15 giugno 2012

festa carabelli

Oggi c'è stato lo spettacolo estivo della Scuola Materna Carabelli. Come sempre il pubblico era in delirio. Abbiamo trattenuto a stento i fan. È stata dura ma ce l'abbiamo fatta.

11 giugno 2012

essenziale

Togliere, levare, scartare, arrivare all'osso.
Il diktat che ho preso già da tempo necessita di decisioni più drastiche e repentine.
Abbiamo (ho?) troppi strati inutili. Ho bisogno di poco.
Anzi, meno.

 

04 giugno 2012

maledetti frònscési!

In realtà quest post si dovrebbe chiamare una cosa tipo "la giornata mondiale delle famiglie" o "il papa a Milano", ma non ho resistito alla tentazione di dire una minchiata e così l'ho chiamato in un modo che mi faccia ridere.
(e con questo abbiamo chiarito, per quei pochi che non se n'erano accorti, la scarsissima affidabilità giornalistico/lessicale dell'autore del blog).

Allora, stavamo dicendo: durante il w/end appena trascorso c'era l'incontro mondiale delle famiglie proprio nella nostra a Milano. Che poi le famiglie sarebbe sottointeso che debbano essere cattoliche, visto che si tratta di una festa di stampo cristiano, però - per fortuna - non c'è scritto, sennò sai che casino!

Quindi, ricominciamo: c'era l'incontro mondiale delle famiglie e noi, che sì, siamo cattolici e pure praticanti, però non è che siamo proprio il ritratto della famiglia come vorrebbe il cliché, abbiamo partecipato come meglio sappiamo fare, ovvero dando la ns disponbilità per le questioni pratiche e disertando tutti gli incontri a tema religioso. Quindi niente incontri tipo messa papale, ma abbiamo ospitato volentieri una famiglia francese per tre giorni/due notti.

Non li abbiamo solo ospitati a dormire, eh! Li abbiamo anche accompagnati in centro, aiutati nelle organizzazioni, etcetera. E tutto sommato è stato anche abbastanza divertente. Poi, vabbè, un salto in Piazza Duomo per vedere il Papa l'abbiamo fatto anche noi, se non altro per pura curiosità nei confronti di un evento di portata mondiale; e che per di più si svolgeva a due passi da casa nostra.

E devo dire che l'atmosfera in questo tipo di eventi è sempre carica di positività. C'è un sacco di gente che suona, canta, fa casino, tutti allegri. È un piacere far respirare alle bambine un po' di quest'aria di festa. Mette in circolo delle energie positive, che ci vogliono sempre.

30 maggio 2012

nel fango del dio pallone

In diversi mi avevano consigliato la lettura di "Nel fango del dio pallone", non ultimo l'amico Monty. Avevo sempre rimandato, non so perché.

Due gli elementi scatenanti che mi hanno convinto: uno è la morte dell'autore, per malattie probabilmente derivate dallo spropositato uso di doping; secondo è perché in questi giorni sta scoppiando l'ennesimo scandalo delle partite truccate (o del Totonero, come si chiamava una volta). E così ieri sera mi sono deciso e in una botta l'ho cominciato e finito.

Sì, perché quello che forse non sapete è che questo libro non è un libro-inchiesta. È un'autobiografia scritta in maniera così basilare e così trasparente che è come sentire un amico che parla. E quando un amico parla, specialmente se ti racconta cose sconvolgenti, lo stai a sentire finché non finisce, è chiaro.
A questo unite anche una sorta di amarcord, dato dal fatto che molti dei giocatori di cui si parla, me li ricordo nei miei album di figurine degli anni 70.

Vabbè, facendola breve: il libro va letto sicuramente.
Sia dal punto di vista umano, perché parla di un uomo che aveva tutto e poi non aveva più niente. Ma anche dal punto di vista sportivo, perché ci si rende conto che se il mondo del calcio era così trent'anni fa, figuriamoci adesso.
C'è solo il grosso rischio di disamorarsi di questo sport.
Dal canto mio, non so se riuscirò più a vedere una "papera" di un portiere senza pensare che l'abbia fatto apposta.



25 maggio 2012

quasi una vita

Vent'anni. Praticamente una vita.

Era il 25 maggio 1992 e fu la prima volta che io e Dalia (allora una delle mie migliori amiche) facemmo il passo. Passare da un'amicizia a una relazione non è cosa semplice.
Ma ricordo benissimo come oramai nella mia testa avevo maturato l'idea che potesse essere lei la donna giusta per me. Certo, potevo benissimo sbagliarmi. Ventidue anni non è sicuramente l'età delle scelte sicure al 100%.

Però, dopo lunga mia insistenza (e quando mai s'è vista una donna che insiste per stare con me? impossibile, n'est pas?) la ragazza cedette e da lì cominciò tutto.

Ma quello che fa impressione adesso sono i vent'anni. Ven'anni.
Quasi una vita fa. Dopo vent'anni insieme non sei più una coppia. Sei un essere unico.



"Quando saremo due saremo veglia e sonno,
affonderemo nella stessa polpa
come il dente di latte e il suo secondo,
saremo due come sono le acque, le dolci e le salate,
come i cieli, del giorno e della notte,
due come sono i piedi, gli occhi, i reni,
come i tempi del battito
i colpi del respiro.

Quando saremo due non avremo metà
saremo un due che non si può dividere con niente.
Quando saremo due, nessuno sarà uno,
uno sarà l'uguale di nessuno
e l'unità consisterà nel due.
Quando saremo due
cambierà nome pure l'universo
diventerà diverso."

Erri De Luca

14 maggio 2012

festa

Domenica mattina, c'è la comunione di Carolina (cuginetta di Anita e Elena). Siamo a messa.
Abbiamo detto alle gnome che, dopo la messa, ci sarà una festa per festeggiare Carolina.

A un certo punto parte l'Alleluia cantato: "la nostra festa non deve finire, non deve finire e non finirà"
Elena guarda Dalia e le dice: "per forza che la festa non finisce, non abbiamo ancora mangiato la torta!"

11 maggio 2012

operazione Tyler Durden - 02

Questa settimana sono stato bravissimissimo.
Ho intrapreso una linea non troppo dura, ma decisa: ogni giorno devo fare dello sport.
Anche poco, ma devo farlo.

Tanto per dire:
sia sabato che domenica scorsa, al mare in Liguria, ho fatto una corsa di 40 minuti each
lunedì sera calcetto
martedì palestra
mercoledì andata e ritorno casa-ufficio in bicicletta (30 minuti each)
giovedì sono andato a correre al Forlanini alle 7,00 di mattina (eroico!)
venerdì (oggi) palestra

Se continuo così sono un idolo.
Se non muoio prima, ovviamente.

09 maggio 2012

il ritorno dei CR

Ci sono dischi che ci metto un po' a digerire.
Faccio un esempio: quello nuovo degli Afterhours è proprio ostico. Sono arrivato al secondo ascolto e non riesco a farmelo piacere. L'amico Samuele mi dice che dopo il 5° ascolto entra nelle preferenze.
Però io non so se c'ho voglia di ascoltarlo 5 volte. Mi pesa proprio.

Discorso diverso per il nuovo disco dei Casinò Royale che è uscito ad autunno, quindi questa è una recensione assai tardiva. (Non è neanche una recensione, ma vabbè, andiamo avanti.)

Dicevo: anche "Io e la mia Ombra" ci ho messo un po' a digerirlo. Però non mi risultava ostico, anzi: mi ritrovavo a canticchiare le canzoni di un album che, almeno all'inizio, non mi piaceva granché. O almeno non nella sua integrità. Forse per gli echi pop di alcune tracce, chissà. Poi il disco è cresciuto con gli ascolti e anche i pezzi più deboli - o forse semplicemente i meno orecchiabili - hanno iniziato a piacermi.

Una cosa vorrei evidenziare: i Casino Royale sono radicati in Milano e - per me che ci vivo - i loro suoni ma soprattutto i loro testi parlano di una città dalle mille sfacettature, considerata la più europea d'Italia, ma al tempo stesso una città molto provinciale. Insomma: sono il gruppo che meglio rappresentava questa città ai tempi di CRX e - nonostante la latitanza - il binomio è tutt'ora più che valido.

Devo dirvi qualcos'altro o l'avete capito da soli che 'sto disco mi piace un casino?



08 maggio 2012

nonsense

Elena: "Papà, Anita mi ha fatto 6 linguacce"
Anita: "Non è vero, te ne ho fatto solo 7".


07 maggio 2012

giacomo bianco

Non sono mai stato un grande fan dei White Stripes, ne' dei The Dead Weather, ne' dei Raconteurs, però quando ho saputo dell'uscita di un disco solista di Jack White, mi si sono rizzate le antenne.
Parliamoci chiaro: quest'uomo ha un talento decisamente fuori dal comune. Poi possono piacere certe cose più che altre, ma per me è indubbio che quello che ha fatto come autore, batterista, chitarrista e anche come produttore è qualcosa che raramente si trova in un ragazzo così giovane.

Insomma stavo dicendo: ero molto cuorioso di sentire l'esordio solista di un artista così prolifico. Cioè, certi dischi vanno ascoltati quanto meno per una sorta di rispetto.
Non avevo aspettative nei confronti del disco perché - come detto - quest'uomo ha fatto così tante cose e così diverse tra loro che non sapevo da che parte pendesse l'ago della bilancia.
Cioè, Jack, tu - sì proprio tu, Jack - che cosa vuoi fare della tua vita, musicalmente parlando?

Beh, la risposta dentro a questo disco è: tutto. Voglio fare tutto. E non rinnego niente.
Sì, perché il disco è quanto meno eterogeneo: blues, folk, rock, indie, ballad. C'è un po' di tutto, insomma. Basta vedere i primi due singoli, "Love Interruption" e "Sixteen Saltines", che forse corrispondono agli antipodi delle scelte musicali che Jack White ha operato per completare la scaletta della sua opera.

Comunque un disco che si mertita un bel 7/10 in pagella.
Lo conferma il fatto che da un paio di settimane è in heavy rotation nelle mie orecchie.


03 maggio 2012

reclusi dalla pioggia

Si prospettava un bel ponte da sabato a martedì compreso.
E si pensava giustamente a cosa fare, a dove andare. E invece niente: siamo stati a casa.
Che poi non so se chi sta leggendo ha dei figli, ma anche se così non fosse vi posso dire una cosa io: con due bambine (o bambini che siano, anzi se sono maschi forse è peggio), chiuse in casa si rischia l'autocombustione da rincoglionimento.

Ma noi non ci siamo fatti scoraggiare e, visto che la pioggia imperversava su tutto il nord Italia, abbiamo deciso di rimanere a Milano. A fare cosa?
Avete presente quel mobile che avete sul terrazzo che primo o poi dovete buttare via? e fare ordine nei cassetti? e cambiare le sedie? e i giri in discarica? e - perché no - finire il libro di Palahniuk?

Ecco, questi quattro giorni li abbiamo trascorsi così. Per poi accorgersi che c'erano ancora alcune cose da fare. Sì perché in casa propria le cose da sistemare non finiscono mai.
E non abbiamo neanche minimamente pensato alla cantina, che è - a parte biciclette e albero di Natale - praticamente immutata dal giorno in cui ci siamo trasferiti. Li si rischia veramente di venire risucchiati.

Ma non c'è da preoccuparsi: le previsioni danno brutto tempo ancora per i prossimi due w/end.


in foto: il massimo della mia capacità manuale: montare le sedie dell'Ikea. 
Con l'immancabile brugola, ovviamònt.

27 aprile 2012

indovina la citazione - 23

Anche per questa puntata di "indovina la citazione", mi duole dirvi che indovinarlo all'ultima è troppo facile! Dai, dai, provate.


01 - Se volete il mio parere siamo eterosessuali per approssimazione, non per scelta. È solo una questione di chi ti tira. È solo una faccenda di estetica, non c'entra una mazza la moralità.

02 - Tu trovi che quest'approccio di solito funziona? O lasciami indovinare, non l'hai mai tentato prima. Infatti normalmente non fai approcci alle ragazze, ho ragione?
La verità è che sei un ragazzo sensibile e calmo ma, se fossi pronta a correre il rischio, potrei scoprire il tuo lato nascosto: brillante, avventuroso, appassionato, tenero, leale - TAXI! - un po' cattivo e un po' pazzoide ma, ehi, non è questo che intriga noi ragazze?

03 - Ursula Andress! La quintessenza delle pupe di Bond! È quello che dicono tutti. L'incarnazione - giusto? - della sua superiorità su di noi. Bellissima, esotica, grande sensualità eppure, del tutto inaccessibile a chiunque a parte lui. Cagate! Insomma, ammettiamolo dico io: se si fa uno di Edimburgo si può fare tutti noi no, cazzo?

04 - È una merda essere scozzesi! Siamo il peggio del peggio, la feccia di questa cazzo di terra, i più disgraziati, miserabili, servili, patetici avanzi che siano mai stati cagati nella civiltà.
Ci sono quelli che odiano gli inglesi, io no! Sono solo delle mezze seghe! d'altra parte noi siamo stati colonizzati da mezze seghe, non troviamo neanche una cultura decente da cui farci colonizzare. Siamo governati da palle mosce!

05 - Prendete l'orgasmo più forte che avete mai provato. Moltiplicatelo per mille. Neanche allora ci siete vicini.
 
06 - Scegliete la vita; scegliete un lavoro; scegliete una carriera; scegliete la famiglia; scegliete un maxitelevisore del cazzo; scegliete lavatrici, macchine, lettori CD e apriscatole elettrici. Scegliete la buona salute, il colesterolo basso e la polizza vita; scegliete un mutuo a interessi fissi; scegliete una prima casa; scegliete gli amici; scegliete una moda casual e le valigie in tinta; scegliete un salotto di tre pezzi a rate e ricopritelo con una stoffa del cazzo; scegliete il fai da te e chiedetevi chi cacchio siete la domenica mattina; scegliete di sedervi sul divano a spappolarvi il cervello e lo spirito con i quiz mentre vi ingozzate di schifezze da mangiare. Alla fine scegliete di marcire, di tirare le cuoia in uno squallido ospizio ridotti a motivo di imbarazzo per gli stronzetti viziati ed egoisti che avete figliato per rimpiazzarvi; scegliete un futuro; scegliete la vita. Ma perché dovrei fare una cosa così? Io ho scelto di non scegliere la vita, ho scelto qualcos'altro, le ragioni? Non ci sono ragioni, chi ha bisogno di ragioni quando ha l'eroina?

26 aprile 2012

operazione Tyler Durden

 
Settimana scorsa è cominciato il mio tentativo di perdere un po' di peso in vista dell'estate. Prendendo spunto da un blog che seguo l'ho chiamato "operazione Tyler Durden".
Sia chiaro: io non ci assomiglio neanche lontanamente a Tyler Durden (che poi sarebbe Brad Pitt in "Fight Club"). E non ci assomiglierei neanche dopo 2 anni di allenamenti e 3 o 4 plastiche facciali.

Ma a qualcuno o qualcosa bisogna ispirarsi, no?

Insomma, ho cominciato neanche una settimana fa. O forse dovrei dire ri-cominciato. Gioco a calcio una volta alla settimana (insufficiente per una persona di 41 anni che mangia come un bufalo) e ho sempre avuto l'abbonamento alla palestra.
Ma averlo non significa andarci in 'sta benedetta palestra. Infatti da Natale a settimana scorsa ci sono andato ben due volte.

Adesso l'impietosa bilancia segna 90 chili e mi sento un budino. Il che significa
Priorità: dimagrire e tirare su un po' di massa muscolare.
Tempistica: due mesi.

Ce la farò? E non dite subito "no", cazzo, che così mi scoraggiate.

23 aprile 2012

la fine (?) di un falso mito

Alcuni lo dicevano da tempo: la Lega è come l’UDEUR del nord. Ovvero familismo, compravendita di voti, interecettazione di fondi pubblici ecc.

Il guaio è che la Lega faceva di "Roma ladrona" (pronunciato in Bossi style, con tanto di voce rauca e occhio ignorante) la sua bandiera. E questo rende il loro caso ancor peggiore rispetto al caso di Lusi della Margherita di qualche settimana fa, o ai vari casi della Prima Repubblica, che si celavano dietro a un "rubano tutti, lo faccio anch'io". 
Tutti i partiti rubano, è chiaro. Ma se quelli trovati con le mani nella marmellata si vantavano di essere i cavalieri di un’Italia diversa (o Padania diversa?) be’ altro che monetine: il pestaggio mediatico è garantito. E pure doveroso.

Fa tristezza constatare che i popoli italici, benché mascherati dietro a sigle politiche, regioni o tradizioni diverse sono tutti familisti, corruttori e corruttibili e parassitano la comunità attraverso lo stato continuamente e senza vergogna.

 fotografia scattata stamattina in corso XXII marzo, angolo via Fratelli Bronzetti.

18 aprile 2012

cos'è successo a Gerald Bostock

Nel 1972 uscì un magnifico concept album di rock progressivo dal titolo "Thick as a Brick", firmato da una band meravigliosa che si chiama Jethro Tull, e che narrava le gesta di un ragazzino di dieci anni, Gerald Bostock, bambino prodigio e poeta in erba.
Disco epocale e da me largamente amato.

E poi cosa è successo? È successo che quarant'anni dopo, arriva una sorta di sequel, ad opera di Ian Anderson, cantante, compositore e vera anima dei Jethro Tull: "Thick as a Brick 2" (titolo non molto originale, ma vabbè).

Proseguono le vicende di Gerry Bostock, ormai 50enne. O meglio: di quello che avrebbe potuto diventare. Si valutano i vari "What-Ifs, Maybes and Might-Have-Beens" della vita e dei vari bivi che ci troviamo davanti e per quale motivo decidiamo di svoltare da una parte o dall'altra.
Cioè: non è che io abbia capito tutto, eh! La verità è che uno dovrebbe stare lì a leggersi tutte le parole. Ma siamo sinceri: non ne ho fisicamente il tempo. E questo dando per scontato che la mia conoscenza dell'inglese mi permetta di capire tutto.

Quel che posso dire di sicuro è che il disco è di molto piacevole. E a un vecchio dinosauro come me, sembra di tornare indietro nel tempo. Cioè: sembra veramente un disco scritto un anno dopo il primo capitolo, l'atmosfera è identica, anche se qua non abbiamo un'unica grande traccia, come nel disco del 1972, ma tanti piccoli brani.
C'è da dire che io non mi aspettavo quasi niente da questo disco. Elemento per me fondamentale, perché è notorio che aspettativa = delusione. Specie quando si parla di sequel.

Divertenti anche i vari giochi di trasposizione nell'arco degli anni. A partire dalla copertina: allora era la copertina del giornale "Saint Cleve Chronicle"; adesso è - ovviamente - trattata come un'Home Page del sito Saint Cleve.

Se volete saperne di più in generale, andate direttamente al sito ufficiale di Ian Anderson.


13 aprile 2012

la gita scolastica ai tempi di Facebook

Anita è in gita con la scuola. Sì, a 5 anni e mezzo è in gita con la scuola, proprio così.
Se me lo avessero detto un paio di anni fa non ci avrei creduto.
4 giorni e tre notti senza la famiglia, sotto la tutela di alcune maestre coraggiose e disposte a sobbarcarsi il peso di una ventina di bambini ancora in età da "voglio la mia mamma".

Capita però che le maestre siano anche particolarmente avvezze all'uso della tecnologia. E quindi di avere l'opportunità di seguire tua figlia mentre visita un castello o fa un gita in motoscafo o altre attività.
E così la separazione è meno difficoltosa, nonostante la tenera età.

Viva Facebook, quindi, se ci permette di seguire a distanza questi avvenimenti. E viva le maestre che si sono premurate di tutto.


in foto: Anita, Amelie e Camilla, mentre mangiano un gelato (beh, questo lo vedevate da soli)

06 aprile 2012

indovina la citazione - 22

Film pieno zeppo di citazioni, di un regista che ama le citazioni.. Ne scelgo alcune, ma confido lo indoviniate entro le prime.


01 - Lei era una cosa unica. Certe volte la notte restavo a fissarla mentre dormiva. Ogni tanto lei si svegliava e se ne accorgeva. E si metteva a strillare.

02 - Il segreto sta nel non essere te, ma me. Tu sei bassino e piuttosto bruttino, ma anch'io sono abbastanza basso e brutto per avere successo per conto mio. 

03 - Tu hai investito le tue emozioni in azioni fallimentari. Hai subito un crack: non sono più quotate in borsa. E allora tu che cosa fai? Devi reinvestire! Possibilmente in azioni più stabili, qualcosa che dia garanzia di sviluppo a lunga scadenza.
- Con chi mi vuoi fidanzare? Con la General Motors?

04 - Io voglio una donna eccezionale. Veramente eccezionale.
- Be', senti, Madame Curie è morta: chi c'è rimasto?    

05 - Poi sta cominciando a piovere e mi sono ricordata che c'è un bel film con Ida Lupino sul 4° canale. Sai quello dove lei è felicemente sposata e all'improvviso si mette nei pasticci col miglior amico di suo marito?
- E poi come finisce?
- Lei li ammazza tutti e due e poi si suicida.
- È meglio uscire!    

06 - Le interessa la danza signorina?
- Sparisci sgorbio!
...
- Che cosa ha detto?
- Che è un po' stanca.

07 - Devo avere delle bistecche surgelate e una bottiglia di Champagne.
- E che ci fai con lo Champagne? Devi varare una nave?
- No, volevo cucinare a casa per impressionare una ragazza: ho fatto il manzo Stroganoff nella pentola a pressione.
- E come è venuto?
- Non lo so, è ancora appiccicato al muro.

05 aprile 2012

addio, Mia!

Chissà perché certe cose succedono mentre piove. E per di più durante la notte.
Certe volte la nostra vita sembra scritta da uno sceneggiatore.
Insomma stanotte, mentre pioveva, è morta la nostra gatta. Abbiamo dovuto farla sopprimere. O "addormentarla", dicendolo in maniera più delicata.

La cosa strana è che fino a un mese fa, o anche meno, stava bene. Poi improvvisamente ha avuto un tracollo verticale che l'ha portata prima a vomitare spesso, e poi a smettere di essere un gatto e a somigliare di più a una pelliccia di gatto. Lasciata lì.

Prima l'abbiamo portata da un veterinario, quando ancora era più o meno in salute, ma è stato impossibile visitarla, perché è sempre stata una gatta aggressiva. Da ieri, poi, si trascinava a fatica, e aveva proprio lo sguardo stanco e assente.

Così abbiamo aspettato che le bambine si addormentassero; abbiamo fatto venire lo zio Dauno a casa (per qualsiasi evenienza) e siamo andati al Pronto Soccorso veterinario dove l'hanno visitata, le hanno fatto le analisi del sangue e ci hanno detto che era molto malata e che non c'era più niente da fare. Così l'abbiamo salutata e l'abbiamo lasciata lì dove l'hanno addormentata.

Ciao, gatta matta. Mi mancherai.


30 marzo 2012

i mille volti di Gotye

È da un mesetto che in rete si fa un gran parlare di Gotye, ragazzo belga emigrato in Australia, cantautore polistrumentista. Con la solita curiosità, mi sono andato a cercare il nuovo disco "Making Mirrors", scoprendo peraltro che questo è il suo terzo lavoro (gli altri due dalle nostre parti non son mai arrivati).

Beh, devo dire che sembra di essere davanti a un novello Peter Gabriel. Soprattutto per le influenze etniche e alcune volte per il tono della voce. Ma anche per la poliedricità dell'album.

Sì, perché quello che differenzia quest'album dalle nuove uscite in generale, secondo me, è la varietà dei brani: ci si può trovare alcune ballate alla Patrick Wolf, inserti elettronici tipici di una certa produzione di Beck, ma anche l'utilizzo del vocoder (in "State of the Art") o addirittura interpretazioni dall'aria soul ("I Feel better" in particolare).

Nonostante tutto, però, il disco gode di una sua linea melodica e di una sua certa omogeneità. E anche di una discreta orecchiabilità. Insomma: mettere insieme tutti questi elementi e non risultare un'arlecchinata non penso sia facile.

Bravo Gotye, ti seguirò con interesse.



27 marzo 2012

la tipa Vespa Piaggio

La tipa Vespa Piaggio è una donna sui 35/45 anni. Scarpa bassa (tipo ballerina) e jeans, in questa stagione sfodera spesso un piumino senza maniche. Di estrazione medio alta, è un'amante del classico. Usa quindi la Vespa perché non concepisce gli altri tipi di scooter.

Classificazione: non pericolosa
Accessorio d'obbligo: il casco in tinta con la Vespa
Stile di Guida: leggermente apprensivo
Espressioni facciale: calma piatta
Reazioni: tende a evitare qualsiasi rischio e si pianta in mezzo alla strada per dare la precedenza anche a chi non ce l'avrebbe.
Upgrade: nessuno


26 marzo 2012

you call me a dog

Anita: "papà, ti voglio bene come a un cagnolino"
e voleva essere un complimento, eh!



in foto: Anita sfreccia sul suo monopattino, sulla strada verso l'asilo.

21 marzo 2012

l'inossidabile Nicke

Ci sono persone che sono dotate di un talento fuori dal comune, bisogna ammetterlo. Nicke Andersson è uno di questi. È sulla scena da più di vent'anni e continua a sfornare dischi con una frequenza impressionante.

Se andate su Wikipedia, vedete che la sua discografia è divisa in  
1.1 Con gli Hellacopters 
1.2 Con gli Entombed 
1.3 Con i Supershit 666 
1.4 Con i The Hydromatics 
1.5 Con i The Solution 
1.6 Con i Death Breath 
1.7 Con Stefan Sundström

E volete sapere qual è la cosa più divertente? Che Wiki italia - come sempre in ritardo - si è fumata gli ultimi anni di Andersson, perché il giovane (oddio "giovane"... quest'anno ne fa quaranta) svedese ha fatto partire l'ennesimo progetto, dal nome "Imperial State Electric".
E quest'anno è arrivato al secondo album: Pop War. E da qua parto per riattaccarmi all'affermazione inizale: come cacchio fa 'sto ragazzo (eddaje, non è più un ragazzo, su!) ad avere una produzione così intensa, ma soprattutto così fresca!

Sì, perché se fate partire il disco, già dall'iniziale "Uh Huh" vi sembrerà di ascoltare un disco nuovo, scritto da ragazzi. Perché è fresco (sì, lo so, l'ho già detto) e coinvolgente.
Poi, per carità, può non piacere. Però, caspita: chapeau, Mr Andersson!

E se avete due minuti, guardate in che atmosfera si è svolta la presentazione del disco a Stoccolma. (Andersson è quello col cappello, tutto a sinistra)


20 marzo 2012

il mio ruolo in famiglia

Ieri festa del papà. All'asilo i bimbi dovevano fare un disegno del papà e scrivere (o meglio: far scrivere dalla maestra) cosa pensano dei rispettivi papà.

E questo è il risultato.


Praticamente una massaia.

16 marzo 2012

indie fatto con cura

James Mercer mi è simpatico. Ho anche apprezzato molto la sua parentesi pseudo indie-folk-elettronica, ovvero il progetto Broken Bells.
Luilì torna oggi alla ribalta col nuovo album Port of Morrow a firma "The Shins".

Il ragazzo ha decisamente del talento e riesce a mettere insieme diverse influenze - dal rock dei seventiees alla batteria elettronica, per dirne due - ottenendo un risultato più che piacevole. Alcuni brani sono molto strutturati ("che vuol dire strutturati?" "non lo so, però non riesco a trovare un'altra espressione"), ma mai pesanti.

Siamo sempre dalle parti dell'indie rock, cone le barbe e l'aria da intellettuale, ma vi assicuro che il disco è molto carino e si lascia ascoltare volentieri. Eppoi sono solo dieci brani, su, che cosa vi costa dargli un orecchio?



27 febbraio 2012

in buona parte

Anita: "Papà, cosa sono tutte queste macchie sul frigo?"
Guardo il frigo, già sporco di suo, suggellato da chiazze di cioccolato, dovute a uno scellerato uso delle fruste elettriche (da parte mia, ovviamente).
Io: "In buona parte sono macchie di cioccolato?"
Anita: "E in cattiva parte?"


23 febbraio 2012

da New York con certezza

C'è poco da fare: i Nada Surf sono una certezza. Come già detto per altri gruppi come i Manic Street Preachers, quando ti appresti a sentire un disco dei Nada Surf sei certo che ti piacerà.

È anche vero che loro non hanno ambizioni da supergruppo, ma le loro canzoni scorrono sempre veloci e piacevoli. Ma questo non vuol dire che non siano curate. A un secondo o terzo ascolto ti accorgi di molte finezze che fanno sì che il disco non sia mai noioso.

E la cosa sconvolgente è che - l'ho scoperto su Wikipedia - loro sono in attività dal 1992. Quando si dice: vent'anni e non sentirli.




21 febbraio 2012

coccolato

Anche quest'anno è arrivato il momento clou della nostra famiglia: Dalia è partita per l'annuale convention che le costa un monte di ore di lavoro e qualche ruga in più.

In aiuto per gestire le bambine sono arrivate mammà e zia Paola, che, non solo si occupano delle bimbe, ma, al grido di "ommiopoveropiccolochefacciastanca", mi trattano come un pascià.

Quindi, quando torno a casa, come ieri sera, trovo la cena già pronta e le bambine già lavate mangiate e pigiamate.
C'è il rischio di abituarsi troppo bene.



20 febbraio 2012

Elena pigliatutto

In casa nostra scompaiono le cose. L'unica spiegazione razionale è che Elena le prenda e le metta in svariate parti della casa, probabilmente alla sua altezza.
La  conclusione è che negli ultimi tre giorni sono spariti un dvd - che dovevamo restituire alla biblioteca - e il mio cellulare personale.
Ho ancora quello aziendale, quindi non è che sono isolato dal mondo. Però se provate a chiamarmi e trovate spento, adesso sapete il perché.

Ovviamente è riuscita a sottrarmelo quando era scarico, quindi adesso è lì che giace sotto qualche letto o tra i giochi, spento.
Magari lo ritroverò insieme all'orologio Decathlon da 7 euro che non trovo più da qualche mese. Chissà.


15 febbraio 2012

quel geniaccio malato di Maynard

Se c'è un uomo che mi fa impazzire dal ridere è MJK, al secolo Maynard James Keenan, cantante dei Tool, degli A Perfect Circle e dei Puscifer, personaggio di indubbio talento.

Andiamo con ordine, per chi non fosse avvezzo alla musica pesante: luilì prima fonda i Tool, che - a mio modo di vedere - sono il miglior gruppo in attività. Cioè, proprio che gli altri spariscono.

Solo che i Tool fanno un disco ogni 4/5 anni (quando va bene) e così, lui inizia un percorso parallelo con gli A Perfect Circle, gruppo meraviglioso, che alcuni addirittura preferiscono ai Tool (e, vabbè, dai lo confesso: all'inizio anch'io preferivo gli APC; ma solo perché non ero ancora entrato con testa, cuore e anima - o Aenima, eh eh eh - nella discografia dei Tool).

Vabbè, per farla breve, che sennò qua passano altri 15 giorni tra un post e l'altro, dicevo che lui ha già due complessi di quelli da farsi vanto per i secoli a venire. E nel tempo libero che fa? Mica s'inventa un modo per spillare soldi ai fan, o altre cagate del genere.
No, lui fa un progetto musicale solista, che chiama Puscifer. E gli riesce pure bene.

Risultato: primo disco quasi elettronico. Al secondo giro, nuova inversione di rotta e andiamo verso un industrial rock, con molte parti di canto che ricordano gli A Perfect Circle, anche se la struttura musicale è diversa.
Insomma questo "Conditions of my Parole" (uscito a fine 2011) è un disco veramente interessante, con alcuni pezzi (la title track, "Telling Ghosts" e Toma") particolarmente belli.
Bravo Maynard. Ti odio per quanto sei bravo, perché vorrei avere un decimo del tuo talento. Però al tempo stesso ti amo alla follia.

Ah, quasi dimenticavo: quando canta coi Tool è pelato (come è nella realtà), con gli APC ha i capelli lunghi (grazie all'uso di diverse parrucche, alcune volte addirittura con le trecce).
E con i Puscifer? Beh, guardatevelo da soli.


03 febbraio 2012

storie e cicatrici

Se avete bisogno di buona musica, di quella un po' facile, "da tappezzeria" come la chiamava John Lennon, vi consiglio il nuovo disco dei The Fray.
Ah, ma perché è un gruppo che segui? No, è il primo loro disco che ascolto.
E allora perché li segnali? Non lo so. M'è sembrato un indie/pop/rock molto fruibile, ma sufficientemente vario da non annoiare e sufficientemente allegro da non risultare lagnoso (a parte il lentone, o ballad come dicono quelli bravi "I can barely say" che skippo volentieri, nonostante gli archi che danno sempre una bella enfasi, e pure la conclusiva "Be still").

E poi stiamo parlando di un disco prodotto da Brendan o' Brien. E quindi? Quindi niente, però volevo far vedere che sono un tipo che si informa.

Per farla breve: se cercate un disco originale, siamo sulla strada sbagliata.
Se cercate un disco da ascoltare in ufficio o in una scampagnata in macchina, allora potrebbe fare al caso vostro.


31 gennaio 2012

ottimismo funerario

Il nuovo disco di Mark Lanegan, "Blues Funeral", sarà il classico disco che spaccherà in due i fan: chi lo adora e chi lo odia. Quando si ha a che fare con un personaggio dal passato così importante e così ingombrante c'è da aspettarselo.

C'è chi continuerà a seguirlo e a difenderlo anche quando farà un disco inascoltabile e chi invece lo condannerà a prescindere perché "non è più lui", ecc ecc.

Sì, ma tu che ne pensi? Moi? Io non sono mai stato un fan di Lanegan, ma sono uno che si appassiona facilmente, quindi penso che sia un bel disco, non trascendentale, ma più che ascoltabile. È la naturale evoluzione di "Bubblegum" di otto - dicasi otto! - anni fa.
Certo, non è che luilì è rimato 8 anni a tirar sassi in acqua. Ha fatto altro, ha avuto qualche distrazione, ma alla fine è tornato. Ed è ciò che conta.

Poi ci sarà chi predilige i pezzi laneganiani classici tipo "Leviathan" e denigra quelli un po' più nuovi (leggasi "con un sintetizzatore in più") tipo "Ode to Sad Disco", e chi invece farà viceversa. Ma si sa che alla gente ci piace rompere i coglioni.
Noi invece cerchiamo di prendere di buono quello che ci capita per le orecchie. E mister Mark-sonovivopermiracolo-Lanegan porta sempre con se' qualche cosa che vale la pena di ascoltare.


30 gennaio 2012

indovina la citazione - 21

Siamo a un film così famoso ma così famoso e così ricco di citazioni ma così ricco che... boh! indovinatelo subito. E ditemi a che numero.

Ah, dimenticavo: Paci, tu a 'sto giro non puoi giocare.


1 - 1026 west addison? ma è lo stadio del Baseball!

2 - Siete proprio una coppia incorreggibile. Ho pregato tanto per voi. Mi si stringe il cuore vedere che due giovani che avevo cresciuto nell'obbedienza dei dieci comandamenti mi tornano come due ladri... due sporcaccioni, che conoscono solo le parolacce!

3 - Appropinquiamoci al tavolo più vicino e godiamoci questa sofisticata ma ospitale tavola calda.

4 - La signora Tarantella?
- No, Tarantino.
- Signora lei per caso ha un Bones Malone e un Louis Marini a pensione qui?

 5 - Che genere di musica fate qui, di solito?
- Oh, ne facciamo di tutt'e due i generi: il country e il western.

6 - Io prendo del pane bianco tostato, per favore
- Ci vuoi burro e marmellata sul toast tesoro?
- No, signora: liscio.
- Avete del pollo fritto?
- Il pollo fritto più buono dell'Illinois.
- Mi porti 4 polli fritti e una Coca.
- Petti di pollo o cosce di pollo?
- 4 polli fritti e una Coca.

7 - Io li odio i nazisti dell'Illinois.

8 - Sono 126 miglia per Chicago. Abbiamo il serbatoio pieno, mezzo pacchetto di sigarette, è buio, e portiamo tutt'e due gli occhiali da sole.
- Vai!

9 - Non ti ho tradito. Dico sul serio. Ero... rimasto senza benzina. Avevo una gomma a terra. Non avevo i soldi per prendere il taxi. La tintoria non mi aveva portato il tight. C'era il funerale di mia madre! Era crollata la casa! C'è stato un terremoto! Una tremenda inondazione! Le cavallette! Non è stata colpa mia, lo giuro su Dio!


25 gennaio 2012

in farmacia

Succede sempre quando hai fretta. È ovvio.
Succede che c'è quella persona che entra in farmacia 3 secondi prima di te. Proprio quella persona lì, anziana e un po' claudicante. Ti chiedi perché doveva uscire di casa proprio a quell'ora.
Non poteva uscire 5 minuti dopo?
Ma bastavano anche 30 secondi dopo.

Perché nelle farmacie, non so se avete notato, è sempre così: c'è uno (o una) che tiene occupata una farmacista per tutto il tempo in cui voi state lì. Che sia 3 minuti o mezz'ora, c'è una persona che rende impraticabile uno sportello. E amen.
Ma c'è l'altro libero. Uno solo. A disposizione degli avventori normali.

È lì che si fionda la vecchia e comincia con una frase che non fa presagire niente di buono: "Ho perso le medicine della pressione". Ahia!
E continua: "non mi ricordo come si chiama... flestil qualcosa... non ricordo. Ha una scatola arancione"
"Signora - interviene la farmacista con molta pazienza - ci sono tantissime medicine con la scatola arancione"
"Ha la scritta vivace, i colori vivaci... Ha la scritta in alto... Sinestil forse?!
"No"

E qui la vecchia inizia a snocciolare una serie di nomi improbabili, con la farmacista che continuava a rispondere "no, non esiste".
Alla fine sono uscito disperato mentre sentivo che ricominciava la tiritera "Ha la scatola arancione..."

Secondo me hanno dovuto chiamare un'ambulanza che se la portasse via.


24 gennaio 2012

ma come fa?

Certi libri si divorano. O perché l'argomento ti interessa molto; o perché il libro è scritto in maniera scorrevole. O, come mi è capitato di recente, si verificano entrambi i casi appena citati. Il libro in questione si intitola "Ma come fa a far tutto?", della giornalista gallese Allison Pearson.

Parla di una mamma lavoratrice, immersa tanto nella famiglia, ma anche nel lavoro, che la vede competere alla pari coi maschi in un settore - quello finanziario - dove la parità dei sessi è mera fantasia.
Il libro è veramente molto divertente, ma non dimentica mai i problemi quotidiani che assillano una mamma moderna. Ça va sans dire, io mi sono immedesimato molto nella parte di Kate, la protagonista.

Ecco un paio di citazioni che mi piace portarmi appresso:
"Quando sei giovane tua madre cerca di difenderti dal mondo perché è convinta che tu sia troppo giovane per capire e quando è vecchia tu cerchi di difendere lei nella convinzione che sia troppo vecchia per capire, o per essere costretta a continuare a capire.
La curva della vita è: desiderio di sapere, sapere, desiderio di non sapere."

"Gli uomini di adesso non possono che essere padri migliori dei loro padri. Per il solo fatto di saper cambiare un pannolino o di infilare il biberon nell'orifizio giusto, sono considerati genitori più capaci di quelli delle precedenti generazioni. Le donne, invece, possono essere soltanto madri peggiori delle loro madri, e questo fa veramente rabbia perché ce la mettiamo tutta e ciononostante siamo destinate a fallire"


Ah, e se vi chiedete come mai c'è Sarah Jessica Parker in copertina, sappiate che da questo libro ne è stato tratto un film (TRAILER).

19 gennaio 2012

il giusto tributo

Non sono mai stato un fan dei R.E.M., anche se per qualche anno, ai loro esordi, li seguii, su segnalazione di un'amica di mio fratello.
Poi ci fu l'esplosione con "Losing my Religion" e da lì in avanti, una carriera che procedeva tra alti e bassi ("Accelerate", per esempio, fu il primo che mi piacque dopo una lunga serie).

A fine anno scorso si sono sciolti. Hanno avuto un discreto coraggio nel non continuare a mandare avanti una macchina che evidentemente stentava a procedere. E si sono congedati dal mondo musicale serenamente (e speriamo senza future reunion).

Arriva il loro ultimo singolo, che è anche l'ultimo inedito che pubblicheranno for evah end evah, e... beh, scende un po ' la lacrimuccia, perché è una sorta di congedo dal mondo. Tanto più che si intitola "We all go back where we belong".

Fra l'altro ne hanno fatto un video, di cui ne esistono due versioni: una con protagonista Kirsten Dunst, e una con John Giorno (poeta statunitense). Vi incollo qua le delicatissima versione con Kirsten Dunst, che non so se recita o meno, ma sembra che ascolti le parole di queste canzoni per la prima volta e le sue emozioni siano vere. Un video veramente bello.

Ma non è del video che volevo parlare. Volevo solo dire grazie ai R.E.M. per quello che hanno fatto. Cari Michael e gli altri due di cui non ricordo i nomi, sinceramente grazie, perché siete stati un gruppo onesto e meritevole. Senza grosse autoesaltazioni, divismi o boutade fuori luogo. Bravi. Ve lo dice uno che non è un fan, ma semplicemente un fruitore di musica. Grazie per la vostra musica.
 


18 gennaio 2012

tamarri canadesi

I Nickelback mi piacciono sempre. E dire che sono uno dei gruppi odiati, dal mondo dell'heavy metal in particolare.
Non so bene perché. Penso, ma è una mia supposizione, sia per il loro modo di comporre musiche sì di hard rock, ma anche di facile ascolto, con coretti ruffiani e ritornelli cantabili ai concerti anche da chi ha ascoltato la canzone solo un paio di volte.
Allora mi chiedo: perché loro sì e i Foo Fighters no?

Vabbè, a parte questa premessa inutile, volevo dirvi che a fine 2011 è uscito il nuovo album dei Nicklback. Non ha niente da diverso dai precedenti album: canzoni "a cannone" intervallate da poche ballad. In pratica se, come me, skippate le ballad, avete una colonna sonora perfetta per fare footing.



16 gennaio 2012

il commercialista dice

Il commercialista dice che siamo stati bravi.
Il commercialista dice che il 2011 è andato molto bene, meglio del 2010.
Il commercialista dice che la maggior parte dei suoi clienti è in crisi e noi siamo un'eccezione.
Il commercialista dice che quando viene da noi è contento perché tutti si lamentano e noi invece abbiamo sempre buone notizie.

Poi il commercialista ci pensa un po' e aggiunge: "certo che a giugno vi toccherà pagare un monte di tasse".

14 gennaio 2012

volersi bene

Anita: "non ti voglio più come sorella. Adesso devi andartene in un'altra famiglia"
Elena: "e io ti butto giù dalla finestra e poi ti rompo in due"

13 gennaio 2012

testa e cuore

Tra i dischi che non ho inserito nella classifica 2011, ma che comunque ho apprezzato c'è sicuramente quello dei "the Head and the Heart". Loro sono una band di Seattle (città natale di prestigiosi nomi in ambito musicale) e hanno una tendenza indie-folk.

Termine che, lo ammetto, mi fa già venire voglia di sbaidigliare. E invece il disco è abbastanza fresco, nonostante le atmosfere calde (perdonatemi il gioco di parole). Suonato con passione (e si sente) ma senza scadere nella mania depressiva a cui ci hanno abituati gli esponenti di questo tipo di musica.

Canzoni non particolarmente originali, è vero. E probabilmente da qua a qualche tempo nessuno parlerà più di loro, almeno in Italia. Però è stato la colonna sonora di buona parte del mio autunno. E questo post è per ricordarmelo.


12 gennaio 2012

di X factor e della musica italiana

In principio era X Factor e io non lo cagai, come del resto faccio con tutti i talentsciòu. Poi l'evento: Stefano Belisari - conosciuto ai più come Elio di Elio e le Storie Tese - viene ingaggiato come giudice alla nonsoquantesima edizione e lì, complice il mio amore per lui e per il gruppo, mi sono detto "beh, allora qualcosa di interessante almeno ci dev'essere" e ho iniziato a seguire X Factor.

Delle varie edizioni, l'ultima, conclusasi il giorno della Befana, è quella che mi è piaciuta e mi ha appassionato di più. Avrei giurato che in finale ci arrivassero la talentuosissima Nicole (VIDEO), ragazzina diciassettenne alquanto acerba, ma dalla grande voce; e l'aiuto-pizzaiola Antonella (VIDEO), ragazza con voce meno stucchevole, ma di bell'aspetto e con una considerevole presenza scenica.

La battaglia era tra loro due. Anche quando il palco era carico di personaggi insulsi, il duello a distanza per me era quello. Se vogliamo fare una citazione cinematografica, era una lotta tra il cigno bianco Nicole e il cigno nero Antonella.

E invece chi ha vinto? Francesca.
Francesca chiiii? Una giovincella sponsorizzata dalla casa discografica giusta e che - sì, è vero - ha una bella voce, ma probabilmente farà un singolo e poi sparirà nel dimenticatoio. Non bella, niente presenza scenica, titubante, insomma un perfetta NON popstar da lanciare sul mercato.

Possibile che in Italia sia sempre così? Che vincano sempre le persone con le spinte giuste a discapito di chi ha una grande passione (Antonella) o un gran talento (Nicole) o di qualcuno che prova a fare qualcosa di diverso (i Moderni, che a parte il nome orribile, comunque non erano niente male)?




in foto: Antonella Lo Coco, per me vincitrice morale di X Factor.

11 gennaio 2012

le dieci cose importanti per me

rigorosamente in ordine sparso.

1 - Trovare il lato divertente delle situazioni.

2 - La mia famiglia.

3 - La musica. Sempre e comunque.

4 - La colazione ricca. Specie nei giorni di festa (ovvero senza fretta).

5 - Il contatto fisico con le persone che amo.

6 - Girare in motorino.

7 - Il mare.

8 - Il calcetto del lunedì.

9 - L'odore della focaccia nel carrugio di Celle.

10 - Il rispetto dagli altri e degli altri.

03 gennaio 2012

duezerododici

È comiciato l'anno nuovo. Per noi è cominciato coerentemente con la nostra vita da famiglia sgarruppata: siamo riusciti ad arrivare in ritardo pure al brindisi di mezzanotte.
Stavamo mettendo a letto le bambine dormienti e loro si sono risvegliate e ringalluzzite, così siamo scesi a brindare con gli amici che era passata mezzanotte da un minuto circa.
Da ricordarsi che la cornice scenica in cui si è svolto questo piacevole capodanno è stata la bellissima casa di Matteo, nella campagna parmigiana. Pochi amici, ma buoni. Il cibo invece era sia tanto che buono.

Comunque, a parte queste scemate, si prospetta un anno tosto, denso di avvenimenti ma anche di problmatiche da affrontare. Si stringe i denti e si riparte.
In bocca al lupo a tutti.


31 dicembre 2011

top ten dischi 2011

Un po' frettolosamente mi dedico al futilissimo passatempo di stilare la classifica dei dischi da me più apprezzati in questo trascorso 2011. Pronti, via!



01 - Rival Sons - Pressure and Time
Ascoltato fino allo sfinimento. Ok, non c'è niente di nuovo, ma disco che si ascolta in loop e che non stanca mai.

02 - Foo Fighters - Wasting Light
I Foos sono tornati alle origini, recuperando l'anima più grezza e rocchettara. Potente e convincente.

03 - Caparezza - Il Sogno Eretico
Michele Salvemini conferma tutto quanto fatto di buono fino ad ora e prosegue nel suo percorso ironico/dissacratorio.

04 - Battles - Gloss Drop
Bravi bravissimi. Un disco meravigliosamente ipnotico che ti avvolge e ti martella nel cervello.

05 - the Black Keys - El Camino
Giunto sul filo di lana, un disco orecchiabile ma non banale e che non stanca mai. 

06 - Social Distortion - Hard Times and Nursery Rhymes
Sono arrivato solo quest'anno ai SD e mi sono piaciuti subito. Disco rock dell'estate passata.

07 - Selah Sue - Selah Sue
Bellino, non c'è che dire. Disco reggae-pop dalle sonorità retrò con voce calda e un po' ruvida.

08 - Joan as a Police Woman - the Deep Field
Atmosfera intima e sensuale come solo lei sa fare. Disco che ti parla dritto ai sentimenti.

09 - Fatoumata Diawara - Fatou
Anche questo un disco dell'ultimo mese. Sussurrato, delicato e un po' malinconico. Dall'Africa con amore. E convinzione.

10 - Young the Giant - Young the Giant
Un bel disco d'esordio. La formula è quella dell'indie-rock, ma il risultato è piacevole e non scontato.

25 dicembre 2011

24 dicembre 2011

wishlist

Ecco una lista dei regali che mi piacerebbe ricevere a Natale e che non riceverò mai. Soprattutto perché sono tutti regali un po' costosi, che vanno oltre al "pensiero" simbolico. Quindi la scrivo non so neanch'io perché. Giusto per divertirsi un po'.

La Diavoletto.
Il terzo concerto con la band dei papà dell'Asilo mi ha fatto tornare la voglia di suonare la chitarra. E non mi dispiacerebbe un giorno possodere la mia prima chitarra elettrica. Tra tutte, la mia preferita è la Gibson "Diavoletto", o nera o rossa. Quella di Angus Young, per intenderci.






Una chitarra acustica bella.
In alternativa alla diavoletto mi accontenterei anche di una chitarra acustica un po' bella. Come non ne ho mai avute, per esempio. Lunedì, al concerto di Natale, ho suonato la Takamine elettrificata di Antonio e mi sono divertito un bel po'. Anche questa dritta nel cestone dei desiderata.






Una maglia da calcio.
Ho una vera e inutile passione per le maglie da calcio. Cioè, non sono come gli inglesi che vanno in giro con la maglia del Celtic o robe così. Semplicemente mi piacciono come oggetto e, perché no, indossarle anche durante le partite a calcetto del lunedì sera. Casomai vorreste regalarmene una (nonostante costino uno sproposito), tranne quelle a righe verticali (tipo Juve o Milan), mi piacciono tutte.




La Wii.
Avete mai giocato con la Wii? Una volta che cominci non ti fermeresti più. Voi mi direte: ma quando ce l'hai tu il tempo di giocare con la Wii? In effetti non ce l'avrei mai. E poi le mie figlie se ne impossesserebbero con quei giochi orribili dei cuccioli o quelle cagate lì. Ma la Wii rimane comunque uno di quegli oggetti che vorrei, anche se sarebbe di quasi nulla utilità.





Il casco per Anita.
Sei io entrassi in casa con un casco da scooter per Anita, Dalia mi divorzierebbe. Lei ha il terrore che io faccia un incidente. Ma proprio di quelli mortali. Quindi rimane uno di quegli oggetti che vorrei comprare ma non farò (temo) mai. Però il casco-coccinella è troppo carino, dai? Non lo comprereste anche voi?






Un viaggio.
Se proprio proprio volete farmi un regalo e volete andare su un regalo sicuro che non passa mai di moda, come una cravatta al papà o le creme corpo per le donne, comprate due biglietti aerei per una qualsiasi destinazione (meglio le grandi capitali come Londra o Berlino, toh!). Mi fareste molto felice. Non c'è niente come un viaggio per farmi staccare la spina dalla quotidianità e farmi stare bene.




E voi? Quali regali chiedete a Babbo Natale?

23 dicembre 2011

dens àuz

Ieri sera c'è stato il saggio di danza di Anita.
È stata un'esperienza a dir poco comica, con Anita, che non ha mai ballato in vita sua se non in questi ultimi due mesi (ma chiamarlo "ballo" è un'impresa) che era la più grande e - sembrava - la più sicura del suo gruppetto di coetanee.

Quindi abbiamo assistito a scene da sceneggiature di quart'ordine, con bambine immobili, una che scontra dentro l'altra, e cose così. Ma è stato comunque emozionante. Brava la mia gnoma grande.






in foto: Anita (truccata da gattino) ed Elena, a fine saggio.

15 dicembre 2011

sovraffollamento prenatale

Ogni anno si ripropone lo stesso scenario. E ogni anno mi chiedo: ma perché bisogna fare tutto "entro Natale"?
Da fine novembre in avanti la gente è presa da un attacco di "Facciamo una cena prima di Natale? Ci vediamo prima delle vacanze? Riusciamo a organizzare un aperitivo prima di Natale?" e via dicendo. La mia domanda è semplicemente questa: perché? Perché dobbiamo vederci entro il 25 dicembre se non ci vediamo da un anno o, chessò, da settembre? Che senso ha? Non puoi aspettare 15 giorni e ci vediamo a Gennaio?

Il calendario che precede il Natale è una via Crucis di impegni. Dalla festa dell'asilo alla cena aziendale, una serie di appuntamenti imprescindibili, che minano la salute di ogni uomo sano di mente. Senza contare gli impegni lavorativi (il classico "il cliente lo vuole vedere prima di andare in vacanza") e l'incubo dei regali di Natale, che sono altri due generatori di pallini rossi in agenda.

Ma quello che più mi sconvolge è la "agenda" di Anita: festa dell'asilo, spettacolo dell'asilo (non sono la stessa cosa, eh!), saggio di danza, festa in parrocchia e chi più ne ha più ne metta. Noi abbiamo un calendario "di famiglia", dove ad ogni giorno corrispondono 4 caselle, una per ogni membro del nucleo familiare. Beh, la colonna di Anita fa spavento. È di gran lunga la più impegnata di tutti.
E quando comincerà anche Elena con ailo, inglese, danza, ecc?
Non ci voglio neanche pensare.

14 dicembre 2011

al telefono

È un paio di giorni che mi ritrovo a girare per la città nelle prime ore della mattina e una cosa che mi colpisce parecchio è il numero di persone che vedo parlare al cellulare già dalla mattina presto. Fateci caso anche voi: che siano in macchina o fermi al semaforo, c'è tantissima gente che parla al cellulare. Mi chiedo: ma con chi state parlando alle 7,30 di mattina? E soprattutto: di cosa cazzo parlate al telefono tutto il giorno?

13 dicembre 2011

temporary co-blogger

Vista la mia latitanza dal blog, l'amico Ale ha deciso di scrivere un post per me, esasperando una mia peculiarità: la "casalinghitudine". Il risultato l'ho trovato esilarante. Ve lo copio/incollo qua sotto.

Come avrete capito, a casa sono io che non porto i pantaloni. E quindi, nonostante sia stressato dal lavoro, quando arrivo a casa, mi rilasso da una parte giocando/insegnando a vivere con sani principi morali alle gnome, dall'altra facendo la donna di casa. La cucina è il mio regno. Anche a stirare non me la cavo male, ma questo sarà l'argomento per un altro post. Stiamo sul pezzo. La cucina è il mio regno, dicevo.
A casa di mia moglie (mica è mia!) e delle mie figlie, la cucina è sempre in ordine, a parte quando cucino con le gnome. Sono disposto a dormire mezz'ora in meno, ma quando mi corico la cucina dev'essere in perfetto ordine. Ma, se a casa riesco tutto sommato a tenerla sotto controllo, a lavoro, dove abbiamo uno spazio all'americana, per intenderci, per il caffé e gli spuntini, è un problema che paradossalmente, rischia di mandarmi fuori di testa.
Spesso sono stupito di quanto poco educate riescano ad essere le persone. Briciole in giro dappertutto, tazze, bicchieri, coltelli, cucchiaini non lavati, vassoi che, pur di non essere l'ultimo ad usufruirne, cosa che obbligherebbe a compiere l'enorme sforzo di gettarlo nella pattumiera, rimangono con una parte infinitesimale del dolce/focaccia/pizza or whatever, bottiglie senza tappo, il cucchiaino della zuccheriera sparito, sporco dappertutto, fino ad arrivare alle famose "caccole" di caffè nello zucchero, elementi che sottintendono il fatto che una persona abbia preso il cucchiaino adibito alla zuccheriera, abbia versato lo zucchero nel suo caffè toccando il caffè stesso, per poi re-immetterlo nella zuccheriera, creando quelle schifose palle di misto caffèzucchero.
Vi giuro che devo ricorrere perennemente alla mia solida e verificata ISO14000 pazienza zen, per non compiere una strage.

01 dicembre 2011

chiuso per suevele

Ci sono negozi che, per quanto mi riguarda, potrebbero chiudere istantaneamente. E non sto parlando di mancato utilizzo, perché è ovvio che non entrerò (forse) mai in una merceria o in un parrucchiere per signora.

Sto parlando di esercizi commerciali che non incontrano proprio il mio gusto,  e di cui depreco anche un po' l'esistenza.

• i vari "vendo/compro oro"
• le agenzie immobiliari
• le pizzerie al trancio (quelli con la pizza alta, per intenderci)
• le profumerie
• le grandi marche di abbigliamento (Hermes, Gucci, ecc)
• le gastronomia/rosticceria (ma non le pollerie, sia chiaro!)
• i ristoranti giapponesi e sushi bar
• gli antiquari


to be continued

23 novembre 2011

niente più cioTTolato

Oggi è l'ultima seduta di logopedia di Anita. Anche se molti dei nostri amici o parenti non se ne sono accorti, fino a poco tempo fa Anita aveva un piccolo problema, ovvero non riusciva a pronunciare le consonanti gutturali.
In pratica: la C e la G dure erano sostituite da T e D. Non se ne accorgeva quasi nessuno quando lei parlava, se non quelli un po' più attenti.

Dalia ed io abbiamo deciso di intervenire su questo problema prima che la bimba cominciasse le elementari e, come dicevo, oggi è l'ultima di dieci sedute che la bimba ha compiuto, con una dottoressa specializzata in questo campo.
In realtà dopo 5 sedute la cosa era già risolta, però abbiamo pensato che era meglio compiere il ciclo fino in fondo, per scongiurare "ricadute".

La cosa divertente è che Anita, dopo le prime due/tre lezioni, aveva cominciato a sostituire la T e la D anche in parole dove non c'era bisogno. Del tipo che ad Halloween aveva detto "oggi mi vesto da sCrega". Un eccesso di zelo.

Ciò che importa è adesso Anita parla bene. Cioè: lo faceva anche prima, ma adesso lo fa al 100%. L'unico problema è che i nostri amici più stretti, che hanno figli che magari non pronunciano la R o hanno la S con la zeppola, adesso iniziano a preoccuparsi. E noi, ai loro occhi, siamo i super esperti della materia. "Ma secondo voi quando dovremmo intervenire?" "Senti un po' come pronuncia la R. Dobbiamo iscriverlo anche noi", ecc.



in foto lo spettacolino di qualche giorno fa: Anita suona la chitarra (più o meno) ed Elena balla

22 novembre 2011

galline e dinosauri

È uscito il nuovo disco dei Chickenfoot.
E questi chi sono? direte voi?
Mi affido a queste parole testuali di Alessandro, per farvi capire quantomeno il genere musicale.

"beh del resto è un supergruppo. diciamo che sta per diventare l'attività principale pure per chad smith, visto che i RHCP sono degli ectoplasmi.
AOR classicissimo, con musicisti con le palle esagonali, che però non si fanno le seghe sui manici. poi a me la voce di hagar è sempre sempre sempre piaciuta. tra l'altro su sto disco ha lavorato un minimo sui testi, ce ne sono un paio quasi politici.
la mia preferita è come closer. una ballad super classica con un assolo da vero silver surfer satriani."

Poi, detto tra noi, io preferisco i pezzi "tirati", alle ballad. Ma comunque penso abbiate capito di cosa si tratta. Disco consigliato.

13 novembre 2011

Pietro

Gioci dei ruoli, insieme alle bambine.
Un grande classico: tu sei il papà, io sono la mamma, eccetera.

"E io?" chiedo alle due gnome
"Tu sei nostro figlio" dice Anita
"Ok, e come mi chiamo?"
Elena interviene: "Pietro"
e io: "Pietro?"
Lei ci pesa un po' e spara: "sì, Pietro Prezioso"

da morir dal ridere.

12 novembre 2011

liberi tutti

Finalmente è arrivato il giorno. Finalmente Berlusconi si è dimesso da Presidente del Consiglio.
Un ruolo che in un paese civile non avrebbe mai ricoperto, in quanto mafioso, corruttore, puttaniere e tanti altri epiteti per cui ne basterebe mezzo per far sì che in un altro stato questo sgradevole individuo non avrebbe neanche avuto il coraggio di presentarsi alle elezioni.


Tutta a dire "è finita un'epoca". Io ci spero, ma sinceramente non lo credo, perché in una democrazia (per quanto in Italia si tratti di democrazia malata) un esponente di governo non può rimanere in auge per 17 anni senza avere l'appoggio delle persone.
E le stesse persone sono - temo! - pronte a farsi abbindolare dal prossimo che dirà "vi risolvo io i problemi", come fece Berlusconi col suo famoso "ghe pensi mì".



Ma oggi è giornata per gioire, perché qualsiasi persona vada al posto di Berlusconi, che si tratti dell'accreditato Monti o che sia Elisabetta Canalis, sicuramente non farà peggio di lui. Per un semplicissimo motivo: perché avrà a cuore l'Italia e non solo i cazzi propri.

C'è comunque da stare attenti, perché quest'uomo ha sette vite come i gatti e l'ha dimostrato in più occasioni, in questo (per me eterno) periodo in cui ha dominato la scena politica italiana. Quindi, sotto a lavorare e a rimboccarsi le maniche, che adesso c'è da costruire un'Italia migliore.

C'è solo un'unica domanda che mi lascia un po' perplesso: ma a me 17 anni di sangue marcio chi me li ridà indietro?

05 novembre 2011

tutta suo padre

A cena a casa di amici, Elena gioca con un riccio.
io: "e come lo chiamiamo questo riccio?"
Elena: "Lidoro"


l'avete capita?

04 novembre 2011

quando la barca affonda

Prima era il turno dei politici (Fini, Bocchino, etc); poi è stato il turno degli economisti (Emma Marcegaglia; Luca di Montezemolo, etc); adesso siamo ai comici (ci si è messo pure Iacchetti).
A poco a poco tutti prendono distanza da Berlusconi e dalla politica attuale, fatta di economia selvaggia a favore dei soliti e - va da sé - a sfavore della gente comune.

Ma dico io: ma quanto ci avete messo a rendervene conto? Io, che non sono ne' Che Guevara ne' uno che si informa in maniera troppo articolata, me ne ero accorto 17 anni fa. Diciassette!
Voi che adesso fate un passo indietro non potete esservene accorti dopo di me. E allora? Cosa c'era che vi impediva di opporvi a questo modo di fare? Vi eravate fatti comprare, dite la verità.

E adesso che il sultano sta perdendo il suo regno, iniziate a farvi amico il popolo bue, per poter risalire sul carro vincente, dicendo il più classico dei "io ve l'avevo detto"? Beh, signori miei, mi fate cagare. È troppo facile tirarvi fuori adesso. Troppo facile.