18 maggio 2017

Chris Cornell 1964-2017

E niente, se n'è andato. Non si capisce ancora come sia potuto succedere, ma se n'è andato.
Ho sperato a lungo si trattasse di una bufala, perché stamattina proprio non me ne capacitavo, ma ormai la notizia è confermata.

Non sono bravo a scrivere epitaffi e in effetti non so perché sto scrivendo queste righe. Ma mi sembra impossibile non rendere omaggio a uno dei più grandi personaggi che la musica rock abbia avuto negli ultimi anni.
Quando mi chiedevano "che dono di natura vorresti avere?" ho sempre risposto "la voce di Chris Cornell negli anni '90". Ma in realtà quello che più gli ho invidiato era la capacità di scrivere canzoni magnifiche una via l'altra: con i Soundgarden, con gli Audioslave, ma anche da solo.

Mi mancherai veramente tanto, Chris. Ma proprio tanto.


02 maggio 2017

big little lies

Inizia tutto con un delitto, ma non ci è dato sapere chi sia morto. Però conosciamo il contesto: un evento di raccolta fondi per la scuola elementare.
Ed è proprio dal primo giorno di scuola che parte il flash back che ci accompagna per 7 puntate: una storia che ruota intorno ai bambini, ma soprattutto intorno alle madri e alle loro avventure, frustrazioni, competizioni in una società che ha fatto delle apparenze lo scopo principale.

Ma come ben sappiamo, dietro a tali apparenze c'è un mondo che cade a pezzi: Madeline (Reese Whiterspoon) è convinta di essere sempre nel giusto, anche laddove sbaglia palesemente; Celeste (Nicole Kidman) ha abbandonato la carriera suo malgrado per dedicarsi a figli e marito; e Jane (Shailene Woodley), madre single dal passato oscuro, vive con una pistola sotto il cuscino.

Beh, che ci crediate o no, con i loro pregi ma soprattutto con i loro difetti, queste tre donne diventeranno le vostre migliori amiche. E quando le sette puntate di Big Little Lies finiranno, queste tre donne vi mancheranno parecchio. O almeno così è successo a me.


08 marzo 2017

divide (si legge divàid)

Provo una naturale simpatia per Ed Sheeran, non so perché. Forse a causa di quell'aria da ragazzino un po' impacciato, chissà.
Lanciato sulla scena musicale dalla sua "Thinking out loud", rischia di finire nel purgatorio dei tanti artisti di cui ci si ricorda solo per un unico brano.
Così mi sono messo ad ascoltare il suo nuovo lavoro, che si chiama semplicemente "÷", per capire se approfondire la sua conoscenza o lasciarlo lì tra gli incompiuti.

La prima sensazione è quella di uno che non ha ancora deciso quale percorso seguire, perché il disco è abbastanza eterogeneo. Che potrebbe essere un bene, in generale. Ma nel suo caso a me sembra più un disturbo bipolare della personalità. Per esempio nel primo brano Sheeran inizia facendo uno speech, e prosegue rappando. Seconda canzone: pieno pop.
Oppure più avanti si hanno due canzoni di seguito in cui nella prima, "New Man", usa il synth e il canto viene scratchato. Nella successiva "Hearts don't Break around Here", invece si ritorna all'Ed Sheeran chitarra, voce e testo smielato, tipo la canzone che l'ha lanciato.

Insomma, è un brutto disco? No, assolutamente. È carino e si lascia ascoltare. In questo senso si potrebbe definire molto pop. Però, se avesse le idee un po' più chiare, le contaminazioni tra generi diversi potrebbero essere più interessanti. Riprovaci, Ed.


20 febbraio 2017

aenima

Musicalmente sono un rompipalle, lo so. Contesto spesso i gusti degli altri, Mi trovo sempre nell'antipatica situazione in cui cerco di fargli capire come ragiono io e come invece gira il business musicale.
Classico esempio: la gente celebra la voce (magnifica, sia chiaro) di Freddie Mercury e io dico "guarda, bravissimo, ma non mi smuove un'emozione". 
Dopo che ho smontato due o tre gruppi che seguono più il marketing che non la passione, arriva la classica domanda "vabbè, ma tu che musica ascolti?" E io faccio sentire questa. 



La gente non capisce, ma non mi interessa. Per me rimane un capolavoro.

09 febbraio 2017

top 5 sintomi dell'età che avanza

No, non stiamo parlando di pancetta o di capelli che ingrigiscono. Quelle sono cose che succedono a chiunque.
Quali sono i sintomi che vi fanno sentire che state cambiando?
Vi dico i miei, siete liberi (se volete) di aggiungere i vostri nei commenti.

5 puntualità - ho cominciato ad arrivare puntuale ai matrimoni o in stazione, laddove mi sono sempre contraddistinto per il ritardo e le corse;
4 cosmetica - ebbene sì: ho comprato una crema per il viso;
3 parlo ad alta voce - come i vecchi in mezzo alla strada, esatto;
2 ombrello - cosa? lo devo confessare: per la prima volta in vita mia ho comprato un ombrello;
1 aperitivo - l'altroieri ho preso un aperitivo senza mangiarmi tutto il buffet e ho bevuto solo un calice di vino rosso. E non ero malato.

outsider, la inserisco se non è mia, ma l'ha detta un mio amico e mi ha fatto troppo ridere:
ho capito che sono diventato vecchio perché - ogni volta che la polizia mi controlla la patente - mi guarda in faccia, guarda la foto sulla patente, mi guarda in faccia, guarda la foto sulla patente ogni anno sempre una volta in più.

31 gennaio 2017

inizio del nuovo anno

Sento il bisogno di aggiornare questo blog, non so bene per quale motivo. Probabilmente solo come uso privato, come "diario dei ricordi", in un periodo in cui mi sento come una banderuola al vento.
La spinta provocata dall'entusiasmo nell'essermi liberato dei miei ex soci (ormai 4 mesi fa) si è affievolita e insieme ad essa i lavori che mi affollavano le giornate.
L'inizio di Gennaio è stato particolarmente preoccupante per la mancanza di lavoro e a poco a poco ho dovuto imparare a gestire l'ansia che mi attanaglia lo stomaco nei periodi di magra.

Fortunatamente la seconda metà di questo primo mese del 2017 è stata ricca di avvenimenti più o meno importanti, sempre lavorativamente parlando.
Ma a dir la verità la fortuna, come ben si sa, va aiutata: in effetti ho seminato così tanto (e continuerò a farlo) che qualcosa si è messo in moto e sono sicuro che altre sorprese mi aspetteranno.
Oggi, per esempio, è stata una giornata ricca di soddisfazioni: un nuovo lavoro, un nuovo incontro e alcune nuove prospettive.

Colonna sonora del periodo affidata a questo signore qui:


22 dicembre 2016

volbeat, sempre volbeat, fortissimamente volbeat

Vivo l'ennesimo dicembre incasinato: di giorno lavoro in un'agenzia (inAdv, per cui faccio lavori fighissimi) e di notte mantengo i miei lavoretti (favori ad amici, rivista di fotografia, ecc). Arrivo a sera abbastanza distrutto, ma - se riesco a passare l'abbiocco post cena - riparto. E quando ho bisogno di rimanere sveglio per finire l'ennesimo impaginato, trovo la giusta carica nella musica rock sparata a un livello importante.

Ed ecco che, in un isolato cassetto della memoria, ricordo di aver scaricato (ma anche ascoltato) il nuovo disco dei Volbeat. Mi era piaciuto, ma non troppo. E in effetti, riascoltandolo a distanza di mesi, capisco che ricasco sempre nel solito errore: all'inizio mi aspetto tanto, quindi i primi ascolti sono un po' tiepidi. Poi mi lascio andare e semplicemente mi godo la musica.

Certo, quella dei Volbeat è particolarmente ripetitiva. Non solo da un anno con l'altro (sfido chiunque a non trovare identico l'incipit di "for Evigt" con quello di "Lola Montez") ma anche all'interno dello stesso album. Però - in un periodo di estrema insicurezza e flessibilità lavorativa - qualche certezza ci vuole. E la mia sta tutta in 13 tracce da cui mi faccio volentieri perforare i timpani.