08 gennaio 2013

top ten dischi 2012

Vi dirò la verità: non avevo intenzione di fare la classifica dei migliori dischi dell'anno appena trascorso. Un po' per mancanza di tempo, un po' perché non mi sono "preparato a dovere".

Però mi dispiace non mantenere questa tradizione. E poi c'è anche la questione che con gli amici "dinosauri" del forum ne abbiamo parlato, quindi fuori tempo massimo e molto approssimativamente sparo fuori i dieci titoli che mi sono rimbalzati nelle orecchie nei dodici mesi scorsi.

Al primo posto un ex aequo. Anzi: un trex aequo!
Sarà che non ho voglia di pensarci più di tanto, ma se penso al 2012 ho ben impressi tre titoli:
"King Animal" dei Soundgarden; "Head down" dei Rival Sons e "Write it on your Skin" di Newton Faulkner.



01 - Soundgarden - King Animal
Corsia preferenziale per una delle poche reunion che abbiano senso. Disco pazzesco che non perde nel difficile confronto con la discografia passata della band. Amore ritrovato.

01 - Rival Sons - Head down
Un altro tassello a favore della band americana che attinge a piene mani dal rock tradizionale. Amore suggellato dal bellissimo concerto ai Magazzini Generali.

01 - Newton Faulkner - Write it on your Skin
Se penso all'estate trascorsa non penso a qualche bikini succinto su una spiaggia esotica, ma penso a lui. Sto messo male? Può darsi. Ma luilì è un fenomeno; e questo suo terzo disco è una boccata d'aria fresca.

04 - Imperial State Electric - Pop War
Ecco un altro disco che ho ascoltato tantissimo e non mi ha stancato mai. L'ennesimo tassello alla sterminata discografia di Mr Andersson mi ha tenuto compagnia molte volte con mia buona soddisfazione

05 - Green Day - ¡Uno!
Ho salutato con entusiasmo il ritorno in s tudio dei Green Day, ma devo dire che 3 dischi di fila per me è troppo. Mi sono fermato al primo. Che mi è piaciuto, per carità. Ma a ¡Dos! e ¡Tré! non ho dato le stesse opportunità.

06 - The Darkness - Hot Cakes
Mi ripeto: loro lì mi fanno ridere un sacco. Il disco ha bei pezzi, ha bei riff di chitarra e quella strana amalgama tra hard rock e pop che mi piace un sacco. Ma soprattutto una notevole dose di ironia, che non guasta mai.

07 - Cody ChesnuTT - Landing on a Hundred
Ogni anno c'è un disco che arriva sul filo di lana. E che se fosse uscito un paio di mesi prima - chissà - magari si sarebbe piazzato meglio in classifica. Quest'anno tocca a quest'uomo dall'aspetto e dalle corde vocali ereditate dalla migliore produzione sonora dal soul anni 60. Rivelazione.

08 - Muse - the 2nd Law
I Muse a uno scalino così basso della mia classifica è un po' una novità. La verità è che il disco che lì per lì mi aveva fatto cadere come un teenager che rivede la fidanzata dopo un mese di vacanza, alla fine si è ammosciato con gli ascolti. Alcuni pezzi meravigliosi, tipo "Animals". Ma altri imbarazzanti, tipo "Panic Station". Lascia un po' l'amaro in bocca.

09 - The Shins - Port of Morrow
Quando si ha voglia di ascoltare musica un po' intima e sussurrata, per me è l'ora dell'indie rock.  E questo disco devo dire che è uno dei migliori che abbia ascoltato negli ultimi anni. Molto piacevole e che resiste all'usura del tempo.

10 - Mark Lanegan - Blues Funeral
Copio e incollo dal blog di Monty: "Possibile che quest’uomo non sbagli un disco? O quantomeno, che dissemini costantemente i suoi lavori di note di rilievo, remarks che li rendono sempre, in qualche modo, speciali? O siamo noi ad avere un serio problema di dipendenza dalle sue corde vocali? Il dubbio non è sciolto da Funeral blues, che in compenso però, oltre alla solita classe a pacchi regala anche inaspettati momenti di elegantissimo pop."


E anche per quest'anno è tutto.

1 commento:

Anonimo ha detto...
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