19 gennaio 2007

presunzione

ve l'ho detto che sono intelligente?
Nel caso qualcuno ancora non lo sapesse io sono molto intelligente.
Intendiamoci: non sono Einstein. Ma sicuramente sono più intelligente della media.
Presunzione? Può darsi.
Ma a confermare la mia tesi ci sono ogni giorno tantisssssssime persone che fanno di tutto per confermarmelo.
Io lavoro in un'agenzia di pubblicità, nella città cosidetta "più europea d'Italia", che è Milano.
Insomma: ci sono tutte le prerogative per pensare che lavoro in un ambiente vivace, insieme a gente culturalmente e mentalmente ricettiva.
E allora come mai la stragrande maggioranza dei discorsi che sento fare sono di una banalità sconcertante?
Perché la gente arriva e mi dice "a te che piace la musica, questo ti piace di sicuro" e mi mostra l'ultimo cd di Ben Harpoer come se fosse una assoluta novità, mentre io Ben Harper lo ascoltavo dieci anni fa?
Perché i miei colleghi si divertono ancora come matti a recitare a memoria tutti i pezzi di "Frankenstein junior", cosa che io facevo 15 anni fa (se non di più)?
Perché so già quello che la gente sta per dirmi, quando vuole convincermi a fare qualcosa (o a non farla)?
Perché i miei colleghi (persone che dovrebbero essere curiose, brillanti, geniali) fanno discorsi da 3° media, utilizzando frasi fatte come la peggio casalinga ignorante?

Ripeto: non penso di essere Einstein, ma ogni tanto mi assale lo sconforto.
Is there anybody out there?

11 commenti:

maurino ha detto...

L'evoluzione NON è generalizzata. Così come non deve esserlo. E' normale che sia così...
Vivo quotidianamente ogni punto da te descritto. Sennò saremmo qua a linkarci?



Were sailing on a strange boat
Heading for a strange shore
Were sailing on a strange boat
Heading for a strange shore
Carrying the strangest cargo
That was ever hauled aboard

Were sailing on a strange sea
Blown by a strange wind
Were sailing on a strange sea
Blown by a strange wind
Carrying the strangest crew
That ever sinned

Were riding in a strange car
Were followin a strange star
Were climbing on the strangest ladder
That was ever there to climb

Were living in a strange time
Working for a strange goal
Were living in a strange time
Working for a strange goal
Were turning flesh and body
Into soul

Dria ha detto...

Ma... addirittura I WATERBOYS!
Maurino hai guadagnato 10 punti tutti in un colpo.
Che nostalgia (Sigh)...

gif ha detto...

l'intelligenza, sia nelle conversazioni sul lavoro che nelle agenzie "creative", non è un vantaggio. Al max, un aspro ricordo.

drunkside ha detto...

maurino che mi cita i waterboys diventa l'idolo assoluto.
detto questo, la mia risposta andrà in onda in forma ridotta per venire incontro alle vostre capacità mentali

bobmanno ha detto...

Vuoi sapere il livello dei discorsi sul mio posto di lavoro???? Ti lascio immaginare........anche se dopo il tuo racconto devo almeno un pò ricredermi

maurino ha detto...

ma allora siamo in tanti a ricordarci del buon Mike Scott : )

L'ho anche avvicinato doppo un concerto. Che momento... per me.

I wish i WAS A FISHERMAN....

Ma vogliamo parlare di quando in ufficio c'è gigi d'alessio e la pausini e ramazzotti e tu metti piano piano i Giant Sand e qualcuno, alla prima gracchiata dissonante, ti dice

ma che cazzo ascolti?!?!?!?!?!

ecco. lì ti senti solo. ma così solo che sei felice.

calimero ha detto...

come mi dispiace che non avete fighe nei vostri uffici
:)

maurino ha detto...

se bravo
qua è figaland
pure troppo

jumbolo ha detto...

sarà assurdo, ma io dentro uno stabilimento da ormai 20 anni, trovo spesso il modo di fare dei discorsi che ritengo culturalmente e anche spiritualmente elevati. chiaro, c'è anche il momento dello scazzo, ma per farlo in maniera elegante bisogna trovare gente reattiva, e devo dire che c'è una certa soddisfazione a parlare di gerbilling a mensa con ragazzi più giovani.
sarà perchè sono un inguaribile ottimista dite?

Dria ha detto...

Non che penso ti possa consolare, ma succede tutti i giorni a nche a me. Non solo, ho sempre pensato che fosse una mia incapacità, quella di non riuscire a Comunicare con persone che non fossero... diciamo "del mio livello", anche se suona antipatico. Mi succedeva sempre con i barboni di San Marcellino, ma anche con gli stessi operatori sociali, con i miei compagni di pallavolo, con i colleghi in TUTTI i posto dove ho lavorato. Se torno indietro con la mente a tutti i colleghi che ho avuto (e sai bene che i tecnici sono le bagasce del 2000, conoscono tutti) ne riesco a trovare forse 3 (tre) con cui sono riuscito a fare dei discorsi quasi seri.
Io ho abbandonato la speranza, ormai. Forse è per questo che di solito mi sento meglio a stare da solo.

Filo ha detto...

Andrea potremmo stare qua a prlarne per ore. Capisco benissimo il tuo punto di vista. Anch'io sono così, solo che cerco comunque di sforzarmi. Forse perché da solo non sto così bene. ForZe.