08 aprile 2024

C'è ancora domani - Paola Cortellesi

È stato il film di questo inverno 2023/24 e quindi non potevo esimermi dal vederlo, ma la realtà è che il primo film da regista di Paola Cortellesi mi ha lasciato un po' tiepido. Difficile fare un film sul patriarcato e su quelle che erano le dinamiche familiari (sbagliate, siamo tutti d'accordo) dell'Italia del dopoguerra, senza incappare in stereotipi o guerre di genere. Paola Cortellesi secondo me in parte c'è riuscita. Ma solo in parte, appunto.

Il film parte con uno sganassone del marito appena sveglio alla moglie e già lì... insomma... ok che vuoi fare un film a difesa delle donne, ma dubito che la prima cosa che fa un uomo appena sveglio sia assestare un manrovescio alla moglie così, senza motivo. Un'altra cosa che mi ha disturbato sono i 2 figli maschi che si menano di continuo e dicono un sacco di parolacce, con la prevedibilissima scena in cui devono comportarsi bene e invece mandano tutto in vacca. Ultima cosa, forse la più discussa in rete, riguarda l'escamotage del balletto/botte: cara Paola, ci hai provato, ma non è proprio riuscitissima, ecco. Risultata un po' "vorrei essere Terry Gilliam" (vedi "La leggenda del Re Pescatore"), ma senza il risultato sperato.

Insomma ci sono alcune cose che secondo me sono da rivedere. Film brutto? Assolutamente no, anzi. Diciamo che la Cortellesi è stata molto coraggiosa nel realizzare un film così alla sua prima opera da regista. E devo dire che il finale (per me molto bello) alza di un buon punto il mio giudizio finale.

Quindi, daje Paole'!



1 commento:

monty ha detto...

Condivido, Filo. La Cortellesi ha trovato una via popolare/commerciale per un tema al centro del dibattito, che probabilmente, fosse stato messo in scena con criteri più "rigorosi" l'avrebbero visto in tre. E' questo, tutto sommato, è positivo.
D'altra parte, alle criticità elencate da te aggiungerei un bianco e nero brutto, fasullo (a prima vista mi ha ricordato la scena sul tram di aldo giovanni e giacomo, che scherzavano - sapendo di farlo - col neorealismo) e tutta la storyline, fino all'inverosimile epilogo, con il soldato americano. Poi a me non piacciono le canzoni come sottofondo usate in modo "onomatopeico", che riprendono cioè nel testo ciò che vediamo, ma è una cosa mia.