ammassati nei bugigattoli come pelati nei barattoli.
Costretti a subire i ricatti di uomini grandi ma come coriandoli.
Turista tu resta coi sandali, non fare scandali
se siamo ingrati e ci siamo dimenticati d'essere figli di emigrati.
Mortificati, non ti rovineremo la gita.
Su, passa dalla Puglia, passa a miglior vita.
RIT: Vieni a ballare in Puglia Puglia Puglia
dove la notte è buia buia buia.
Tanto che chiudi le palpebre e non le riapri più.
Vieni a ballare e grattati le palle pure
tu che devi ballare in Puglia Puglia Puglia
dove ti aspetta il boia boia boia.
Agli angoli delle strade spade più di re Artù,
si apre la voragine e vai dritto a Belzebù.
O Puglia Puglia mia tu Puglia mia,
ti porto sempre nel cuore quando vado via
e subito penso che potrei morire senza te.
E subito penso che potrei morire anche con te.
Grande Caparezza!
E - per chi ancora non lo avesse sentito tutto - sappiate che tutto il disco è bello.
Non è il mio genere musicale preferito, però è proprio bello.
Mi ripeto: grande Caparezza!
Però, dopo averlo ascoltato le prime due o tre volte, ti accorgevi che la canzone aveva un testo profondo e non era per niente stupida (requisito solitamente fondamentale per i tormentoni).
E quest'estate di nuovo: "Vieni a ballare in Puglia, Puglia, Pugliaaaa".
Sì, ma fammi vedere bene il testo.
Vieni a ballare in Puglia Puglia Puglia,
tremulo come una foglia foglia foglia.
Tieni la testa alta quando passi vicino alla gru
perchè può capitare che si stacchi e venga giù.
Ehy turista so che tu resti in questo posto italico.
Attento! Tu passi il valico ma questa terra ti manda al manicomio.
Mare adriatico e Jonio, vuoi respirare lo iodio
ma qui nel golfo c'è puzza di zolfo, che sta arrivando il demonio.
Abbronzatura da paura con la diossina dell'ILVA.
Qua ti vengono pois più rossi di Milva e dopo assomigli alla Pimpa.
Nella zona spacciano la morìa più buona.
C'è chi ha fumato veleni all'ENI, chi ha lavorato ed è andato in coma.
Fuma persino il Gargano, con tutte quelle foreste accese.
Turista tu balli e canti, io conto i defunti di questo paese.
Dove quei furbi che fanno le imprese, non badano a spese,
pensano che il protocollo di Kyoto sia un film erotico giapponese.
RIT: Vieni a ballare in Puglia Puglia Puglia
dove la notte è buia buia buia.
Tanto che chiudi le palpebre e non le riapri più.
Vieni a ballare e grattati le palle pure tu
che devi ballare in Puglia Puglia Puglia,
tremulo come una foglia foglia foglia.
Tieni la testa alta quando passi vicino alla gru
perché può capitare che si stacchi e venga giù.
E' vero, qui si fa festa, ma la gente è depressa e scarica.
Ho un amico che per ammazzarsi ha dovuto farsi assumere in fabbrica.
Tra un palo che cade ed un tubo che scoppia
in quella bolgia si accoppa chi sgobba
e chi non sgobba si compra la roba
e si sfonda finché non ingombra la tomba.
Vieni a ballare compare nei campi di pomodori
dove la mafia schiavizza i lavoratori, e se ti ribelli vai fuori.
Rumeni ammassati nei bugigattoli come pelati nei barattoli.
Costretti a subire i ricatti di uomini grandi ma come coriandoli.
Turista tu resta coi sandali, non fare scandali
se siamo ingrati e ci siamo dimenticati d'essere figli di emigrati.
Mortificati, non ti rovineremo la gita.
Su, passa dalla Puglia, passa a miglior vita.
RIT: Vieni a ballare in Puglia Puglia Puglia
dove la notte è buia buia buia.
Tanto che chiudi le palpebre e non le riapri più.
Vieni a ballare e grattati le palle pure
tu che devi ballare in Puglia Puglia Puglia
dove ti aspetta il boia boia boia.
Agli angoli delle strade spade più di re Artù,
si apre la voragine e vai dritto a Belzebù.
O Puglia Puglia mia tu Puglia mia,
ti porto sempre nel cuore quando vado via
e subito penso che potrei morire senza te.
E subito penso che potrei morire anche con te.
Grande Caparezza!
E - per chi ancora non lo avesse sentito tutto - sappiate che tutto il disco è bello.
Non è il mio genere musicale preferito, però è proprio bello.
Mi ripeto: grande Caparezza!
01 settembre 2008
settembre
A Celle Ligure, settembre è il mese più bello: il paese e le spiaggie si svuotano; i negozianti sono più "rilassati" e nell'aria c'è più tranquillità.
Ma soprattutto il tempo è splendido: belle giornate di sole, un po' di venticello e il mare ha onde basse e lunghe.
Ho avuto un assaggio dei miei (passati) settembre cellesi ieri sera, quando mi sono concesso quello che probabilmente sarà l'ultimo bagno della stagione.
Già molte persone erano partite tra sabato e domenica mattina/primo pomeriggio. Noi abbiamo passato il pomeriggio a fare bagagli e a pulire casa, in vista di una partenza serale, dopo cena.
Alle 19,30 quindi - finito tutto - me ne sono andato da solo sulla spiaggia deserta.
C'eravamo solo io, i gabbiani e i bagnini che chiudevano gli stabilimenti. L'acqua era limpidissima e calda.
E mi sono fatto un bagno talmente bello ma talmente bello che mi sono chiesto: ma perché non mi prendo mai una settimana di ferie a settembre?
Ma soprattutto il tempo è splendido: belle giornate di sole, un po' di venticello e il mare ha onde basse e lunghe.
Ho avuto un assaggio dei miei (passati) settembre cellesi ieri sera, quando mi sono concesso quello che probabilmente sarà l'ultimo bagno della stagione.
Già molte persone erano partite tra sabato e domenica mattina/primo pomeriggio. Noi abbiamo passato il pomeriggio a fare bagagli e a pulire casa, in vista di una partenza serale, dopo cena.
Alle 19,30 quindi - finito tutto - me ne sono andato da solo sulla spiaggia deserta.
C'eravamo solo io, i gabbiani e i bagnini che chiudevano gli stabilimenti. L'acqua era limpidissima e calda.
E mi sono fatto un bagno talmente bello ma talmente bello che mi sono chiesto: ma perché non mi prendo mai una settimana di ferie a settembre?
28 agosto 2008
silenzio
In questa settimana di fine agosto milanese, c'è una cosa che mi colpisce: il silenzio per la strada.
La città è ancora semideserta e quei pochi che ci sono - un po' perché rilassati dalle ferie, un po' perché non c'è tanto traffico - sono pacifici al volante della propria auto.
E soprattutto non suonano quei maledetti clacson che io tanto odio.
Quindi, girando per la città in motorino, con un bella arietta frescolina si sta da dio.
In silenzio.

"Io nella macchina non ho nemmeno il clacson per non essere del minimo disturbo."
Daniele Silvestri - "Manifesto"
La città è ancora semideserta e quei pochi che ci sono - un po' perché rilassati dalle ferie, un po' perché non c'è tanto traffico - sono pacifici al volante della propria auto.
E soprattutto non suonano quei maledetti clacson che io tanto odio.
Quindi, girando per la città in motorino, con un bella arietta frescolina si sta da dio.
In silenzio.
"Io nella macchina non ho nemmeno il clacson per non essere del minimo disturbo."
Daniele Silvestri - "Manifesto"
27 agosto 2008
lo sapevo
Lo schema, per questa mia ultima settimana da single, era semplice:
sveglia presto, 40 minuti di footing, lavoro, uscire presto, saltare cena (per arginare gli stravizi vacanzieri), cinema e poi a nanna presto.
Lunedì ok. Martedì (ieri) stava andando tutto bene.
Ma poi mi chiama Matteo un po' in down: "andiamo a bere qualcosa?"
E così la serata tranquilla si è trasformata in una serata alcoolica. E sono andato a letto tardi. E mi sono svegliato tardi.
E sono spuntati un po' di casini al lavoro.
In pratica, sono a metà settimana e sono già in debito di sonno e in credito d'alcool.
E stasera esco di nuovo con Matteo e gli altri.
Tutti i buoni propositi se ne sono andati a quel paese.
Lo sapevo.
sveglia presto, 40 minuti di footing, lavoro, uscire presto, saltare cena (per arginare gli stravizi vacanzieri), cinema e poi a nanna presto.
Lunedì ok. Martedì (ieri) stava andando tutto bene.
Ma poi mi chiama Matteo un po' in down: "andiamo a bere qualcosa?"
E così la serata tranquilla si è trasformata in una serata alcoolica. E sono andato a letto tardi. E mi sono svegliato tardi.
E sono spuntati un po' di casini al lavoro.
In pratica, sono a metà settimana e sono già in debito di sonno e in credito d'alcool.
E stasera esco di nuovo con Matteo e gli altri.
Tutti i buoni propositi se ne sono andati a quel paese.
Lo sapevo.
25 agosto 2008
riecchime
e non "riecchice".
Sì perché stamattina sono tornato solo soletto in una assolata e semideserta Milano, lasciando le mie donne al mare ancora per una settimana.
Come ogni volta che si torna dalle ferie, la voglia di lavorare è pari a zero. Purtroppo però, anche se a rilento, qualcosa devo fare, ergo son qua in ufficio.
Piccolo riassunto dell'appena trascorsa vacanza estiva 2008.
cibo
complici le frequenti visite di "foresti" (come venono appellati i non-liguri dai liguri) è stata una discreta vacanza gastronomica: non abbiamo mancato nessun aperitivo, sagra o uscita a sfondo mangereccio.
Il fritto misto è stato quasi una consuetudine. La focaccia... chettelodicoaffare...
amicizie
è stata - come si diceva - una vacanza abbastanza movimentata. Ottima occasione per rinsaldare amicizie, scoprirne di nuove, ecc.
In più quest'anno che abbiamo dovuto affittare una casa grande (causa lavori alla casa di mia zia Paola) siamo stati più liberi di invitare ed ospitare gente. Insomma: un discreto via-vai.
famiglia
trascorrere un'intera serata al pub con Andrea e Marta a chiacchierare? o fare una cena solo fratelli (più figli annessi)? Nella stessa vacanza?
Sembra impossibile.
Anita
Vorrei riuscire a ricordare con esattezza tutti i progressi compiuti da Anita in questi giorni, ma sicuramente me ne dimenticherò.
Da segnalare assolutamente:
- riuscire a bere da sola dal bicchiere (non senza cento prove e cento disastri, ovviamente).
- le prime esperienze sul vasino (svegliarsi con lei a un cm dalla tua faccia che dice "vado fare la cacca nel vasino" e che, mentre cammina, cerca di tirarsi giù il pannolino è una cosa imperdibile. Per chi lo vede dall'esterno, sicuramente è una cosa da poco. Per un padre assolutamente no).
- sempre più impressionante i progressi nel linguaggio: quando - mentre coloravo con i suoi colori - mi ha chiesto "me ne dai uno?" ho avuto un attimo di sbandamento e mi sono improvvisamente reso conto che mia figlia (a parte la pronuncia ancora un po' da bimba) sta imparando a parlare benissimo. Molto comico il momento in cui le ho chiesto (spazientito perché contnuava a cambiare idea) "Basta, Anita: vuoi andare alla spiaggia o vuoi rimanere a casa?" lei mi ha guardato un po' e mi ha risposto: "problema..." scuotendo la testa pensierosa.
Sì perché stamattina sono tornato solo soletto in una assolata e semideserta Milano, lasciando le mie donne al mare ancora per una settimana.
Come ogni volta che si torna dalle ferie, la voglia di lavorare è pari a zero. Purtroppo però, anche se a rilento, qualcosa devo fare, ergo son qua in ufficio.
Piccolo riassunto dell'appena trascorsa vacanza estiva 2008.
cibo
complici le frequenti visite di "foresti" (come venono appellati i non-liguri dai liguri) è stata una discreta vacanza gastronomica: non abbiamo mancato nessun aperitivo, sagra o uscita a sfondo mangereccio.
Il fritto misto è stato quasi una consuetudine. La focaccia... chettelodicoaffare...
amicizie
è stata - come si diceva - una vacanza abbastanza movimentata. Ottima occasione per rinsaldare amicizie, scoprirne di nuove, ecc.
In più quest'anno che abbiamo dovuto affittare una casa grande (causa lavori alla casa di mia zia Paola) siamo stati più liberi di invitare ed ospitare gente. Insomma: un discreto via-vai.
famiglia
trascorrere un'intera serata al pub con Andrea e Marta a chiacchierare? o fare una cena solo fratelli (più figli annessi)? Nella stessa vacanza?
Sembra impossibile.
Anita
Vorrei riuscire a ricordare con esattezza tutti i progressi compiuti da Anita in questi giorni, ma sicuramente me ne dimenticherò.
Da segnalare assolutamente:
- riuscire a bere da sola dal bicchiere (non senza cento prove e cento disastri, ovviamente).
- le prime esperienze sul vasino (svegliarsi con lei a un cm dalla tua faccia che dice "vado fare la cacca nel vasino" e che, mentre cammina, cerca di tirarsi giù il pannolino è una cosa imperdibile. Per chi lo vede dall'esterno, sicuramente è una cosa da poco. Per un padre assolutamente no).
- sempre più impressionante i progressi nel linguaggio: quando - mentre coloravo con i suoi colori - mi ha chiesto "me ne dai uno?" ho avuto un attimo di sbandamento e mi sono improvvisamente reso conto che mia figlia (a parte la pronuncia ancora un po' da bimba) sta imparando a parlare benissimo. Molto comico il momento in cui le ho chiesto (spazientito perché contnuava a cambiare idea) "Basta, Anita: vuoi andare alla spiaggia o vuoi rimanere a casa?" lei mi ha guardato un po' e mi ha risposto: "problema..." scuotendo la testa pensierosa.
01 agosto 2008
bye bye
Anche quest'anno lavorativo è terminato.
Vado in vacanza. Non so ancora se alle Bahamas o a Celle Ligure.
Deciderò tra poco.
Sull'autostrada per Ventimiglia.
Questo blog probabilmente verrà aggiornato tra tre settimane.
ciao.
Vado in vacanza. Non so ancora se alle Bahamas o a Celle Ligure.
Deciderò tra poco.
Sull'autostrada per Ventimiglia.
Questo blog probabilmente verrà aggiornato tra tre settimane.
ciao.
31 luglio 2008
una sorta di legge del contrappasso
Come già detto mi piace andare nei cinema all'aperto.
Ieri sera, per esempio, ho visto "ai Confini del Paradiso" all'Arianteo - Porta Venezia.
Che significa: una sala a cielo aperto in mezzo al parco di Porta Venezia. Con eterna gratitudine delle zanzare del luogo.

Insomma: mi gusto tutto il film (bello!) nonostante il caldo infernale, fino a che non si vedono dei lampi all'orizzonte, dietro il grande schermo. Nei dieci minuti finali inizia a piovere, ma non è un problema: c'è un grosso albero sotto cui mi sono prontamente riparato (non sia mai che io interrompa una proiezione; non di un film così iteressante, se non altro) e ho continuato a godere dello spettacolo.
E mentre scorrono i titoli di coda si scatena l'inferno: un nubifragio assurdo costringe me e un'altra dozzina di persone a cercare riparo sotto ad uno dei ponticelli che ci sono nel parco.
Rimaniamo lì un'oretta nella vana attesa che spiova, mentre tonnellate d'acqua e una fitta grandinata si riversano attorno a noi. Per carità, la cosa è anche divertente: facciamo amicizia e ci scambiamo quattro battute tra perfetti sconosciuti, mentre intorno a noi la scena si fa sempre più apocalittica.
E mentre sono lì, forse contagiato dalla full immersion di cinema che ho compiuto nell'ultimo mese, penso tutto questo che potrebbe essere l'inizio di un orribile film americano tipo "disaster movie" che tanto piacciono al pubblico d'oltreoceano.
E - rido dentro di me - sarebbe il massimo se fossimo protagonisti di una storia del genere. Proprio noi che siamo andati al cinema a vedere un film di un certo "spessore".
Ah, per la cronaca: non ha mai spiovuto.
Ed io, ovviamente, ero in motorino.
Sono arrivato a casa fradicio dalla testa ai piedi.
Ieri sera, per esempio, ho visto "ai Confini del Paradiso" all'Arianteo - Porta Venezia.
Che significa: una sala a cielo aperto in mezzo al parco di Porta Venezia. Con eterna gratitudine delle zanzare del luogo.
Insomma: mi gusto tutto il film (bello!) nonostante il caldo infernale, fino a che non si vedono dei lampi all'orizzonte, dietro il grande schermo. Nei dieci minuti finali inizia a piovere, ma non è un problema: c'è un grosso albero sotto cui mi sono prontamente riparato (non sia mai che io interrompa una proiezione; non di un film così iteressante, se non altro) e ho continuato a godere dello spettacolo.
E mentre scorrono i titoli di coda si scatena l'inferno: un nubifragio assurdo costringe me e un'altra dozzina di persone a cercare riparo sotto ad uno dei ponticelli che ci sono nel parco.
Rimaniamo lì un'oretta nella vana attesa che spiova, mentre tonnellate d'acqua e una fitta grandinata si riversano attorno a noi. Per carità, la cosa è anche divertente: facciamo amicizia e ci scambiamo quattro battute tra perfetti sconosciuti, mentre intorno a noi la scena si fa sempre più apocalittica.
E mentre sono lì, forse contagiato dalla full immersion di cinema che ho compiuto nell'ultimo mese, penso tutto questo che potrebbe essere l'inizio di un orribile film americano tipo "disaster movie" che tanto piacciono al pubblico d'oltreoceano.
E - rido dentro di me - sarebbe il massimo se fossimo protagonisti di una storia del genere. Proprio noi che siamo andati al cinema a vedere un film di un certo "spessore".
Ah, per la cronaca: non ha mai spiovuto.
Ed io, ovviamente, ero in motorino.
Sono arrivato a casa fradicio dalla testa ai piedi.
pensieri liberi
La mia mente fluttua: sarà la stanchezza. O il caldo.
Lascio libero sfogo a pensieri in libertà. Un po' alla Maurino.
- A proposito di Maurino: perché continuiamo a chiamarlo Maurino anche se ha la corporatura di un camallo? (senza offesa, eh, Mau. Ci mancherebbe)
- Sono molto stanco. Avrei bisogno di un paio di giorni di ferie da solo a Milano per poter sistemare tutte le faccende che ho in ballo (posta, banca, ecc.)
- Sono entrato nel tunnel del latte e menta. Buono, rinfrescante. Goduria.

- Stasera ultima partita a calcio della stagione 2007/2008. Nelle ultime settimane ho giocato il lunedì, il martedì e il giovedì. Figata.
- Domani sera ho una cena a Celle ma non so ne' a che ora riuscirò a uscire dall'ufficio, ne' tantomeno a che ora avrò concluso tutte le faccende di casa e sarò salito in macchina.
Forse per le due di notte sarò giù. ForZe.
Lascio libero sfogo a pensieri in libertà. Un po' alla Maurino.
- A proposito di Maurino: perché continuiamo a chiamarlo Maurino anche se ha la corporatura di un camallo? (senza offesa, eh, Mau. Ci mancherebbe)
- Sono molto stanco. Avrei bisogno di un paio di giorni di ferie da solo a Milano per poter sistemare tutte le faccende che ho in ballo (posta, banca, ecc.)
- Sono entrato nel tunnel del latte e menta. Buono, rinfrescante. Goduria.
- Stasera ultima partita a calcio della stagione 2007/2008. Nelle ultime settimane ho giocato il lunedì, il martedì e il giovedì. Figata.
- Domani sera ho una cena a Celle ma non so ne' a che ora riuscirò a uscire dall'ufficio, ne' tantomeno a che ora avrò concluso tutte le faccende di casa e sarò salito in macchina.
Forse per le due di notte sarò giù. ForZe.
30 luglio 2008
aperitivi
Arrivando a Milano, un forestiero può rimanere affascinato dagli aperitivi milanesi. Non che dalle altre parti non ci siano, ma a Milano da diversi anni gli aperitivi sono uno dei fulcri della vita sociale.
Se vuoi conoscere meglio una ragazza, amica di amici, organizza un aperitivo. Se poi si sviluppa il feeling, bene; altrimenti nulla di grave.
Se vuoi uscire con una ragazza che già conosci e "affondare il colpo" puoi cominciare la serata con un aperitivo. L'invito a cena è troppo formale e sfacciato allo stesso tempo. Ma se durante l'aperitivo ti sembra che le cose filino lisce, puoi tentare un upgrade con un "perché non andiamo a mangiarci qualcosa?". A seconda della sua risposta, capisci se c'è trippa per gatti o meno.
Ma anche con gli amici l'aperitivo è l'ideale: quando vuoi puoi fuggirtene per un cinema o una cena, a seconda di come ti senti e di quello che hai voglia di fare.

Io però negli anni devo averne un po' abusato, perché adesso ne ho un rifiuto quasi totale. E non è anticonformismo, intendiamoci.
È proprio l'atteggiamento. È come se uno decidesse di avere con le donne solo storie non impegnative. All'inizio può piacere, però dopo un po' ci si stufa e si sente il bisogno di qualcosa di più intimo.
Per me vale la stessa cosa. Probabilmente nasce tutto dal fatto che, da quando ho una figlia, ho meno tempo libero; e questo tempo me lo voglio giocare bene: voglio avere delle amicizie sane e profonde. Le chiacchiere da bar vanno bene per un'oretta. Due al massimo.
Poi però ho bisogno di "fare" qualcosa. E di far sì che l'amicizia non rimanga "da aperitivo" ma diventino due chiacchiere in due o tre persone al massimo. O di andare andare al cinema insieme a una di queste persone.
Che dite, sarà la vecchiaia?
Ah, ovviamente per gli altri questo mio atteggiamento è da snob.
Ovviamente.
Se vuoi conoscere meglio una ragazza, amica di amici, organizza un aperitivo. Se poi si sviluppa il feeling, bene; altrimenti nulla di grave.
Se vuoi uscire con una ragazza che già conosci e "affondare il colpo" puoi cominciare la serata con un aperitivo. L'invito a cena è troppo formale e sfacciato allo stesso tempo. Ma se durante l'aperitivo ti sembra che le cose filino lisce, puoi tentare un upgrade con un "perché non andiamo a mangiarci qualcosa?". A seconda della sua risposta, capisci se c'è trippa per gatti o meno.
Ma anche con gli amici l'aperitivo è l'ideale: quando vuoi puoi fuggirtene per un cinema o una cena, a seconda di come ti senti e di quello che hai voglia di fare.
Io però negli anni devo averne un po' abusato, perché adesso ne ho un rifiuto quasi totale. E non è anticonformismo, intendiamoci.
È proprio l'atteggiamento. È come se uno decidesse di avere con le donne solo storie non impegnative. All'inizio può piacere, però dopo un po' ci si stufa e si sente il bisogno di qualcosa di più intimo.
Per me vale la stessa cosa. Probabilmente nasce tutto dal fatto che, da quando ho una figlia, ho meno tempo libero; e questo tempo me lo voglio giocare bene: voglio avere delle amicizie sane e profonde. Le chiacchiere da bar vanno bene per un'oretta. Due al massimo.
Poi però ho bisogno di "fare" qualcosa. E di far sì che l'amicizia non rimanga "da aperitivo" ma diventino due chiacchiere in due o tre persone al massimo. O di andare andare al cinema insieme a una di queste persone.
Che dite, sarà la vecchiaia?
Ah, ovviamente per gli altri questo mio atteggiamento è da snob.
Ovviamente.
23 luglio 2008
Earl
Insomma, in questi giorni sono a casa da solo e nei tempi morti che faccio?
Avrei dei bellissimi dvd della 4° serie di "Lost" che mi ha mandato Angelo, ma se li guardo Dalia mi spezza le gambe perché non posso andare avanti nella serie senza di lei.
E allora? Allora mi sono comprato i dvd della prima serie di "My name is Earl". L'avete mai visto? c'è questo sbandato che in seguito a una forte vincita alla lotteria viene travolto da una macchina e allora si convince che tutto dipende dal suo karma: finchè non si comporterà bene, le cose gli andranno sempre male.
Così stila una lista delle peggiori azioni che ha combinato in vita sua (sono qualcosa tipo 250) e decide di recuperare affrontando a una a una le conseguenze delle sue malefatte.
Il risultato è esilarante, anche perché i personaggi sono ben caratterizzati e le gag non mancano. Per carità: è solo un telefilm. Però veramente scemo.
Avrei dei bellissimi dvd della 4° serie di "Lost" che mi ha mandato Angelo, ma se li guardo Dalia mi spezza le gambe perché non posso andare avanti nella serie senza di lei.
E allora? Allora mi sono comprato i dvd della prima serie di "My name is Earl". L'avete mai visto? c'è questo sbandato che in seguito a una forte vincita alla lotteria viene travolto da una macchina e allora si convince che tutto dipende dal suo karma: finchè non si comporterà bene, le cose gli andranno sempre male.
Così stila una lista delle peggiori azioni che ha combinato in vita sua (sono qualcosa tipo 250) e decide di recuperare affrontando a una a una le conseguenze delle sue malefatte.
Il risultato è esilarante, anche perché i personaggi sono ben caratterizzati e le gag non mancano. Per carità: è solo un telefilm. Però veramente scemo.
22 luglio 2008
Chicco dei Bagni Sole
Mi appresto a passare la terza estate consecutiva a Celle Ligure.
Per carità: non c'è niente di male. Anzi.
La cosa che mi fa sorridere è che in giro per Celle incontro un sacco di gente che non vedevo da anni e che, come me, ci tornano perché hanno avuto dei figli e reputano che tutto sommato sia un bel posto per andare in vacanza con i bambini.
Anche perché questi miei coetanei quando erano bambini hanno fatto le vacanze a Celle e, con molte probabilità, hanno avuto in eredità la casa di quando i genitori li portavano al mare.
Così mi capita di incontrare persone che ti guardano come a dire "questo lo conosco". E io, che ho una buona memoria, mi ricordo di tutti. Mi ricordo anche i loro nomi, in buona parte.
Fra questi episodi voglio segnalarne uno che mi ha fatto molto sorridere.
Alle paperelle (giostrina insopportabile) incontro lui: Chicco dei Bagni Sole.
Era il classico ragazzino un po' bauscia, amato dalle ragazze e odiato da tutti i ragazzi. Perché era bello, biondo, con la faccia da canaglia. E antipatico.
Ci siamo incontrati diverse volte in passato. O forse dovrei dire "scontrati": nei vecchi tornei tra stabilimenti balneari me lo trovavo sempre contro. E lui era pure bravo a calcio.
Quindi io, che sono sempre stato difensore, ero il suo persecutore. Nel nome di tutti i ragazzi frustrati, ingaggiavo duelli al limite delle regole sportive.
E così, mentre lo vedo (e mi chiedo se è proprio lui), sabato scorso sulla passeggiata, sento riaffiorare un sacco di ricordi. La maggior parte dal sapore un po' negativo.
Ma lui mi spiazza subito: lo vedo che si avvicina a una delle paperelle della giostra, e prende in braccia una bambina poco più grande di Anita; e mentre si gira, incrocia il mio sguardo, vede che sono anch'io in giro con una bimba, mi fa un sorrisone e mi dice "ciao". E si allontana con la bimba in braccio.
Provate voi a rispondere "ciao" con la bocca spalancata dallo stupore.
Per carità: non c'è niente di male. Anzi.
La cosa che mi fa sorridere è che in giro per Celle incontro un sacco di gente che non vedevo da anni e che, come me, ci tornano perché hanno avuto dei figli e reputano che tutto sommato sia un bel posto per andare in vacanza con i bambini.
Anche perché questi miei coetanei quando erano bambini hanno fatto le vacanze a Celle e, con molte probabilità, hanno avuto in eredità la casa di quando i genitori li portavano al mare.
Così mi capita di incontrare persone che ti guardano come a dire "questo lo conosco". E io, che ho una buona memoria, mi ricordo di tutti. Mi ricordo anche i loro nomi, in buona parte.
Fra questi episodi voglio segnalarne uno che mi ha fatto molto sorridere.
Alle paperelle (giostrina insopportabile) incontro lui: Chicco dei Bagni Sole.
Era il classico ragazzino un po' bauscia, amato dalle ragazze e odiato da tutti i ragazzi. Perché era bello, biondo, con la faccia da canaglia. E antipatico.
Ci siamo incontrati diverse volte in passato. O forse dovrei dire "scontrati": nei vecchi tornei tra stabilimenti balneari me lo trovavo sempre contro. E lui era pure bravo a calcio.
Quindi io, che sono sempre stato difensore, ero il suo persecutore. Nel nome di tutti i ragazzi frustrati, ingaggiavo duelli al limite delle regole sportive.
E così, mentre lo vedo (e mi chiedo se è proprio lui), sabato scorso sulla passeggiata, sento riaffiorare un sacco di ricordi. La maggior parte dal sapore un po' negativo.
Ma lui mi spiazza subito: lo vedo che si avvicina a una delle paperelle della giostra, e prende in braccia una bambina poco più grande di Anita; e mentre si gira, incrocia il mio sguardo, vede che sono anch'io in giro con una bimba, mi fa un sorrisone e mi dice "ciao". E si allontana con la bimba in braccio.
Provate voi a rispondere "ciao" con la bocca spalancata dallo stupore.
17 luglio 2008
eccolo lì
Come già detto, quando Anita e Dalia sono al mare io mi butto su cinema e calcio (giocato, sia chiaro).
Lunedì e oggi calcio, ergo martedì e mercoledì (ieri) cinema.
E finalmente ecco il film che attendevo.
Dopo due parziali delusioni ("Il divo" e "Non è un paese per vecchi") ieri sera mi sono riconciliato con la settima arte.
Sono andato al Conservatorio (il cinema Anteo d'estate si trasforma in cinema all'aperto, trasferendosi in alcuni luoghi - peraltro suggestivi - storici di Milano dove adibisce queste spazi a sale di proiezione) a vedere "La Banda", di Eran Kolirin.
È la storia della Banda della Polizia di Alessandria d'Egitto che per un disguido si perde in un paese israeliano.
Sinceramente me lo aspettavo più divertente, ma non è stato un problema: alcune scelte di regia e di fotografia (molto alla Kaurismaki, come sottolinea giustamente Ale) ne fanno un piccolo gioiellino che svetta su tutti i film visti fino ad ora.
È proprio cinema.
Lunedì e oggi calcio, ergo martedì e mercoledì (ieri) cinema.
E finalmente ecco il film che attendevo.
Dopo due parziali delusioni ("Il divo" e "Non è un paese per vecchi") ieri sera mi sono riconciliato con la settima arte.
Sono andato al Conservatorio (il cinema Anteo d'estate si trasforma in cinema all'aperto, trasferendosi in alcuni luoghi - peraltro suggestivi - storici di Milano dove adibisce queste spazi a sale di proiezione) a vedere "La Banda", di Eran Kolirin.
È la storia della Banda della Polizia di Alessandria d'Egitto che per un disguido si perde in un paese israeliano.
Sinceramente me lo aspettavo più divertente, ma non è stato un problema: alcune scelte di regia e di fotografia (molto alla Kaurismaki, come sottolinea giustamente Ale) ne fanno un piccolo gioiellino che svetta su tutti i film visti fino ad ora.
È proprio cinema.
14 luglio 2008
a sort of homecoming
Venerdì sera parto da Milano con tutta la famiglia alla volta di Celle: una volta arrivati là, lascio giù le bimbe e scappo da solo in direzione Borzonasca per quel che resta dell'addio al celibato di Coghia.
Arrivo infatti al ristorante/trattoria alle 22,30 circa, con tutta la tavolata già schierata e parte dei festanti già "carburati" da un po' di vino (anche se la cena vera e propria non era ancora iniziata).
Il colpo d'occhio mentre scendo le scale è devastante: una serie di facce che mi catapultano indietro di 18 anni: infatti a parte Nick, Lao e lo stesso Coghia è tutta gente che non vedo dall'ultimo anno del Liceo. Impressionante.
Ora: io sono tendenzialmente contrario alle reunion tra compagni di scuola.
Primo perché ti ritrovi a parlare con gente con cui con hai più nulla in comune. Nel mio caso, poi, questa sensazione è amplificata, perché i miei amici sono tutti rimasti a Genova, mentre io sono l'emigrante. Il secondo motivo è che di solito queste rempatriate ti prendono pallido, sfatto, ingrassato, ecc. E la gente che non ti vede da così tanti anni ti guarda per capire se sei veramente tu o hanno mandato una brutta e malriuscita controfigura.
Beh, contrariamente alle mie previsioni, alla fine mi sono divertito tantissimo. Sono rimasto solo 3 ore, ma sono state più che sufficienti per farsi grasse risate e riallacciare rapporti leggermente sopiti, ma mai sepolti.
Da rifare.
Arrivo infatti al ristorante/trattoria alle 22,30 circa, con tutta la tavolata già schierata e parte dei festanti già "carburati" da un po' di vino (anche se la cena vera e propria non era ancora iniziata).
Il colpo d'occhio mentre scendo le scale è devastante: una serie di facce che mi catapultano indietro di 18 anni: infatti a parte Nick, Lao e lo stesso Coghia è tutta gente che non vedo dall'ultimo anno del Liceo. Impressionante.
Ora: io sono tendenzialmente contrario alle reunion tra compagni di scuola.
Primo perché ti ritrovi a parlare con gente con cui con hai più nulla in comune. Nel mio caso, poi, questa sensazione è amplificata, perché i miei amici sono tutti rimasti a Genova, mentre io sono l'emigrante. Il secondo motivo è che di solito queste rempatriate ti prendono pallido, sfatto, ingrassato, ecc. E la gente che non ti vede da così tanti anni ti guarda per capire se sei veramente tu o hanno mandato una brutta e malriuscita controfigura.
Beh, contrariamente alle mie previsioni, alla fine mi sono divertito tantissimo. Sono rimasto solo 3 ore, ma sono state più che sufficienti per farsi grasse risate e riallacciare rapporti leggermente sopiti, ma mai sepolti.
Da rifare.
07 luglio 2008
girls in their summer clothes
Ieri finalmente sono tornate Dalia e Anita dalla Sardegna.
Non ce la facevo più senza di loro: la casa era troppo vuota e le giornate scorrevano quasi senza un significato.
Sono scese dall'aereo, leggermente abbronzate (tra l'una e l'altra non so chi ha la pelle più chiara) tutte vestite da vacanza e con addosso l'odore di crema solare.
Mi han fatto venire una voglia di andare al mare...
Non ce la facevo più senza di loro: la casa era troppo vuota e le giornate scorrevano quasi senza un significato.
Sono scese dall'aereo, leggermente abbronzate (tra l'una e l'altra non so chi ha la pelle più chiara) tutte vestite da vacanza e con addosso l'odore di crema solare.
Mi han fatto venire una voglia di andare al mare...
05 luglio 2008
il potere logora chiunque.
Ieri sera sono andato a vedere "Imperium", l'ultimo spettacolo de "La Fura dels Baus", insieme a Tommy.
Per chi non lo sapesse questa compagnia teatrale catalana ("La Fura" appunto) si contraddistingue perché mette in scena rappresentazioni particolarmente suggestive, dove lo spettatore è in totale interazione con gli attori.
Infatti durante lo spettacolo ci siamo presi un po' d'acqua e sono tornato a casa con la maglietta sporca di vernice argentata perché, durante un combattimento tra due teatranti (entrambi verniciati d'argento), uno dei due scappando si è aggrappato a me per nascondersi.

Per la verità la trama non era particolarmente originale; ma la sua messa in scena decisamente sì. È stato un bellissimo spettacolo. Molto suggestivo, come si conviene a tutti gli spettcoli de "la Fura", dove la lotta per il potere (e gli espedienti per esercitarlo) la facevano da padrone.
Finte rivalità, scontri fratricidi, capri espiatori: tutto è finito in questo calderone che porta lo spettatore a correre da una parte all'altra del parterre dove si svolge la scena.
La resa emozionale è garantita.
Consigliato a chiunque voglia vedere fin dove si possa spingere il teatro moderno, fatto comunque con intelligenza.
Per chi non lo sapesse questa compagnia teatrale catalana ("La Fura" appunto) si contraddistingue perché mette in scena rappresentazioni particolarmente suggestive, dove lo spettatore è in totale interazione con gli attori.
Infatti durante lo spettacolo ci siamo presi un po' d'acqua e sono tornato a casa con la maglietta sporca di vernice argentata perché, durante un combattimento tra due teatranti (entrambi verniciati d'argento), uno dei due scappando si è aggrappato a me per nascondersi.
Per la verità la trama non era particolarmente originale; ma la sua messa in scena decisamente sì. È stato un bellissimo spettacolo. Molto suggestivo, come si conviene a tutti gli spettcoli de "la Fura", dove la lotta per il potere (e gli espedienti per esercitarlo) la facevano da padrone.
Finte rivalità, scontri fratricidi, capri espiatori: tutto è finito in questo calderone che porta lo spettatore a correre da una parte all'altra del parterre dove si svolge la scena.
La resa emozionale è garantita.
Consigliato a chiunque voglia vedere fin dove si possa spingere il teatro moderno, fatto comunque con intelligenza.
02 luglio 2008
Greetings from Milano, Ireland
Ieri mattina sono uscito di casa alle 6,20 e pioveva. In maniera abbastanza sostenuta, fra l'altro.
Per il resto del giorno ha fatto molto caldo (siamo a luglio!).
Poi sono uscito dall'ufficio verso le 19,00 ed ha iniziato a piovere e successivamente a grandinare. Poi di nuovo bel tempo. Verso l'una di stanotte (ero sul terrazzo a casa di Carlo, insieme a Gabriele) ha ricominciato a piovere. E poi stanotte c'è stato un forte temporale.
Ora: io non so cosa cazzo stia succedendo al clima; e sembra che la gente dia per scontato che da quando c'è Berlusconi al governo piova.
Ma io mi sono rotto le balle: se volevo i "four seasons in one day" me ne andavo ad abitare in Irlanda, mica rimanevo qua. Eccheccazz...
Per il resto del giorno ha fatto molto caldo (siamo a luglio!).
Poi sono uscito dall'ufficio verso le 19,00 ed ha iniziato a piovere e successivamente a grandinare. Poi di nuovo bel tempo. Verso l'una di stanotte (ero sul terrazzo a casa di Carlo, insieme a Gabriele) ha ricominciato a piovere. E poi stanotte c'è stato un forte temporale.
Ora: io non so cosa cazzo stia succedendo al clima; e sembra che la gente dia per scontato che da quando c'è Berlusconi al governo piova.
Ma io mi sono rotto le balle: se volevo i "four seasons in one day" me ne andavo ad abitare in Irlanda, mica rimanevo qua. Eccheccazz...
27 giugno 2008
She's the One
Antefatto: mercoledì Dalia e Anita sono partite per le spiaggie e sono solo quaggiù in città. Ma oggi è anche il mio compleanno.
Così Dalia ha voluto farmi una sorpresa.
Mi ha chiamato stamattina presto e mi ha detto "apri l'armadio" e dentro c'era un regalo: la scatola del gioco "Cluedo"; il perché di questo regalo sarebbe troppo lungo da spiegare quindi lascio perdere.
Poi mi ha detto "apri il secondo cassetto del mobile in camera" e dentro c'era un altro regalo: due biglietti per lo spettacolo de La Fura dels Baus, compagnia teatrale che io adoro.
Con una lettera che più o meno recita così: "qui ci sono due biglietti. Visto che io non tornerò in tempo (lo spettacolo dura fino al 4 luglio, ndS) puoi andarci con chi vuoi tu. Però se è una donna dev'essere brutta o antipatica o una grezzona".
No, dico: io lo so di essere fortunato.
Però cazzarola...

"With her long hair falling
And her eyes that shine like a midnight sun
Ooooh she's the one, she's the one"
Così Dalia ha voluto farmi una sorpresa.
Mi ha chiamato stamattina presto e mi ha detto "apri l'armadio" e dentro c'era un regalo: la scatola del gioco "Cluedo"; il perché di questo regalo sarebbe troppo lungo da spiegare quindi lascio perdere.
Poi mi ha detto "apri il secondo cassetto del mobile in camera" e dentro c'era un altro regalo: due biglietti per lo spettacolo de La Fura dels Baus, compagnia teatrale che io adoro.
Con una lettera che più o meno recita così: "qui ci sono due biglietti. Visto che io non tornerò in tempo (lo spettacolo dura fino al 4 luglio, ndS) puoi andarci con chi vuoi tu. Però se è una donna dev'essere brutta o antipatica o una grezzona".
No, dico: io lo so di essere fortunato.
Però cazzarola...

"With her long hair falling
And her eyes that shine like a midnight sun
Ooooh she's the one, she's the one"
26 giugno 2008
Belin, che concerto!
Ieri sera concertone di Bruce Springsteen a San Siro.
Dico "concertone" per diversi motivi. Il primo e più tangibile motivo sono le 3 ore filate di musica. In seconda battuta, la cornice scenica di San Siro: vedere uno stadio di quella capienza stracolmo di gente è sempre molto suggestivo. Terzo motivo sono gli incontri fatti prima durante e dopo il concerto: in particolare Angelo, con cui ho trascorso la serata tra battute, ricordi e canzoni; e i miei amici "genovesi" che rivedo sempre volentieri.
Menzione speciale ovviamente per Coghia (al secolo Marco Ghia) che mi ha pure regalato (per il compleanno?) il biglietto del concerto.
Ma torniamo allo show: tre ore intensissime, dicevamo. Springsteen non si risparmia mai: balla, canta, si tuffa tra il pubblico come se fosse l'ultimo concerto che deve fare in vita sua. Alla faccia dei suoi quasi sessant'anni.
Uno spettacolo vero e proprio che consiglierei a chiunque. Anche ai non fan del Boss.
Coinvolgimento garantito.
Dico "concertone" per diversi motivi. Il primo e più tangibile motivo sono le 3 ore filate di musica. In seconda battuta, la cornice scenica di San Siro: vedere uno stadio di quella capienza stracolmo di gente è sempre molto suggestivo. Terzo motivo sono gli incontri fatti prima durante e dopo il concerto: in particolare Angelo, con cui ho trascorso la serata tra battute, ricordi e canzoni; e i miei amici "genovesi" che rivedo sempre volentieri.
Menzione speciale ovviamente per Coghia (al secolo Marco Ghia) che mi ha pure regalato (per il compleanno?) il biglietto del concerto.
Ma torniamo allo show: tre ore intensissime, dicevamo. Springsteen non si risparmia mai: balla, canta, si tuffa tra il pubblico come se fosse l'ultimo concerto che deve fare in vita sua. Alla faccia dei suoi quasi sessant'anni.
Uno spettacolo vero e proprio che consiglierei a chiunque. Anche ai non fan del Boss.
Coinvolgimento garantito.
21 giugno 2008
comsmopoliti
Il bello di vivere in una città (almeno in parte) cosmopolita è che, uscendo di casa subito dopo la fine della partita Croazia-Turchia, ti ritrovi coinvolto in un carosello di macchine strombazzanti piene di turchi festanti per la vittoria che li porta in semifinale.
Queste cose mi mettono allegria.
Queste cose mi mettono allegria.
18 giugno 2008
17 giugno 2008
contento
Stamattina ero un po' depresso, perché ci sono alcune cose che non funzionano (la macchina dal meccanico, piove sempre, troppo lavoro, ecc).
Ma certe volte basta poco: questo infatti è il mio primo post dalla mia nuova postazione di lavoro.
Tutto mio, tutto solo, tutto pulito, tutto nuovo.
Bello.
Ma certe volte basta poco: questo infatti è il mio primo post dalla mia nuova postazione di lavoro.
Tutto mio, tutto solo, tutto pulito, tutto nuovo.
Bello.
15 giugno 2008
a bullet in my head
Rieccomi: torno allo stadio "Braglia" di Modena dopo 21 anni dal fatidico concerto degli U2 (Joshua Tree Tour).
Questa volta sono qui per i Rage against the Machine, un gruppo che all'epoca forse non mi sarebbe piaciuto.
Io e Edoardo arriviamo tardi, ma riusciamo comunque a trovare due biglietti "prato" e a guadagnare una buona postazione vicino alle transenne che delimitano il "pit", la zona dei veri fan che probabilmente sono lì da parecchie ore.
Poi, la svolta: tra il secondo gruppo di supporto e l'atteso concerto del quartetto californiamo sfruttiamo un allontanamento degli steward (che sono lì appositamente per non fare entrare nessuno) che intervengono qualche metro più in là per sedare una rissa. E in un attimo siamo di là.
Mentre scavalco la transenna penso al fatto che ho (quasi) 38 anni e una figlia e mi sento un po' idiota. Ma questo pensiero passa immediatamente quando grazie a questa manovra riesco ad arrivare abbastanza vicino al palco. Quasi come nella già citata notte dell'87.

E poi che dire? Al suono di un allarme antiaereo, i quattro salgono sul palco vestiti da prigionieri di Guantanamo. I roadies li aiutano ad accomodarsi ai vari strumenti e poi parte "Bombtrack". Dall'entrata della batteria sono nel pogo. Ma è un pogo assolutamente non violento: solo tanta gente che canta e salta, salta, salta.
Ininterrottamente fino alla fine del concerto.
Mi sono divertito tantissimo.
photo by Stefano Masselli
Questa volta sono qui per i Rage against the Machine, un gruppo che all'epoca forse non mi sarebbe piaciuto.
Io e Edoardo arriviamo tardi, ma riusciamo comunque a trovare due biglietti "prato" e a guadagnare una buona postazione vicino alle transenne che delimitano il "pit", la zona dei veri fan che probabilmente sono lì da parecchie ore.
Poi, la svolta: tra il secondo gruppo di supporto e l'atteso concerto del quartetto californiamo sfruttiamo un allontanamento degli steward (che sono lì appositamente per non fare entrare nessuno) che intervengono qualche metro più in là per sedare una rissa. E in un attimo siamo di là.
Mentre scavalco la transenna penso al fatto che ho (quasi) 38 anni e una figlia e mi sento un po' idiota. Ma questo pensiero passa immediatamente quando grazie a questa manovra riesco ad arrivare abbastanza vicino al palco. Quasi come nella già citata notte dell'87.

E poi che dire? Al suono di un allarme antiaereo, i quattro salgono sul palco vestiti da prigionieri di Guantanamo. I roadies li aiutano ad accomodarsi ai vari strumenti e poi parte "Bombtrack". Dall'entrata della batteria sono nel pogo. Ma è un pogo assolutamente non violento: solo tanta gente che canta e salta, salta, salta.
Ininterrottamente fino alla fine del concerto.
Mi sono divertito tantissimo.
photo by Stefano Masselli
13 giugno 2008
Rabbia contro il sistema
Domani, finalmente, vado ad un concerto che aspettavo da tanto tempo: quello dei Rage against the Machine.
Se per i prossimi giorni sarò impossibilitato a scrivere fisicamente è perché... beh, se guardate il video potete immaginarlo...
Se per i prossimi giorni sarò impossibilitato a scrivere fisicamente è perché... beh, se guardate il video potete immaginarlo...
09 giugno 2008
topico aggiornante
Aggiorniamoci un po'.
Ci sarebbero così tante cose da scrivere, ma non ne ho mai il tempo, quindi opto per un sunto veloce.
Iniziamo da Olba.
Abbiamo fatto un bel ponte (30 maggio/1 e 2 giugno) con gli amici del forum e siamo stati proprio bene. Sì è mangiato bene, si è riso, si è giocato a Carcassonne (gli altri; io giocavo con Anita), ecc ecc.
Quando finisce il tutto ti viene sempre da chiederti: ma perché non posso trascorrere così TUTTI i weekend?
Anita al mare.
La conclusione del ponte è stata che abbiamo portato Anita a Celle dai nonni: Dalia doveva partire per Sorrento per la convention e io - vabbè - dovevo lavorare, così abbiamo tentato l'esperimento. Risultato: Anita sta benissimo con la Nonna e la zia Marta e di noi nun je ne puo' frega' de meno.
Quando sono andato a prenderla (venerdì sera) mi ha guardato come si guarda uno che è appena tornato dal bagno. Della serie: "ah, ci sei anche tu...".
Calcio e cinema.
Appena sono "scapolo" parto con i grandi classici del maschio medio: calcio e cinema. In tre sere di "libertà", infatti, ho fatto una partita e mi sono visto due film.
Lo so, arrivo tardi, ma una cosa va detta: se non avete ancora visto "Juno", cercate di recuperare il prima possibile.

Fiume di donne.
Uscendo da una sala cinematografica ho assistito a una scena surreale: apro la porta che mi porta nei corridoi del cinema e mi trovo davanti un fiume di donne. Tutte ben vestite, truccate, con l'accessorio giusto. Ma proprio tante tante. Lì per lì non riesco a credere ai miei occhi. Poi al primo stralcio di conversazione mi è tutto chiaro: "hai visto che belle scarpe che aveva?". Avrei dovuto capirlo subito: il classico target da "Sex and the City"!
Europei.
Sabato sono cominciati gli Europei di calcio. Stasera tocca all'Italia. Non voglio scrivere niente di più; è solo scaramanzia, visto che quando ho scritto una cosa simile due anni fa...
Ci sarebbero così tante cose da scrivere, ma non ne ho mai il tempo, quindi opto per un sunto veloce.
Iniziamo da Olba.
Abbiamo fatto un bel ponte (30 maggio/1 e 2 giugno) con gli amici del forum e siamo stati proprio bene. Sì è mangiato bene, si è riso, si è giocato a Carcassonne (gli altri; io giocavo con Anita), ecc ecc.
Quando finisce il tutto ti viene sempre da chiederti: ma perché non posso trascorrere così TUTTI i weekend?
Anita al mare.
La conclusione del ponte è stata che abbiamo portato Anita a Celle dai nonni: Dalia doveva partire per Sorrento per la convention e io - vabbè - dovevo lavorare, così abbiamo tentato l'esperimento. Risultato: Anita sta benissimo con la Nonna e la zia Marta e di noi nun je ne puo' frega' de meno.
Quando sono andato a prenderla (venerdì sera) mi ha guardato come si guarda uno che è appena tornato dal bagno. Della serie: "ah, ci sei anche tu...".
Calcio e cinema.
Appena sono "scapolo" parto con i grandi classici del maschio medio: calcio e cinema. In tre sere di "libertà", infatti, ho fatto una partita e mi sono visto due film.
Lo so, arrivo tardi, ma una cosa va detta: se non avete ancora visto "Juno", cercate di recuperare il prima possibile.
Fiume di donne.
Uscendo da una sala cinematografica ho assistito a una scena surreale: apro la porta che mi porta nei corridoi del cinema e mi trovo davanti un fiume di donne. Tutte ben vestite, truccate, con l'accessorio giusto. Ma proprio tante tante. Lì per lì non riesco a credere ai miei occhi. Poi al primo stralcio di conversazione mi è tutto chiaro: "hai visto che belle scarpe che aveva?". Avrei dovuto capirlo subito: il classico target da "Sex and the City"!
Europei.
Sabato sono cominciati gli Europei di calcio. Stasera tocca all'Italia. Non voglio scrivere niente di più; è solo scaramanzia, visto che quando ho scritto una cosa simile due anni fa...
30 maggio 2008
suo
Peggiora sensibilmente la mia dipendenza da Anita.
Ultimamente, quando torno a casa, mi vuole tutto per se': devo togliermi subito la giacca e lo zaino per giocare subito con lei.
Eppoi ogni tanto si avvicina, mi abbraccia e mi dice "Mio. Mio papà".
E come si fa, dico io?
Come si fa a non emozionarsi?
Ultimamente, quando torno a casa, mi vuole tutto per se': devo togliermi subito la giacca e lo zaino per giocare subito con lei.
Eppoi ogni tanto si avvicina, mi abbraccia e mi dice "Mio. Mio papà".
E come si fa, dico io?
Come si fa a non emozionarsi?
19 maggio 2008
quando il marito è in vacanza
Weekend separati, a questo turno, in casa nostra.
La novità è che io sono andato via e Dalia è rimasta a Milano con Anita (di solito sono loro a essere in vacanza).
Non l'abbiamo premeditato, ma è successo: i due impegni di stampo prettamente Lucisano da una parte e il fine settimana olbasco promesso agli amici da tanto tempo hanno fatto sì che ci fosse questa separazione.
Mi ha fatto strano partirmene lasciando moglie ma soprattutto figlia a casa. Proprio io che amo dedicare tutto il uichend a loro.
Comunque, due giorni molto divertenti a Olba, nonostante la pioggia.
O forse proprio grazie alla pioggia che ci ha costretti in casa, dovendo quindi inventare giochi, canti e ricette di cucina dagli effetti esilaranti.

nella foto: parole crociate "creative".
La novità è che io sono andato via e Dalia è rimasta a Milano con Anita (di solito sono loro a essere in vacanza).
Non l'abbiamo premeditato, ma è successo: i due impegni di stampo prettamente Lucisano da una parte e il fine settimana olbasco promesso agli amici da tanto tempo hanno fatto sì che ci fosse questa separazione.
Mi ha fatto strano partirmene lasciando moglie ma soprattutto figlia a casa. Proprio io che amo dedicare tutto il uichend a loro.
Comunque, due giorni molto divertenti a Olba, nonostante la pioggia.
O forse proprio grazie alla pioggia che ci ha costretti in casa, dovendo quindi inventare giochi, canti e ricette di cucina dagli effetti esilaranti.

nella foto: parole crociate "creative".
12 maggio 2008
Cassiere in lungo
Ieri nella mia parrocchia c'è stato un "matrimonio Esselunga": si sposava una ragazza che fa la cassiera al supermercato sotto casa mia. Faceva molto ridere vedere tutte le sue colleghe in borghese. Una di loro, a fine messa, addirittura ha cantato un pezzo da sola; e pure benissimo. D'ora in poi le vedrò tutte con occhi diversi.
11 maggio 2008
Run, baby run
Anita ha cominciato a correre: fa troppo ridere perché non è capace. Tiene il busto eretto, e muove le braccia e le gambe in maniera semicircolare, parallelamente al terreno. Meglio di così non si può spiegare, a parole. Ma se la vedete, vi giuro, morite dal ridere. E non riesco a capire come faccia a non ammucchiarsi per terra ogni volta che parte.
06 maggio 2008
soluzione ai titoli-quesito
Giustamente, devo dare la soluzione ai titoli-quesito precedenti.
Come hanno detto Paci e più dettagliatamente Ale, "Where's that confounded bridge?" è la frase di chiusura di The Crunge dei Led Zeppelin, canzone del sottovalutato "Houses of the Holy".
"Saluti da Parigi", invece, era il titolo con cui uscì "Cuore" (indimenticato e inimitabile settimanale di satira politica) il giorno successivo alla vittoria di Berlusconi alle elezioni del 1994.
La copertina ritraeva lo staff di Cuore sotto alla Torre Eiffel, emigrato in todo (penso solo in fotoritocco) per evidenti cause politiche.
Purtroppo non ho trovato l'immagine della copertina in questione.
Rimedio con un'altra storica prima pagina del settimanale.
Come hanno detto Paci e più dettagliatamente Ale, "Where's that confounded bridge?" è la frase di chiusura di The Crunge dei Led Zeppelin, canzone del sottovalutato "Houses of the Holy".
"Saluti da Parigi", invece, era il titolo con cui uscì "Cuore" (indimenticato e inimitabile settimanale di satira politica) il giorno successivo alla vittoria di Berlusconi alle elezioni del 1994.
La copertina ritraeva lo staff di Cuore sotto alla Torre Eiffel, emigrato in todo (penso solo in fotoritocco) per evidenti cause politiche.
Purtroppo non ho trovato l'immagine della copertina in questione.
Rimedio con un'altra storica prima pagina del settimanale.
05 maggio 2008
stretching estivo
Siamo tornati ieri da Celle.
Solitamente mi piace scrivere sul blog uno o due episodi significativi, per ricordarmeli in futuro. Ma devo dire che non è successo niente di particolare, in questi cinque giorni.
L'unica cosa che mi viene da dire è che ci siamo portato a casa un bell'anticipo di vacanze: gli ultimi 3 giorni abbiamo sempre pranzato all'aria aperta (un giorno a Olba, due a Celle) e questo mi mette già in un bel clima di relax.
Siamo stati proprio bene.

nella foto: Anita cerca di sentire il profumo dei fiori, tra l'erba alta ad Olba.
Solitamente mi piace scrivere sul blog uno o due episodi significativi, per ricordarmeli in futuro. Ma devo dire che non è successo niente di particolare, in questi cinque giorni.
L'unica cosa che mi viene da dire è che ci siamo portato a casa un bell'anticipo di vacanze: gli ultimi 3 giorni abbiamo sempre pranzato all'aria aperta (un giorno a Olba, due a Celle) e questo mi mette già in un bel clima di relax.
Siamo stati proprio bene.

nella foto: Anita cerca di sentire il profumo dei fiori, tra l'erba alta ad Olba.
30 aprile 2008
Where's that confounded bridge?
Ennesito titolo con citazione. Per chi vuole giocare...
Insomma: comincia un simpatico ponte che ci fa stare a casa ben 4 giorni.
Oddio, non proprio a casa: noi tempo permettendo domani ce ne andiamo a Celle a festeggiare l'anniversario dei miei. E poi ovviamente ci fermiamo lì.
Venerdì potrebbe essere un buon giorno per fare una capatina a Olba per "aprire la casa", per esempio.
Ma in realtà il mio pensiero di stasera sarà un altro: c'è un amico che ha una serata importante.
E sentendolo molto vicino, la cosa si fa importante anche per me.
Non voglio mandargli un messaggio o cose del genere perché non voglio ne' portargli sfiga, ne' condizionarlo.
E allora mi sfogo qua. Sperando che tonight's the night.
Insomma: comincia un simpatico ponte che ci fa stare a casa ben 4 giorni.
Oddio, non proprio a casa: noi tempo permettendo domani ce ne andiamo a Celle a festeggiare l'anniversario dei miei. E poi ovviamente ci fermiamo lì.
Venerdì potrebbe essere un buon giorno per fare una capatina a Olba per "aprire la casa", per esempio.
Ma in realtà il mio pensiero di stasera sarà un altro: c'è un amico che ha una serata importante.
E sentendolo molto vicino, la cosa si fa importante anche per me.
Non voglio mandargli un messaggio o cose del genere perché non voglio ne' portargli sfiga, ne' condizionarlo.
E allora mi sfogo qua. Sperando che tonight's the night.
28 aprile 2008
Parigi val bene un Blu-Blii
Ed eccoci di ritorno da Parigi.
È stata una vacanza bellissima, per niente riposante, ma molto intensa e divertente.
Come si dice negli ambienti alti, Parigi ci dà la merda su tutto: c'è tantissimo verde, la città in se' - beh! - è incantevole, e c'è una vivacità culturale che fa sembrare Milano una timida cittadina di provincia.
Magra consolazione: solo in una cosa vinciamo noi, nel fatto che le nostre linee della metropolitana hanno gli ascensori (anche perché più nuove). Là, a forza di fare su e giù per le scale della metrò con il passeggino, mi sono venuti dei garretti* notevoli.
Ma ovviamente è solo un dettaglio. Parigi è meravigliosa.
Abbiamo preso l'appartamento in pieno centro, nella zona pedonale "Montorgueil", piena di negozi, supermercati e bar.
Sfruttando il bel tempo, abbiamo fatto un sacco di giri: Montmartre, il Quartiere Latino, Belleville e naturalmente l'Ile de la Cite e il Louvre più tante altre cose.
Anita ci ha fatto un po' disperare perché voleva sempre camminare, ma ci ha fatto anche morire dal ridere. Mi piace ricordare in particolare:
- il saluto al ragazzo che lavora nel posto dove facevamo colazione tutti i giorni: sentendoci dire sempre "bonjour", una volta che l'ha incontrato fuori dal locale, gli ha detto "ciao Bonjour!" (come se fosse il nome.
- l'invenzione del Blu-Blii: una parola che si è inventata lei (o che ha sentito da qualche parte e l'ha distorta) e che diceva ogni tanto così a caso e poi si metteva a ridere. Una specie di nonsense. Un po' come suevele, dopotutto.

nella foto: appena tornati, Anita spiega a Gaia (una bambola rimasta a casa) dove siamo stati e cosa abbiamo visto.
*garretti= termine genovese per indicare i polpacci
È stata una vacanza bellissima, per niente riposante, ma molto intensa e divertente.
Come si dice negli ambienti alti, Parigi ci dà la merda su tutto: c'è tantissimo verde, la città in se' - beh! - è incantevole, e c'è una vivacità culturale che fa sembrare Milano una timida cittadina di provincia.
Magra consolazione: solo in una cosa vinciamo noi, nel fatto che le nostre linee della metropolitana hanno gli ascensori (anche perché più nuove). Là, a forza di fare su e giù per le scale della metrò con il passeggino, mi sono venuti dei garretti* notevoli.
Ma ovviamente è solo un dettaglio. Parigi è meravigliosa.
Abbiamo preso l'appartamento in pieno centro, nella zona pedonale "Montorgueil", piena di negozi, supermercati e bar.
Sfruttando il bel tempo, abbiamo fatto un sacco di giri: Montmartre, il Quartiere Latino, Belleville e naturalmente l'Ile de la Cite e il Louvre più tante altre cose.
Anita ci ha fatto un po' disperare perché voleva sempre camminare, ma ci ha fatto anche morire dal ridere. Mi piace ricordare in particolare:
- il saluto al ragazzo che lavora nel posto dove facevamo colazione tutti i giorni: sentendoci dire sempre "bonjour", una volta che l'ha incontrato fuori dal locale, gli ha detto "ciao Bonjour!" (come se fosse il nome.
- l'invenzione del Blu-Blii: una parola che si è inventata lei (o che ha sentito da qualche parte e l'ha distorta) e che diceva ogni tanto così a caso e poi si metteva a ridere. Una specie di nonsense. Un po' come suevele, dopotutto.

nella foto: appena tornati, Anita spiega a Gaia (una bambola rimasta a casa) dove siamo stati e cosa abbiamo visto.
*garretti= termine genovese per indicare i polpacci
16 aprile 2008
Salone del Mobile 2008
È finalmente iniziato il Salone del Mobile.
Dico "finalmente" perché si è conclusa una mole di lavoro notevole.
L'ultimo (il video) è stato terminato stamattina alle 7,30.
Eppoi è bello, perché Milano diventa veramente una città cosmopolita, con tutti i negozi aperti e un sacco di gente per la strada.
A me piace.
Dico "finalmente" perché si è conclusa una mole di lavoro notevole.
L'ultimo (il video) è stato terminato stamattina alle 7,30.
Eppoi è bello, perché Milano diventa veramente una città cosmopolita, con tutti i negozi aperti e un sacco di gente per la strada.
A me piace.
15 aprile 2008
Saluti da Parigi!
Abbiamo finalmente trovato l'appartamento per soggiornare a Parigi.
I biglietti aerei li avevamo già. E così tra una settimana ce ne partiamo tutti e tre per una vacanzina di 5 giorni, sperando nel bel tempo (aprile fino ad oggi ha alquanto deluso).

Ma il titolo del post non è riferito a questo, come i più nostalgici ricorderanno*.
Si riferisce bensì alla schiacciante vittoria di un Berlusconi sempre più venditore di pentole e al ritorno in auge della Lega Nord che ormai era quasi defunta, ma ha raccolto tutto il malcontento (e i voti) degli italiani stufi di non riuscire ad arrivare alla fine del mese senza sapere con chi prendersela.
Insomma: hanno vinto i due partiti "per ignoranti", che basano le proprie promesse elettorali su quello che la gente vuole sentirsi dire; senza pensare minimamente se queste promesse le potranno mai manternere.
Ci aspetta quindi un governo Berlusconi ter che, se da una parte eredita un Italia "in ginocchio" (per citare gli slogan della sua campagna elettorale) e quindi difficile da governare, dall'altra sappiamo che sarà in grado di fare sfaceli dove noi non ci saremmo mai immaginati.
* anche questa volta il titolo del post vuole essere un piccolo quesito. Chi indovina la citazione è bravo. E nostalgico.
I biglietti aerei li avevamo già. E così tra una settimana ce ne partiamo tutti e tre per una vacanzina di 5 giorni, sperando nel bel tempo (aprile fino ad oggi ha alquanto deluso).
Ma il titolo del post non è riferito a questo, come i più nostalgici ricorderanno*.
Si riferisce bensì alla schiacciante vittoria di un Berlusconi sempre più venditore di pentole e al ritorno in auge della Lega Nord che ormai era quasi defunta, ma ha raccolto tutto il malcontento (e i voti) degli italiani stufi di non riuscire ad arrivare alla fine del mese senza sapere con chi prendersela.
Insomma: hanno vinto i due partiti "per ignoranti", che basano le proprie promesse elettorali su quello che la gente vuole sentirsi dire; senza pensare minimamente se queste promesse le potranno mai manternere.
Ci aspetta quindi un governo Berlusconi ter che, se da una parte eredita un Italia "in ginocchio" (per citare gli slogan della sua campagna elettorale) e quindi difficile da governare, dall'altra sappiamo che sarà in grado di fare sfaceli dove noi non ci saremmo mai immaginati.
* anche questa volta il titolo del post vuole essere un piccolo quesito. Chi indovina la citazione è bravo. E nostalgico.
14 aprile 2008
12 aprile 2008
cinque!
Anita conta fino a cinque.
Anche se probabilmente non sa cosa significhi.
Però fa veramente ridere vederla girare per casa, mentre dice "unooo, dueee, tleee, cuattooo, pimpeeeeeeeeeeeee!"
Mi sganascio dal ridere.
Anche se probabilmente non sa cosa significhi.
Però fa veramente ridere vederla girare per casa, mentre dice "unooo, dueee, tleee, cuattooo, pimpeeeeeeeeeeeee!"
Mi sganascio dal ridere.
06 aprile 2008
vuoi venire a giocare con noi?
Weekend molto impegnativo, quello appena trascorso. Niente di trascendentale, per carità, però sicuramente interessante.
Sabato mattina, visto che mia mamma e Marta erano ancora a Milano, abbiamo deciso di fare una gita: siamo andati tutti a Luino, città natale di mia madre. La giornata era magnifica e starsene lì sul lungolago, mentre mia madre si nutriva di ricordi non è stato affatto male.

Nel primo pomeriggio siamo tornati indietro perché Franca e Marta dovevano tornare a Celle, mentre io e Dalia dovevamo fare il secondo incontro del nostro gruppo di condivisione. Chi sa di cosa si tratta, sa anche che questi sono appuntamenti molto densi e che uno torna a casa bello carico di cose a cui pensare.*
Il pomeriggio/sera, insomma, è stato molto interessante ed è finito nella classica cena “ognuno porta qualcosa” dove si beve, si magna e si sparano un po’ di cazzate, che non fa mai male.
Oggi invece siamo andati a messa e poi a fare la spesa per la settimana. Poi, verso le 15,30 siamo partiti alla volta di Cuggiono dove Lisa (fidanzata di Livio) ha inscenato, insieme ad altri attori non professionisti una bella versione teatrale del “Gatto con gli Stivali” per bambini.
Anita era letteralmente a bocca aperta e - poverina - in due o tre occasioni era pure spaventata. Però le è piaciuto tantissimo, infatti, dopo lo spettacolo, era molto allegra e aveva voglia di giocare con gli altri bambini.
Ma a questo proposito, veniamo al titolo del topic.
Sabato pomeriggio, mentre facevamo il gruppo di condivisione all’aperto, nel cortile dell’oratorio di Sant’Eugenio c’erano un bel po' di ragazzi e bambini che giocavano. A un certo spunta una bimba di circa tre anni, vede Anita in braccio a Dalia, la osserva un po’ di secondi e poi le dice “vieni a giocare con noi?” e lei: “sì”.
E scende dalle gambe della mamma e segue la bimba.
Ora: io sarò esagerato, lo so, ma non avete idea di che impressione mi ha fatto. Come se mi abbandonasse e - giustamente - preferisse la compagnia di altri bimbi come lei, alla nostra.
Per un po’ non sono riuscito a sentire quello che dicevano gli altri.
* per chi invece non sa di cosa si tratta, ed è interessato, sappia che un giorno di questi spiegherò nel dettaglio in cosa consistono questi gruppi.
Sabato mattina, visto che mia mamma e Marta erano ancora a Milano, abbiamo deciso di fare una gita: siamo andati tutti a Luino, città natale di mia madre. La giornata era magnifica e starsene lì sul lungolago, mentre mia madre si nutriva di ricordi non è stato affatto male.

Nel primo pomeriggio siamo tornati indietro perché Franca e Marta dovevano tornare a Celle, mentre io e Dalia dovevamo fare il secondo incontro del nostro gruppo di condivisione. Chi sa di cosa si tratta, sa anche che questi sono appuntamenti molto densi e che uno torna a casa bello carico di cose a cui pensare.*
Il pomeriggio/sera, insomma, è stato molto interessante ed è finito nella classica cena “ognuno porta qualcosa” dove si beve, si magna e si sparano un po’ di cazzate, che non fa mai male.
Oggi invece siamo andati a messa e poi a fare la spesa per la settimana. Poi, verso le 15,30 siamo partiti alla volta di Cuggiono dove Lisa (fidanzata di Livio) ha inscenato, insieme ad altri attori non professionisti una bella versione teatrale del “Gatto con gli Stivali” per bambini.
Anita era letteralmente a bocca aperta e - poverina - in due o tre occasioni era pure spaventata. Però le è piaciuto tantissimo, infatti, dopo lo spettacolo, era molto allegra e aveva voglia di giocare con gli altri bambini.
Ma a questo proposito, veniamo al titolo del topic.
Sabato pomeriggio, mentre facevamo il gruppo di condivisione all’aperto, nel cortile dell’oratorio di Sant’Eugenio c’erano un bel po' di ragazzi e bambini che giocavano. A un certo spunta una bimba di circa tre anni, vede Anita in braccio a Dalia, la osserva un po’ di secondi e poi le dice “vieni a giocare con noi?” e lei: “sì”.
E scende dalle gambe della mamma e segue la bimba.
Ora: io sarò esagerato, lo so, ma non avete idea di che impressione mi ha fatto. Come se mi abbandonasse e - giustamente - preferisse la compagnia di altri bimbi come lei, alla nostra.
Per un po’ non sono riuscito a sentire quello che dicevano gli altri.
* per chi invece non sa di cosa si tratta, ed è interessato, sappia che un giorno di questi spiegherò nel dettaglio in cosa consistono questi gruppi.
04 aprile 2008
prima notte senza mamma
Dalia è partita per Barcellona per lavoro. Per gestire Anita, vista la mia impossibilità di assentarmi dal lavoro, sono venute a Milano mia mamma e mia sorella Marta: con loro vado sul tranquillo perché so che Anita sta bene e si diverte.
La parte clou arriva la sera, quando la bimba è un po’ frignante per la stanchezza e quindi chiede della mamma. Fortunatamente è cominciata per Anita l’età in cui inizia ad elaborare concetti, quindi le spiego con calma che la mamma è al lavoro e che torna domani. E lei capisce tutto. Ma questo ovviamente non basta a interromperle la malinconia.
Però alla fine non è andata tanto male: qualche frignatina (molto light) e niente di più.
E ovviamente una notte passata con lei nel lettone che mi si abbarbica come non mai.
La parte clou arriva la sera, quando la bimba è un po’ frignante per la stanchezza e quindi chiede della mamma. Fortunatamente è cominciata per Anita l’età in cui inizia ad elaborare concetti, quindi le spiego con calma che la mamma è al lavoro e che torna domani. E lei capisce tutto. Ma questo ovviamente non basta a interromperle la malinconia.
Però alla fine non è andata tanto male: qualche frignatina (molto light) e niente di più.
E ovviamente una notte passata con lei nel lettone che mi si abbarbica come non mai.
02 aprile 2008
sconcerto scolastico
Lunedì ho fatto gli esami di art direction dello IED.
Martedì (ieri) mattina ho comunicato i risulati.
Ci credete che è da ieri pomeriggio che ricevo mail di alunni che si lamentano dei voti (bassi)?
Per carità, tutte mail con toni pacati, eh!
Però, io sono allibito.
Non so voi, ma io non mi sarei mai permesso...
Martedì (ieri) mattina ho comunicato i risulati.
Ci credete che è da ieri pomeriggio che ricevo mail di alunni che si lamentano dei voti (bassi)?
Per carità, tutte mail con toni pacati, eh!
Però, io sono allibito.
Non so voi, ma io non mi sarei mai permesso...
21 marzo 2008
pasqua
Con oggi finisce una settimana delirate. Lavorativamente parlando, intendo.
Domani mattina partiamo e ce ne andiamo a Celle per la Pasqua.
Ci si vede martedì 25.
Domani mattina partiamo e ce ne andiamo a Celle per la Pasqua.
Ci si vede martedì 25.
19 marzo 2008
17 marzo 2008
gerani
Ogni tanto mi viene la voglia di essere una persona "normale".
Di mettere un po' a posto il casino che mi frulla in testa e quella sensazione di inadeguatezza di fronte ad altri coetanei.
Mi piacerebbe essere una persona da image bank*. Uno di quelli che ha sempre il controllo su tutto; che sa cosa sta facendo e cosa farà.
Non è che la mia vita non mi vada bene, eh!, sia chiaro.
Mi avranno influenzato i troppi film americani che ci propinano famiglie alla "truman show"... chissà.
Per farla breve: la nostra casa, sempre in stato confusionale, per me aveva bisogno di un equilibrio formale e così, dopo un paio di visite ai vivai della zona, mi sono deciso a comprare dei gerani. Sono bellissimi.
(e vorrei vedere, con quello che abbiamo speso)
E mi fanno sembrare "più casa" la nostra casa.

Ovviamente, per festeggiare l'avvenimento, domenica ha grandinato. Nel pieno centro di Miano.
Vabbè.
* image bank = banca immagine; sono delle banche di immagini, appunto, da cui normalmente i pubblicitari attingono per fare dei "layout" da proporre al cliente. Se il layout piace, si compra (o si noleggia) la foto dalla banca immagine. O, per esigenze articolari, si fa uno scatto "ad hoc".
Normalmente, nelle foto delle image bank tutte le persone sono sempre sorridenti, felici, ecc.
Di mettere un po' a posto il casino che mi frulla in testa e quella sensazione di inadeguatezza di fronte ad altri coetanei.
Mi piacerebbe essere una persona da image bank*. Uno di quelli che ha sempre il controllo su tutto; che sa cosa sta facendo e cosa farà.
Non è che la mia vita non mi vada bene, eh!, sia chiaro.
Mi avranno influenzato i troppi film americani che ci propinano famiglie alla "truman show"... chissà.
Per farla breve: la nostra casa, sempre in stato confusionale, per me aveva bisogno di un equilibrio formale e così, dopo un paio di visite ai vivai della zona, mi sono deciso a comprare dei gerani. Sono bellissimi.
(e vorrei vedere, con quello che abbiamo speso)
E mi fanno sembrare "più casa" la nostra casa.
Ovviamente, per festeggiare l'avvenimento, domenica ha grandinato. Nel pieno centro di Miano.
Vabbè.
* image bank = banca immagine; sono delle banche di immagini, appunto, da cui normalmente i pubblicitari attingono per fare dei "layout" da proporre al cliente. Se il layout piace, si compra (o si noleggia) la foto dalla banca immagine. O, per esigenze articolari, si fa uno scatto "ad hoc".
Normalmente, nelle foto delle image bank tutte le persone sono sempre sorridenti, felici, ecc.
04 marzo 2008
c'ho provato...
Giuro che ci ho provato.
L'ho cercato in ogni singolo negozio di dischi che ho incontrato sulla mia strada, ma non l'ho MAI trovato.
E allora? Allora oggi mi sono deciso a scaricarmelo, cercandolo canzone per canzone.
Ed eccolo qua: gli Asia nel loro primo (e omonimo) disco, datato 1982.
Uno dei dischi a cui sono sentimentalmente più legato in assoluto.
Certo, un po' datato. Ha quelle sonorità rockettare influenzate dalla musica prog anni 70... e quelle tastiere...
Ma ammechemmefrega?
Che figata è ascoltare un album intero dopo una ventina d'anni e sentirti uscire dalla bocca ogni singola nota, ogni singola parola con un nano secondo di non previsto anticipo?
E ti stupisci, perché è come ritrovare un vecchio amico.

Lo so: mi accontento di poco.
Ma ammechemmefrega?
L'ho cercato in ogni singolo negozio di dischi che ho incontrato sulla mia strada, ma non l'ho MAI trovato.
E allora? Allora oggi mi sono deciso a scaricarmelo, cercandolo canzone per canzone.
Ed eccolo qua: gli Asia nel loro primo (e omonimo) disco, datato 1982.
Uno dei dischi a cui sono sentimentalmente più legato in assoluto.
Certo, un po' datato. Ha quelle sonorità rockettare influenzate dalla musica prog anni 70... e quelle tastiere...
Ma ammechemmefrega?
Che figata è ascoltare un album intero dopo una ventina d'anni e sentirti uscire dalla bocca ogni singola nota, ogni singola parola con un nano secondo di non previsto anticipo?
E ti stupisci, perché è come ritrovare un vecchio amico.
Lo so: mi accontento di poco.
Ma ammechemmefrega?
03 marzo 2008
e bravo Linus!
Sull'edizione di sabato di Repubblica, nelle pagine di Milano, ho trovato un mini editoriale di Linus che mi ha piacevolmente stupito.
Non provo particolare simpatia per Linus (ma neanche antipatia, per carità), ma devo dire che questo piccolo articolo me l'ha fatto salire di punteggio.
Non ho trovato la versione web, quindi l'ho scansionato e lo metto qua, per chi fosse interessato.
(cliccate sull'immagine sottostanteper ingrandire)
Non provo particolare simpatia per Linus (ma neanche antipatia, per carità), ma devo dire che questo piccolo articolo me l'ha fatto salire di punteggio.
Non ho trovato la versione web, quindi l'ho scansionato e lo metto qua, per chi fosse interessato.
(cliccate sull'immagine sottostanteper ingrandire)
29 febbraio 2008
aggiornamento
È un po' di tempo che non scrivo di Anita.
Ed è un peccato, perché la ragazza sta facendo degli enormi progressi.
Da Natale ad oggi, per esempio, è diventata molto più una bambina, che non una neonata.
Partiamo dal lessico, per esempio.
Parla. E pure troppo, certe volte.
Ma quello che è sconvolgente è sia la quantità di vocaboli che usa con cognizione (parole come unghie, collo, verdure, golfino, scotch - che pronuncia in modo esilarante - e tantissime altre) ma anche il fatto che ormai inizia a fare suoi alcuni concetti come grande/piccolo, tanti/pochi o come "vicino a...".
Poi fa molto ridere quando si inventa delle frasi lunghissime completamente senza senso, dove pronuncia una serie di sillabe infinite e conclude con una parola sensata.
Dice una roba tipo "bablububrabulebabbalubabaMAMMA". Ma è bello vedere come le dice queste frasi. Probabilmente vede me e Dalia che parliamo e lei ci imita oppure vuole intervenire.
Ieri sera a tavola diceva una frase così e poi, appena mi mettevo a parlare con Dalia, lei mi tirava per il maglione e diceva "papà?" e io: "Cosa c'è?" e sparava fuori un'altra frase infinita.
Così per 5 minuti d'orologio. Pensavo di morir dal ridere.
Altro momenti topici sono le finte telefonate.
Prende un qualsiasi oggetto che abbia una forma anche solo vagamente simile a un telefono (l'altro giorno lo faceva con un suo piede!) e si mette a parlare, camminando su e giù per la casa.
Classico incipit: "pronto? come ttai? beeeeenneeeeeee..."
Il problema è che appena prendo la telecamera per filmarla, si blocca; altrimenti sarebbe da vedere, giuro.
Note negative, invece, sono i capricci: 'sta bambina è una testona incredibile.
E non è solo una scusa per "assolverci" come genitori. Ce l'hanno confermato anche le maestre dell'asilo.
Del tipo che se le vuoi mettere una maglia o un paio di calze che non le piacciono, fa delle scenate assurde. Ma roba che i vicini di casa penseranno che la torturiamo.
Sempre su questa falsariga, fa ridere quando vuole che ci vestiamo in un determinato modo. La passione, in particolare, è per i cappelli.
Se entra qualcuno in casa d'improvviso, capace che ci trovi tutti in casa col cappello: sia io, che Dalia, che lei. E qualche volta pure Winnie Pooh.
Vabbè, per oggi, finisco qua questa sessione di aggiornamento.
Se mi viene in mente qualcos'altro, aggiornerò.
Ed è un peccato, perché la ragazza sta facendo degli enormi progressi.
Da Natale ad oggi, per esempio, è diventata molto più una bambina, che non una neonata.
Partiamo dal lessico, per esempio.
Parla. E pure troppo, certe volte.
Ma quello che è sconvolgente è sia la quantità di vocaboli che usa con cognizione (parole come unghie, collo, verdure, golfino, scotch - che pronuncia in modo esilarante - e tantissime altre) ma anche il fatto che ormai inizia a fare suoi alcuni concetti come grande/piccolo, tanti/pochi o come "vicino a...".
Poi fa molto ridere quando si inventa delle frasi lunghissime completamente senza senso, dove pronuncia una serie di sillabe infinite e conclude con una parola sensata.
Dice una roba tipo "bablububrabulebabbalubabaMAMMA". Ma è bello vedere come le dice queste frasi. Probabilmente vede me e Dalia che parliamo e lei ci imita oppure vuole intervenire.
Ieri sera a tavola diceva una frase così e poi, appena mi mettevo a parlare con Dalia, lei mi tirava per il maglione e diceva "papà?" e io: "Cosa c'è?" e sparava fuori un'altra frase infinita.
Così per 5 minuti d'orologio. Pensavo di morir dal ridere.
Altro momenti topici sono le finte telefonate.
Prende un qualsiasi oggetto che abbia una forma anche solo vagamente simile a un telefono (l'altro giorno lo faceva con un suo piede!) e si mette a parlare, camminando su e giù per la casa.
Classico incipit: "pronto? come ttai? beeeeenneeeeeee..."
Il problema è che appena prendo la telecamera per filmarla, si blocca; altrimenti sarebbe da vedere, giuro.
Note negative, invece, sono i capricci: 'sta bambina è una testona incredibile.
E non è solo una scusa per "assolverci" come genitori. Ce l'hanno confermato anche le maestre dell'asilo.
Del tipo che se le vuoi mettere una maglia o un paio di calze che non le piacciono, fa delle scenate assurde. Ma roba che i vicini di casa penseranno che la torturiamo.
Sempre su questa falsariga, fa ridere quando vuole che ci vestiamo in un determinato modo. La passione, in particolare, è per i cappelli.
Se entra qualcuno in casa d'improvviso, capace che ci trovi tutti in casa col cappello: sia io, che Dalia, che lei. E qualche volta pure Winnie Pooh.
Vabbè, per oggi, finisco qua questa sessione di aggiornamento.
Se mi viene in mente qualcos'altro, aggiornerò.
20 febbraio 2008
la tecnologia avanza
e io, a fatica, cerco di starle dietro.
Per esempio da ieri posso vedermi i film sull'iPod!
O meglio: potevo vederli già da prima, se solo avessi saputo come fare a trasferirli dal dvd al computer e quindi all'iPod.
Adesso so come farlo. E sono contentissimo.
Magari non ne vedrò neanche uno, ma mi sento molto tecnologico.
Per esempio da ieri posso vedermi i film sull'iPod!
O meglio: potevo vederli già da prima, se solo avessi saputo come fare a trasferirli dal dvd al computer e quindi all'iPod.
Adesso so come farlo. E sono contentissimo.
Magari non ne vedrò neanche uno, ma mi sento molto tecnologico.
19 febbraio 2008
trend new
Una quindicina/ventina di anni fa volevano tutti aprire un chiringuito sulla spiaggia di un isola deserta.
A fine anni 90 invece sentivi solo gente che voleva aprire un agriturismo in Toscana.
Adesso vogliono tutti andare ad abitare in Spagna.
Qual sarà il prossimo trend?
Partecipate, gente, partecipate.
A fine anni 90 invece sentivi solo gente che voleva aprire un agriturismo in Toscana.
Adesso vogliono tutti andare ad abitare in Spagna.
Qual sarà il prossimo trend?
Partecipate, gente, partecipate.
14 febbraio 2008
sulla Tachipirina
Ieri riflettevo sugli effetti (fin troppo) benefici della Tachipirina e sono giunto alla conclusione che probabilmente la Tachi (come la chiamiamo informalmente in famiglia) è la droga più pesante che io abbia provato in vita mia.
Mi spiego meglio.
Verso le tre di notte sto male, ho freddo e ho la febbre.
Prendo una Tachi e nel giro di mezz'ora inizio a sudare così tanto che penso di sciogliermi.
A poco a poco però riprendo il controllo del mio corpo e dopo un'altra mezz'ora sto talmente bene che sono sveglissimo! Non riesco più a dormire.
Come se il mio corpo dicesse: "Vai! Rifatti di tutto ciò che non hai vissuto nella giornata da debole sfigato con due linee di febbre: è il tuo turno."
Peccato che siano le 4 di mattina e nessuno - a parte me - si sente così galvanizzato da fare qualsiasi cosa.
Per concludere: io non so che effetto faccia sniffarsi della cocaina o farsi di anfe, ma caspita un così repentino cambiamento di salute fisica e mentale io non l'ho mai provato.

Sarà che non sono abituato ad assumere medicinali...
Mi spiego meglio.
Verso le tre di notte sto male, ho freddo e ho la febbre.
Prendo una Tachi e nel giro di mezz'ora inizio a sudare così tanto che penso di sciogliermi.
A poco a poco però riprendo il controllo del mio corpo e dopo un'altra mezz'ora sto talmente bene che sono sveglissimo! Non riesco più a dormire.
Come se il mio corpo dicesse: "Vai! Rifatti di tutto ciò che non hai vissuto nella giornata da debole sfigato con due linee di febbre: è il tuo turno."
Peccato che siano le 4 di mattina e nessuno - a parte me - si sente così galvanizzato da fare qualsiasi cosa.
Per concludere: io non so che effetto faccia sniffarsi della cocaina o farsi di anfe, ma caspita un così repentino cambiamento di salute fisica e mentale io non l'ho mai provato.
Sarà che non sono abituato ad assumere medicinali...
13 febbraio 2008
la famiglia Tachipirina
La notte passata c'è stato un momento di vero "brand awareness" (come si direbbe in ambito pubblicitario/marketinghese).
Dalia, Anita ed io: a ciascuno la propria Tachipirina.
Stiamo messi proprio bene.
Dalia, Anita ed io: a ciascuno la propria Tachipirina.
Stiamo messi proprio bene.
07 febbraio 2008
Niente coccinella
Avevamo preparato tutto: le antenne, le ali.
Avevamo pure tinto di rosso (con la Coloreria italiana) un body e una maglietta.
Ma Anita oggi è malata: ha la congiuntivite; e quindi niente asilo; e quindi niente festa di Carnevale vestita da coccinella.
Probabilmente a lei non gliene fragherà molto, ma a me e Dalia sì.
Speriamo di riuscire a recuperare sabato.
Avevamo pure tinto di rosso (con la Coloreria italiana) un body e una maglietta.
Ma Anita oggi è malata: ha la congiuntivite; e quindi niente asilo; e quindi niente festa di Carnevale vestita da coccinella.
Probabilmente a lei non gliene fragherà molto, ma a me e Dalia sì.
Speriamo di riuscire a recuperare sabato.
06 febbraio 2008
Il tipo T-Max
A prescindere dal fatto che non è bello generalizzare, vorrei inaugurare una nuova rubrica che riguarda le persone che normalmente incrocio nella giungla stradale milanese.
Cominciamo con una categoria facile facile: il tipo T-Max.
Il tipo T-Max (scooterone della Yamaha, per chi non lo conoscesse) è solitamente ben vestito. Usa scarpe di legno (quelle da bancario o da agente immobiliare, per intenderci) e giacca tipo barbour.
Classificazione: non pericoloso.
Accessorio d'obbligo: il casco "Momo design".
Stile di Guida: tendente all'agressivo.
Al semaforo rosso si ferma sulle strisce o addirittura oltre e, non vedendo quando scatta il verde, parte solo quando gli altri scooteristi lo superano. Per poi ri-sorpassarli a velocità smodata.
Espressioni facciale: tendente alla sufficienza nei confronti di tutti gli altri.
Reazioni: se subisce un "torto stradale", guarda l'interlocutore in faccia e lo guarda con l'aria di chi dice "tsk, ma va a cagare" aiutando l'espressione con un gesto del braccio come a dire "ma va' sto imbecille".
Upgrade: il tipo T-Max versione 2.0 lo si riconosce perché è un po' più adulto della media (ha sui 50 anni) e guida con il sigaro in bocca. Esemplare abbastanza pericoloso.
Cominciamo con una categoria facile facile: il tipo T-Max.
Il tipo T-Max (scooterone della Yamaha, per chi non lo conoscesse) è solitamente ben vestito. Usa scarpe di legno (quelle da bancario o da agente immobiliare, per intenderci) e giacca tipo barbour.
Classificazione: non pericoloso.
Accessorio d'obbligo: il casco "Momo design".
Stile di Guida: tendente all'agressivo.
Al semaforo rosso si ferma sulle strisce o addirittura oltre e, non vedendo quando scatta il verde, parte solo quando gli altri scooteristi lo superano. Per poi ri-sorpassarli a velocità smodata.
Espressioni facciale: tendente alla sufficienza nei confronti di tutti gli altri.
Reazioni: se subisce un "torto stradale", guarda l'interlocutore in faccia e lo guarda con l'aria di chi dice "tsk, ma va a cagare" aiutando l'espressione con un gesto del braccio come a dire "ma va' sto imbecille".
Upgrade: il tipo T-Max versione 2.0 lo si riconosce perché è un po' più adulto della media (ha sui 50 anni) e guida con il sigaro in bocca. Esemplare abbastanza pericoloso.
29 gennaio 2008
Van Guievic back in town
Con Guie la stavamo organizzando da un po' e finalmente ce l'abbiamo fatta: sfruttando un suo corso di aggiornamento a Milano di due giorni (ieri e oggi) gli abbiamo fatto fare la mitica "rentrée" sul prestigioso campo di calcetto del Lampedusa.
È stato veramente piacevole rigiocare insieme a lui. Ancora più belle poi le chiacchiere post-match con il gruppo del calcetto, a rivangare vecchi fasti e - perché no? - a rimpiangere un po' i tempi passati.
Nella speranza (ce la faremo mai?) di organizzare una trasferta calcistica a Vicenza tutti insieme.

Cazzarola, Guie, uno come te manca proprio alla scena milanese. E non solo alla scena calcistica, intendo.
È stato veramente piacevole rigiocare insieme a lui. Ancora più belle poi le chiacchiere post-match con il gruppo del calcetto, a rivangare vecchi fasti e - perché no? - a rimpiangere un po' i tempi passati.
Nella speranza (ce la faremo mai?) di organizzare una trasferta calcistica a Vicenza tutti insieme.

Cazzarola, Guie, uno come te manca proprio alla scena milanese. E non solo alla scena calcistica, intendo.
25 gennaio 2008
Ricominciamo
Ci risiamo: è caduto il governo Prodi e siamo turna e a capo.
Questa politica è sempre più lontana dalla gente comune e non c'è modo di colmare questo gap.
Eppo quello che fa incazzare più di tutto è che la colpa di questa caduta è di un personagio orribile come Mastella. Uno che in qualsiasi altra nazione sarebbe in galera. E invece no: ha addosso sette capi d'accusa; sua moglie e tutto il suo partito sono indagati e gliene viene pure. Fa le sceneggiate, citando Neruda.

E adesso molto probabilmente ci tocca un Berlusconi ter.
Che voglia di espatriare...
Questa politica è sempre più lontana dalla gente comune e non c'è modo di colmare questo gap.
Eppo quello che fa incazzare più di tutto è che la colpa di questa caduta è di un personagio orribile come Mastella. Uno che in qualsiasi altra nazione sarebbe in galera. E invece no: ha addosso sette capi d'accusa; sua moglie e tutto il suo partito sono indagati e gliene viene pure. Fa le sceneggiate, citando Neruda.
E adesso molto probabilmente ci tocca un Berlusconi ter.
Che voglia di espatriare...
22 gennaio 2008
Il circolo del cucito
Uno pensa che lo spogliatoio maschile di una palestra sia un andirivieni di uomini "che non devono chiedere mai" e che si parli solo di figa, di calcio e di steroidi.
Nella palestra che frequento io, oggi, Matteo (uno degli istruttori, molto simpatico) mi ha coinvolto in una partita a calcio a sette e - chiacchierando sull'orario, che sarebbe dalle 22 alle 23 - ho fatto presente che per me è perfetto, così ho tempo di andare a casa, stare un po' con la famiglia e poi uscire.
Finendo con "sperando che mia figlia si addormenti presto".
E da lì è partito il controspogliatoio, quello che non ti immagini.
Un tizio fisicatissimo (quello che dovrebbe giocare in porta) che a vederlo sembra un coglione fatto e finito ha iniziato a dire: "Eh, io ne ho due. Quello più grande se non riesco a farlo addormentare me lo porto dietro".
E da lì è stato un susseguirsi di consigli su come far dormire i bambini, quando passare dall'allattamento materno a quello artificiale e via dicendo.
Sembrava un circolo di comari.
Giuro: una scena da sbellicarsi. Degna di un film.
Nella palestra che frequento io, oggi, Matteo (uno degli istruttori, molto simpatico) mi ha coinvolto in una partita a calcio a sette e - chiacchierando sull'orario, che sarebbe dalle 22 alle 23 - ho fatto presente che per me è perfetto, così ho tempo di andare a casa, stare un po' con la famiglia e poi uscire.
Finendo con "sperando che mia figlia si addormenti presto".
E da lì è partito il controspogliatoio, quello che non ti immagini.
Un tizio fisicatissimo (quello che dovrebbe giocare in porta) che a vederlo sembra un coglione fatto e finito ha iniziato a dire: "Eh, io ne ho due. Quello più grande se non riesco a farlo addormentare me lo porto dietro".
E da lì è stato un susseguirsi di consigli su come far dormire i bambini, quando passare dall'allattamento materno a quello artificiale e via dicendo.
Sembrava un circolo di comari.
Giuro: una scena da sbellicarsi. Degna di un film.
17 gennaio 2008
Santa Brabra
Ieri sera finalmente io e Dalia siamo usciti da soli.
A farci da baby sitter è stata Barbara (pronuncia: "Brabra" secondo i canoni di mia figlia) una ragazza che lavora all'asilo nido dove va Anita.
Ragazza a cui Anita si è affezionata. Ma non solo: sembra che anche lei si sia affezionata ad Anita.
E così all'uscita dal nido Anita ha chiesto: "mamma?" e Barbara le ha detto "la mamma viene dopo". Ed è stata l'unica volta che ha chiesto di noi.
Bene. Anzi: molto bene.

Ma una cosa mi fa girare le palle: perché con lei si è addormentata alle 21,45, mentre a casa non ne vuole sapere (quando va bene) prima delle undici e mezza?
A farci da baby sitter è stata Barbara (pronuncia: "Brabra" secondo i canoni di mia figlia) una ragazza che lavora all'asilo nido dove va Anita.
Ragazza a cui Anita si è affezionata. Ma non solo: sembra che anche lei si sia affezionata ad Anita.
E così all'uscita dal nido Anita ha chiesto: "mamma?" e Barbara le ha detto "la mamma viene dopo". Ed è stata l'unica volta che ha chiesto di noi.
Bene. Anzi: molto bene.

Ma una cosa mi fa girare le palle: perché con lei si è addormentata alle 21,45, mentre a casa non ne vuole sapere (quando va bene) prima delle undici e mezza?
14 gennaio 2008
Back to the Roots*
Con molto piacere e una certa soddisfazione, vorrei annunciarvi che Anita ieri ha mangiato la sua prima pasta al pesto!
Certo: un pesto un po' edulcorato, senza aglio, ne' pinoli... insomma un trito di basilico con olio e grana, che però non era malaccio. Ovviamente le è piaciuto. Anche perché se non fosse stato così l'avrei diseredata.

* la citazione contenuta nel titolo la può capire solo mio fratello. E forZe - forZe! - Monty.
Certo: un pesto un po' edulcorato, senza aglio, ne' pinoli... insomma un trito di basilico con olio e grana, che però non era malaccio. Ovviamente le è piaciuto. Anche perché se non fosse stato così l'avrei diseredata.
* la citazione contenuta nel titolo la può capire solo mio fratello. E forZe - forZe! - Monty.
08 gennaio 2008
86,4
Visto che un po' sono dimagrito (ma non troppo, eh! Va' contro i miei principi) e visto che sono reduce dagli stravizi di Natale e Capodanno, ho deciso di pesarmi.
Ottantasei chili e quattrocento grammi dice la bilancia.
Adesso (seguendo i consigli di EstroVersa) dovrei darmi un obiettivo.
85? troppo facile.
80? troppo dura.
che faccio?
Ottantasei chili e quattrocento grammi dice la bilancia.
Adesso (seguendo i consigli di EstroVersa) dovrei darmi un obiettivo.
85? troppo facile.
80? troppo dura.
che faccio?
07 gennaio 2008
Yes, I IED
Oggi è cominciato (per me) il secondo anno scolastico allo Istituto Europeo di Design.
Ho di nuovo una prima.
Di primo acchito sembra che ci siamo meno rompicoglioni dell'anno scorso.
Certo: i ragazzi sono vivaci, per carità; sarebbe strano non fosse così.
Vedremo come andrà.
Ho di nuovo una prima.
Di primo acchito sembra che ci siamo meno rompicoglioni dell'anno scorso.
Certo: i ragazzi sono vivaci, per carità; sarebbe strano non fosse così.
Vedremo come andrà.
04 gennaio 2008
coerenza
L'ho detto e l'ho fatto: 3 giorni lavorativi, 3 pause pranzo in palestra.
Nel tentativo di iniziare a smaltire una parte di tutto il cibo che mi sono scofanato tra Natale e Capodanno.

Sono stato bravo o no?
Avessi sempre 'sta coerenza...
Nel tentativo di iniziare a smaltire una parte di tutto il cibo che mi sono scofanato tra Natale e Capodanno.
Sono stato bravo o no?
Avessi sempre 'sta coerenza...
auguri via sms
È sicuramente capitato a tutti: ricevere degli sms di auguri per Natale o, più frequentemente, per Capodanno che fanno veramente rabbrividire.
Quest'anno abbiamo istituito una specie di "gara al peggiore", tra le persone con cui festeggiavo il capodanno, includendo anche i vicini (cioè: mia sorella Marta e alcuni suoi amici).
So che non state più nella pelle, quindi eccovi subito la TOP 3 degli auguri più brutti. Conto alla rovescia:
n° 3 - rime sublimi
"Luna d'argento con stelle dorate, gnomi folletti e fatine incantate
una pioggia d'auguri e 1 pensiero fatato
per augurarti un 2008 da togliere il fiato."
n° 2 - orrenda catena
"Previsioni meteo capodanno 2008: prevista 1 forte pioggia di baci e abbracci... è consigliabile chiudere l'ombrello e aprire il cuore!
Manda questo sms a 10persone a cui vuoi bene (anche a me se me ne vuoi)... se te ne tornano + di 3 il nuovo anno inizierà con nuove ed inaspettate sorprese!"
n° 1 - all'asilo scrivevo cose più intelligenti
"Toc toc: bussano! Dai, vai ad aprire. Sono i miei auguri; falli entrare e poi chiudi a chiave e tienili con te per sempre. Sono fatti con il cuore. Buona anno e felice 2008."

No, dico: roba da buttare via il telefono.
Quest'anno abbiamo istituito una specie di "gara al peggiore", tra le persone con cui festeggiavo il capodanno, includendo anche i vicini (cioè: mia sorella Marta e alcuni suoi amici).
So che non state più nella pelle, quindi eccovi subito la TOP 3 degli auguri più brutti. Conto alla rovescia:
n° 3 - rime sublimi
"Luna d'argento con stelle dorate, gnomi folletti e fatine incantate
una pioggia d'auguri e 1 pensiero fatato
per augurarti un 2008 da togliere il fiato."
n° 2 - orrenda catena
"Previsioni meteo capodanno 2008: prevista 1 forte pioggia di baci e abbracci... è consigliabile chiudere l'ombrello e aprire il cuore!
Manda questo sms a 10persone a cui vuoi bene (anche a me se me ne vuoi)... se te ne tornano + di 3 il nuovo anno inizierà con nuove ed inaspettate sorprese!"
n° 1 - all'asilo scrivevo cose più intelligenti
"Toc toc: bussano! Dai, vai ad aprire. Sono i miei auguri; falli entrare e poi chiudi a chiave e tienili con te per sempre. Sono fatti con il cuore. Buona anno e felice 2008."
No, dico: roba da buttare via il telefono.
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