22 dicembre 2016

volbeat, sempre volbeat, fortissimamente volbeat

Vivo l'ennesimo dicembre incasinato: di giorno lavoro in un'agenzia (inAdv, per cui faccio lavori fighissimi) e di notte mantengo i miei lavoretti (favori ad amici, rivista di fotografia, ecc). Arrivo a sera abbastanza distrutto, ma - se riesco a passare l'abbiocco post cena - riparto. E quando ho bisogno di rimanere sveglio per finire l'ennesimo impaginato, trovo la giusta carica nella musica rock sparata a un livello importante.

Ed ecco che, in un isolato cassetto della memoria, ricordo di aver scaricato (ma anche ascoltato) il nuovo disco dei Volbeat. Mi era piaciuto, ma non troppo. E in effetti, riascoltandolo a distanza di mesi, capisco che ricasco sempre nel solito errore: all'inizio mi aspetto tanto, quindi i primi ascolti sono un po' tiepidi. Poi mi lascio andare e semplicemente mi godo la musica.

Certo, quella dei Volbeat è particolarmente ripetitiva. Non solo da un anno con l'altro (sfido chiunque a non trovare identico l'incipit di "for Evigt" con quello di "Lola Montez") ma anche all'interno dello stesso album. Però - in un periodo di estrema insicurezza e flessibilità lavorativa - qualche certezza ci vuole. E la mia sta tutta in 13 tracce da cui mi faccio volentieri perforare i timpani.



20 dicembre 2016

christina

Elena: "Papà, se tu avessi una macchina del tempo, potresti andare un pochino indietro, ma non tantissimo, quando io e Anita già ci siamo?"
io: "ok, per fare cosa?"
Elena: "puoi adottare Christina Aguilera, così diventa nostra sorella?"


23 novembre 2016

aggiornamento

Se non avete mie notizie da un paio di mesi, è perché il mio social media manager è Fabio (detto Fabbio), l'uomo più inconcludente della terra.


30 settembre 2016

01 settembre 2016

chain reaction

La cosa che mi sta colpendo di più, in questi giorni "post-licenziamento"è la quantità di messaggi e telefonate che mi arrivano.
Un sacco di attestati di stima, di incoraggiamenti e di complimenti. Ma proprio molti di più di quelli che mi aspettavo.
Energie positive in circolo: ce n'è bisogno.



Andreone, questa ovviamente è per te.

29 agosto 2016

letture estive 2016

Ecco i tre titoli che hanno accompagnato la mia estate, letti in ordine da sinistra a destra.




Il primo che mi è letteralmente capitato tra le mani è Il centenario che saltò dalla finestra e scomparve, romanzo d'esordio di Jonas Jonasson. Era lì, nella pigna dei "da leggere", e visto che mi sono ritrovato ammalato senza preavviso (c'è qualcuno che si ammala con preavviso?) l'ho pescato dalla pigna e l'ho iniziato.
Così come mi è successo con il secondo libro dello stesso autore, ho riso veramente tanto. Una storia surreale e divertente, che comunque non si esime dal farci riflettere un po' sul tipo di vita che conduciamo. O forse sono io che - visto il periodo che sto passando - gli ho dato questa connotazione.
Cmq libro straconsigliato per chi ha voglia di svagarsi.

In ordine di lettura, il secondo è una raccolta dei primi tre romanzi di Joe Lansdale con protagonisti i due amici Hap and Leonard. Avevo letto qualcosa di Lansdale, ma niente che riguardasse questa coppia di texani quasi nullafacenti, dalle battute fulminanti e con una certa propensione a dare (e ricevere) botte.
Suggeritomi dal buon Monty, ho attaccato questo libro in Sicilia e me lo sono divorato. I dialoghi tra i due protagonisti sono a tratti esilaranti e l'abilità di Lansdale di descrivere la provincia americana in poche parole è stupefacente. Libro che consiglierò vivamente.
Ho scoperto che ci hanno pure fatto una serie tv che si chiama proprio come i protagonisti, ma non sono riuscito a trovarla.

Terzo e ultimo libro, è stato Un giorno questo dolore ti sarà utile di Peter Cameron.
Avevo letto in giro pareri positivi su questo libro e quindi l'ho letto per curiosità. Beh mi è sembrato un libro abbastanza sopravvalutato. L'idea è carina, ma tirata troppo in lungo con personaggi o comparsate inutili (uno per tutti: il fidanzato della sorella). Insomma, 200 pagine dove l'unica cosa interessante avviene ovviamente verso la fine e pronunciata dal personaggio più prevedibile di tutti (la nonna del protagonista). Una mezza delusione.

24 agosto 2016

out of (this) office

Eccolo il cambiamento preannunciato: stamattina mi sono licenziato.
La società per cui lavoro (e di cui ero socio fino a 3 anni fa) si è trasformata in un posto per me invivible, fatta di persone ansiose ed egoiste, in cui è impossibile fare "gioco di squadra". Troppi giorni sono tornato a casa con il fegato di traverso e con la fatidica carogna che non mi abbandonava.

Abbandono questo posto, in cui ho passato gli ultimi (circa) dieci anni della mia vita con una sensazione di fallimento. Certo: ho imparato tanto e questa esperienza (in particolare quella dell'essere socio) mi ha formato tantissimo.
Ma rimane comunque un'amarezza di fondo, visto che le cose non sono andate come speravo che andassero. Anzi: ogni giorno sempre più lontane da quello che desidero.

Pazienza, è il momento di rimboccarsi le maniche e ripartire. Non ho un altro posto di lavoro dove andare, ma conto di trovarlo e - nel frattempo - di barcamenarmi con quei pochi lavoretti freelance che mi gravitano intorno.

E quel che sarà, si vedrà.