Perché ci costa così tanta fatica chiedere aiuto a qualcuno?
È un problema di orgoglio? Vogliamo mostrare che sappiamo cavarcela da soli?
Non
capisco perché noi adulti dotati di raziocinio siamo sempre portati a
porgere il nostro aiuto a qualcuno, ma tentenniamo quando dell'aiuto ne
abbiamo bisogno noi.
Forse è un po' complice la società
moderna, che ci vorrebbe tutti supereroi. Non escludo che parte della
responsabilità sia anche di questa città, Milano, che congela i rapporti
tra le persone e li riduce ad un mero scambio, per cui se tu fai un
favore a qualcuno poi puoi abrogarti il diritto di chiederne uno in cambio. Ma qua
forse ci addentriamo in un tema parallelo, che è quello della gratuità.
La vecchia pubblicità che recitava "l'uomo che non deve chiedere mai" ci fa sorridere per cotanto machismo ultra esibito, ma tutto sommato, se pensiamo ai SUV o agli scooteroni non mi sembra che la mania del machismo sia passata. Ma a essere colpita dalla sindrome del non chiedere aiuto è anche mia moglie, quindi devo escludere che sia questa la motivazione.
Più probabilmente abbiamo solo paura di mostrarci deboli. Chiedere aiuto tutto sommato vuol dire che abbiamo bisogno degli altri, di un tessuto sociale che ci accolga e che ci dia sostegno. Personalmente non ci trovo niente di male in tutto questo, anzi. E allora? Cosa aspettiamo a bussare alla porta del nostro vicino e aprire il dialogo? E non solo per dire "se hai bisogno, io ci sono", bensì per manifestare tutta la nostra incapacità di sopportare tutte le difficoltà cui la nostra vita quotidiana ci sottopone e chiedere apertamente "ho bisogno di sapere che sei al mio fianco".
31 gennaio 2013
24 gennaio 2013
bye bye Jimmy
The Wire è terminato. Cioè: era terminato già da tempo, ma io l'ho visto in ritardo e quindi per me è come se fosse finito ieri.
Mi sono appassionato parecchio a Jimmy McNulty, Bunk, Freamon, Omar, Bubbles e a tutti gli altri personaggi che hanno popolato le 5 stagioni della serie.
E come succede sempre, mi sono portato i personaggi a casa, nel senso che mi sembra ormai di conoscerli e - ovviamente - mi mancheranno.
Bella la storia, belle le interpretazioni, belle le musiche.
E un bravo agli sceneggiatori.
in foto: Jimmy McNulty, interpretato dall'attore Dominic West
Mi sono appassionato parecchio a Jimmy McNulty, Bunk, Freamon, Omar, Bubbles e a tutti gli altri personaggi che hanno popolato le 5 stagioni della serie.
E come succede sempre, mi sono portato i personaggi a casa, nel senso che mi sembra ormai di conoscerli e - ovviamente - mi mancheranno.
Bella la storia, belle le interpretazioni, belle le musiche.
E un bravo agli sceneggiatori.
in foto: Jimmy McNulty, interpretato dall'attore Dominic West
08 gennaio 2013
top ten dischi 2012
Vi dirò la verità: non avevo intenzione di fare la classifica dei migliori dischi dell'anno appena trascorso. Un po' per mancanza di tempo, un po' perché non mi sono "preparato a dovere".
Però mi dispiace non mantenere questa tradizione. E poi c'è anche la questione che con gli amici "dinosauri" del forum ne abbiamo parlato, quindi fuori tempo massimo e molto approssimativamente sparo fuori i dieci titoli che mi sono rimbalzati nelle orecchie nei dodici mesi scorsi.
Al primo posto un ex aequo. Anzi: un trex aequo!
Sarà che non ho voglia di pensarci più di tanto, ma se penso al 2012 ho ben impressi tre titoli:
"King Animal" dei Soundgarden; "Head down" dei Rival Sons e "Write it on your Skin" di Newton Faulkner.
01 - Soundgarden - King Animal
Corsia preferenziale per una delle poche reunion che abbiano senso. Disco pazzesco che non perde nel difficile confronto con la discografia passata della band. Amore ritrovato.
01 - Rival Sons - Head down
Un altro tassello a favore della band americana che attinge a piene mani dal rock tradizionale. Amore suggellato dal bellissimo concerto ai Magazzini Generali.
01 - Newton Faulkner - Write it on your Skin
Se penso all'estate trascorsa non penso a qualche bikini succinto su una spiaggia esotica, ma penso a lui. Sto messo male? Può darsi. Ma luilì è un fenomeno; e questo suo terzo disco è una boccata d'aria fresca.
04 - Imperial State Electric - Pop War
Ecco un altro disco che ho ascoltato tantissimo e non mi ha stancato mai. L'ennesimo tassello alla sterminata discografia di Mr Andersson mi ha tenuto compagnia molte volte con mia buona soddisfazione
05 - Green Day - ¡Uno!
Ho salutato con entusiasmo il ritorno in s tudio dei Green Day, ma devo dire che 3 dischi di fila per me è troppo. Mi sono fermato al primo. Che mi è piaciuto, per carità. Ma a ¡Dos! e ¡Tré! non ho dato le stesse opportunità.
06 - The Darkness - Hot Cakes
Mi ripeto: loro lì mi fanno ridere un sacco. Il disco ha bei pezzi, ha bei riff di chitarra e quella strana amalgama tra hard rock e pop che mi piace un sacco. Ma soprattutto una notevole dose di ironia, che non guasta mai.
07 - Cody ChesnuTT - Landing on a Hundred
Ogni anno c'è un disco che arriva sul filo di lana. E che se fosse uscito un paio di mesi prima - chissà - magari si sarebbe piazzato meglio in classifica. Quest'anno tocca a quest'uomo dall'aspetto e dalle corde vocali ereditate dalla migliore produzione sonora dal soul anni 60. Rivelazione.
08 - Muse - the 2nd Law
I Muse a uno scalino così basso della mia classifica è un po' una novità. La verità è che il disco che lì per lì mi aveva fatto cadere come un teenager che rivede la fidanzata dopo un mese di vacanza, alla fine si è ammosciato con gli ascolti. Alcuni pezzi meravigliosi, tipo "Animals". Ma altri imbarazzanti, tipo "Panic Station". Lascia un po' l'amaro in bocca.
09 - The Shins - Port of Morrow
Quando si ha voglia di ascoltare musica un po' intima e sussurrata, per me è l'ora dell'indie rock. E questo disco devo dire che è uno dei migliori che abbia ascoltato negli ultimi anni. Molto piacevole e che resiste all'usura del tempo.
10 - Mark Lanegan - Blues Funeral
Copio e incollo dal blog di Monty: "Possibile che quest’uomo non sbagli un disco? O quantomeno, che dissemini costantemente i suoi lavori di note di rilievo, remarks che li rendono sempre, in qualche modo, speciali? O siamo noi ad avere un serio problema di dipendenza dalle sue corde vocali? Il dubbio non è sciolto da Funeral blues, che in compenso però, oltre alla solita classe a pacchi regala anche inaspettati momenti di elegantissimo pop."
E anche per quest'anno è tutto.
Però mi dispiace non mantenere questa tradizione. E poi c'è anche la questione che con gli amici "dinosauri" del forum ne abbiamo parlato, quindi fuori tempo massimo e molto approssimativamente sparo fuori i dieci titoli che mi sono rimbalzati nelle orecchie nei dodici mesi scorsi.
Al primo posto un ex aequo. Anzi: un trex aequo!
Sarà che non ho voglia di pensarci più di tanto, ma se penso al 2012 ho ben impressi tre titoli:
"King Animal" dei Soundgarden; "Head down" dei Rival Sons e "Write it on your Skin" di Newton Faulkner.
01 - Soundgarden - King Animal
Corsia preferenziale per una delle poche reunion che abbiano senso. Disco pazzesco che non perde nel difficile confronto con la discografia passata della band. Amore ritrovato.
01 - Rival Sons - Head down
Un altro tassello a favore della band americana che attinge a piene mani dal rock tradizionale. Amore suggellato dal bellissimo concerto ai Magazzini Generali.
01 - Newton Faulkner - Write it on your Skin
Se penso all'estate trascorsa non penso a qualche bikini succinto su una spiaggia esotica, ma penso a lui. Sto messo male? Può darsi. Ma luilì è un fenomeno; e questo suo terzo disco è una boccata d'aria fresca.
04 - Imperial State Electric - Pop War
Ecco un altro disco che ho ascoltato tantissimo e non mi ha stancato mai. L'ennesimo tassello alla sterminata discografia di Mr Andersson mi ha tenuto compagnia molte volte con mia buona soddisfazione
05 - Green Day - ¡Uno!
Ho salutato con entusiasmo il ritorno in s tudio dei Green Day, ma devo dire che 3 dischi di fila per me è troppo. Mi sono fermato al primo. Che mi è piaciuto, per carità. Ma a ¡Dos! e ¡Tré! non ho dato le stesse opportunità.
06 - The Darkness - Hot Cakes
Mi ripeto: loro lì mi fanno ridere un sacco. Il disco ha bei pezzi, ha bei riff di chitarra e quella strana amalgama tra hard rock e pop che mi piace un sacco. Ma soprattutto una notevole dose di ironia, che non guasta mai.
07 - Cody ChesnuTT - Landing on a Hundred
Ogni anno c'è un disco che arriva sul filo di lana. E che se fosse uscito un paio di mesi prima - chissà - magari si sarebbe piazzato meglio in classifica. Quest'anno tocca a quest'uomo dall'aspetto e dalle corde vocali ereditate dalla migliore produzione sonora dal soul anni 60. Rivelazione.
08 - Muse - the 2nd Law
I Muse a uno scalino così basso della mia classifica è un po' una novità. La verità è che il disco che lì per lì mi aveva fatto cadere come un teenager che rivede la fidanzata dopo un mese di vacanza, alla fine si è ammosciato con gli ascolti. Alcuni pezzi meravigliosi, tipo "Animals". Ma altri imbarazzanti, tipo "Panic Station". Lascia un po' l'amaro in bocca.
09 - The Shins - Port of Morrow
Quando si ha voglia di ascoltare musica un po' intima e sussurrata, per me è l'ora dell'indie rock. E questo disco devo dire che è uno dei migliori che abbia ascoltato negli ultimi anni. Molto piacevole e che resiste all'usura del tempo.
10 - Mark Lanegan - Blues Funeral
Copio e incollo dal blog di Monty: "Possibile che quest’uomo non sbagli un disco? O quantomeno, che dissemini costantemente i suoi lavori di note di rilievo, remarks che li rendono sempre, in qualche modo, speciali? O siamo noi ad avere un serio problema di dipendenza dalle sue corde vocali? Il dubbio non è sciolto da Funeral blues, che in compenso però, oltre alla solita classe a pacchi regala anche inaspettati momenti di elegantissimo pop."
E anche per quest'anno è tutto.
04 gennaio 2013
chi mal comincia...
Tanto per cominciare bene l'anno ho una confessione da farvi: rischio un esurimento nervoso al 4 gennaio. E non sono mica contento di scrivere questa cosa.
Cioè: se state aspettando la battuta a seguire, a questo giro sappiate che non c'è.
Un breve riassunto:
il pomeriggio del 21 dicembre, mentre tutta Italia si congedava dal proprio posto di lavoro, ho ricevuto una telefonata scoraggiante, una convocazione ad una gara e un'altra telefonata per fissare una riunione il giorno 9 (classico: il cliente va in vacanza, ma pensa che tu non ci vada).
24 mattina: in ufficio fino alle 14,30
27: telefonata minatoria con il cliente e conseguente litigata
28 (anche se a Celle): giornata passata a risolvere il casino del giorno prima
2 gennaio: comincio alle 8,30 e finisco alle 21,00
3 gennaio: comincio alle 9,30 e finisco alle 20,30
4 gennaio (oggi): come gli altri 2 giorni
Non voglio fare la vittima. È per dire che mentre molti erano in ferie, a me sembra di non aver "staccato" mai.
Ed ho il fegato più grosso, molto più grosso (citaz. da Daniele Silvestri)
A questo punto è chiaro che o le cose cambiano oppure devo prendere provvedimenti.
Il "vorrei cambiare vita" si trasforma in "devo cambiare vita".
Che è diverso.
Happy New Year!
Cioè: se state aspettando la battuta a seguire, a questo giro sappiate che non c'è.
Un breve riassunto:
il pomeriggio del 21 dicembre, mentre tutta Italia si congedava dal proprio posto di lavoro, ho ricevuto una telefonata scoraggiante, una convocazione ad una gara e un'altra telefonata per fissare una riunione il giorno 9 (classico: il cliente va in vacanza, ma pensa che tu non ci vada).
24 mattina: in ufficio fino alle 14,30
27: telefonata minatoria con il cliente e conseguente litigata
28 (anche se a Celle): giornata passata a risolvere il casino del giorno prima
2 gennaio: comincio alle 8,30 e finisco alle 21,00
3 gennaio: comincio alle 9,30 e finisco alle 20,30
4 gennaio (oggi): come gli altri 2 giorni
Non voglio fare la vittima. È per dire che mentre molti erano in ferie, a me sembra di non aver "staccato" mai.
Ed ho il fegato più grosso, molto più grosso (citaz. da Daniele Silvestri)
A questo punto è chiaro che o le cose cambiano oppure devo prendere provvedimenti.
Il "vorrei cambiare vita" si trasforma in "devo cambiare vita".
Che è diverso.
Happy New Year!
21 dicembre 2012
stiamo messi bene
Ogni anno dico che peggio di così non può andare; e puntualmente vengo smentito l'anno dopo. Natale diventa sempre di più "una corsa a qualcosa". Ne ho già parlato gli anni scorsi e quindi non voglio tediarvi oltre.
Però il fatto che non abbia aggiornato il blog (mio malgrado) da più di 15 giorni ne è la prova tangibile.
Ma cerchiamo di stare allegri.
Vi metto un video che a me piace molto, nonostante tra i suoi partecipanti ci sia Mariah Carey (la gatta morta per eccellenza) che mi sta discretamente sulle balle, ma ha comunque una voce meravigliosa.
Per la cronaca gli altri partecipanti sono Jimmy Fallon (paragonabile un po' al nostro Fiorello) e i The Roots, gruppo americano che suona un hip hop con contaminazioni varie.
A me questo video fa riderissimo. Perché:
1 - mi piacciono un sacco le canzoni "home made version";
2 - tutti loro vestiti come in un video anni 80 sulla neve (es. "Last Christmas" degli Wham!) con tanto di elementi kitsch in aggiunta, tipo le stelline sul seno di Mariah
3 - avete fatto caso agli strumenti utilizzati?
4 - il coro è meraviglioso, in ogni sua apparizione.
Insomma: questo è il mio modo di augurare ai pochi lettori di questo blog un sereno e divertente Natale.
Però il fatto che non abbia aggiornato il blog (mio malgrado) da più di 15 giorni ne è la prova tangibile.
Ma cerchiamo di stare allegri.
Vi metto un video che a me piace molto, nonostante tra i suoi partecipanti ci sia Mariah Carey (la gatta morta per eccellenza) che mi sta discretamente sulle balle, ma ha comunque una voce meravigliosa.
Per la cronaca gli altri partecipanti sono Jimmy Fallon (paragonabile un po' al nostro Fiorello) e i The Roots, gruppo americano che suona un hip hop con contaminazioni varie.
A me questo video fa riderissimo. Perché:
1 - mi piacciono un sacco le canzoni "home made version";
2 - tutti loro vestiti come in un video anni 80 sulla neve (es. "Last Christmas" degli Wham!) con tanto di elementi kitsch in aggiunta, tipo le stelline sul seno di Mariah
3 - avete fatto caso agli strumenti utilizzati?
4 - il coro è meraviglioso, in ogni sua apparizione.
Insomma: questo è il mio modo di augurare ai pochi lettori di questo blog un sereno e divertente Natale.
05 dicembre 2012
29 novembre 2012
forse ho capito
Ogni tanto ho dei momenti di lucidità (rari, per carità), in cui la verità mi appare a galla, nitida e trasparente.
Pochi giorni fa, per esempio, ho finalmente capito perché Renzi risulta così ostico agli elettori di sinistra, tanto da essere considerato da alcuni un clone di Berlusconi.
Perché non ha quella classica aria sfigata da uomo di sinistra.
O meglio: perché non è emaciato come Fassino, non è obsoleto come D'Alema, non ha lo sguardo arcigno della Bindi, non ostenta la superiorità dell'intellettualoide come Vendola, non si veste con gli stessi vestiti degli anni 70 come fa Bersani, non ha le occhiaie come Michele Serra e tante altre caratteristiche che da anni (o almeno da quando io voto, cioè a partire da Occhetto) hanno delineato la classica figura dell'uomo di sinistra.
Ha l'aria di un ragazzo giovane e dinamico. E sa comunicare in maniera efficace.
Pochi giorni fa, per esempio, ho finalmente capito perché Renzi risulta così ostico agli elettori di sinistra, tanto da essere considerato da alcuni un clone di Berlusconi.
Perché non ha quella classica aria sfigata da uomo di sinistra.
O meglio: perché non è emaciato come Fassino, non è obsoleto come D'Alema, non ha lo sguardo arcigno della Bindi, non ostenta la superiorità dell'intellettualoide come Vendola, non si veste con gli stessi vestiti degli anni 70 come fa Bersani, non ha le occhiaie come Michele Serra e tante altre caratteristiche che da anni (o almeno da quando io voto, cioè a partire da Occhetto) hanno delineato la classica figura dell'uomo di sinistra.
Ha l'aria di un ragazzo giovane e dinamico. E sa comunicare in maniera efficace.
27 novembre 2012
You've been away for too long
Cazzuto. Questo è un disco veramente cazzuto.
Se la opening track (nonché singolo che anticipava l'uscita del disco) proiettava indietro di 15 anni, la traccia numero due, "Non-State Actor", è un pezzo da paura, che entra di diritto tra i miei preferiti della band.
Insomma, per farvela breve, il disco scorre via tra riffoni di chitarra, tempi dispari e atmosfere cupe. Esattamente come succedeva ai tempi di "Superunknown", anche le ballad sono pesanti e malinconiche. "Bones of Birds" è di una bellezza mistica; forse la mia preferita dell'album.
E allora che differenza c'è rispetto a prima? Sono impietoso, lo so, però l'unica differenza è nella voce di Cornell, che - ahinoi - non è più la stessa. Anche se tra riverberi, sovraincisioni e altri escamotages c'è da dire se la cava più che bene. (ci sarà poi da vedere cosa combinerà live, ma vabbè, son problemi suoi).
Insomma: se le reunion di gruppi che sembravano definitivamente defunti fossero tutte di questo stampo qui, ben vengano le reunion!
Se la opening track (nonché singolo che anticipava l'uscita del disco) proiettava indietro di 15 anni, la traccia numero due, "Non-State Actor", è un pezzo da paura, che entra di diritto tra i miei preferiti della band.
Insomma, per farvela breve, il disco scorre via tra riffoni di chitarra, tempi dispari e atmosfere cupe. Esattamente come succedeva ai tempi di "Superunknown", anche le ballad sono pesanti e malinconiche. "Bones of Birds" è di una bellezza mistica; forse la mia preferita dell'album.
E allora che differenza c'è rispetto a prima? Sono impietoso, lo so, però l'unica differenza è nella voce di Cornell, che - ahinoi - non è più la stessa. Anche se tra riverberi, sovraincisioni e altri escamotages c'è da dire se la cava più che bene. (ci sarà poi da vedere cosa combinerà live, ma vabbè, son problemi suoi).
Insomma: se le reunion di gruppi che sembravano definitivamente defunti fossero tutte di questo stampo qui, ben vengano le reunion!
25 novembre 2012
primarie
Sono andato a votare per le primarie del centrosinistra.
È la prima volta che faccio una cosa del genere.
Mentre mi registravo, mentre ero in coda per votare e addirittura anche mentre votavo ho avuto la sensazione che fosse tutto inutile, perché so già che vincerà Bersani.
Ma sono andato lo stesso e ho votato Matteo Renzi.
L'ho fatto perché per la prima volta in vita mia mi sono sentito rappresentato da uno dei candidati e quindi mi sentivo motivato ad esprimere la mia preferenza.
È la prima volta che faccio una cosa del genere.
Mentre mi registravo, mentre ero in coda per votare e addirittura anche mentre votavo ho avuto la sensazione che fosse tutto inutile, perché so già che vincerà Bersani.
Ma sono andato lo stesso e ho votato Matteo Renzi.
L'ho fatto perché per la prima volta in vita mia mi sono sentito rappresentato da uno dei candidati e quindi mi sentivo motivato ad esprimere la mia preferenza.
20 novembre 2012
dei telefilm polizieschi e di The Wire
In principio fu Hill Street giorno e notte, telefilm poliziesco che si distaccava da tutti gli altri perché raccontava storie di strada, veraci e calate in una realtà scomoda. Il poliziotto buono ma beone; il capo del distretto separato e antipatico, ma retto e giusto; e soprattutto Mick, poliziotto infiltrato, tipo Serpico, cattivo fino al midollo ma che non poteva esimersi da lunghe telefonate sdolcinate con sua mamma.
In casa nostra fece breccia proprio per questo motivo. Dopo tutti i Derrick o strade di San Francisco, quello era avvincente, perché non sapevi se i buoni l'avrebbero spuntata. O addirittura se qualcuno moriva.
Poi fu la volta di The Shield. Penso che ancora adesso sia il più riuscito, tra questo tipo di telefilm polizieschi. C'era un po' di Vic Mackey in ognuno di noi: poliziotto corrotto e corruttore che però perseguiva un suo ideale di giustizia. Il suo Strike Team per me è leggenda.
Anche qui non potevi mai immaginare cosa sarebbe successo.
In questi giorni è il turno di The Wire, telefilm ambientato a Baltimora (la città con il più alto tasso di criminalità degli States, almeno così dicono).
Al momento ne ho visto due intere stagioni. E la trovo appassionante per la pluralità degli interpreti e anche per la varietà delle azioni.
Ieri sera, in pieno trip, mi son visto tre puntate di fila, andando a dormire a un'ora indecente.
Il bello (e il brutto) delle serie che si scaric... ehm... che si comprano in DVD originali, volevo dire.
Tutto ciò anche per spiegare, ai profani, chi è il tizio che campeggia, da stamattina, nella header del blog.
Si chiama Omar ed è uno dei personaggi più divertenti della serie.
in foto: Mick, personaggio storico di Hill Street Giorno e Notte.
In casa nostra fece breccia proprio per questo motivo. Dopo tutti i Derrick o strade di San Francisco, quello era avvincente, perché non sapevi se i buoni l'avrebbero spuntata. O addirittura se qualcuno moriva.
Poi fu la volta di The Shield. Penso che ancora adesso sia il più riuscito, tra questo tipo di telefilm polizieschi. C'era un po' di Vic Mackey in ognuno di noi: poliziotto corrotto e corruttore che però perseguiva un suo ideale di giustizia. Il suo Strike Team per me è leggenda.
Anche qui non potevi mai immaginare cosa sarebbe successo.
In questi giorni è il turno di The Wire, telefilm ambientato a Baltimora (la città con il più alto tasso di criminalità degli States, almeno così dicono).
Al momento ne ho visto due intere stagioni. E la trovo appassionante per la pluralità degli interpreti e anche per la varietà delle azioni.
Ieri sera, in pieno trip, mi son visto tre puntate di fila, andando a dormire a un'ora indecente.
Il bello (e il brutto) delle serie che si scaric... ehm... che si comprano in DVD originali, volevo dire.
Tutto ciò anche per spiegare, ai profani, chi è il tizio che campeggia, da stamattina, nella header del blog.
Si chiama Omar ed è uno dei personaggi più divertenti della serie.
in foto: Mick, personaggio storico di Hill Street Giorno e Notte.
14 novembre 2012
20 minuti
20 minuti: tanto dura il tragitto tra casa e l'ufficio.
Dopo la corsa per portare in tempo Anita a scuola, è il mio momento di relax "lucido", senza i residui della giornata appiccicati addosso.
L'aria frizzantina dell'autunno mi pizzica la faccia e stimola i pensieri quelli più di ampio raggio.
Sono i miei 20 minuti di deserto. Senza fretta, perché, anche andando piano comunque arrivo in ufficio in anticipo.
Penso molto e riesco ad analizzare le cose con lucidità.
Alcune di queste cose sarebbero anche meritevoli di essere scritte con calma e condivise con voi pochi lettori di questo blog. Un po' perché sono cose a cui tengo e un po' perché mi piacerebbe sentire l'opinione di chi ha voglia di commentare.
Mi manca solo una app che trasmetta dal mio cervello direttamente all'iPhone.
Qualcuno si sbrighi a inventarla, o altrimenti questo blog sarà sempre poco aggiornato.
C'è qualche ingegnere illuminato tra di voi?
in foto: un angolo assai poco "metropolitano" di viale Tunisia, dove passo tutte le mattine.
Dopo la corsa per portare in tempo Anita a scuola, è il mio momento di relax "lucido", senza i residui della giornata appiccicati addosso.
L'aria frizzantina dell'autunno mi pizzica la faccia e stimola i pensieri quelli più di ampio raggio.
Sono i miei 20 minuti di deserto. Senza fretta, perché, anche andando piano comunque arrivo in ufficio in anticipo.
Penso molto e riesco ad analizzare le cose con lucidità.
Alcune di queste cose sarebbero anche meritevoli di essere scritte con calma e condivise con voi pochi lettori di questo blog. Un po' perché sono cose a cui tengo e un po' perché mi piacerebbe sentire l'opinione di chi ha voglia di commentare.
Mi manca solo una app che trasmetta dal mio cervello direttamente all'iPhone.
Qualcuno si sbrighi a inventarla, o altrimenti questo blog sarà sempre poco aggiornato.
C'è qualche ingegnere illuminato tra di voi?
in foto: un angolo assai poco "metropolitano" di viale Tunisia, dove passo tutte le mattine.
07 novembre 2012
un po' di ottimismo
Tra ritmi di lavoro massacranti e le solite (anche se poche) sane tensioni della vita di padre, almeno oggi, c'è un buon motivo per stare allegri. È la rielezione di Barack Obama.
Ripensiamoci un attimo: un uomo di pelle nera, semisconosciuto fino a 4 anni fa, che promette di aiutare i ceti più deboli e di smantellare poco per volta la strategia guerrafondaia americana.
Magari non si può parlare di miracolo, ma certo è una bella iniezione di fiducia.
Ripensiamoci un attimo: un uomo di pelle nera, semisconosciuto fino a 4 anni fa, che promette di aiutare i ceti più deboli e di smantellare poco per volta la strategia guerrafondaia americana.
Magari non si può parlare di miracolo, ma certo è una bella iniezione di fiducia.
29 ottobre 2012
Rival Sons in concerto
Sabato sera ho visto i Rival Sons in concerto, ai Magazzini Generali.
Show breve ma intenso, come piace a me. Hanno cominciato alle 20,30 (sì, sì, avete letto bene; non ho sbagliato a scrivere l'orario) e finito verso le 22,10.
Penso sia dovuto al fatto che ai Magazzini di solito dalle 23,00 in poi si balla. Quindi ci dev'essere il tempo di far sloggiare band e pubblico per poi ricominciare.
Mi piace questa formula del concerto che inizia presto.
Un po' perché non ho più il fisico per fare tardi, un po' perché veramente mi sembra assurdo dover aspettare le 23,00 per un concerto. Per quale motivo razionale bisogna farlo?
Se qualcuno lo sa lo dica, io non lo capisco.
Comunque: concerto molto bello.
Jay Buchanan vero animale da palco. Canta, si muove trascinato dalla musica come un Jim Morrison strafatto, ma soprattutto ha "quella voce lì" anche dal vivo.
Band precisa come un metronomo, con menzione speciale Mike Miley (batteria) per la simpatia.
Una cosa mi colpisce ogni volta che una band straniera suona in Italia: rimangono sempre tutti folgorati dal calore e dalla partecipazione del pubblico.
Alla fine sono venuti lì davanti, come se lo spettacolo fossimo noi e ci stringevano le mani.
Boh! magari han fatto così anche in Svizzera, ma dal loro atteggiamento non sembrava proprio.
che dite? ero abbastanza vicino al palco?
Show breve ma intenso, come piace a me. Hanno cominciato alle 20,30 (sì, sì, avete letto bene; non ho sbagliato a scrivere l'orario) e finito verso le 22,10.
Penso sia dovuto al fatto che ai Magazzini di solito dalle 23,00 in poi si balla. Quindi ci dev'essere il tempo di far sloggiare band e pubblico per poi ricominciare.
Mi piace questa formula del concerto che inizia presto.
Un po' perché non ho più il fisico per fare tardi, un po' perché veramente mi sembra assurdo dover aspettare le 23,00 per un concerto. Per quale motivo razionale bisogna farlo?
Se qualcuno lo sa lo dica, io non lo capisco.
Comunque: concerto molto bello.
Jay Buchanan vero animale da palco. Canta, si muove trascinato dalla musica come un Jim Morrison strafatto, ma soprattutto ha "quella voce lì" anche dal vivo.
Band precisa come un metronomo, con menzione speciale Mike Miley (batteria) per la simpatia.
Una cosa mi colpisce ogni volta che una band straniera suona in Italia: rimangono sempre tutti folgorati dal calore e dalla partecipazione del pubblico.
Alla fine sono venuti lì davanti, come se lo spettacolo fossimo noi e ci stringevano le mani.
Boh! magari han fatto così anche in Svizzera, ma dal loro atteggiamento non sembrava proprio.
che dite? ero abbastanza vicino al palco?
26 ottobre 2012
verso il 14 novembre
Succede che ti informi sempre e cerchi musica nuova.
Succede che trovi cose interessanti e pensi che tutto sommato ogni anno c'è sempre qualcosa di buono da ascoltare. O forse è più che buono.
Succede che tuoni contro tutti i vari "il rock è morto" o "negli anni 90 sì che c'era buona musica".
Succede che le reunion sono la tomba dell'amore.
Succede che cerchi sempre di trovare qualche giovane che ti sembri meritevole di essere seguito con passione.
Poi
arrivano delle vecchie canaglie, che distruggono ogni tua certezza e rimani lì basito a pensare "certo che con loro è tutto un altro andare".
17 ottobre 2012
che stai a di'?
Anita ha una compagna di scuola cui è affezionatissima.
Si chiama Matilde, e si è trasferita da Roma a Milano durante l'estate.
La mamma era terrorizzata all'idea che entrasse in una classe dove si conoscevano tutti tranne lei.
Ma anche Anita non conosceva nessuno e si sono trovate vicine di banco. Così hanno iniziato a fare amicizia.
Matilde è molto vivace. Direi quasi iperagitata. Anita le sta dietro e si divertono come matte.
L'unico problema, e l'avrete capito dal titolo del post, è sentirsi apostrofare da una bambina di 6 anni con frasi tipo "papà, che stai a fa'?"
Sembra di far parte di una puntata dei Cesaroni.
Si chiama Matilde, e si è trasferita da Roma a Milano durante l'estate.
La mamma era terrorizzata all'idea che entrasse in una classe dove si conoscevano tutti tranne lei.
Ma anche Anita non conosceva nessuno e si sono trovate vicine di banco. Così hanno iniziato a fare amicizia.
Matilde è molto vivace. Direi quasi iperagitata. Anita le sta dietro e si divertono come matte.
L'unico problema, e l'avrete capito dal titolo del post, è sentirsi apostrofare da una bambina di 6 anni con frasi tipo "papà, che stai a fa'?"
Sembra di far parte di una puntata dei Cesaroni.
12 ottobre 2012
indovina la citazione - 24
Film culto.
Indovinarlo al sesto indizio è troppo facile.
01 - I tempi di reazione sono importanti quindi ti prego, fai attenzione, devi rispondere rapidamente.
02 - "Tremito? Anch'io. Ce l'ho di brutto. Fa parte del business."
"Io non sono nel business... Io sono il business."
03 - "Più umano dell'umano" è il nostro slogan.
04 - Dai, non fare lo stronzo, Deckard. Ho quattro lavori in pelle in giro per la città.
05 - Ho fatto delle cose discutibili. Cose per cui il Dio della biomeccanica non ti farebbe entrare in paradiso.
06 - Io ne ho viste cose che voi umani non potreste immaginarvi. Navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione... e ho visto i raggi B balenare nel buio vicino alle porte di Tannhäuser. E tutti quei momenti andranno perduti nel tempo come lacrime nella pioggia. È tempo di morire.
Indovinarlo al sesto indizio è troppo facile.
01 - I tempi di reazione sono importanti quindi ti prego, fai attenzione, devi rispondere rapidamente.
02 - "Tremito? Anch'io. Ce l'ho di brutto. Fa parte del business."
"Io non sono nel business... Io sono il business."
03 - "Più umano dell'umano" è il nostro slogan.
04 - Dai, non fare lo stronzo, Deckard. Ho quattro lavori in pelle in giro per la città.
05 - Ho fatto delle cose discutibili. Cose per cui il Dio della biomeccanica non ti farebbe entrare in paradiso.
06 - Io ne ho viste cose che voi umani non potreste immaginarvi. Navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione... e ho visto i raggi B balenare nel buio vicino alle porte di Tannhäuser. E tutti quei momenti andranno perduti nel tempo come lacrime nella pioggia. È tempo di morire.
09 ottobre 2012
biscotti senza uovo
Sabato ero a casa con la povera Elenina, costretta tra le mura domestiche da una convalescenza. Non sapevo bene cosa farle fare, così ho pensato di farla giocare con le formine.
Devo dire che la ragazza si è dimostrata particolarmente abile sia nello stendere la pasta, sia nel fare i biscotti con gli stampini. Alla fine le sembrava normale avere ottenuto dei biscotti buoni, cose che per me, invece, è stato un successo straordinario.
Elenina in azione
cosa vi serve
1 leccarda
1 forno
1 ciotola
1 mattarello
gli stampini per i biscotti
della carta forno
ingredienti
200 gr di farina
50 gr di farina di riso
50 ml di olio di semi
80 gr di zucchero
80 ml di latte
1 cucchiaio di miele
1/2 bustina di lievito
1 bustina di vanillina
un po' di sale (se piace)
realizzazione
1 - Impastate tutti gli ingredienti dentro la ciotola, fino ad ottenere un composto omogeneo e morbido. 2 - Con il mattarello, stendete la pasta su un piano infarinato, fino a ottenere uno strato dello spessore di circa 1 centimetro.
3 - Prendete degli stampini e dividete il composto in tanti biscotti.
4 - Posizionare i biscotti sulla leccarda, coperta con la carta da forno.
5 - Infornate e lasciateli dentro il forno caldo per circa 8 minuti a una temperatura di 180°C.
il (sorprendente) risultato finale
Devo dire che la ragazza si è dimostrata particolarmente abile sia nello stendere la pasta, sia nel fare i biscotti con gli stampini. Alla fine le sembrava normale avere ottenuto dei biscotti buoni, cose che per me, invece, è stato un successo straordinario.
Elenina in azione
cosa vi serve
1 leccarda
1 forno
1 ciotola
1 mattarello
gli stampini per i biscotti
della carta forno
ingredienti
200 gr di farina
50 gr di farina di riso
50 ml di olio di semi
80 gr di zucchero
80 ml di latte
1 cucchiaio di miele
1/2 bustina di lievito
1 bustina di vanillina
un po' di sale (se piace)
realizzazione
1 - Impastate tutti gli ingredienti dentro la ciotola, fino ad ottenere un composto omogeneo e morbido. 2 - Con il mattarello, stendete la pasta su un piano infarinato, fino a ottenere uno strato dello spessore di circa 1 centimetro.
3 - Prendete degli stampini e dividete il composto in tanti biscotti.
4 - Posizionare i biscotti sulla leccarda, coperta con la carta da forno.
5 - Infornate e lasciateli dentro il forno caldo per circa 8 minuti a una temperatura di 180°C.
04 ottobre 2012
the 2nd law
Difficile parlare del nuovo album dei Muse. Da una parte ci sono le aspettative nei confronti di uno dei dischi più attesi dell'anno; dall'altra quella sorta di fanatismo che ti fa digerire anche una scoreggia, se fatta dal tuo cantante preferito.
Come spesso mi accade, io sono in mezzo: non sono loro fan, però mi piacciono parecchio. Cercherò di essere più obiettivo possibile.
Passiamo all'ascolto.
L'album parte con "Supremacy", un brano estremamente "Bellamy style": etmosfere epiche, ampio respiro e musica in crescendo. E quindi, almeno per i primi 5 minuti, sono i Muse che conosciamo.
Con "Madness", primo singolo estratto dall'album, si comincia a intravedere qualcosa di diverso. La canzone che ha fatto storcere il naso a più di un fan, effettivamente ha una base elettronica da Depeche Mode e cori da Queen. Insomma, se siete tra quelli che auspicano un ritorno a "Origin of Simmetry", questi non sono i Muse che fanno per voi. A me, comunque, piace molto.
"Panic Station" sembra un brano di David Bowie: un funkettone elettronico con batteria basica ed arrangiamenti dei più svariegati (sezione fiati campionata?). Non mi fa proprio impazzire.
Siamo a "Prelude + Survival": qua Bellamy dà sfogo a tutti i suoi progetti di magnificenza operistica. Già dall'apertura si capisce che luilì ascolta musica classica, e non mi stupirei se un giorno o l'altro volesse scrivere una sinfonia. Certo che la finezza e la ricercatezza di Beethoven sono lontane. Ma comunque noi qua apprezziamo i tentativi, anche se un po' tamarri e autocelebrativi.
Con il trittico "Follow Me", "Animals" ed "Explorers" si torna a quelle atmosfere intime e malinconiche alla Muse, come nelle canzoni più struggenti di "Absolution". Sarà il periodo della mia vita, non lo so, ma a me queste canzoni piacciono così tanto da mandarmi quasi alle lacrime.
Anche "Big Freeze" sembra uscita "Absolution". E se consideriamo che è il mio disco preferito della band inglese, tiratene voi le conclusioni. La voce di Bellamy in questo brano raggiunge una tecnica e un'intensità emotiva a cui mi sembra non sia mai arrivata prima.
L'inizio di "Save Me" invece è quasi scioccante: di chi è questa voce? Beh, io lo so e forse lo sapete anche voi: Chris Wolstenholme, il bassista, ha rotto l'egemonia bellamyesca di autore e ha composto ben due brani per questo album. E li canta pure.
Il primo è appunto "Save Me", canzone carina, ma non molto di più.
Il secondo è la successiva "Liquid State", che risente maggiormente dell'esperienza Muse da parte di Wolstenholme. Non dico che sembra scritta da Bellamy, ma siamo lì lì.
Gli ultimi due pezzi del cd sembrano rispondere a un unico comune denominatore: prove tecniche di colonna sonora.
"The 2nd Law- Unsustainable", brano che compariva in un filmato/anteprima del disco - e che ha scatenato le ire dei fan storici della band - sembra essere stata scritta per un film tipo Iron Man, vista la massiccia presenza di componenti elettronici.
La seguente "The 2nd Law- Isolated System", invece, è un brano molto più tranquillo e di ampio respiro, ma pur sempre brano strumentale, adatto a quei filmati tipo "Koyaanisqatsi".
Tanto per cercare di dare un senso a tutte le minchiate che ho scritto sopra, cerchiamo di riordinare le idee. È sicuramente un disco di buona fattura, come i Muse ci hanno abituato.
Penso che ci sarà la solita pioggia di fan delusi che li preferivano prima e che urleranno al sacrilegio perché il disco non risponde alle loro aspettative.
Ma a voi, signori Muse, che cazzo ve frega? Andate per la vostra strada e uscite pure dal seminato, che fate benissimo!
Detto questo, a me piace.
Come spesso mi accade, io sono in mezzo: non sono loro fan, però mi piacciono parecchio. Cercherò di essere più obiettivo possibile.
Passiamo all'ascolto.
L'album parte con "Supremacy", un brano estremamente "Bellamy style": etmosfere epiche, ampio respiro e musica in crescendo. E quindi, almeno per i primi 5 minuti, sono i Muse che conosciamo.
Con "Madness", primo singolo estratto dall'album, si comincia a intravedere qualcosa di diverso. La canzone che ha fatto storcere il naso a più di un fan, effettivamente ha una base elettronica da Depeche Mode e cori da Queen. Insomma, se siete tra quelli che auspicano un ritorno a "Origin of Simmetry", questi non sono i Muse che fanno per voi. A me, comunque, piace molto.
"Panic Station" sembra un brano di David Bowie: un funkettone elettronico con batteria basica ed arrangiamenti dei più svariegati (sezione fiati campionata?). Non mi fa proprio impazzire.
Siamo a "Prelude + Survival": qua Bellamy dà sfogo a tutti i suoi progetti di magnificenza operistica. Già dall'apertura si capisce che luilì ascolta musica classica, e non mi stupirei se un giorno o l'altro volesse scrivere una sinfonia. Certo che la finezza e la ricercatezza di Beethoven sono lontane. Ma comunque noi qua apprezziamo i tentativi, anche se un po' tamarri e autocelebrativi.
Con il trittico "Follow Me", "Animals" ed "Explorers" si torna a quelle atmosfere intime e malinconiche alla Muse, come nelle canzoni più struggenti di "Absolution". Sarà il periodo della mia vita, non lo so, ma a me queste canzoni piacciono così tanto da mandarmi quasi alle lacrime.
Anche "Big Freeze" sembra uscita "Absolution". E se consideriamo che è il mio disco preferito della band inglese, tiratene voi le conclusioni. La voce di Bellamy in questo brano raggiunge una tecnica e un'intensità emotiva a cui mi sembra non sia mai arrivata prima.
L'inizio di "Save Me" invece è quasi scioccante: di chi è questa voce? Beh, io lo so e forse lo sapete anche voi: Chris Wolstenholme, il bassista, ha rotto l'egemonia bellamyesca di autore e ha composto ben due brani per questo album. E li canta pure.
Il primo è appunto "Save Me", canzone carina, ma non molto di più.
Il secondo è la successiva "Liquid State", che risente maggiormente dell'esperienza Muse da parte di Wolstenholme. Non dico che sembra scritta da Bellamy, ma siamo lì lì.
Gli ultimi due pezzi del cd sembrano rispondere a un unico comune denominatore: prove tecniche di colonna sonora.
"The 2nd Law- Unsustainable", brano che compariva in un filmato/anteprima del disco - e che ha scatenato le ire dei fan storici della band - sembra essere stata scritta per un film tipo Iron Man, vista la massiccia presenza di componenti elettronici.
La seguente "The 2nd Law- Isolated System", invece, è un brano molto più tranquillo e di ampio respiro, ma pur sempre brano strumentale, adatto a quei filmati tipo "Koyaanisqatsi".
Tanto per cercare di dare un senso a tutte le minchiate che ho scritto sopra, cerchiamo di riordinare le idee. È sicuramente un disco di buona fattura, come i Muse ci hanno abituato.
Penso che ci sarà la solita pioggia di fan delusi che li preferivano prima e che urleranno al sacrilegio perché il disco non risponde alle loro aspettative.
Ma a voi, signori Muse, che cazzo ve frega? Andate per la vostra strada e uscite pure dal seminato, che fate benissimo!
Detto questo, a me piace.
01 ottobre 2012
partito
È rimasto lì, immobile nella libreria, ancora fasciato nel suo cellophane, ad aspettarmi.
Per anni e anni. Non siamo sulla decina d'anni, ma ci andiamo vicino.
Ieri sera mi sono deciso, ho strappato la plastica e ho iniziato il primo libro.
Non so se riuscirò mai a finirlo.
Per anni e anni. Non siamo sulla decina d'anni, ma ci andiamo vicino.
Ieri sera mi sono deciso, ho strappato la plastica e ho iniziato il primo libro.
Non so se riuscirò mai a finirlo.
28 settembre 2012
modello
Da oggi avete una ragione in più per farvi due sane risate: farò il modello.
Sì, sì, avete capito bene: proprio il modello.
Ma roba che mi metto mezzo biotto e mi riprendono con una telecamera, con tanto di troupe, costumista e tutto.
Cioè, stiamo parlando di una produzione pubblicitaria di migliaia di euro.
E il modello sono io.
Lo so, lo so, siete lì che vi state chiedendo "dov'è la gabola? com'è possibile abbiano scelto lui come modello?".
La questione è molto semplice: serve un cinquantenne in forma.
Io sono un quarantenne fuori forma, ma come cinquantenne vado benissimo!
E non crediate di potermi riconoscere, per prendermi in giro, perché in viso non mi si vede.
Anche perché altrimenti non l'avrei fatto. Non per questioni ideologiche, eh!
Ma perché non mi avrebbero mai preso. Di viso sono ancora un ragazzino.
O quasi.
hey, questo qua sopra non sono io, eh!
Sì, sì, avete capito bene: proprio il modello.
Ma roba che mi metto mezzo biotto e mi riprendono con una telecamera, con tanto di troupe, costumista e tutto.
Cioè, stiamo parlando di una produzione pubblicitaria di migliaia di euro.
E il modello sono io.
Lo so, lo so, siete lì che vi state chiedendo "dov'è la gabola? com'è possibile abbiano scelto lui come modello?".
La questione è molto semplice: serve un cinquantenne in forma.
Io sono un quarantenne fuori forma, ma come cinquantenne vado benissimo!
E non crediate di potermi riconoscere, per prendermi in giro, perché in viso non mi si vede.
Anche perché altrimenti non l'avrei fatto. Non per questioni ideologiche, eh!
Ma perché non mi avrebbero mai preso. Di viso sono ancora un ragazzino.
O quasi.
hey, questo qua sopra non sono io, eh!
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