I Pearl Jam all'Heineken Jammin' Festival. Quale migliore occasione per tornare al Festival dopo anni, se non questa?
Peccato che non tutto sia andato secondo i piani. Peccato o per fortuna.
Sì, perché la nostra trasferta si è trasformata in una meravigliosa gita fuoriporta.
Dico "nostra" perché eravamo in dieci persone: io, una serie di ex-colleghi Ogilvy, più un paio di "imboscati".
Insomma, per chi non lo sapesse, sul Parco San Giuliano a Mestre (dove era in corso il Festival) si è abbattuta una tromba d'aria che ha tirato giù i palchi, la regia e l'hospitality rendendo, ovviamente, il Jammin' impraticabile. E non solo: una decina di feriti (lievi, per fortuna) hanno fatto sì che l'intera zona fosse chiusa al pubblico e messa sotto sequestro dai Vigili del Fuoco.
Le prime notizie e le successive conferme ci sono arrivate via cellulare mentre eravamo tra Brescia e Verona; ed erano già le 17,30.
Allora che si fa? Si torna a casa? Certo che no.
Visto che Sergio ha una casa in provincia di Vicenza (dove alcuni della carovana era già previsto che si fermassero per la nottata post-concerto), siamo usciti dall'autostrada e siamo andati là.
Abbiamo prenotato per la cena in un ristorante molto alla mano e da lì è partita la serata.
Con un paio di bottiglie di Cabernet e un po' di avanzi cibari abbiamo fatto una sorta di aperitivo.
Eppoi.... beh, poi ci siamo divertiti un sacco. Non saprei descrivere l'escalation di demenza che ha investito tutti i partecipanti a questo fuori programma.
So solo che l'atmosfera era surreale e il divertimento è stato incredibile.

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