05 aprile 2011

l'eretico della musica italiana

Semplicemente meraviglioso il nuovo disco di Caparezza. Certo: non sono proprio il tipo che ne può parlare in maniera obiettiva, visto che adoro il rapper pugliese.
Però mi sembra che ad ogni disco lui si migliori. E non era facile dopo "Le dimensioni del mio caos", credetemi, anche nel caso siate tra i pochi sventurati che non l'hanno ascoltato.

Anche questa volta il buon Capa mostra la sua predilizione per i deboli e gli eroi, in particolare in questo disco si citano una serie di personaggi cha hanno pagato con la vita le loro convinzioni.
Anche questa volta riesce nella magistrale impresa di coniugare la musica con i temi che tratta nelle varie tracce (accenni di musica medievale nella canzone che richiama l'inquisizione, ecc)
Ma soprattutto anche questa volta Michele Salvemini mi affascina con i suoi pazzeschi calembour verbali, che io manco riesco a pronunciare e che rimane per me un mistero come lui faccia a cantarli senza ingarbugliarsi la lingua.

Un disco imperdibile.

04 aprile 2011

la Tarte Tatin

Una torta semplice, ma di grande effetto? E - ça va sans dire - che non contenga la minima traccia di uovo? La Tarte Tatin!

cosa vi serve
1 teglia rotonda (occhio a non usare gli stampi a cerniera!*)
1 recipiente
1 coltello
1 forno

ingredienti
4 mele gialle un po' grossine
1 confezione di pasta brisée
120 gr di zucchero
80 gr di burro
un po' di cannella in polvere
1 limone

realizzazione
1 - tagliate le mele a fettine il più possibile simili tra loro e mettetele in un recipiente; irroratele con il succo di un limone (anche spremuto "a mano") per non farle annerire; intanto srotolate la pasta brisée e lasciatela riposrae
2 - mettete il burro (tagliato grossolanamente) e lo zucchero nella teglia; mettete la teglia sul fuoco vivo e fate caramellare il composto; quando è bello scuro (ma ancora liquido) spegnete e levate dal fuoco.
3 - prima che il caramello solidifichi, disponete le fettine di mele a raggiera nella teglia. Fate diversi strati e poi cospargete con un po' di cannella (di più o di meno a seconda dei vostri gusti); intanto fate scaldare il forno a 180°
4 - sovrapponete la pasta brisée al composto; se vi avanza della pasta ai bordi, rigiratela sopra la pasta stessa, con un effetto che oserei definire "torta di Nonna Papera". Infornate per mezz'ora a 180°
5 - Appena terminata la cottura, tirtae fuori la teglia dal forno e rovesciate la torta su un vassoio o su un piatto tondo. È importante farlo subito per evitare che il caramello si solidifichi.

Se avete seguito passo passo, otterrete più o meno un effetto del genere:



*tortiere "a cerniera": questo tipo di tortiera tende ad allentarsi leggermente con il calore. E di conseguenza, nel caso della Tarte Tatin, a far fuoriscire tutto il liquido caramellato.

29 marzo 2011

giovani (e giganti) promesse

Appena esce un disco di un nuovo gruppo indie, il primo giochetto in cui si tende a cadere è quello di associare la band a qualche altra realtà musicale ben precisa.
E infatti, al primo ascolto dei "Young the Giant" (album omonimo) ho iniziato a snocciolare nomi tipo Kings of Leon, Coldplay e via dicendo.

A un secondo ascolto invece mi son detto un bel "chissenefrega" e mi sono goduto questo disco. Carino, piacevole e promettente. Bravi, ragazzi. Coraggio, continuate così!

25 marzo 2011

si comincia

Anche se l'età è decisamente prematura, Anita è fidanzata.
Qualche giorno fa mi ha detto che ha baciato Giulio sulla bocca così le altre compagne capivano che lui ero suo e basta. E fin lì, vabbè.
Oggi l'ho accompagnata a scuola e quando siamo entrati in classe, lei è andata subito da Giulio, che sembrava aspettarla; e si scambiavano sguardi languidi e parole sottovoce.
Di fronte al mio stupore la maestra ha detto "guarda che qua si sono formate le coppie ormai".
E mentre la prendevo sul ridere e stavo andandomene, ho visto Lorenzo (loro compagno di scuola) abbracciato alle gambe della mamma, tutto malinconico.
E mentre stavo per uscire ho sentito la sua mamma che diceva alla maestra "Silvia è vero che Fatima lunedì torna?" E lei di risposta "Ma sì, Lorenzo, stai tranquillo".

Mi sono girato verso la maestra con gli occhi che dicevano "Non può essere".
E lei: "cosa ti avevo detto?"

23 marzo 2011

indovina la citazione - 15

Questo è facile facile, eh!


1 - Dopo tanti anni come hai fatto a decidere di lasciarla?
- Basta, non ne potevo più. Erano anni che volevo lasciarla, ma era bellissima. Tutti mi invidiavano e io dicevo "come posso lasciare una cosa così preziosa? Ma dovrà invecchiare così nessuno più la vorrà e posso lasciarla senza rimpianti. Macché, quella non invecchiava mai, era sempre bellissima."
- E intanto tu invecchiavi.
- Pazienza.
- L'hai sempre amata, non l'hai mai amata...?
- Non mi ricordo.

2 - "Non si uccide per amore, basta solo aspettare, aspettare".
"E allora non mi uccido per amore, mi uccido per impazienza"

3 - Lasciatemi soffrire tranquillo. Chi vi chiede niente a voi? Vi ho chiesto qualcosa? No. Voglio solo soffrire bene. Mi distraete, non mi riesco a concentrare. Con voi qua non riesco... Soffro male, soffro poco, non mi diverto. Non c'è quella bella sofferenza...

4 - Ma perché siete tutti così sinceri con me? Che cosa vi ho fatto di male?

5 - Com'è che vi sposate? avete problemi?

6 - Io credo che, in particolare, un uomo e una donna siano le persone meno adatte a sposarsi tra di loro.

15 marzo 2011

rain

Giornate piovose e stancanti. Ogni giorno la mole di lavoro mi sommerge e l'umore ne risente.
Per accompagnare le mattinate, un disco che rispecchia questo mood: "Eleonore" dei the Bony King of Nowhere.
Giusto per farvi capire, direi che siamo a metà tra il cantautorato alla Tim Buckley e le atmosfere malinconiche dei Radiohead. (ricordiamolo: "The Bony King of Nowhere" era il sottotitolo di "There There", canzone dei Radiohead, contenuta in "Hail to the Thief")

In un altro periodo mi sarei sparato alla terza canzone. Ma, si sa, ci sono album che arrivano al momento giusto e quindi...

14 marzo 2011

no, ma io

Mi colpisce la mancanza di responsabilità e la mancanza di collettività della gente.
Di tutti, intendo, eh! Alti, bassi, belli, brutti, ricchi o poveri.
Quando tendo a criticare una situazione generale, mi sento spesso rispondere al singolare. A voi capita?

Mi capita in ufficio, con il calcetto, in parrocchia; praticamente ovunque.
Se dico: "mi dà fastidio questa o quella situazione che si è venuta a creare", raramente ho in risposta qualcuno che dice "anche a me" oppure un semplice "mi dispiace", "ti capisco". Mi andrebbe bene anche un semplice cenno del capo.
No. Qualunque sia l'interlocutore, parte direttamente sulla difensiva: "no, ma io ti avevo detto...", "no, ma io non ho mai fatto..."

Anche oggi. Stasera dovremmo giocare a calcetto, ma c'è il solito che disdice poche ora prima della partita. Parlando con un amico, dico: "Se c'è una cosa che mi fa incazzare sono le persone che disdicono il lunedì stesso. Dobbiamo cambiare questo modo di fare".
La risposta: "ma io avviso sempre per tempo".
Ma chi ti sta dicendo niente? Non sto parlando di te. Ti sto esponendo un problema da risolvere, cazzo.

Perché alla gente manca completamente il senso della collettività? Perché le persone, alla minima occasione, si chiudono a riccio e passano subito all'autodifesa?
Ditemi voi: si tratta di egoismo o semplicemente di mancanza di visione allargata?
Aiutatemi voi, perché io vi giuro che non capisco.

11 marzo 2011

gelosie

In casa nostra viene applicata un'involontaria suddivisione: Dalia si occupa più di Anita e io più di Elena. Non l'abbiamo stabilito: è successo.
Con la piccolina abbiamo un tale rapporto che ormai lei chiama me per qualsasi cosa (anche di notte, purtroppo).
È prassi quindi che la mattina, mentre Dalia comincia le scaramucce con Anita per vestirsi, lavarsi e quant'altro, io stia con Elena a giocare sul lettone, a leggere un libro o a disegnare.

Ma stamattina, anche un po' per restare in contatto con la gnoma grande, mi sono messo a fare il solletico ad Anita e a giocare sul lettone. Non l'avessi mai fatto!
Elena ha cominciato una scena di gelosia pazzesca che l'ha portata a tenermi il broncio e a dirmi "no" a qualsiasi cosa le dicessi o proponessi.
Ha persino rifiutato latte e cibo, lei che di solito a tavola sembra un inceneritore.
Verrò scalzato nella hit parade delle preferenze?
Per quanto riguarda la notte non sarebbe un grave danno...



in foto: piccoli Picasso crescono

08 marzo 2011

thank you for booking

È un periodo un po' difficile: tantissimi impegni di lavoro e, vabbè, la situazione a casa che si è un po' normalizzata ma è pur sempre impegnativa. Che fare?

Un mio approccio semiterapeutico è pensare alle vacanze. E oggi, sfruttando una promozione in corso, ho acquistato 4 biglietti andata e ritorno per Praga.
Se non crolla il mondo, dall'8 al 14 maggio sarò là, con tutta la famiglia.
E ci aggiungerei pure un vaffanculo.

03 marzo 2011

potere alle donne

C'è poco da dire: musicalmente il 2011 è iniziato con la voce femminile protagonista. Per quanto mi riguarda ho dato ascolto, in particolare, a quattro cantanti.



Cominciamo da Joan as a Police Woman: il suo "The Deep Field" è una meraviglia, dominato da un'atmosfera sensuale e intima. Sarà la sua voce, che ormai mi suona familiare, chissà; sarà che dopo il primo disco "Real Life" mi sembrava si fosse un po' involuta, chissà. Forse non è un caso che anche per lei (come per Cat Power) la rinascita sia avvenuta dopo un album di covers, come se il confrontarsi con i pezzi altrui avesse contribuito ad aprire gli orizzonti musicali e avesse stimolato la voglia di percorrere nuove strade. Chissà. E anche chissenefraga. Godiamoci in santa pace questo disco.



Un'altra uscita interessante è "21", il cd di Adele, cantante britannica dalle poderose capacità vocali. Impressionanti, poi, se si pensa che il numero 21 corrisponde alla sua età (con lo stesso filo logico per cui il titolo del suo disco d'esordio era "19"). Ed è proprio la sua voce la vera protagonista dell’album: roca, graffiante, potente ed emozionante. Forse qua e là viene esibito qualche virtuosismo di troppo, ma - cazzo! - se avessi una voce così cadrei anch'io facilmente in questo "tranello". Melodie anni ’50 e ’60 ed arrangiamenti moderni fanno il resto. Un bel lavoro che in un colpo solo spazza via tutte le Amy Winehouse, le Duffy e le Giusy Ferreri che percorrono la strada soul. Questa è la figlia segreta di Ella Fitzgerald, ve lo dico io.



Discorso completamente diverso per quanto riguarda PJ Harvey. Esce il suo (ottavo) disco dal titolo "Let England Shake" ed io continuo a non capire: boh, forse mi manca la chiave d'accesso, chi lo sa. Ma proprio non capisco la venerazione che la gente nutre nei suoi confronti. Provo ad ascoltarlo e riascoltarlo. Lo lascio lì e poi lo riprendo, ma proprio non ci riesco. Perdonami, Polly Jean: mentre tutti sono impegnati a venerare il tuo ultimo disco come la summa di tutto ciò che hai fatto, io continuo a non capirti.
Chissà, un giorno, forse.



Ed arriviamo alla rivelazione di quest'anno Rumer: una ragazza metà pakistana e metà inglese (ma la sua storia sarebbe tutta da raccontare) dalla voce melodiosa e incantevole. Ecco, dopo la rece di Ale sul suo blog ho pensato di darle una chance e, caspita, è stato amore al primo ascolto. Voce suadente e avvolgente; melodie semplici e un po' retrò, tipo anni 70 americani (non a caso l'hanno paragonata a Carly Simon o a Karen Carpenter) con qualche accenno in stile Burt Bacharach (che ha conosciuto la ragazza, ne è rimasto folgorato e ha quindi deciso di aiutarla nella stesura di alcuni brani). Oserei definirlo un disco "plaid": te lo metti addosso e ti scalda a dovere.
Al momento in cima alle mie preferenze.

16 febbraio 2011

indovina la citazione - 14

Uno dei miei film preferiti. Eccezionale.

1 - Come disse la moglie di Matusalemme dopo una scopata: "ce la fai a ripetere?"

2 - Ehi! Sbaglio o avevi detto che era specializzato in fughe? Da che cazzo vuoi che fugge 'sto muflone?

3 - Boris, sei fratello di me, pensa come fratello di me: trova altra persona per rubare pietra di cazzo. Io no voglio che loro arriva a me.

4 - Che ne so io dei diamanti? Sono un impresario di box. Ero un felice impresario di boxe, fino a una settimana fa e poi...
Che ne so io dei diamanti? Non vengono da Anversa?

5 - Il fatto che ci sia "Replica" sul fianco delle vostre pistole... e che invece ci sia "Desert Eagle .50" sul fianco della mia, dovrebbe precipitare di colpo te e le tue palle, nel tuo buco nero. Andate a farvi fottere.

6 - Sì a Londra! Sapete? Té, nebbia, Big Ben, cibo di merda, tempo peggio, Mary-scassapalle-Poppins... Londra!

7 - Ti piacciono i coni?

12 febbraio 2011

barba

Oggi ho tagliato la barba per la prima volta, in questo anno.
Dite che devo esprimere un desiderio?

03 febbraio 2011

arzille vecchiette

Ultimemente ho bisogno di musica che mi allieti la giornta. E ci sono un paio di nonnette della musica che stanno raccogliendo buoni consensi da parte mia.

La prima è Wanda Jackson, la prima donna rocker (una sorta di Elvis donna), la quale ha deciso di farsi produrre un nuovo album (alla tenera età di 73 anni) da Jack White. Sì, sì, proprio lui: quello dei White Stripes (appena defunti, notizia di ieri), poi dei The Racounteurs e poi dei The Dead Weather. Colui che tutto fa, compreso l'attore.
Il disco non è malaccio, ma non basta certo la produzione di Mr White per farlo uscire dai canoni un po' ripetitivi del Rockabilly. Curioso che the Queen of Rock, come venne soprannominata, faccia una cover di Amy Winehouse. Nella totalità: allegro con brio, diciamo.



La seconda, su segnalazione di Angelo, è Mavin Staples, che è ben più giovane, infatti di anni ne ha solo 71. Lei invece l'album se l'è fatto produrre da Jeff Tweedy, leader dei Wilco.
Atmosfere tra il gospel e i soul molto piacevoli. Mi aspetto da un momento all'altro comparire John Belushi, con l'outline azzurro, che dice "io ho visto la luce"!
Veramente un cd piacevole.

02 febbraio 2011

stati di salute

Visto che ci sono persone che - ahiloro - leggono questo blog anche per avere mie notizie (risparmiate sul telefono, eh!) mi sento in dovere di fare un piccolo upgrade degli stati di salute della famiglia.

Mio papà sta bene. È a casa, tranquillo ed è tornato come nuovo. Oddio, come nuovo non proprio; diciamo che è tornato come prima.

Per Dauno invece la situazione è un po' più complicata da spiegare. Le sue condizioni sembravano irreversibili, con conseguente perdita della vista da un occhio. Poi ci sono stati una serie di esami e visite specialistiche che hanno fatto aumentare le speranze che le cose si possano ristabilire al meglio. Insomma è tutto ancora da capire.
Al momento non c'è niente di certo se non una cosa che, a chi lo conosce, sembrerà impossibile: ha smesso di fumare!
Da tre pacchetti a zero il passo è notevole. E ha anche smesso di bere caffè. E sul mangiare sano, ci stiamo laovrando: per adesso va a pranzo e cena a turno da uno dei suoi fratelli o amici, che si premurano di cucinare cose supersane. L'unica volta che si è fatto da mangiare da solo ha bruciato la cena. Ma, vabbè, come detto ci stiamo lavorando.

28 gennaio 2011

Fuori

Non è facile recensire il nuovo disco dei Ministri, benché uscito ormai già da alcuni mesi. Come è successo anche ad Angelo, l'ho ascoltato, poi l'ho abbandonato, un po' deluso. L'ho ripreso e ancora non mi convinceva. Poi per me l'elemento scatenante è stato (ri)vederli dal vivo, a metà dicembre.
E da quel giorno, praticamente, non ho mai smesso di ascoltarlo.

La differenza è che i Ministri sono un gruppo che ti deve piacere "di pancia". Si può analizzarne le liriche o le sonorità, ma è uno di quei gruppi con cui devi entrare in empatia. E quale migliore occasione di un live act?
Certo: hanno i loro difetti, per carità. Ma se vedi con quanta grinta e quanta convinzione suonano e cantano le loro canzoni sul palco non puoi non entrare nel loro mondo.
E metterti a urlare con loro "cacciati due dita nel cuore e VOMITAAAAAA!"

27 gennaio 2011

semplice, no?

Ieri sera, mentre sto lavando le mani ad Anita:
"Elena mi aiuti ad apparechiare la tavola?"

Passano 2 minuti, torno in sala e lei: "Papà ho apparecchiato"



semplice, no?

26 gennaio 2011

banalmente

Dalia è dovuta partire per Parigi per lavoro e mi ha lasciato due giorni da solo con le bambine. Beh, credetemi, anche se sto per dire una banalità sconcertante: per uscire da questo impasse di depressione mista a malinconia e sensazione di impotenza non c'è niente di meglio che passare la giornata con le due gnomette.
Un po' perché ti devi sforzare di essere di buon umore; un po' perché loro te lo restituiscono centuplicato. Una flebo di ottimismo.

25 gennaio 2011

svuotato

Ho passato una domenica abbastanza da incubo. Dalia si è svegliata con la febbre, raggiungendo Elena nelle debilitazioni di famiglia (anche lei febbre). E fin qui, vabbè.
Alle 10 mi telefona mia sorella Marta, un po' concitata, dicendomi "stiamo ricoverando papà, ha tachicardia e pressione altissima". Se pensate che ce ne sia abbastanza, vi sbagliate perché il peggio deve ancora venire.
Alle 14,00 mi chiama mio cognato Dauno e mi dice "ti va di andare a fare un giretto al Pronto Soccorso oftalmico?". E quello che poteva sembrare un piccolo controllo di sicurezza è diventata una degenza ospedaliera.

Per farla breve gli hanno trovato una trombosi a una vena oculare. Una cosa difficlmente reversibile e che rischia di compromettergli la vista per il resto della vita. Dopo tutti gli accertamenti e le visite del caso, siamo riusciti ad avere una prima diagnosi verso le 23,30. E la dottoressa è stata drastica: questo ragazzo deve smettere di fumare e fare una vita più sana.
Per chi non lo conoscesse, Dauno non è mica uno che fa una vita sregolata tipo il nostro premier. Semplicemente fuma 3 pacchetti di sigarette al giorno, beve una dozzina di caffè quotidianamente e mangia sempre di merda: panini, pizza, kebab, surgelati, ecc.

Insomma, è un paio di giorni che mi sento in costante contatto con la fragilità umana, compresa la mia. E come tutte le volte che mi confronto con "le cose che contano" tutto quello che mi circonda mi sembra un enorme baraccone inutile. Gente che parla a vanvera. Clienti che si fossilizzano su dettagli di nessuna importanza. Frotte di retorica. Vagonate di luoghi comuni, di frasi fatte e di convenevoli.
Ma perché abbiamo bisogno di tutto ciò?
Vorrei solo un po' di silenzio.

22 gennaio 2011

tipi da Esselunga

Lo spesone settimanale lo faccio ahimé al sabato, come tutti quelli che durante la settimana lavorano e non hanno quindi il tempo di dedicarcisi. Solitamente lo schema è: accompagno Dalia e Anita in piscina per la lezione di nuoto della bimba, dopodiché vado all'Esselunga con Elena e, terminato lo spesone, torno alla piscina, prelevo le due e torniamo all'ovile tutti insieme. Poiché la lezione di Anita è alle 9,00, diciamo che usciamo alle 8,40 e per le 10,20 siamo a casa.
Ma oggi Elena era malata, quindi ho portato Anita in piscina, sono stato lì con lei per la durata della lezione, dopodiché siamo tornati a casa, l'ho mollata lì e solo alle 10,40 ero all'Esselunga.

Perché tutta questa attenzione agli orari? Perché fare lo spesone al sabato, se non lo si fa nelle prime ore del mattino (come faccio di default) è una specie di calvario: l'Esselunga è presa d'assalto da un numero esorbitante di persone; quindi si fatica a trovare i carrelli, si fanno lunghe code alla rosticceria o alle bilance del reparto frutta-verdura, gli scaffali delle offerte sono vuoti e via dicendo. Tutte situazioni che, inoltre, fanno aumentare il nervosismo della gente.
Ma tutto questo per raccontarvi cosa? Che oggi, appunto, recandomi lì nell'orario delle cavallette impazzite, ho fatto un grosso respiro zen e ho deciso di prendermela in relax. E così facendo ho anche messo a fuoco alcuni personaggi al limite della patologia, che vi andrei ad illustrare.

la vecchietta
La prima cosa che salta all'occhio, nel delirio del sabato sono sempre le persone anziane, spesso di sesso femminile. Per forza saltano all'occhio: è come vedere una Panda sul circuito di Indianapolis. Ma è mai possibile che con tutti i giorni e gli orari che queste signore hanno a disposizione, debbano recarsi al super proprio al sabato alle 11? Intasano le corsie, stanno due ore a scegliere una carota e, soprattutto, hanno il classico atteggiamento da "non c'è più rispetto" che, se per caso le urti o gli dici di spostarsi, ti sparano addosso una filippica che te la raccomando.

quelli delle offerte
Dopo il reparto frutta-verdura, all'Esselunga ci sono sempre una serie di scaffali in centro corsia con le offerte. La prima (ho detto "la prima"!) volta che le vedi, puoi anche soffermartici e dedicarci la cura maniacale che le ragazzine dedicano ad ogni singolo pezzo durante i saldi di H&M. Ma poi ti accorgi che quei prodotti sono anche ai loro posti "standard": la mozzarella scontata al 40%, se la trovi lì la trovi anche nel reparto mozzarelle, quindi è inutile soffermarcisi troppo. Invece no: code di gente che si spintona per agguantare un pacco di caffè, quando nella corsia apposita c'è il deserto.



la famiglia isterica
Mi domando: che bisogno c'è di andare a fare la spesa con tutta la famiglia? Potendo io la farei sempre da solo. Alla mattina presto mi tocca portarmi Elena, che è buona come un agnellino o che comunque si può sedare con un paio di Plasmon. Ma oggi che sono andato più tardi sarebbe stato un suicidio portarmi tutti dietro. I figli sono i più tremendi, ma per forza: li costringi a seguirti in un posto rumorosissimo e con una gran confusione; e appena vedono i giochi (che quegli stronzi scaltri dell'Esselunga hanno messo vicino ai biscotti e agli omogeneizzati) mi pare normale che te ne chiedano uno. E al perentorio rifiuto cominciano le crisi isteriche. Sia dei figli che dei genitori. La spesa diventa una via Crucis di richieste di patatine-ovetti-teletubbies, con i genitori innervositi che litigano e che non vedono l'ora di uscire. Perché fate tutto questo? Evitateglielo. Ed evitatevelo.

le sciure al reparto gastronomia
Il principale motivo per cui evito come la peste il reparto gastronomia sono le sciure impellicciate che lo presidiano come un fortino. Hanno costantemente tatuato sul volto quell'espressione da "lei non sa chi sono io" che te le fa odiare al primo sguardo. Si rivolgono ai poveri cristi detro al bancone col classico incipit milanese "mi dà..." . E lo fanno con una tale arroganza che sembra che stiano ordinando del carpaccio di panda, quando poi in realtà sono lì a comprare due etti di prosciutto cotto scadente.

l'intenditore di vini
E mentre le mogli impellicciate circondano il reparto gastronomia, i mariti, in Loden verde e berretto stile Borsalino, stazionano nel reparto vini. Mano al mento, studiano l'acquisto come se quella sera avessero a cena il Papa e le sorti della pace nel mondo dipendessero da quella singola bottiglia. Caratteristica fondamentale è la posizione a centro corsia, che intasa il traffico dei carrelli.

(a seguire)

18 gennaio 2011

indovina la citazione - 13

Questo film direi che è abbastanza facile. Infatti i primi indizi sono un po' criptici. Vediamo a che numero lo indovinate.

1 - "Mai sottovalutare il potere della negazione."

2 - " È una gran cosa quando capisci che hai ancora la capacità di sorprenderti. Ti chiedi cos'altro puoi fare che hai dimenticato!"

3 - "Perché i froci devono sempre sbattertelo in faccia? Come fanno a essere così svergognati?"
"Il fatto è questo, papà: per loro non è una cosa di cui vergognarsi."
"Beh, lo è invece"
"Sì, hai ragione"
"Non placarmi come se fossi tua madre, ragazzo"
"Perdoni, signore, le mie parole perentorie. Quei froci mi fanno vomitare le budella dalla nausea, cazzo."

4 - "A volte c'è così tanta bellezza nel mondo, che non riesco ad accettarla.
Il mio cuore sta per franare."

5 - "Potrei essere piuttosto incazzato per quello che mi è successo, ma è difficile restare arrabbiati quando c'è tanta bellezza nel mondo. A volte è come se la vedessi tutta insieme, ed è troppa. Il cuore mi si riempie come un palloncino che sta per scoppiare. E poi mi ricordo di rilassarmi, e smetto di cercare di tenermela stretta."

6 - "Lester, verserai la birra sul divano!"
"E con questo? È solo un divano!"
"Questo è il sofà da 4.000 dollari sonanti tapezzato con seta italiana. Questo non è solo un divano!"
"È-solo-un-divano! Non è la vita. Questa è solo roba. E per te è diventato più importante che vivere!"

7 - "Mi chiamo Lester Burnham. Questo è il mio quartiere, questa è la mia strada, questa è la mia vita. Ho quarantadue anni. Fra meno di un anno sarò morto."

17 gennaio 2011

la DS

la Domenica Sportiva una volta era l'evento serale della domenica calcistica. Da bambino agognavo di poterla vedere, ma andava in onda tardi quindi mio padre me lo impediva. Da ragazzo, invece, restavo accanto a mio padre a guardarla, sentendomi adulto perché entravo nel circolo di uomini che parlavano di calcio.
Ed erano tutti in giacca e cravatta, sorridenti ma seri, che discutevano amabilmente in un salotto virtuale di cui mi fregiavo di far parte.

Arriviamo ai giorni nostri: ieri sera, terminato un altro weekend bello ma molto impegnativo, decido di rilassarmi e accendere il televisore per vedere i goal della giornata.
Trovo la Domenica Sportiva e una cosa salta subito all'occhio: ma loro si rendono conto del mondo mondo in cui vivono? Passano una buona mezz'ora a ribadire il concetto: "non vi diciamo il risultato del posticipo serale per non rovinarvi la sorpresa". E anche parlando con quello o con quell'altro, giocatore o opinionista che sia, dicono "mi raccomando, non dire l'esito del posticipo".



Ma, dico io, hanno idea di come funzioni il mondo? Un minuto dopo che il Milan aveva segnato, su Facebook c'era già che scriveva "che goal della madonna!" (testuale) o cose così. Appena finito il match c'erano lamentele/esultanze varie.
Ma, ponendo anche l'ipotesi che uno non abbia internet a casa, come la mettiamo col televideo? E con Sky?
Cioè: voi credete veramente che un appassionato di calcio, se interessato, non abbia il modo di informarsi sul risultato finale di una partita?
Un po' anacronistico, non vi pare?
Se proprio vogliamo tornare agli anni settanta, allora, tornate alle discussioni pacate, evitandomi i 5mila commenti inutili sul giocatore che si incazza perché sostituito (avete mai visto un calciatore contento di essere sostituito?), e soprattutto, non fatemi aspettare fino all'una per vedere i goal del Genoa, maledizione a voi.

15 gennaio 2011

traumi infantili

Questa sera a tavola si è compiuta una mezza tragedia. Stavamo mangiando delle svizzere di vitello (con l'aggiunta di una sottiletta che le rende più appetibili per le bimbe, nota da casalinga) quando Anita se ne esce con questa domanda:
"Ma come fanno gli animali a fare le cose?"
Cerco di mettere in ordine le idee per spiegarle il pollice oppinibile e altre cose e quindi temporeggio con un "in che senso fare le cose?"
"eh, come fanno a fare questa carne?"
Un brivido mi percorre lungo la schiena e incrociando lo sguardo di mia moglie capisco che abbiamo capito la stessa cosa. Cazzo, devo spiegarle che siamo carinivori. Come faccio a dirglielo senza traumatizzarla?
Mia moglie rompe gli indugi: "Anita, ma quando diciamo che è carne di pollo, vuol dire che quello è un pollo; che ci mangiamo proprio il pollo, l'animale; non che il pollo ci prepara la carne. Non lo avevi capito?".
Scuote la testa, mentre due lacrimoni le rigano il volto e la bocca si riversa con gli angoli verso il basso.
In un moto di ribellione, con la voce strozzata dal pianto dice "Non è giusto!" e scoppia a piangere.



Ecco, se c'è una cosa che mi spaventa dell'essere genitore sono queste cose qua. Non me n'è mai fregato un belino di pulire quintalate di cacca o di raccogliere vomito. A me quello che ha sempre terrorizzato è avere in mano le loro menti. E finché c'è da dargli un'educazione tipo "non si mangia con le mani", ok, quello è facile. Ciò che è difficile è spiegare ad un essere innocente perché mangiamo gli animali che lui tanto adora e che si ritrova complici in tutti i giochi e le canzoncine di questo mondo.
Che poi, andando a ben vedere sulle svizzere c'era pure scritto "carne di vitello, massimo 8 mesi di età"; ma questo è un dettaglio che eviterei di approfondire adesso.

Torniamo alla scena madre: cerchiamo di consolare Anita un po' con la storia che gli animali muoiono e quindi la carne, anziché buttarla via, la mangiamo noi; e un po' con il grande bluff che mangiamo solo animali che sono cattivi e antipatici (e se Dio vuole a Natale abbiamo mangiato il pesce spada, e questo mi serve per confermare la tesi).
Alla fine Anita sembra non aver avuto un grosso trauma, anche se ho il terrore che si svegli in preda agli incubi più atroci. Però, cazzo, che fatica in queste situazioni qua. Hai sempre il terrore di creare quei traumi infantili che uno si porta appresso tutta la vita fino al giorno in cui un analista ripercorrerà le tappe fino a quel 15 gennaio 2011 in cui tutto cominciò. In cui cominciò l'istinto del serial killer che fa strage di commessi di Mac Donald's.

14 gennaio 2011

canzoni per l'alba

Sapete chi è Lou Rhodes? È la cantante dei Lamb. Come sarebbe a dire "chi sono i Lamb?"! Sono quelli di "Ai chen flaaaaaaaaaa-aaaaaaa-aaaaaiiiii". Lo so che detta così non vi suggerisce nulla, ma sono sicuro che la conoscete, anche perché l'hanno usata come musica per uno spot, quindi è una canzone che è stata ampiamente sdoganata (potete ascoltarla qua, per esempio).

Insomma, leilì è la cantante dei Lamb, giusto per farvi capire il timbro e la delicatezza della sua voce. Solo che, facendo un piccolo passo indietro, dovete sapere che i Lamb per lei erano una sorta di esperimento, quasi un gioco, costruito insieme al produttore Andrew Barlow. Perché lei in realtà è una cantautrice.

Ecco, l'anno scorso, tra i vari dischi che mi sono perso, c'è anche questo suo One Good Thing, che in questi giorni sto consumando, anche perché adoro la sua voce.
Chiariamoci subito: è un disco molto rilassante, di quelli che selezionerò per i miei viaggi matutini in macchina. Già dalla copertina si direbbe, no?

10 gennaio 2011

do you recall

È un periodo che non riesco a fare a meno di quest'uomo e, in particolare, di questa canzone:

09 gennaio 2011

gli avanzi

Il periodo postnatalizio mi frega sempre. Se da una parte ci sono tutti i buoni propositi dell'anno nuovo, tra cui si ripresenta puntualmente il "perdere qualche chilo", dall'altra è tutto un fiorire di cene e di appuntamenti di inizio anno con amici, gruppi parrocchiali e via dicendo.
E in queste occasioni non mancano mai gli avanzi di Natale tra cui panettoni, pandori, panettoni al cioccolato e crema e via dicendo.
Non so voi, ma io sono sempre cresciuto con panettone e pandoro, insieme al tipico pandolce genovese. Se da piccoli volevamo mangiare un dolce diverso, dovevamo ringraziare i parenti che venivano da altre regioni.

Tutto ciò fino agli anni '80, quando furono commercializzati i primi dolci un po' variegati (ve la ricordate la pubblicità del "Tartufon? C'est bon"?). Da buon ragazzino adoravo tutto ciò che c'era di culinariamente pasticciato, anche se in casa mia, per amor di tradizione, non sono mai entrati (e tutt'ora non entrano).
Dal canto mio ho continuato a bramare quel tipo di pasticceria industriale e, ogni volta che si presentano questi appuntamenti dove si riciclano gli avanzi delle feste, non riesco ad esimermi dal mangiare grandi quantità di 'sti panettoni o similia.
Anche oggi mi sono ingozzato con una roba indefinibile infarcita di crema e cacao.
Una goduria.

08 gennaio 2011

supervisore

Elena: "Mamma, 'osa fai?"
Dalia: "Scrivo una cosa sul computer, per lavoro"
Elena: "brava. Ti voglio bene"

07 gennaio 2011

indovina la citazione - 12

Film italiano. Non facilissimo.

1 - Ah, il telefono riceve ma non si può chiamare, ho il vago sospetto che ce l'hanno staccato..
- Ho il vago sospetto che ce l'abbiano staccato.
- Ah, ce l'hai anche tu questo sospetto?

2 - Visto che io mi sposerò a quarant'anni con una ragazza che non potrà avere più di vent'anni, è ovvio, adesso lei sta frequentando... l'asilo? Se io vado davanti alle scuole a sbirciare un po' chi possa essere la mia futura moglie, è nel mio pieno diritto di marito previdente o sono solo un pedofilo? Cosa sto dicendo?

3 - Non fumo perché al cinema non si può fumare. E non riuscirei mai a guardare un film senza fumare, se fumassi. Quindi non fumo.

4 - Quell'essere mitologico: quello col corpo di uomo e la testa di cazzo.

5 - Io uno come lei lo assumerei giusto per il gusto di licenziarlo subito dopo
- E io lavorerei per uno come lei solo per mandarle a puttane l'azienda nel più breve tempo possibile.

6 - Vabbè, comunque non dicevo Medicina Medicina.
- Che dicevi?
- Chirurgia Estetica.
- Ecco. E io adesso a 40 anni mi metto a studiare come si gonfiano le tette alle signore, ma dai..
- Vabbè, lascia stare le tette. Quello ormai lo fanno tutti, non è più un business. Mia cugina se l'è rifatte a 16 anni. Peggio di Britney Spears, non è neanche dovuta andare in America, se l'è rifatte a Pinerolo

7 - Certo che guardi la gente ballare e viene fuori una cosa molto precisa.
- Cioè?
- La linea.
- La?
- La linea che separa nettamente chi è etero da chi è gay. Cioè, se tu balli così, con le braccia sopra la testa, sei gay: hai superato la linea omosessuale delle spalle.

05 gennaio 2011

e se Aretha Franklin cantasse nei Green Day?



vabbè, dai, ho esagerato: diciamo come se Shirley Bassey cantasse nei Green day. Insomma, il primo dei dischi che mi sono perso nel 2010 si chiama "Black Lightning" ed è dei californiani The BellRays.
Un gruppo punk con una notevole (anche in senso di peso) cantante di colore che usa l'ugola con molta grinta.
Il risultato è molto piacevole, specie sui pezzi "tirati" (che rappresentano l'80% dei brani presenti) dove funziona molto bene la commistione tra rock e soul.
Disco consigliato.

04 gennaio 2011

indovina la citazione - 11

Eccoci all'undicesimo appuntamento col gioco delle citazioni.
Film che dovreste aver visto tutti; ma proprio tutti tutti. Nonché uno dei miei film preferiti.
Ricordiamo le regole del gioco: dovete leggere le citazioni e cercare di indovinare il prima possibile da quale film sono state estrapolate.
Chi vuole, nei commenti può segnalare "l'ho indovinato alla prima" o "alla seconda", ecc.

1 - Tutte le pistole hanno una voce... e io questa la conosco.

2 - Io dormirò tranquillo perchè so che il mio peggior nemico veglia su di me.

3 - È un bel tipo mio fratello... ah sì, perché non te l'avevo detto, ma il capo qui è mio fratello. Insomma, a Roma c'è il Papa e qui c'è mio fratello.

4 - Dio è con noi perchè anche lui odia gli Yankee, urrà!
- No, Dio è contro di noi, perchè anche lui odia gli imbecilli.

5 - Sei un bastardo, tu non lo sai ma io sì. Sei figlio di mille padri, tutti bastardi come te!

6 - Sei, il numero perfetto!
- Ma non era tre il numero perfetto?
- Si, ma la mia pistola ha sei colpi...

7 - Sto cercando un mezzo sigaro, con dietro la faccia di un gran figlio di cagna alto, biondo e che parla poco.

8 - Il mondo si divide in due categorie: chi ha la pistola carica e chi scava. Tu scavi.

9 - Il mondo è diviso in due, amico mio: quelli che hanno la corda al collo e quelli che la tagliano. Solo che il collo dentro la corda è il mio. Sono io che rischio, perciò la prossima volta voglio più della metà.
- Si, è vero che tu rischi, ma io taglio. E se tu mi abbassi la percentuale... - sigaro? - beh, potrei anche sbagliare la mira.

03 gennaio 2011

dancing notturno

Sono le 23,30 ed Elena non ne vuole sapere di dormire. Scende dal letto dove cerco di farla addormentare. Le chiedo: "Elena, dove vai?"
E lei: "a ballare"
"E dove vai a ballare?"
"In bagno".

semplice, no?

02 gennaio 2011

potrei

Potrei scrivere un post per augurarvi buon anno e raccontarvi com'è andato il Capodanno e dirvi delle nostre (ennesime) vacanze a Celle Ligure.
Potrei.
Ma non lo farò.

31 dicembre 2010

Top 10 dischi 2010

Anno ricco di dischi interessanti, non c'è che dire. Comunque classifica corta, come si direbbe nel calcio: tanti dischi buoni, nessuno eccelso. Con fatica ne scelgo dieci, ma ci provo.



01 - ALTER BRIDGE - AB III
Gli Alter Bridge mi piacciono parecchio, ma quello che mi ha spinto a scegliere questo disco come il migliore del 2010 è il fatto che avevo un sacco di aspettative su di loro e non mi hanno per niente deluso, anzi. Disco molto buono, con migliorie sulle parti cantate e canzoni ben strutturate. Bravi, ragazzi.

02 - SLASH - Slash
Quasi mi vergogno un po' a celebrare uno dei chitarristi più sopravvalutati della musica rock, però, caspita, questo disco l'ho sentito millemila volte e non mi ha mai stancato. Probabilmente è per la sua anima da compilation, però devo ammettere che mi è piaciuto tanto e le collaborazioni sono ben congegnate.

03 - BRANT BJORK - Gods and Goddess
Ebbravo Brant Bjork, che mi sfoderi un disco dalla forte impronta blues, con inserti di stoner rock e di hard rock. Bravo bravo, ti seguirò con maggiore attenzione d'ora in poi. Disco rivelazione.

04 - BASIA BULAT - Heart of my own
Come si fa a non amare questa giovanissima cantante canadese dalla poliedriche capacità? ma soprattutto in grado di sostenere da sola la definzione di musica folk senza scadere nel banale o nell'eccessivo provincialismo o, ancora peggio, nella ripetitività. Conferma tutto quanto detto di buono su di lei.

05 - MANIC STREET PREACHERS - Postcards from a Young Man
Ho già detto tutto sui MSP. Non so più cosa aggiungere, vi giuro. Questo lavoro non è ne' più bello ne' meno bello degli altri, è semplicemente un loro disco. Ed è quanto basta per farmelo apprezzare. Heavy rotation.

06 - MINISTRI - Fuori
Un po' deludente, rispetto a Tempi Bui che mi piacque tanto tanto. Disco comunque valido che esce un po' alla distanza. Alcuni pezzi molto belli, altri meno, ma si vede comunque una tendenza all'evoluzione. Non si sa verso che cosa, ma un'evoluzione c'è.

07 - VAMPIRE WEEKEND - Contra
Belli, bravi, chic e anche un po' snob (forse). Brani dalle sonorità semplici, ma molto ben strutturate, che mi hanno accomopagnato per buona parte dell'estate (anche se il cd è uscito in pieno inverno).

08 - DANKO JONES - Below the Belt
Mamma mia che tamarro, 'sto ragazzo canadese mi dà un sacco di soddisfazioni. Ho ascoltato questo disco molte volte in palestra e mi ha costretto quasi a consumare il tapis roulant. Bello, grezzo al punto giusto e rock carico di chitarre distorte. I'm loving it.

09 - ROYAL WOOD - The Waiting
Raffinato ed elegante, pur essendo un disco semplice, questo polistrumentista canadese (un altro canadese? ma quanti ne stanno arivando?) mi ha conquistato. Quando cantautorale non fa rima con noioso (come De Gregori per intenderci) o con musica per pochi (un po' come Fossati; e non me ne vogliano i fan dell'uno o dell'altro).

10 - BROKEN BELLS - Broken Bells
Progetto parallelo di un duo stranamente assortito: ne esce un prodotto strano, un po' indie, un po' melodico, un po' elettronico, un po' psichedelico. Però molto ben amalgamato, quindi promosso.

30 dicembre 2010

canzone dell'anno

Tutto il disco intero, se devo essere sincero, mi annoia un po'. Ma questa canzone, anche grazie all'ausilio del Che Guevara della chitarra Tom Morello, mi è piaciuta da subito ed è rimasta la mia canzone preferita dell'anno.
Alzate a palla!



Fra l'altro il video ha una grafica magnifica.

27 dicembre 2010

il giusto tributo

Stamattina partenza all'alba da Celle Ligure per essere in ufficio (a Milano) presto. Lasciare le mie ragazze avvolte dal morbido sonno, ogni volta, mi porta quasi sull'orlo della commozione. È sempre un po' una partenza sofferta, ma pazienza.

Come al solito appena salgo in macchina mi maledico: non ho preparato nessun cd "da mattina presto". Così, dopo la prima e doverosa pausa caffè, mi metto in cerca tra la valanga di cd che tengo nel cass(on)etto della macchina.
Cos'è quel cartonato là in fondo, l'ultimo dell'ultima pila?
Questa sì che è una bella trovata: "Real Life" di Joas as a Police Woman.
Beh, credetemi o no, ma l'alba sulla riviera con quel disco in sottofondo diventa una preghiera di ringraziamento a tutto il creato.



Un pensiero va subito ad Ale, che mi consigliò questo disco, anni fa, alla sua uscita. E così gli mando un sms per renderlo partecipe di questo mio momento estatico.
Poi penso che dovrei ringraziarlo più spesso perché, per chi non lo sapesse, è lui che mi fa già un'enorme scrematura tra le uscite musicali ascoltabili e quelle no. E devo dire che è anche abbastanza obiettivo.
Quindi sfrutto questo post per ringraziarlo pubblicamente. Non solo per la musica ma anche per tante altre cose.

E anche se vedrete un suo commento sarcastico o dissacrante a questo mio post, non fateci caso: in fondo è un tenerone.
Petto-indice, mio caro.

22 dicembre 2010

dalla batteria alla chitarra/voce

No, non sto parlando di Dave Grohl, sto parlando di Philip Selway, il batterista dei Radiohead. Leggo che ha fatto un disco solista e penso, sorridendo, chissà che due palle di disco, tutto percussioni e suoni minimalisti.
E ovviamente mi sbagliavo: Selway suona la chitarra bene e canta altrettanto bene (solo dopo ho scoperto che è la terza voce dei Radiohead).
Insomma, non è che vi sto consigliando questo disco, anche perché è allegro come un soggiorno nel braccio della morte, però è un disco ben fatto, quello sì.

Se siete di umore malinconico e uggioso, potete lasciarvi cullare da questo disco e potrebbe anche piacervi. E devo dire che in questi freddissimi giorni di fine anno un po' mi sono lasciato catturare.

21 dicembre 2010

live in Carabelli

E così stamattina c'è stato il tanto atteso live act della banda carabelli: 5 pezzi + 2 bis per un totale di 20/25 minuti di concerto.
Il nostro caloroso pubblico, ovvero i bambini dell'asilo Carabelli, erano contentissimi e ci hanno applaudito a più non posso; così come pure le maestre (una addirittura s'è commossa, ve lo giuro, l'ho vista coi miei occhi).
Dal canto mio ho fatto un contenuto numero di errori, quindi, a parte i polpastrelli devastati, posso ritenermi soddisfatto.

Ah, ma dimenticavo di dirvi una cosa. Sapete perché ho fatto tutto questo? Per entrare maggiormente in contatto con la vita di mia figlia Anita e fare in modo che lei fosse orgogliosa di me.
E dov'era Anita stamattina? A casa, a letto con la febbre.
Ovviamente.

20 dicembre 2010

fino ad esaurimento

Conosco delle persone che al primo o secondo o terzo incontro ti affascinano. E pensi che siano delle persone eccezionali, divertenti, simpatiche e quant'altro. Poi, col passare del tempo, il loro fascino si affievolisce e ti rendi conto di avere davanti delle persone che hai largamente sopravvalutato.
Anzi, a dirla tutta iniziano a starti anche un po' sui maroni, perché sembra quasi che ti abbiano illuso o che ti abbiano preso in giro. Come se si fossero giocati tutte le carte vincenti alla prima mano per poi rimanere con poco o niente.

Non si preoccupino i pochi frequentatori di questo blog: in questa categoria non annovero nessuno di loro, anche quelli che leggono raramente.
Però 4 persone che sono così mi è capitato di incontrarle e di frequentarle. Salvo poi rimanere lì a guardare mentre si sgonfiano dei loro aneddoti e del loro ego e vederli tornare a terra come un palloncino bucato.
Fino a che non incontrano una persona da incantare con gli stessi aneddoti e le stesse battute che avevano adoperato con te. E il ciclo ricomincia.

18 dicembre 2010

regalo musicale

Ho sempre avuto a cuore l'educazione musicale dei mie due nipoti, Federico e Giacomo, rispettivamente di 19 e 16 anni. Negli anni, per le varie festività, ho regalato loro diversi dischi; specialmente quelli un po' più vecchiotti, per dargli un'idea della musica il più completa possibile.
Quest'anno per Natale ho deciso di regalargli i biglietti per un concerto. Inizialmente la scelta era ricaduta su gli Alter Bridge, poi però ci ho ripensato e ho optato per i Ministri.

Perché proprio loro? Perché secondo me sono la migliore macchina da concerti che ci sia attualmente in Italia. Certo: non ho una conoscenza così ampia da giustificare questa affermazione, ma mi piace pensarlo. E in effetti, alla mia terza esperienza live con loro, ieri sera sono riusciti ancora a stupirmi e ad affascinarmi.

Ma torniamo ai miei nipoti. Loro suonano in due gruppi distinti (prima suonavano nello stesso) e soffrono un po' della sindrome da inesperienza da palco. Ovvero: rimangono ingessati e concentrati sul proprio strumento per tutta la durata della loro performance.
E allora ho pensato: facciamogli vedere la differenza tra eseguire delle canzoni su un palco e tenere un concerto coinvolgente ed emozionante. E, come dicevo, i Ministri secondo me sono tra i gruppi più indicati.

Così nonostante la neve e la temperatura sotto lo zero (con rischio ghiaccio) sono partito da Milano e sono andato insieme a loro al Blue Moon di Genova (postaccio) per assistere al concerto.
Ne è valsa veramente la pena. Ma parecchio, eh!



la foto vorrebbe dare un'idea di quello che è un concerto ministrico.

16 dicembre 2010

brioche per colazione

Se vi siete svegliati presto e se avete un rotolo di pasta sfoglia nel frigo, fate una sorpresa al vostro partner o ai vostri figli e preparate delle brioche calde. Si preparano in poco tempo e la resa è garantita.
Unico avvertimento: se le preparate con la marmellata, ricordatevi che una volta fate uscire le brioche dal forno, la marmellata rimane rovente per almeno 10 minuti.

cosa vi serve
1 leccarda
1 coltellino
della carta forno
(quella compresa nella confezione della pasta sfoglia va benissimo)

ingredienti
1 rotolo di pasta sfoglia tonda da 250gr
marmellata o nutella o entrambe

preparazione
1 - stendete la sfoglia su un ripiano; nel frattempo accendete il forno a 180°
2 - con un coltello, tagliate la sfoglia in 8 spicchi uguali
3 - spalmate un po' di marmellata o di nutella su uno spicchio e poi arrotolatelo, partendo dalla parte più larga; quindi disponetelo sulla leccarda (con sotto la carta forno)
4 - ripetete questo procedimento per ciascuno spicchio
5 - infornate a 180° per 20 minuti

15 dicembre 2010

indovina la citazione - 10

1 - "Sting è un altro che posso definire un eroe. Della musica che ha creato in questi anni non sono un grande ascoltatore, ma il fatto che l'abbia creata merita il mio rispetto."

2 - "Perché stronzeggi sempre tanto con me?"
"Perché stronzeggi sempre tanto tu con me?"

3 - "Così... così alla fine... alla fine sono diventata..."
"Cosa?"
"Bulimica"
"..."
"..."
"Quindi leggi nel pensiero?"

4 - "C'è stato un momento stanotte, quando stava in mezzo ai due nanetti finlandesi e l'aboindigeno maori, hai presente?"
"oh, sì"
"In cui ho pensato "wow io ci passerei davvero il resto della mia vita con questa donna."

5 - "Hai un sacco di doni, ma la svolta a sinistra non è uno di quelli."

6 - "Forse è stata la prima volta che ho ripetuto la seconda elementare: mi sono visto riflesso nel cucchiaio mentre mangiavo i cereali e mi ricordo che ho pensato "wow! sei bello in modo assurdo! forse potresti farlo come lavoro."

14 dicembre 2010

attese canadesi

Mi sono imbattuto in Royal Wood per puro caso, uno di quei giorni in cui avevo voglia di sentire qualcosa di nuovo e allora mi misi a spulciare sui vari siti e blog di musica.
Un tizio aveva appena uppato sul proprio blog il suo ultimo disco, dal titolo "the Waiting", e mi dissi il classico "perché no?"

D'altronde il bello della musica al tempo di internet è la facilità con cui si può accedere a nuovi gruppi, nuovi cantanti e poi, se piacciono, decidere se acquistarli o meno. La selezione è molto più semplice che non - come facevamo da adolescenti - aspettare che un amico ti registrasse una cassetta per farti sentire un disco o un artista nuovo.

Ma torniamo a Royal Wood. Sempre tramite internet scopro che si tratta di un polistrumentista, autore, compositore e produttore. Insomma non sarà un disco usa e getta o quanto meno fatto con superficialità.
Procedo all'ascolto e ne rimango incantato. Dalle melodie lineari, dalla cura delle composizioni e dalla sua voce pacata e cristallina.
Certo: bisogna essere un po' in modalità malinconica per ascoltarlo. Però per quei momenti è proprio adatto. Tipo viaggio in macchina da soli, di notte. Dopo un paio di caffè, però, per evitare il rischio abbiocco.

12 dicembre 2010

in tasca

Nella tasca della mia giacca, stamattina ho trovato:
un paio di guanti di Anita
una minimoto
un gatto del Duplo
un guanto di plastica dell'Esselunga (quelli del reparto frutta e verdura)
un fagiolino
un disegno "bonsai"
una biro
due scontrini

E sto parlando solo della tasca sinistra, eh!

dancing

la canzone che ultimamente Elena balla molto volentieri.

11 dicembre 2010

bonton natalizio

Domanda fondamentale: da che giorno si è autorizzati a pronunciare la fatidica frase "se non ci vediamo più tanti auguri!"?

10 dicembre 2010

l'opera omnia

Penso sia il mio disegno più bello. Certo: è una copia di un disegno di Manara, qualsiasi scemo se ne accorgerebbe. Ma non è solamente una copia e basta.
Dovete pensare che quest'opera che mi costò quasi un mese di lavoro:
1 - era grande 2 metri di larghezza per 1 metro di altezza;
2 - l'avevo disegnata sul muro di camera mia, in una posizione strategica, in modo che, quando avevo la finestra aperta, dall'Aurelia si vedesse benissimo. Forse ho pure causato qualche incidente.



ringrazio sentitamente mio cognato Paolo per aver recuperato le foto dell'opera.

09 dicembre 2010

alla faccia del ponte

Lo so, lo so: non bisogna farsi prendere dal panico e dalla collera.
Però vi giuro che se avessi beccato l'untore o, ancora peggio, i suoi genitori li avrei uccisi a calci. Questo pensavo tra le tre e le quattro e mezza di notte, mentre soccorrevo Anita che vomitava e - in seconda battuta - mentre veniva colta da attacchi di diarrea.

"Ha detto il dottore che la gastroenterite non dovrebbe essere contagiosa".
Dovrebbe? DOVREBBE?
O lo è o non lo è, cazzo.
La scusa è sempre la stessa: visto che Dalia lavora da casa, per alcune persone questo significa che Dalia è a casa a fare niente. E quindi se non sai a chi lasciare il bambino e la babysitter non può a chi lo lasci? Esatto.
Però se c'è anche una sola probabilità che il bambino sia contagioso fai il favore di tenertelo a casa. Tanto più che Anita si becca qualsiasi germe vaghi nel raggio di 3 chilometri da casa nostra.

E quindi? Quindi niente, tra la pioggia continua e la malattia acquisita nostro malgrado è stato un gran bel ponte, questo dell'Immacolata. Proprio un gran bel ponte, non c'è che dire.

03 dicembre 2010

la banda Carabelli

Una ventina di giorni orsono sono stato reclutato dalla maestra dell'asilo di Anita per far parte di una band che prende il nome dall'asilo stesso. Scopo della band: suonare alla festa di Natale.
Voi cosa pensereste? Che bisogna strimpellare quattro accordi e dare il tempo ai bambini che cantano, giusto? Vi state sbagliando. E altrettanto mi sbagliavo anch'io, quando ho dato il mio consenso per far parte della band.

In realtà ho scoperto stamattina che i bambini non cantano proprio un bel niente. Lo spettacolo di Natale sono i papà (e una mamma) che suonano. Ma con tanto di batteria, basso, tastiere e quant'altro.
E allora la domanda sorge spontanea: in mezzo a un gruppo di gente che sa suonare veramente, io cosa ci faccio?

02 dicembre 2010

pura gioia

È con queste parole che l'ho descritta stamattina all'amico Fabio. Elena è proprio così. Oltre a essere una bambina con un carattere meraviglioso, è il ritratto della felicità. E ogni sera che torno a casa, appena apro la porta, se voi la vedeste come mi corre incontro tutta scoordinata non potreste che concordare cone me: una sensazione di pura gioia.
Sarà anche che attraversa un'età bellissima (pieno apprendimento, e - per adesso! - pochi capricci) ma Elena è uno dei motivi per cui vale la pena vivere.

In questo periodo è tutto un "e questo cos'è?" riferito ad ogni oggetto, persona, gioco che incontra sul suo percorso. Sia che già che ne conosca il nome ("E questo cos'è?" Risposta: "È una forchetta". Ri-risposta: "Sì"), sia che non lo conosca ("E questo cos'è?" Risposta: "È una cerniera". E allora cerca di ripeterne il nome).

Potrei raccontare altri mille episodi, aneddoti, modi di dire o altre cose simpatiche, ma non vi tedierò oltre. Mi basta scrivere questo post per ricordarmi, casomai in futuro ci fosse bisogno, di quanto questo esserino mi comunichi gioia e serenità.
Grazie, piccolina mia.

30 novembre 2010

l'accompagnatore

Meraviglioso disegno di Anita, raffigurante noi due mentre andiamo all'asilo in una giornata di pioggia.

28 novembre 2010

aria di festa

Oggi abbiamo fatto l'albero di Natale, primo simbolo della gioiosa festività che arriva.
C'è poco da dire: l'albero, con le palline, gli addobbi e tutto porta una ventata di allegria in casa e le bambine, Anita in particolare, vivono la giornata come una vera gioia.
È anche divertente fare l'albero insieme, come una vera famiglia da cartolina.
Anche se bisogna stare attenti: basta una telefonata al momento sbagliato e ti ritrovi con tutte le palline a gli addobbi concentrati in un unico punto, a circa un metro d'altezza.

23 novembre 2010

indovina la citazione - 9

1 - "Ma perché nun me sposi?"
"Ma che? me sarvo da una condanna e me ne vuoi appioppa' n'arta? A matta!

2 - "Dimmi un po' ragazzolo, tu conosci un certo Mario, che abita qua intorno?
"Qui de Mario ce ne so' cento"
"Mo sì, va bene Mario questo l'è uno che ruba."
"E sempre cento so'! "

3 - "Eh, mi so’ una ragazza seria, so’! Non posso mica andare a ballare con un ragazzo solo!"

4 - "Femmina piccante, prendila per amante; femmina cuciniera, prendila per mugliera."

5 - "Senti, lèggite i giornali domattina: a me me trovate nella pagina sportiva, all’avversario mio negli annunzi mortuari!"

6 - "Sono sempre i più meglio che se ne vanno."
"Eh, è la vita: oggi a te, domani a lui."

7 - "Dunque un modo per aprirla è quello della dinamite. Sistema che usava il famoso fu Cimin."
"Fu Chi Min? Chi è, un cinese?"
"Ma che cinese! Veneziano era! “Fu” sarebbe che morì, Cimin è il cognome, no?! Poveraccio, saltò in aria con tutta la cassaforte."

19 novembre 2010

per un nuovo miracolo italiano

Non sto seguendo il programma di Fazio e Saviano "Vieni via con Me". Non lo seguo per un motivo particolarmente terra-terra, ovvero che il lunedì sera ho il calcetto. E comunque, grazie a internet, posso tranquillamente godermi gli highlights (come si direbbe in gergo calcistico) il giorno dopo su Youtube.

A dir la verità, non trovo particolarmente simpatico ne' Saviano, ne' Fazio, però visto che - coincidenza delle coincidenze! - due giorni dopo la puntata che parlava di collegamenti tra Camorra e la Lega Nord, hanno catturato Antonio Jovine, noto boss camorristico (nascosto, badate bene, in casa sua), speriamo che questo programma vada avanti a vele spiegate.

Così magari nei prossimi mesi assisteremo a:
puntata sui collegamenti tra Camorra e Mafia -> cattura di Vincenzo Mazzarella, che si nascondeva a casa di Dell'Utri, il quale giura sulla testa dei figli di qualcun'altro di non conoscerlo per niente;
puntata sulla strage di Capaci -> cattura di Tonino, l'uomo che azionò il telecomando a distanza che fece saltare in aria Falcone; si nascondeva in una villa di Arcore: faceva l'addestratore di cani.
puntata sull'asse Camorra-Al Qaida -> cattura di Osama Bin Laden, che si nascondeva in un ufficio tutto vetrate di Wall Street;
puntata sulle correnti neofasciste in Europa -> cattura del vero (e ancora vivo) Hitler, che si nascondeva in una birreria dell'Alsazia; ubriaco perso, giorno e notte, cantava cori antisemiti, ma nessuno se lo cagava più. Hanno tutti di peggio a cui pensare.

18 novembre 2010

semplice, no?

Ieri ero ammalato, ma sono andato ugualmente in ufficio. Verso le 15,30 sono scappato perché tremavo dalla febbre. La classica febbre che mi viene quando sono molto stanco e il mio corpo lascia libero spazio ai vari germi che le mie figlie portano a casa, come simpatiche strenne natalizie.
Così oggi sono stato a casa, per riprendermi un po' e, riflettevo, che stando a casa:
• non ho bevuto i soliti 3 o 4 caffè al giorno
• non ho speso soldi per il pranzo
• non mi sono incazzato con i clienti
• sono riuscito a leggere quasi tutto il libro che avevo iniziato quest'estate
• ho passato del tempo utile con le mie figlie, e non le solite due ore, in cui riesco a malapena a far da mangiare, cenare con loro, mettere loro il pigiama e infilarle a letto.

La morale la trovate da soli, vero?

14 novembre 2010

io gli amici li scelgo

È incredibile come a 40 anni io riesca ancora a prendermi delle tronate colossali. Si potrà dire che sono un ingenuo, chissà. È che io alle amicizie ci tengo molto e non riesco a concepire che per gli altri non sia lo stesso.

Gurdandomi indietro, nella mia vita, vedo tante amicizie andate in fumo. E, mi viene da aggiungere, non per colpa mia.
Certo: con l'età ho capito e accettato il fatto che questo valore non per tutti abbia gli stessi parametri, quindi non ne faccio un problema. È così è basta.
Ma ugualmente riesco a prendere delle sberle in faccia che mi lasciano un po' rimbambito e mi viene da chiedermi come sia possibile.
La risposta è molto semplice: pregio o difetto che sia, io non so stare da solo. O forse sarebbe meglio dire che non mi piace stare da solo. Mi piace avere bisogno degli altri e che gli altri abbiano bisogno di me. Mi piace sentirmi circondato di gente che mi vuole bene.

Un esempio: martedì sera ci vediamo con degli amici per un aperitivo veloce. La frenesia dell'appuntamento fa sì che ci si scambino battute tipo "Ma quand'è che ci vediamo con calma?" "Facciamo una cena?".
Fino a una sorta di epilogo: "Facciamo questo sabato da me? Però ve lo posso dire domani?" Con il consueto entusiasmo rispondo "A me puoi dirlo anche sabato mattina, intanto noi siamo a Milano e difficilmente ci muoviamo".
Morale: è passata una settimana e io non ho più sentito nessuno.

Ecco: io ci rimango male. Non mi va minimamente di calarmi nella parte di quello che, con le braccia conserte, batte la punta del piede e dice "Allora?", perché penso che ognuno abbia il proprio da fare. Quindi aspetterò la prossima occasione.
Però più si avvicinava il sabato e più sentivo aumentare in me la delusione. Sabato sono stato in giro con le bimbe, quindi più di tanto non ci ho pensato, però sabato sera, quando ormai ero certo che non si facesse più nulla - ci pensavo e un po' mi sono intristito.

Questa freddezza o superficilità nei rapporti non mi piace. E non mi ci voglio neanche abituare.

La citazione cinemtografica è d'obbligo.

10 novembre 2010

i Re dell'invidia

Venduti, ruffiani, inutili, traditori: ho sentito chiamare i Kings of Leon in un sacco di modi in questi ultimi anni. E sinceramente non capisco perché. Perché la gente si debba sentire tradita da un gruppo musicale è un mistero che mi attanaglia non poco.
Vojo di': ma che v'hanno fatto? Vi hanno promessa amicizia eterna e poi sono venuti a casa vostra, vi hanno stuprato la nonna e dato fuoco alla cucina?

I KoL sono un buon gruppo pop/rock e basta. Cosa pretenda la gente da loro è un mistero. A me piacciono, non li idolatro e nemmeno li odio. I loro dischi sono piacevoli e quindi li ascolto, senza tener l'orecchio in bilico tra il "mi piace" o il "mi fa schifo".

Certo, preferisco il precedente "Only by the Night" alla loro ultima produzione "Come around Sundown", ma non ho nessuna intenzione di aprire gruppi "anti KoL" su facebook o altre scemate del genere.

09 novembre 2010

crolla, governo ladro

Mi prendo 5 minuti per dire una cosa sul crollo della Casa dei Gladiatori a Pompei.
Quell'imbecille di Sandro Bondi (perdonate i sinonimi), che dovrebbe essere il nostro Ministro della Cultura (oddio!) dice che la Casa dei Gladiatori non è crollata perché i soldi per la manutenzione e il restauro se li sono mangiati la camorra e la politica (riperdonatemi i sinonimi) ma a causa di un'infiltrazione.

Mi ricorda quando Giovanardi disse che Stefano Cucchi non era morto perché la polizia l'aveva pestato a sangue, ma perché era debole di costituzione. Se metto sotto Bondi e Giovanardi con la macchina, dite che il giudice mi scagiona perché sono morti "a causa della loro fragilità fisica che non li ha resi invulnerabili all'urto"?

07 novembre 2010

il ritorno della famiglia ravatto

Autunno, tempo di grandi ritorni sugli schermi. Dopo X Factor e il Grande Fratello, è giunta l'ora della Famiglia Ravatto*.
Le avventure di una simpatica famiglia sgangherata, alle prese con la pericolante vita di tutti i giorni.
Nel primo episodio i genitori sono alle prese con mal di gola e raffreddori fotonici di quelli che ti fanno parlare come Mami in "Via col Vento"; la figlia piccola con un raffreddore intasatubi che si perpetra da una settimana, mentre la figlia grande - vera protagonista dell'episodio - sfoggia una bella febbrona da cavallo, unita a lanci di vomito in pieno stile Linda Blair.
Con un'aggravante: l'unica cosa che ha mangiato in tutta la giornata sono dei biscotti Oreo (biscotti neri, farciti con la crema). Ergo: applausi a scena aperta per la scena del vomito a spruzzo di colore nero.



* ravatto= termine genovese che indica gli scarti, le cianfrusgalie e gli oggetti mezzi rotti. La cose che si trovano solitamente in soffitta, per intenderci.

04 novembre 2010

controcultura

Fabri Fibra non mi fa impazzire. Cioè: se di rap o hip-hop dobbiamo parlare gli preferisco di gran lunga gente come Caparezza. Però il ragazzo musicalmente parlando ha delle qualità, bisogna ammetterlo.

Il suo pregio, ma anche il suo difetto, è quello di aver creato dei gran polveroni, per fare in modo che si parlasse di lui. O bene o male, basta che se ne parli, si dice da tempo nell'ambito pubblicitario.
E lui è sempre riuscito a far parlare di se'. Tanto che io sono partito prevenuto nei suoi confronti. Poi un giorno sono incappato nel programma di MTV "in Italia" dove lui scorazzava in giro per lo stivale, mostrando la vita vera dei giovani di oggi, la vita di tutti i giorni. Quella che non fa mai notizia. E ho scoperto (ma lo immaginavo) che non è per niente un pirla.

Così ho voluto dare una chance al suo nuovo disco. Non mi piace per diversi motivi: innanzitutto non è il mio genere; in seconda battuta il suo modo di fare hip-hop è un po' troppo "gangsta style" per i miei gusti. Terzo motivo: le parole e di conseguenza le canzoni non sempre scivolano bene (su questo punto lui ci gioca anche un po'; in un paio di canzoni si autointerroga con frasi tipo "cosa ho detto?").

Però il disco non è da buttar via, anzi. Ma come? Hai appena detto che non ti piace!
È vero, però di dischi così ce n'è bisogno. C'è bisogno della critica sociale, dello sputtanamento dei politici e della presa per il culo dell'italiano medio. E se non lo fa un rapper chi lo fa?

Consigliata la sequenza "Più o meno", "Spara al Diavolo", "Controcultura" e "Vip in Trip" (che è anche il singolo; potete tranquillamente guardarlo/ascoltarlo su Youtube)

03 novembre 2010

indovina la citazione - 8

Questo film ha talmente tante citazioni, che ho avuto difficoltà a sceglierne così poche. E anche a sceglierne due o tre un po' difficiline, sennò che gioco è?


1 - Il preservativo è la scarpetta di vetro della nostra generazione.

2 - Devi considerare la possibilità che a Dio tu non piaccia.
Che non ti abbia mai voluto, che con ogni probabilità lui ti odi.
Non è la cosa peggiore della tua vita?

3 - Infilarti le piume nel culo non fa di te una gallina.

4 - Siamo cresciuti con la televisione che ci ha convinti che un giorno saremo diventati miliardari, miti del cinema, rock star, ma non è così e lentamente lo stiamo imparando. E ne abbiamo veramente le palle piene.

5 - Tu non sei il tuo lavoro, non sei la quantità di soldi che hai in banca, non sei la macchina che guidi, ne il contenuto del tuo portafogli, non sei i tuoi vestiti di marca.

6 - Ovunque viaggio una vita minuscola: porzione singola di zucchero, porzione singola di latte, panetto singolo di burro. Il kit per hobby Cordon Bleu a microonde. Shampoo e balsamo in un unico prodotto, campioncini di colluttorio, saponettine. Le persone che incontro a ogni volo sono i miei amici "porzione singola". Tra il decollo e l'atterraggio passiamo del tempo insieme, ci spetta solo quello.

7 - Le cose che possiedi alla fine ti possiedono.

8 - "Colpiscimi più forte che puoi."
"Cosa?"
"Voglio che tu mi colpisca più forte che puoi"

02 novembre 2010

indovina la citazione - 7

1 - "Come sta signora Leach? Io sono Alfred Manfrend Insen Jones. Sono della CIA."

2 - "Scusami per mio fratello, Ken, so che è poco sensibile. Ha avuto una vita dura. Papà lo picchiava sempre."
"Poco".

3 - "Voi inglesi... Voi credete di essere così superiori, vero? Beh, siete i rifiuti del pianeta. Un gruppo di pomposi, malvestiti, morti di fame, sessualmente repressi, teppisti del..."

4 - "Ora parliamo di mia sorella. È una ragazza molto molto sexy, capisco che tu voglia darti da fare con lei. Va benissimo, sbagliavo io, scusami. Ero geloso, va' tranquillo. Fai il porco, fa' pure. Scopatela fino a farla diventare blu. Tu mi piaci Archie. Io voglio solo essere d'aiuto."

5 - "Chiamarti stupido sarebbe un insulto per tutti gli stupidi del mondo. Ho conosciuto delle capre più intelligenti di te. Una scarpa ha quozienti di intelligenza più alti. Ma tu credi di essere un intellettuale, vero scimmione?"
"Gli scimmioni non leggono di filosofia"
"Sì, invece, solo che non la capiscono"

6 - "Non chiamarmi mai mai mai stupido"