19 luglio 2026

Odissea - Christopher Nolan

Film grandioso, quello dell'idolatrato Nolan. Addirittura maestoso.
Ovviamente non c'è bisogno di raccontare la trama, quindi vi dirò perché mi è piaciuto.

Come fatto per Oppenheimer, la narrazione si concentra sui lati oscuri di un uomo che si ritrova a fare i conti con le conseguenze delle proprie azioni. Idolatrato per il suo coraggio e il suo ingegno, Ulisse cammina tra le macerie di una Troia ormai incendiata e sconfitta, con lo sguardo perso di chi ha sempre scelto l'obbedienza, a scapito di qualsiasi integrità morale. Quando finalmente lo scopo è stato raggiunto, a cosa è servito veramente? e a che prezzo l'abbiamo raggiunto? E se fossimo noi il vero "male" di noi stessi? Insomma, un Ulisse tormentato e lontano dall'epicità che abbiamo studiato a scuola.

E così il viaggio di ritorno verso Itaca, lunghissimo e ricco di insidie, è anche un modo per espiare i sensi di colpa. O perdendosi nell'oblio (grazie ai fiori di loto di Calipso) oppure sottoponendo se stesso e i propri uomini a continue prove al limite della sopravvivenza. "Voglio veramente tornare a casa?" si chiede di continuo.


Per quanto mi riguarda, Nolan ha realizzato un film grandioso. Che ci conferma per l'ennesima volta che la guerra fa schifo, anche quelle che consideriamo giuste. E che la legge di Zeus ("accogli e tratta lo straniero come vorresti essere trattato tu" viene ripetuto più volte nell'arco del film) e degli dei in generale viene utilizzata solo quando e nel modo che fa comodo a noi. Difficile non vedere Gaza, nelle macerie di Troia, mentre i soldati uccidono, razziano e stuprano.

Esteticamente parlando, poi, abbiamo una regia al limite della perfezione, non solo nelle inquadrature, ma anche nella suggestione delle paure, delle claustrofobie, ecc. Mi è piaciuto pure Matt Damon, di cui non sono certamente un estimatore. Bravissimo John Leguizamo nella parte di Eumeo.

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